giovedì 29 settembre 2005

 La copertina
                                                                               


 


“Duce si diventa”;
“Compendio al Catechismo della Chiesa Cattolica”;
“Carabinieri arrestati”;
“Kate Moss tira”;
“Ci sarà un'amnistia nel 2005”;
“Foto ragazze di Disneyland”;
“Sono Friulano e sono contento”;
“Storie divertenti sulle coppie di fatto?”.

Mi pare che per oggi ce ne sia abbastanza.
Guardo e mi ritiro in Camera di Consiglio.


mercoledì 28 settembre 2005

 "Singolar" tenzone
Si poteva pensare che, ad un certo punto, si sarebbe arrivati fino al parossismo. Da una parte, con grande clamore, sembra che si sia tornati alle Crociate. Dall'altra non si nasconde nemmeno più per pudore la genuflessione nei confronti del peso politico della Chiesa e dei suoi elettori. In questo caso l'acqua calda è già tiepida: da sempre, chi più, chi meno, chi con leggerezza e chi con impudicizia, hanno attinto alla fonte dell'elettorato Cattolico. Invece il tono “da pugna” del Ruini è sintomatico delle nuova via “dell'oltre Tevere”. Ci sono persone “inaffidabili” (Fini) e, pare, altre gradite (la Moratti, sich!) che possono affrontare il disdicevole Unionista Prodi. Insomma, un imprimatur di mica poca portata. Tra un po' saremo di nuovo agli anatemi ed ai processi, mi sa. Che cosa più fastidiosa di una ingerenza è la ragione per averla e punto. Autorizzata da chiunque, ma proprio tutti (convertiti nuovi e indecisi vecchi), la corazzata di Ruini sa che non può perdere, comunque. Chè in questo Paese di gambe ce ne sono tre: una sana, che tenta di sorreggere le altre due. L'una, malata, e claudicante. L'altra rinvigorita dalla nuova impostazione Vaticana. Di far da soli non se ne parla. Qui non è più questione di patti, ma di spartizioni. Amen.

domenica 25 settembre 2005

 Sunday Dispenser

Cartoon.
Tremonti e Fazio a Washington. I misteri di Silvestro e Titti.

Palle.
Stenta a decollare “Serie A” di Bonolis: troppo lungo, noioso. La palla è rotonda e pesante.

Prosit.
Pare che Bush sia tornato a bere. C'è speranza che ora ragioni.

No problem.
"Non vedo una sola cosa che faccia impensierire i cittadini del Sud", dice Berlusconi. A parte il lavoro, la criminalità e la malasanità il resto è a posto.

Export.
La nuova fidanzata di George Clooney è Pugliese. Un export che fa tirare.

Naufraghi.
Da quest'anno il premio per chi vince “L'isola dei famosi” sarà tornare a casa. Gli altri restano lì, che noi non perdiamo nulla.

Mondiale.
Dopo la vittoria Mondiale, Valentino Rossi si è messo in posa con un gruppo di tifosi vestiti da sette nani e Biancaneve. Non sapevo ci fosse una delegazione della CDL presente.

Si diventa.
Feltri scrive l'introduzione ad un'altra biografia di Mussolini, “Duce si diventa”. Pirla si nasce, però.

Arte in pericolo.
Il fiato pesante può rovinare i quadri, secondo un ricercatore Inglese. Ferrara dovrà accontentarsi dei poster, insomma.

TV.
Le Tv non sono imparziali, dice Prodi. Perchè, esiste una televisione Italiana?

Soldi & uomini.
Alla Ventura piacciono gli uomini sposati; la Falchi lo afferma, dicendo che la conduttrice si interessa troppo a suo marito. A suo marito o alle sue quote?





mercoledì 21 settembre 2005

 Pacs Vobiscum
Riguardo ai PACS, immagino si sappia come la penso e come io non sia contro ciò che la Chiesa dice, perchè lo  deve dire. Questione di mestieri. Ognuno dovrebbe sempre fare il suo al meglio, con dedizione, buona volontà e convinzione. Si rafforzano le tesi di Ruini, a sostegno del quale Sodano parla di “...desideri, non diritti”. Ora, mi pare di poter dire che il legittimo desiderio di avere un diritto è cosa sacrosanta. Se uno Stato propugna la sua Laicità (vedi Ciampi e Risorgimento), si parla anche di diritti dei cittadini. Non vedo (sarà miopia?) come confondere un dato di fatto, che aiuta a vivere meglio, che dona delle agevolazioni e che rende eguali le persone, come il diritto, con un'aspirazione. Non semplicemente dicendo questo si aggira il problema: che è problema di coscienza, ma anche di oggettiva visione del cittadino. Se “..lo Stato non può stravolgere la famiglia”, neanche può pensare che ci siano famiglie di serie A e quelle di serie B, sempre parlando di diritti. Mi pare che il gioco sia abbastanza duro e con poche soluzioni a portata di mano. Invitare i Cattolici a schierarsi mi va bene, ma, in coscienza, premetto anche la soluzione reale di un problema reale, che non è un “contratto individuale” come paventato ancora da Sodano. Pericoloso è questa divisione tra individualità e collettività, dove il senso generale di uno Stato sta proprio nell'eguaglianza di tutti. E quando dice che la Chiesa non entra nel merito politico della cosa, beh, sinceramente, mi pare che non sia vero. Però il suo mestiere lo fa bene.

martedì 20 settembre 2005

 Fate Vobis
Presi e compresi dalle esternazioni del vero Premier di questo Paese, il Ruini, ieri un po' di persone si sono dimenticate che era in atto uno sciopero dei penalisti contro la riforma di Castelli. Chiamatela “Salva Previti” (sich!) o “Ex-Cirielli” la sostanza è quella. Se ne è parlato a lungo, ma adesso i tempi sono stretti e la (vana) speranza che decadesse insieme alla Legislatura è naufragata. Non mi stupisce che ci si abbia pensato, né che molti la propugnino come salvifica via per fare diventare la Giustizia più veloce e giusta. Non mi stupisce perchè anche una distorsione costituzionale, come questa, può allettare chi, in un paese di furbi, è ancora più scaltro. Può, e non lo nego, infastidirmi l'uso che si fa di un atto sovrano, come la Costituzione è sempre stata: sembra che la sua valenza sia disconosciuta o piegata a qualsiasi volere. Atto grave, gravissimo, che pone le fondamenta ad un ribaltone le cui conseguenze potranno sentirsi per molti anni. Ma anche questo è un qualcosa di cui ci si è abituati. Ora giunge anche la divisone netta che ci sarà tra giudice o pm: o questo o quello, senza remore. Naturalmente (altrimenti non potrebbe essere), l'A.N.M. Insorge. Si sa come sono queste toghe: pronte a tutto pur di scioperare, di non lavorare. Rossi, tutti quanti: bolscevici e gran rematori d'opposizione a una Giustizia finalmente libera e sovrana. Abusare dello sciopero non è mai giusto, ma mi chiedo come ci si senta ad avere le mani legate con il filo elettrico, senza possibilità di far fare marcia indietro a chi taglia di netto la prescrizione del reato, sapendo benissimo che i tempi di un processo penale sono biblici (se non stellari). Un'amnistia infinita, perpetuata “ad libitum”, che fa camminare tre centimetri dal suolo una bella schiera di indagati (e condannati) “eccellenti” (in cui eccellente si riferisce solamente alla loro insolenza e volgarità). Ecco, allora, che il teatrino alza il sipario su queste inestinguibili astuzie, su ribaltamenti di pensiero e sulla piega voluta per definire una giustizia, non la Giustizia. Belli i tempi, se mai sono esistiti, in cui questa era eguale per tutti. Adesso, oltretutto, toccherà togliere quella scritta dalle aule dei Tribunali. Si potrebbe sostituire con un più leggero “Fate Vobis”.

* Ci tenevo a segnalare, tra i molti dedicati all'argomento dei PACS, questo post. Ne riparliamo?

domenica 18 settembre 2005

 Sunday Dispenser

Piove. Governo normale.

Decisi.
La Rice: “Saremo inflessibili con l'Iran”. Li spezzeremo, ma non li ascolteremo.

Birra e voti.
In Germania dieci milioni di persone non sanno per chi votare. Il wurstel o la birra?

Fermi!
In Puglia un comitato ad hoc garantirà che non vi siano raccomandati nei concorsi pubblici. A Roma verrà mobilitato l'Esercito per lo stesso scopo.

Trattiamo.
Sulle coppie di fatto si tratta. Diritto di scambio dei favori.

Record.
A Ponza due sub sono rimasti dieci giorni sott'acqua, un record. Noi siamo da cinque anni nel guano: record pure questo.

Riscritture.
"Ho fatto tardi perché ero con Silvio a scrivere la legge elettorale". Benigni a Roma. La Tigre e il pirlone.

Salvaguardia.
Un paio di pornostar scenderanno in campo (letteralmente) contro la caccia. Salvare gli uccelli, ma quali?

Preoccupazioni.
I Padani sono preoccupati perchè ci sono troppi bimbi stranieri nelle nostre scuole. Io sono preoccupato che ci siano troppi padani, nelle scuole.

Diversità.
Kate Moss tira coca e finisce in copertina. I nostri politici lo fanno da anni e neanche uno straccio di trafiletto.

Nessun favore.
Pupo s'incazza perchè si dice sia raccomandato da un partito politico. Mazzette e malloppi.

(Il carattere è più grande. Va meglio così?)

lunedì 12 settembre 2005

 Patè d'animo



Siccome il periodo non proprio “commedia all'italiana” perdura, ho preso una piccola, piccolissima decisione.
Per qualche giorno mi rintano.
Me ne sto a cuccia e non scrivo.
Devo sistemare un po' di storie (chè, credete che ve le dica? Non vi sono bastati gli ultimi post deliranti e molto personali?).
Così vanno le cose.
Quando si è scarichi è meglio non romperli, i coglioni.
E siccome non sento di aver cose da dire è pure meglio stare muti.
Mi dedico a qualche mail, a passare a visitare i Blog altrui, a pensare ai cavoli miei, al disco di Sylvian e di Kate Bush che verranno (anche a quello del Liga, ma con molta meno impazienza), ai libri da finire e a quelli appena arrivati, alla pupattola e alla di Lei madre, alla casa e ai casini, al lavoro e a pensare come cazzo farò a trovare 1000€ in più anche per il prossimo anno.
See you later.
(In effetti avrei potuto risparmiarmi e risparmiarvi queste righe: andarmene per un po' e punto. Ma si sa che sono un inguaribile narcisista).
Up-date: se volete farvi due risate alle spalle del sottoscritto andate qui. Ovviamente l'autore è già stato minacciato, querelato ed abbracciato.



 



 

domenica 11 settembre 2005

 11-9
"Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine".

Oggi molti si stanno dando da fare, che è uno di quei giorni che nessuno vuole e può dimenticare.
Ma siccome ognuno di questi è bravo, sembra avere la verità in mano e nella testa.
Io, che bravo non sono, non dico nulla.
Lo lascio fare a uno che, anche da morto, a tutti questi glielo tira ancora in tasca.

sabato 10 settembre 2005

 Tempo per il tempo
Non cadere nei rimpianti, non cadere nel se fosse stato.
E' questo contro cui mi trovo sempre a combattere con armi spezzate e lise.
Quello che negli occhi non passa più e ci scordiamo il dolore oltre il quale non sapevamo esserci altro. Il mio cerchio si incrina e si ricuce, lascia passare folate di immagini e si richiude in nero.
So di girare in tondo, come se non ci fosse strada, come se non ci fosse via. E non è neanche che si sta, poi, troppo a disagio: diventa assuefazione, diventa normalità, la normalità dei perchè.
E' tempo mutilato, eppure pieno d'altro, così colmo di vecchie barriere da scoppiare, seppur per breve.
Ed in quello che rimane immancabilmente vuoto, mi affanno a sperperare incontri e violenze, incomprensioni e scatti.
Un teatrino infangato e girovago, ma non triste: ogni nuova rappresentazione invoca il favore del pubblico, per poi voltargli le spalle.
(A coloro che animano la propria vita con la perfetta consapevolezza, con l'idiosincrasia agli sbagli e la lode alla perfezione propria e alla scandalosa pochezza degli altri. A chi gioca solo con sé e si guarda, si rimira. A chi è lucidamente perfetto e a chi gioca a braccetto con la propria mediocrità. A chi ascolta per ascoltare e a chi per giudicare. Alla gente piccola e a chi diventerà grande).

“Vi voglio scrivere una lettera ancora, per farvi sapere che, forse, tra qualche tempo, sarò più tranquilla.
Ho dimenticato ogni piacere e ogni dolore.
E mi ricordo infine di Voi quando voglio ricordarmene”.
(Frammento delle “Lettere Portoghesi”, di Marianna Alcorfado, in gentile prestito mentale da Ivano Fossati).

L'avete voluto: adesso non lamentatevi...

martedì 6 settembre 2005

 Chiave di volta
Alleggeriamo.
Di sicuro una delle cose più divertenti (a volte inquietanti) è vedere come uno capita sul tuo Blog.
Ci siamo divertiti tutti, prima o poi, a sbirciare il "Shiny" o quel che uno ha, per vedere come cavolo uno faccia ad approdare al nostro piccolo angolo di Web.
In questi giorni, trovo rimarchevoli, per quanto mi riguarda:
-"bambacione" (e per chi mi conosce non sarà proprio una sorpresa):
-"scandalo arma carabinieri trieste venezia", nei confronti del quale, sia chiaro, mi ritengo del tutto estraneo.
Come ho avuto modo di dire ad una cara Amica, dovremmo deciderci a fare una gara settimanale.
Che il Mondo Web è bello perchè è molto vario.
Up Date di mercoledì (lo ammetto: sono di fretta e ne approffitto).
Tra le ultimissime:
-"daniele ferilli" (ho sposato la Ferilli, ma non ve l'ho detto, sennò diventate invidiosi...):
-"Tir giallo prodi", aggeggio del quale, onestamente, non mi ricordo proprio di aver parlato:
-"habemus Berlusconi", purtroppo.
A presto con cose più consistenti (spero...).

domenica 4 settembre 2005

 La spada spuntata
Si può anche diventare una merce di scambio, un traghetto per opposte visioni e reciproche accuse. La Fallaci è, ora, anche questo. Da mesi assisto ad una sorta di “rimpallo” tra detrattori ed estimatori (la proposta per farla divenire Senatrice a vita), condita ed inasprita di polemiche feroci, come quasi sempre. Da ultimo, Citati ne ha parlato in un fondo violentissimo su “Repubblica”. A me la Fallaci non è mai piaciuta, tanto per sgombrare la scrivania. Ho letto due suo romanzi e l'ultimo “La Trilogia”, tutti con grandissima fatica e un po' di noia. Non mi piace come scrittrice, appunto, campo su cui spero di poter dire la mia. Prolissa, a volte all'eccesso, e inutilmente ridondante: in alcuni casi (“Insciallah”) contorta e criptica. Perciò, per prima cosa, la questione del “da che parte stare” nasce già monca. La sua recente, ma non recentissima, sfida al pensiero di un Oriente moderato e alla sua più volte ripetuta paura di una invasione della cultura (e del resto) Islamica in Europa, dati i tempi, non poteva passare inosservata. Per certo ciò fa comodissimo a qualcuno e irrita, se non addirittura fa arrivare all'odio, altri. Riconosco alla Fallaci un coraggio degno di nota, chè in un Paese dove nascondersi non è gioco è da considerarsi. Tuttavia l'asprezza e la totale, iconoclasta durezza non giova di certo. Si può (anzi, si deve) obiettare che una contrapposizione così forte come quella in atto su tali temi, non fa prigionieri. O, meglio, sconfigge solo la ragione del ragionamento, lasciando campo aperto alla dietrologia ed alla banalità. Di questo si giova che può, non chi dovrebbe incanalare argomenti di tale portata al superamento del problema. La Fallaci è malata e bisogna rispettare questo suo stato, senza farne una scusa. Continua a non piacermi e credo che il suo contributo non sia determinante, perchè non auspica che soluzioni così nette da apparire feroci. Dispiace solo che una “bella testa” non sappia più mettersi al servizio di una buona penna.

venerdì 2 settembre 2005

 Disamore?
Due post in un giorno non son roba da me, ma tenete conto che è storia piccolina, questa. Babadis, insomma.
Il Liga è il Liga, c'ho legato dei bei pezzi di storia della mia vita.
Roba che non voglio, né posso dimenticare, soprattutto perchè non tornerebbe mai.
E' che oggi è uscito il nuovo singolo, che l'ultimo cd “Fuori come va?” a me faceva rispondere sempre “Male!”, perchè era francamente un brutto disco.
Quando ami la musica di qualcuno ne sei il peggior recensore possibile, questo si sa: però tutto annullato dalla curiosità.
Insomma, sto facendo girare 'sta canzone, “Il giorno dei giorni” da un po' sul PC e più l'ascolto, più cresce in me il timore che è proprio vero che anche i più grandi Amori hanno una fine.
La speranza è sulla lunga distanza, ma il buongiorno è scialbo, già sentito, noiosetto.
Lo stile di un artista è un marchio: serve a vendere, a vendersi ed a farsi riconoscere.
Però una maschera, a volte, potrebbe aiutare.
Sperem.
 Sassolini
Ancora ieri, dopo quasi tre anni di Blog, passati tra varie forme e piattaforme, mi sono ritrovato a chiedermi come affrontare certe cose. Le notizie che arrivano da ogni parte (solo ieri: Beslan, New Orleans, l'Iraq) mi pongono dilemmi che ancora non sono riuscito a scacciare. La natura di questo spazio non è mai stata definita in maniera netta, né potrebbe essere altrimenti. Come moltissimi altri, divago. Però mi chiedo sempre se mettermi di fronte a queste cose, a queste tragedie, per dire qualcosa, qualcosa di mio. Trovo in me un senso di insoddisfazione (assai personale) nel non farlo, e mi sento di essere onesto, invece, nel farlo. Leggo molti Blog e vi trovo illuminazioni, bei post, cose che meriterebbero ben altra visibilità: ma questa non è una gara. Dentro, nel mio essere, non raccolgo quelle cose che vorrei esprimere: è inadeguatezza, forse un'insana paura dell'ovvio. Perciò scarto e cerco altri percorsi. Sempre con il malcelato timore di apparire fuori luogo, fuori dal contesto. La libertà di esprimersi e di poterlo fare in una maniera tanto propria non significa non avere coscienza del fatto che, arrivando in fondo, siamo tutti nella medesima situazione. Reagiamo solo in modi diversi.

Che ci sarebbero molti sassolini da togliere dalle scarpe: un po' personali, un po' per fare caciara e un po' perchè non bisogna sempre stare zitti. A costo che qualcuno volti le spalle o che la casella mail rimanga immancabilmente vuota. Nel dopo, un ritorno, magari per la propria coerenza, ci sarà sempre: che è finito il tempo di andarsi a cercare per guardarsi da lontano.

(A proposito di sassolini. Se vi capita leggete il fondo di Citati oggi su "La Repubblica" contro la Fallaci. Alla faccia. Questi sono pietroni, altrochè. Attendo con curiosità le reazioni dei Bloggers...).

giovedì 1 settembre 2005

 E adesso?
Io mi faccio prendere da queste cose, anche se non ci capisco quasi nulla.
Ho installato Google Talk.
O questo o vi beccavate il solito post su "September" di David Sylvian.
Adesso mi sa che posso mollare il Blog.
(Quelli che hanno G-mail o a cui serve, sono pregati di attivarlo, così non avrò solo due utenti contattabili).