giovedì 30 giugno 2005

 Per la faccia, almeno
Gridare “Al lupo, al lupo!” ormai non spaventa più nessuno, tanto meno i lupi. Con certosina pazienza, come quando, da piccoli si facevano le costruzioni con il Lego, il Governo del signor B. ha incastrato per benino i mattoncini della sua casa, tutta sua. Non bastasse l'equatore dentro il salotto, ha pensato di alzare la temperatura anche della nuova personale idea che ha della Giustizia. Perchè se è vero, come è vero, che gli errori si trascinano da tempo (e nessuno ne è immune, compresi quelli che adesso sdegnati fanno i punta piedi), è anche innegabile che a sparare alto qualcosa prima o poi si becca. Sdoganare truffatori, bancarottieri e delinquenti assortiti può pure andare bene, ma per snellire questa grassa e lenta Giustizia bisogna lavorare sui tempi: se un PM perde un processo non vi sia appello, che dobbiamo passare ad altro. Sembra impossibile, ma il sig. Previti stavolta non è d'accordo, che se gli uniscono il processo a quello per cui è già stato assolto il Premier di questo Stato, gli va di lusso e pure alla grande. Io già me l'immagino il futuro dibattito, che resterà una scuola di demagogia punto e finita. Tanto se si vuole il cammello passa pure per la cruna dell'ago: e che questi hanno già dimostrato che i giochi di prestigio riescono. Ecco, allora, mettiamoci l'anima e la testa in Pace, che fa sudare pensare troppo. Stringi stringi si arriverà dove vogliono loro, scioperi o non scioperi, Costituzione o meno (tranne, poi, tirarla in ballo ad uso e consumo e mai per più di tre righe, quelle che vanno a pennello). Però, mi si conceda, a Previti bisognerebbe condannarlo se non altro per la faccia che ha.

lunedì 20 giugno 2005

 Ma che Domenica è?
Ah, il Lunedì! Giorno che mi preannuncia sempre impegni a non finire. E quest'anno neanche un giorno (uno) di ferie. Allora, calma.
Bono Vox, leader degli U2, afferma di essere un “fallito, come Rockstar”: si vede che ha riascoltato l'ultimo album del suo gruppo.
Schumacher dice che la schifezza di ieri è stata “comunque una bella gara”: è decisamente brutto invecchiare, anche in Tedesco.
La Lega ha inventato il “Neuro”, moneta con cui si paga già in alcuni ristoranti: di neuroni nel cervello loro, invece, neanche a parlarne.
In Romania si usa crocifiggere le suore malate di schizofrenia: mi domando come si possa parlare ancora di umanità, in certi casi.
Prodi dice che “Va tutto bene”, riferendosi a queste benedette primarie: mi sa che ha già iniziato il tirocinio da Presidente del Consiglio.
Jennifer Aniston è incazzata perchè Brad Pitt la tradiva con Angelina Jolie: bastardo, Lui, ma mica scemo.
L'Ocse smentisce i discografici: il P2P non danneggia l'Industria della musica, anzi, in certe fasce fa aumentare le vendite. Ecco, smettiamola di rompere le palle a quelli che si scaricano quei due o tre brani.
Totti e la Blasi sposi: speriamo che il viaggio di nozze duri tre mesi, così stanno fuori dai maroni che ci hanno scassato.

Dedico questo post all'ineffabile Fetish, che è molto più bravo di me.

Up Date: non riesco a farmi passare la stanchezza, non riesco a mollare il lavoro, non riesco a smettere di ascoltare i Coldplay (boni...poi ne parliamo) e non riesco a mettermi al PC per più di dieci minuti di fila. Perciò la scampate anche oggi. Grazie ad Andrea per quello che sa, e a mia moglie, che sa trattare con i muratori. Torno nel limbo, ma non dispero. (E non riesco ancora a commentare sul "Il Cannocchiale": filtri neo-con?).

Up date del 22: non ci sono scappatoie davvero, in questa settimana. Rapide e fugaci apparizioni (tranne che su "Il Cannocchiale": lì deve esserci sul serio il neo-con di guardia alle porte...) qui e là. Dovrebbero abolire per Legge le ore che vanno dalle 11 am alle 22 pm: che le lasciano a fare, se non si respira? In Finlandi non vado: ora è escluso, visto che il signor B. ha pensato bene di spararne un'altra delle sue. Però ha coraggio da vendere, non c'è che dire: fare il playboy con questa Signora è davvero un atto di grande sprezzo del pericolo...

Up Date del 24: anche se, penso, possa interessare solo tre persone (giustamente), avrei una gran voglia di scrivere. Purtroppo è tutto il resto che ha la precedenza. E la cosa non mi rende particolarmente felice...

sabato 18 giugno 2005

 Avanti, però...
“Cara Silvia,
insomma ho dovuto riprendere il filo del discorso Referendum, che mollarlo lì dopo tutti i commenti mi sembrava brutto, ecco. Che poi io abbia usato dei luoghi comuni, lo so, è un problema. Che mi dibatto nel mio essere solo un Cittadino, mica Solone o che. Da quando ho il Blog, però, mi piace di più il confronto: è più largo, immediato, vero, se ti va. Ci sarebbero quei tre o quattro mila aspetti da analizzare, dopo il voto del 12 e del 13. Tutti meritori, tutti importanti. Perchè se c'è una cosa che non si può negare è quella che questo Referendum ha spostato davvero montagne; di parole, di opinioni, di carta e magari anche di cazzate. Io avevo sottolineato un fatto, quello del modo di porsi della Chiesa. Perchè proprio quello mi aveva colpito di più. Non per la storia del Komunista strozza-preti, che non ci crede nessuno, tanto meno io, ma perchè la ritengo un segno di un certo revanscismo di politica Cristiana. Con questo, poi, mica intendo dire che chi fa questo è una classe di ignoranti e cialtroni, tutt'altro: sai che queste scorciatoie non mi appartengono (sebbene sarebbe più facile). Non posso negare che gli interventi dei Grandi Prelati mi hanno infastidito, ma per il motivo che io credo che questa sia una Legge sbagliata, da riscrivere, da rivedere, da ripensare. D'accordo, è il loro mestiere, nessuno glielo toglie, ma è anche vero che il sub-strato italiano è Cattolico al midollo e mi pare che non ci si scansi da questo. Come dire che far leva su assi così robuste non può non portare a dei risultati, 99 volte su cento quelli voluti. Aggiungici due o tre politici di peso che, ritornando all'oratorio per un paio di giorni, dicono di fregarsene o di astenersi: e che vuoi, che sia d'accordo? Non si può pensare che il dichiarare di non volere dire “Sì” o “No” sia una scappatoia. Sento e leggo di messaggi che la Sinistra non ha recepito (pure con fare minaccioso, e lo dicono uomini grandi e grossi: sai che paura...) il messaggio arrivato dalla sconfitta: può darsi. Come può darsi che non si sia spiegato abbastanza, che non si stata fatta chiarezza a dovere. Insomma, Silviè, da qualche parte c'è qualcosa che non va, finanche in 'sto Referendum che va radicalmente ripensato. Però questa “battaglia” (mettiamoci le virgolette, va) io sono stato contento che sia stata fatta. Lo vedo comunque come un tentativo di crescita e tu sai come io ami pensare che di crescere non si finisce mai. Perchè dobbiamo diventare Cittadini più consapevoli e maturi, avere il coraggio di discutere con tutti e di recepire le idee valide, da qualsiasi parte provengano. Ma lasciami anche essere come sono, con le mie convinzioni (accettabili o meno), con la mia voglia di cambiare questo Governo, con tutti i miei difetti e mancanze, in primis quella di non esser troppo chiaro, forse. Che così voglio che il mio cammino continui, perchè solo gli idioti non cambiano idea, ma è altrettanto vero che solo i fessi si danno per Vinti in partenza.
Un bacio dal Sellerone tuo...”

martedì 14 giugno 2005

 Il fiero pasto
Di certo, dalla sconfitta di questo Referendum, devono nascere una nuova forza di idee. Oggi si esalta il lato maturo e moderato di coloro che hanno affossato questa Consultazione (Inciso: vedere Berlusconi prima sbattersene altamente e poi gridare alla vittoria “dei moderati di buon senso, cioè Noi” è fastidioso come avere una zanzara di notte in camera da letto), creando un equivoco che ha molte chiavi di lettura. Quella più palese e finanche lontanamente (nel tempo) intuibile, è quella della grande voglia che gli Italiani hanno di una politica “alla DC vecchia maniera”. Di certo non è stata solo la Chiesa, con i suoi appelli fondamentalisti, a far lievitare il numero degli astenuti, ma anche gli stessi Elettori che non si ritrovano in nessun schieramento. O, meglio, quelli che auspicano una Politica (in senso generale) più moderata e, quindi, riconducibile a quella grande area che stagna nel centro. Vedo, in questo, il bisogno di non scegliere, quello di essere sempre e solo maggioranza silenziosa: il desiderio di farsi guidare da quelli che possono sembrare gli “insegnamenti” giusti, pronti, come siamo, a rimettere la corazza di Stato profondamente Cattolico. Ovvio che la Chiesa Italiana si butti a pesce su questa gran massa di ignavi, sdoganata com'è ora da i suoi ragionamenti riguardanti la perdita di “guida” che l'Italia subisce, incapace com'è di coniugare nella maniera migliore (cioè quella che piace al Vaticano) le giuste Istanze Laiche alle profonde verità della Fede. Un pasto succulento, a cui ambiscono partecipare anche gli schieramenti Politici (entrambi, diciamocelo), e che mai si sono resi veramente autonomi dall'Ombra di questi dettami. Il tutto condito dalle nuove elucubrazioni teo-con (termine di moda), che rafforzano le tesi di coloro che si barricano, in mancanza di argomentazioni migliori, dietro un Credo Assoluto che si pone ben al di sopra di ideologie, di qualunque tipo, che vengono viste come malattie da cui vaccinarsi. Probabilmente sta qui l'inghippo, sta qui il terreno su cui trovare delle idee nuove. Sì, perchè da questo Referendum sorge anche impellente il bisogno di un confronto anche, anzi soprattutto, culturale, che permetta di controbattere in maniera forte coloro che scendono in campo impugnando una croce e una penna. Una via che potrebbe ridare fiato al laicismo sano che deve permeare una Nazione moderna ed attenta al futuro: una Nazione diversa da quella di adesso, che ha bisogno di concetti nuovi e di nuovi impegni. La Nazione in cui mi piacerebbe vivere.

Up Date: è assolutamente straordinario come le persone possona complicarsi e complicarti la vita. Grazie ad alcune di queste, che amano moltissimo la Cina, sopratutto perchè là il lavoro non costa nulla, sono costretto a delle sfacchinate degne di Ercole. Perciò, ad maiora.
Nota: non pensavo che questo post potesse sollevare accesi commenti, ma ne sono contento e ci tornerò su (anche con te Silviè, a bella mia! Che te vojo un bbene...! :-) ) . Non sono anti-clericale per partito preso, vorrei fosse compreso: neanche, però taccio quando si va oltre un limite che dovrebbe essere ormai chiaro. E resto dell'idea che gli Italiani la DC o chi per essa, la rivogliono, eccome.
A presto.
Up Date 2: in effetti sto cercando di sgombrare un pò la testa dal Referendum, anche se dirò ancora qualcosa. ma poi spero si andrà avanti. Deve essere il caldo: io non sono un soggetto che si delizia alla canicola, tutt'altro. Cerco lavoro verso la Finlandia, che almeno lì il testone sta al fresco.

domenica 12 giugno 2005

 La matita e lo specchio
“Cara Stefania,
il grosso ed impetuoso fiume che ha diviso questo Paese come non mai ormai ha placato la sua corsa. Oggi e domani si saprà, finalmente, cosa pensiamo di questa Legge 40 e come e se vogliamo cambiarla. Non ho memoria corta, lo sai, ma non rammento una così grande e vasta (anche se non sempre attendibile) mobilitazione pro o contro negli anni recenti. Potrebbe essere un segno positivo, guardandolo in una certa prospettiva, ma anche un sintomo di rinnovata faziosità cieca ed un po' bieca. Tutte le parole, i dibattiti, l'informazione e la contro-informazione (la dis-informazione ormai è appannaggio solo della TV, cara creatura) non so se siano riusciti a scacciare dubbi, perplessità ed incomprensioni. Io so che ne sono stato stordito, fino a perdere, quasi, il filo del discorso. Che poi la matassa sia e rimanga bella ingarbugliata è cosa che non possiamo eludere. Perchè non si può pensare che un tema così vasto, che accoglie in sé la morale, la ricerca scientifica e la visione religiosa si possa esaurire con una crocetta a matita. E qui sta anche l'equivoco. Si potrebbe ipotizzare che il Referendum sia la punta di un iceberg, ben più vasto e che naviga senza rotta: è la montagna di ghiaccio del nostro essere Cittadini, persone, della nostra visione della civiltà, della nostra maniera di vivere e pensare al futuro. Allora ci dovrebbe essere anche un piccolo specchio, in quella cabina. Così che prima di scrivere qualcosa (qualsiasi cosa) noi potessimo guardarci negli occhi e domandarci se è davvero “solo” questo, o se “solo questo” non sia che una piccola parte di tutto quello che dovremmo fare, affinchè questa nostro essere persone non si fermi, ma continui a divenire.
Però mi sa che la spesa elettorale sarebbe troppo elevata e molti lo specchio se lo fregherebbero, per potersi truccare ancora una volta e nascondersi.
Ti abbraccio.”

mercoledì 8 giugno 2005

 Alzi il dito, prego
“Cara Elisa,
meglio di me sai come, in questi giorni, ben altre questioni siano dibattute ed analizzate in ogni dove. Fino ad arrivare al parossismo, cosa che bene non fa. Però, di contorno, come sempre, nel nostro Paese, ci sono accadimenti indicativi, tutto sommato, di come ci stiamo svilendo. Tu sai che a me Biagi non è mai particolarmente piaciuto: troppo accondiscendente, troppo “a modo”, in certi casi perfino innocuo. Il suo è un modo di fare giornalismo di vecchio stampo, fatto di pacatezza e coerenza. Quella sì, quella l'ha avuta sempre: merito non da poco, e non certo di tutti. Che poi sia stato sbattuto fuori dai diktat vecchia maniera (quella dei Feroci Comunisti) non ci deve stare. Da allora è duello, in grana grossa, tra Lui e il Cavaliere. Adesso che il “Corriere” cambierà mano, si sfaldano anche le retroguardie a difesa di quest'anziano uomo di giornalismo. Però non si può sempre far finta che certi atteggiamenti siano solo espressione di una sana voglia di scherzare, di sdrammatizzare. Perchè anche i gesti dipendono da chi li fa. Vedi, Elisa, se io mando a fare in culo qualcuno con il ditino, dipenderà dalla situazione valutare se io sia un maleducato o se potesse esistere il ragionevole dubbio di aver ragione. Se lo fa il Capo di un Governo, un giornalista lo nota e può dirlo. Fa pure bene. Perchè l'educazione non si insegna a Scuola e quelli che Governano sembrano fermarsi alle Elementari (la seconda, più o meno). Poi ci costruiamo sopra anche i castelli di sabbia e da lì torniamo alle Bulgarate, all'onestà, al “Lei non sa chi sono io” (lo sappiamo, invece, e purtroppo). In tutto questo rimaniamo in mutande, come Dalla in quella canzone. Ed è davvero meglio stare in casa, che a uscir per strada c'è un po' da vergognarsi. Non dirmi che sono il solito musone. Ho, semplicemente, un altro “sense of humor”. Che vuoi, invecchiando (ma solo un poco) evidentemente si ha più tempo per studiare.
Ti abbraccio.”

P.S.: La Cantoni “è viva e sta bene”, mi scrive il Telefonino. E allora perchè non la togliamo da lì, una volta per tutte, che sono convinto che a casa sua starà ancora meglio.
Questa altra notizia mi ha rattristato un po'.

Up Date: questi giorni sono molto caotici e impegnativi. Grazie a quelli che passano a salutare, graditissimi: mi rileggerete, bontà vostra, Domenica. Ma se non lo fate è perchè mi auguro siate andati a VOTARE.

Up Date 2: la notiziona bella è la liberazione della Aubenas e del suo collaboratore. Poi c'è Valentino che continua le sue magate. Quella meno bella è l'affluenza al voto solo del 4,6% degli Italiani. Ed io che non voglio trovare argomenti, oggi. Che fa freddo, va. (Comunque continuo a sperare che con le ore i votanti aumentino e che anche domani qualcuno trovi il tempo...).

lunedì 6 giugno 2005

 Referendiamoci
Visto che, ormai, si potrebbe fare un Referendum su qualsiasi cosa (non sto parlando di quello del 12 e 13 Giugno prossimi: quello è importante e bisogna andare a votare), come ci insegna l'impagabile Lega Nord, ne propongo alcuni di basilare importanza per il Nostro Paese (che poi diventiamo come la Svizzera: ogni dieci minuti un Referendum e l'Industria delle Matite che alza il PIL).

1) Reintroduzione dell'obbligo dell'uso dei segnalatori visivi (volgarmente detti “frecce”) per segnalare qualsiasi spostamento sulle strade (senza distinzione tra Destra e Sinistra).
2) Abolizione del “Festival di Sanremo”.
3) Reintroduzione della dicitura “Coppa Dei Campioni”, che “Champions League” non piace neanche ai sassi.
4) Referendum per chiedere o meno la restituzione della “Coppa Dei Campioni” 2004/05 al Milan, così la smettono di frignare.
5) Abolizione delle “Tribune Politiche” televisive, a favore di programmi educativi sulla Finanza Creativa, la compra-vendita di immobili e su come diventare portaborse.
6) Istituire l'obbligo di una visita psichiatrica semestrale per tutti i Parlamentari, con risultati pubblici: la Lega Nord ha il biglietto numero uno.
7) Votazione per mandare in pensione obbligatoria Mike Buongiorno, Pippo Baudo e Maurizio Costanzo.
8) Estensione della fascia protetta in TV anche per i programmi della De Filippi.
9) Obbligo di scegliere, per i propri figli, gli indirizzi degli Studi fino all'Università compresa.
10) Abolizione delle ferie Pasquali e dei Ponti infra-settimanali, dannosi alla salute e all'Economia.

domenica 5 giugno 2005

 Visions of China
Ripropongo oggi un post pubblicato a suo tempo sul Blog "Out". E' Domenica per tutti...

Inutile fare finta di niente:il Drago si è svegliato. Ovunque,dall TV alla radio,ai bar è tutto un proliferare di voci e commenti sulla Cina. Non più tardi dell'altro ieri,in una riunione Aziendale,è stato detto “...in Cina ci dovremo essere”. La voce autorevole di Ciampi ha parlato di levare l'embargo sulle armi,dettato dalla Comunità Europea nel lontano 1989,dopo Tienanmen. Un florilegio di potesi,idee,constatazioni. Al di là del fatto economico,io credo esistano mille Cine diverse. Questo immenso continente vive le contraddizioni di una Storia asfittica,profondamente mutata dal regime Comunista che tuttora governa. Certo,ormai sono cadute le barriere più evidenti,quelle che impedivano persino l'accesso a determinate aree geografiche. In onore,ovviamente,del Dio Denaro:un Mito fasullo che abbiamo tutti contribuito a costruire. Innegabilmente il corso degli eventi è cambiato proprio in quel 1989,con i morti sulle piazze,gli studenti contro i carri armati. Un'implosione non ancora del tutto deflagrata. Molte voci,unanimi,si sono levate contro l'ipotesi di ritiro dell'embargo,in nome di quei Diritti fondamentali dell'uomo che in Cina sono ancora,sistematicamente e volutamente,violati. Certo,nessuno sente la necessità di parlare dello stesso argomento riferito,che so,alla Nigeria o a tutti quei Paesi dove sussistono violenze atroci e guerre sanguinose e virulente. Perchè la Cina,adesso,fa comodo:è uno scudo contro la caduta delle Economie Occidentali,sempre più desiderose di espandersi,ma, inevitabilmente bloccate dalla saturazione dei mercati “tradizionali”. Al di là dell'indubbia convenienza (ma,sia chiaro,solo per l'Occidente).il mercato Cinese ed Asiatico,in generale,rappresentano la chiave di volta per un'ulteriore crescita dei fatturati e della ricchezza dei Paesi già economicamente superiori. Eppure trovo che ci sia una dicotomia palese e sta proprio nel fatto che la Cina è talmente vasta e culturalmente diversa,al suo interno,da non poter recepire in maniera egualitaria il beneficio che potrebbe derivare dalla sua apertura ormai così evidente e voluta. Milioni di persone non trarranno alcun miglioramento dalla inevitabile “invasione” tecnologica e produttiva delle nostre Aziende;si evidenzieranno ancora di più quelle già grandi differenze sociali e,soprattutto,economiche che di fatto persistono tra le varie Regioni della Cina. Senza scordare che per agevolare tutto ciò stiamo dimenticando i misfatti del Governo Centrale Cinese,reo confesso di migliaia di esecuzioni capitali ogni anno,di mascheramenti e negazioni sulla condizione di molti milioni di donne,ancora sfruttate e persino vendute,per non parlare della quasi totale mancanza di informazione libera e di accesso ai mezzi di comunicazione (leggi Internet) da parte del Popolo. Mi pare che prima di essere così veloci nel togliere divieti (sacrosanti) e spianare la strada agli Imprenditori,bisognerebbe,una volta di più chiedersi dove finisce l'etica ed il rispetto per i diritti fondamentali. Di queste cose quelli che vogliono fare soldi non se curano,è ovvio,ma è tuttavia lecito domandarsi se è morale ragionare sui soldi scivolando impudentemente sul sangue di persone che chiedono solamente ciò che gli è dovuto:rispetto e libertà.
Demagogia finchè si vuole,ma tacere e spendere è peggio. 





 

venerdì 3 giugno 2005

 Afoni?
Ci sono parole che mi piace prendere come tonico, in questo inizio di Estate già fastidiosamente canicolare. Oggi sono quelle di “Insolita Commedia” che in questo post dice ciò che altri dovrebbero affermare. Una cosa che è sempre mancata, in questi ultimi tempi, a Sinistra (per quanto questo termine si sempre più nebuloso) è la forza di un innalzamento dialettico, da contrapporre alle argomentazioni urlate e fin troppo chiare della parte avversa. A chi, come me, è dato solo di essere uno zero nella casella dei numeri, non può sfuggire che l'essere sempre ragionevoli, bravini e compitini, non paga: o, almeno, non dà i dividendi desiderati. Il caos che regna nell'Unione è la facciata di un Palazzo dove le stanze sono ancora chiuse a chiave e ci si ritrova al bar, per fare due chiacchiere. Ma se in quelle stanze deve albergare un'Italia diversa, forte e rappresentata, sarà meglio spalancare le finestre, perchè l'aria giri. Solo così, spazzando le incertezze, qualcuno (molti, spero) riusciranno a comprendere le ragioni che dovrebbero portare al cambio di rotta. Sembrano discorsi triti, fritti e digeriti: eppure la gara ad ingarbugliare la matassa sembra essere lungi dalla fine. Ed ogni giorno che passa comporta l'assottigliamento della pazienza di chi aspetta risposte, non baruffe e tardivi pentimenti. Per quelli ci sono, a chi lo desidera, reality-show e incontri Parlamentari. Qui si dovrebbe parlare di cose pratiche, della Vita di una Nazione intera. Una Nazione che non ha tempo per tentare di udire una Voce flebile. Proprio no.

giovedì 2 giugno 2005

 Che Casinò
L'altra volta sembrava una barzelletta, sono riuscito a glissare. Ma quando, ieri, Gatto Silvestro Tremonti mi è tornato in mente, poca voglia di ridere. E' stato aggiunto un articolo (il 14) al Decreto per la Competitività (di chi?) che permette concessione di beni demaniali marittimi per 90 anni: ed al comma 9 (leggere sempre le clausole in piccolo, Zio Paperone insegna) si scavalca qualsiasi Autorità, dando mandato a chi usufruirà di tale concessione una libertà pressochè totale. Alla fine, questa benedetta Finanza Creativa davvero ha i conigli nel cappello. Questi, che ci si auspica, siano gli ultimi colpi di coda di questo Esecutivo, non risparmiano a noi imbelli lo stupore. Le nostre bellissime coste, già massacrate da palazzinari, egoismi, sfruttamento ed ignavia, adesso dovrebbero apparire come dei piccolo Paradisi, pieni di nuovi Resort, Casinò e quant'altro possa “allietare” le giuste Vacanze degli Italiani. Ma se ci conosciamo, dovremmo guardarci in faccia: questa è la bandiera a scacchi per i delinquenti, per i borgatari assetati di villa e piscina e per tutti quelli che all'ambiente non ci pensano, proprio mai. Un mondo sempre più piccolo, inquinato, caotico. Non ci si aspettava altro, da certa gente, certo. Intrippati dal liberalismo del soldo, sfregiando il Patrimonio che ci è stato regalato, illudono e speculano. Ed intanto la forbice del benessere si apre ulteriormente: ci sono 4 milioni di famiglie pesantemente indebitate per avere una Casa, per avere un Diritto. Ed allora mi domando chi si godrà questi nuovi lidi scintillanti di cose, di casino. Senz'altro gli stranieri (sempre meno, in Italia: ne vanno di più in Cina) e quelli che pensano che questo Paese sia benestante, bello e facile. Perchè i soldi li hanno. A tutti gli altri TV e ventilatore.
Grazie.