sabato 29 ottobre 2005

 Dio e le mutande
Per molto tempo ho lavorato nella “grande Distribuzione” ed uno dei problemi più sentiti, senza dubbio, è quello delle aperture Domenicali. Peraltro esse sono soggette ai criteri dettati dalle amministrazioni Comunali e, quindi, svincolati, almeno in parte, dai contratti di categoria. Fatta questa noiosa premessa, da tempo, nella mia città, sussiste un problema che si è creato tra gli addetti ai lavori (i commessi, per capirci) ed il Comune, che vuole imporre più aperture di Domenica nel centro cittadino, così da contrastare lo strapotere dei centri commerciali. E giustamente si reclama un po' di equilibrio, dato che tutte queste persone non possono pensare di lavorare così spesso nel giorno normalmente dedicato al riposo. Proprio oggi mi capita di guardare la pagina delle lettere al giornale del quotidiano cittadino (l'ormai famoso “bollettino parrocchiale”), dove, in evidenza sotto l'egida de “Il caso”, viene pubblicata una missiva che loda l'esposizione di un cartello, in uno dei negozi “chic” della piazza più centrale della città, che addirittura cita il Deuteronomio a difesa della sacralità Domenicale. Sulla motivazione, come detto, nulla da eccepire; so cosa vuol dire lavorare “in quei giorni”. Sull'opportunità di scomodare addirittura la parola del Signore, invece, qualche dubbio mi viene. La Chiesa, di questa diatriba, ha colto immediatamente la valenza, non facendo mancare la sua visione, che è ovviamente una difesa del giorno dedicato alla celebrazione della Messa. A parte che il libro cita il giorno di riposo come quello del Sabato (e qui si che nessuno difenderebbe la categoria), ciò che mi preme sottolineare è l'uso che in Italia si fa di queste cose. Mi pare sia, tutto sommato, di comodo: non eccepisco sulla Religiosità delle due commesse, ma che venga usata per farne questione di contratto è abbastanza impegnativo. Mi sembra che sia troppo facile ricondursi a questioni di fede (o presunta tale) per cavarsi da impicci così terreni. Bisognerebbe avere l'accortezza di adattarsi alle situazioni e usare un lessico adatto alle stesse, senza iperboli o così alte citazioni. Lodata l'iniziativa dalla lettrice che “si sente più leggera, essendomi potuta astrarre dalle camicie e dalle mutande sbandierate in Piazza S. Giacomo”, bontà sua, credo che molte persone si sentano attratte da tali manifestazioni anche in “virtù” della dialettica di alcuni personaggi politici (anzi, di uno in particolare), che addirittura vantano parentele presso l'Altissimo, tanto da poterlo citare a braccio ogni qualvolta, ahi loro, restano senza nulla da dire. E ci sarebbe da fare, invece.

giovedì 27 ottobre 2005

 Colours To Winter




Vorrei -sì, vorrei, desidererei, amerei- che tu ascoltassi le parole altrui.
Che, per una volta -forse non l'ultima-, fosse qualcun altro a dirti, a sussurrarti quello che io non riesco.
Ci sono riuscito quasi sempre, anche se non c'era null'altro da dire oltre a quello che passava tra i nostri occhi e le mani.
Forse così -con altra voce, con altri desideri- la tua domanda avrebbe una risposta.
Ed io potrei concedermi -finalmente- un dubbio.
Così da poter sorridere, aspettando il freddo.

“Once a playground of swings
Then the malice set in
And reduced all the colours to winter.”

venerdì 21 ottobre 2005

 Friday Dispenser

TV Politik.
Quasi la metà dei telespettatori ieri sera ha guardato Celentano. L'altra metà l'aveva già visto.

Multone.
10 Milioni di € di multa al “cartello” delle Industrie che manteneva il prezzo del latte per per neonati schifosamente alto. Baby Gang.

De Evolution.
Approvata la devolution. Un bell'esempio di involuzione.

Troppo buoni.
Assunti altri 3000 insegnanti di Religione per la Scuola Pubblica. Dividi et insegna.

Taglia, taglia.
71 Milioni di € sottratti alle strutture ed agli insegnanti di sostegno per l'handicap nelle scuole. La Moratti sì che è diversamente “abile”.

Polli.
Nell'influenza aviaria ci stiamo cascando come dei polli.

Lanciamolo!
Berlusconi vuole rilanciare il “...marchio Forza Italia”. Giù dalla finestra va bene?

Buchi.
Pochi politici di “Forza Italia” sanno bucare il video; bisogna correre ai ripari. “Tremonti è bravo”. Già, i cartoni animati piacciono a tutti.

Regalini.
Il 27% delle ragazze tra i 15 ed i 20 anni vorrebbe, come regalo di Natale, una liposuzione. Di cambiare il cervello non se ne parla.

Volare...
Sì di Maroni all'ipotesi di ipotecare la flotta di “Alitalia” per reperire fondi. Volate sicuri.

Problemi?
Signori torna a giocare con una squadra Ungherese. Ma non hanno già abbastanza problemi da quelle parti?

Classifica.
Per “Reporter Sans Frontieres”, l'Italia è solo 42ma per la libertà di stampa. Per la Questura, invece, è prima.

Freschi.
Solo i Popolo Italiano, con il Referendum, potrà correggere la “Devolution”, secondo Prodi. Stiamo freschi...

Beh?
Grasso afferma che Provenzano è stato protetto da Polizia, Politici ed imprenditori. Beh, dov'è la notizia?

mercoledì 19 ottobre 2005

 Le "regole" di Casa Macca
Di solito quando mi imbatto in Post che forniscono troppe spiegazioni, tiro dritto. Di solito. Perciò, se a qualcuno viene da fare la stessa cosa, pedali senza problemi.

Ultimamente c'è stato l'Interregno di Elizabeth e Lama: roba da Dinastie dell'Antico Egitto, di portata epocale. Ovviamente rapportata a questo Blog, quindi poca roba. Eppure bastante per scatenare più di una reazione, così diverse tra loro da apparire enormi. Voglio dire che c'è stato chi ha apprezzato, chi è stato al Gioco (perchè è sempre un gioco, cerchiamo di ricordarcelo...), chi non se lo è filato per nulla. Insomma, normale. Da che Blog è Blog non sarà mica la prima volta, no? Eppure due cosette vanno dette, dato che nemmeno le due arzille vecchiette che si sono accapparate questo spazio per qualche giorno sono riuscite a scacciarmi da casa mia. La prima è che io sono una persona fin troppo seria e me lo dicono in molti. Perciò, quando ho invitato queste due deliziose personcine a fare i loro post, ero sicuro che avrebbero portato una ventata di sana ironia, che a me troppo spesso manca. Quindi ero consapevole e consenziente. La seconda è che le cose, piacciano o non piacciano, vanno accettate. Qui dentro nessuno si è mai (spero) sentito rifiutato, anzi. Io ho una serie di link pubblici (ed altri nascosti) che cerco di visitare il più possibile (magari lascio solo un saluto, quelli che ti stanno sul cazzo, Bretone mio...) e che non necessariamente vengono a ricambiare. Anzi, ci sono persone a me carissime che da mesi non scrivono neppure una virgola su “Transit”: mica li cancello, poffarre! Comunque, era per dire che tutti si possono esprimere liberamente e che mi spiace che ci siano (se vi sono) scazzi. Nella vita ci sono fin troppi problemi e qui, almeno, non facciamocene tra noi. Che sennò mi devo fare talmente tante seghe mentali che divento cieco in due ore. Se volete amarvi, fatelo: se volete fancularvi, accomodatevi, ma, per favore, siate liberi.

Ultima cosetta. Io mi collego quando posso e sempre da casa. Il che vuol dire che ho intorno moglie  e figlia: è che a me piace avere tranquillità quando cazzeggio su "Transit" e perciò potrebbe essere che per un pò non scrivo o che commento e basta o che qualcuno si faccia i cazzi miei. Tra un pò, pure, dovrò traslocare e siccome la linea non me la mandano dietro, magari (per qualcuno è una manna) sarò off per un mese o di più. Santa Telecom non fa i miracoli, lo sapete (so anche che queste sono cose di cui non vi frega una fava, ma detto quello sopra non potevate sperare di meglio).


Perciò, e qui volevo arrivare, ci sono delle regole.
Anzi, ce n'è una sola: nessuna regola.
Domani, magari, scriverò della Legge Elettorale, dopodomani di un cd e Sabato torna Lama che mi fa un post sui tupè dopo i quarant'anni.
E che cavolo.
Mica siamo “Panorama”, per fortuna.

martedì 18 ottobre 2005

 Un altro Autunno



Penso di aver rivisto questo momento per molti anni, quasi per sempre.
C'è un confine che, un giorno, viene superato. Come per preciso ordine, cambia l'aria, si mutano ciò che chiamiamo sensazioni.
In quell'istante, solo in quello, mi sembra di potermi voltare senza timore e ricominciare a guardare indietro.
Allora sento questo mio sangue, questo mio essere sangue, ancora scorrere, ancora trasformarsi.
Se c'è – e c'è- un ripensamento, se ne scivola via, innocuo ed innocente, perdonato.
Mi appaiono banali certi mascheramenti: è più il desiderio di spogliarsi, come un albero, come un sopito sogno liberatore.
Entrare nel cerchio della costanza e della lentezza, percorrere il periplo dell'inquietudine senza timore e senza paura di tornare.
L'attesa di un altro giorno si consuma nel torpore di un rumore lontanissimo, di un eco ormai appena udibile.
E la luce riesce a stupire senza accecare.
Ora.
E' questo il tempo della chiarezza.

lunedì 17 ottobre 2005

 Sovietici!





Il ministro Castelli parla di "campagna politica in stile sovietico. I dati sono certamente gonfiati".
Così, dopo una bella giornata, quella di ieri.
Meglio Sovietici che pirla.
Avviso che il tempo della bontà e della comprensione è scaduto.
Almeno per me e almeno verso certe persone.
Torno nel limbo.
Che è meglio.

domenica 16 ottobre 2005



Partenze

Stamattina sono uscita presto di casa per accompagnare una persona alla stazione.
La città era calata in una nebbiolina umida e l'aria era fredda. Ho guidato in silenzio infilando un semaforo verde dietro l'altro con un vago senso di esaltazione, mentre azionavo il riscaldamento perchè i vetri si appannavano al calore dei nostri fiati. "l' asino e il bue", si diceva nel nostro lessico "famigliare". Ora che non ci amiamo più per certi versi lui mi sembra molto più asino, ma spero proprio di essere io meno bue.
Per strada pochi passanti e in pasticceria facce assonnate che arrivavano alla spicciolata, ma con l'aria di aver fretta come se fosse lunedì. Ci siamo concessi una brioche come dio comanda e un caffè idem. Abbiamo guardato Milano dalla vetrina, ognuno coi suoi pensieri.
In piazza della Repubblica ho svoltato e preso la via Vittor Pisani. E' una parte di Milano che mi piace: il contrasto tra i palazzi vi vetro e cemento nello spazio ampio ("effetto città", credo si chiami in gergo...) e la stazione (con il suo "effetto regime", ma bella... non credete?) è particolare.
Al semaforo il mio passeggero mi prende un braccio e mi dice: "Guarda!"... e allora vedo la massa scura nel cielo ovattato di nebbia.
"Stanno migrando!" dico e accosto, tanto c'è ancora un pò di tempo.
Rimaniamo a guardare il cielo addensarsi in un nero ondoso e riaprirsi per comporsi in fantasiose anse in tutta la gamma del grigio. Passeri.
Penso alla libertà assoluta del singolo che poi, al segnale convenuto (quale sarà? perchè e come?) ad isntito si piega alla necessità vitale dello stormo... Libero, si... ma per le grandi manovre non è il caso di fare gli spiritosi: viaggiare in compagnia ha i suoi vantaggi. Niente partenze intelligenti, nessuna strategia del tipo: "Parto lunedi sul fresco. Rinuncio a due giorni di ferie, ma li frego tutti!"... La libertà e la necessità non si incontreranno mai per strada.

Speriamo di vedere il momento decisivo... e abbiamo fortuna. Lo stormo dopo un'esibizione che tiene i passanti con il naso in aria come le Frecce Tricolori, punta verso piazzale Loreto e non torna.
"Andati...!" diciamo. Io mi commuovo, ché al momento pare non mi riesca molto altro nella vita. E penso - chissà perchè -  che siamo "andati" anche noi due, ma non mi esce una lacrima sul questo punto. Andatissimi, proprio. Amen.
Saluti e baci, poi la Sansonite e lo zaino rosso spariscono sulla scala mobile e rivedo, senza tristezza, una scena vista centinaia di volte e vissuta con gradi di intensità compresi tra lo strazio e l'indifferenza. Oggi indifferenza. Martedi trippa. Bella merda però il tempo che passa...

La città è già più frizzante e il sole si è affacciato poco convinto, ma farà il suo "sporco" lavoro in questa domenica che senza di lui sarebbe ancora più fiacca.
Rientro in auto e penso ad un'altra partenza di stormi che vidi anni fa, sulla circonvallazione verso Ripamonti. Rondini, allora e fu una cosa talmente imponente che quasi bloccò il traffico. Mi accorsi cosa stava accandendo perchè vidi una gran folla ferma ovunque che guardava in sù. Una scolaresca , al "via!" con un garrito assordante da "stadio", trascinò tutti i presenti in un applauso da pelle d'oca. Guardai instupidita la gente sorridere e pensai - lo ricordo perfettamente - che la tv ci può mostrare i momenti più incredibili, ma mai portarci a casa, in poltrona, una cosa simile, una simile emozione collettiva. No: quella non puoi nemmeno cercarla. E' un colpo di culo purissimo che magari spetta solo a te, come accadde a me quel giorno, e avrei voluto con me genitori, figlie, amici, l'amore mio immensissimo... Partenza di rondini con applauso spontaneo, a Milano...

Stavolta niente applausi, ma volendo posso risentire quello. In play back...lievemente in ritardo, a titoli di coda già avviati.

Buona Domenica.

PS: Finchè il Macca non torna, io metto sù un piatto di pasta e chi c'é c'é... ;-) 

sabato 15 ottobre 2005



Il cortile


Abbiamo un quarto d'ora d'aria durante il turno di quattro ore della fascia serale. Aria per modo di dire: fumiamo a scaglioni un paio di sigarette a testa prima di risederci alle postazioni e riprendere il lavoro. Quattro ore al telefono e al pc, a scassare le palle agli italiani che cenano, si fanno la doccia, escono o si schiantano sul letto esausti. Quattro ore a ripetere che no, non vendiamo niente, si figuri... e invece un pò è così e un pò no. Noi ci vendiamo un pò, ad esempio... ma non sono cose comprese nella pappardella da dire per evitare di farsi mandare affanculo.
Siamo in tanti, credo almeno 150 per turno e quello serale è sempre molto numeroso.
Nel cortiletto del grande stabile che ci ospita ci sono un rampicante un pò depresso, un cancello automatico serrato, un paio di ceneriere che traboccano e un'infame griglia di ferro nella quale so benissimo che prima poi inciamperò.
Sul cortile si affacciano i ballatoi interni di un bel palazzo primi Novecento. Panni stesi, rumori di cucine in azione per il pasto serale, il balenare sui soffitti delle ombre che si muovono negli appartamenti, pianti di bambini e sigle dei vari Tg.
Noi stiamo a piccoli gruppi, o soli, camminando avanti e indietro per sgranchire le gambe, telefonando ai cellulari che poi andranno tassativamente spenti, perchè nelle sale vi sono circa una cinquantina di pc accesi e se esplode una di quelle musichette dementi dei nuovi telefonini ci legano al distrubutore delle bevande e ci prendono a scudisciate sulla schiena.

Le signore "della mia età" sono stranamente agghindate, truccate, profumate e col tacco 12. Hanno (non tutte, ma direi la maggioranza) l'aspetto delle donne che, trovandosi in un contesto favorevole, si guardano intorno con una certa intenzionalità... Mi hanno annusata il primo giorno e credo di non essere loro piaciuta, con le mie scarpe basse, la mia coda di cavallo, il mio zaino e un pò di fondotinta giusto per mitigare la mia carnagione che si va facendo coloro monitor, ormai.
Piaccio agli studenti, invece. Maschi, soprattutto. E' una mia condanna che i signori coetanei mi diano del lei e mi trattino con una strana galanteria, mentre i giovinastri mi dicono: "Ciao, mi fai accendere? Su cosa lavori?". Credo di somigliare alla loro madre o alla zia Petronilla... però simpatica. Forse faccio tenerezza... e per una che ambirebbe ad essere quasi sexy sono colpi.

Mi guardo intorno e so di essere nel girone dei precari, in questo inferno dantesco dei perdenti/cercanti posto. So che non sarà per molto, per quel che mi riguarda... ma so che invece per qualcuno potrebbe essere per moltissimo. Ci sono persone lì da cinque anni. "Non trovo altro, alla mia età...".
Tra i colleghi coetanei c'è (ad occhio...) un tasso di depressione che si aggira sul 65%, ad essere ottimisti. La maggior parte di loro sono laureati o almeno diplomati, ma con una buona dialettica e molta disinvoltura. L'azienda è importante e gli operatori devono essere "di qualità".
Sono tutti ex-qualcosa... e alcuni di loro raccontano storie tutte uguali con diversi stadi di abbattimento negli sguardi: aziende chiuse, niente soldi per la liquidazione, mutui in corso, genitori anziani che danno una mano a figli cinquantenni rimasti "a piedi" dall'oggi al domani e "troppo vecchi" per questo mercato del lavoro sempre più approssimato, scalcinato e sempre più propenso a dare un impiego ad un pirla di 25 anni senza un minimo di esperienza professionale, ma in contratto di formazione, piuttosto che (un esempio a caso...) ad una donna con precise competenze, che ha ormai cresciuto i figli, è libera da impegni famigliari e può dare il massimo... E poi formazione di che, che c'è sempre meno gente disposta ad insegnarti un mestiere e col precariato se ti va male non ne impari mai uno come si deve?

Occhi bassi e sigarette fumate con le spalle al muro, accanto al rampicante depresso. Sorrisi agli studenti. Beata gioventù... 
Stasera un uomo di Napoli, a Milano da due anni: "Qui ci si lamenta pure..." diceva sorridendo, ma sarcastico. "Vi ci vorrebbe un pò di Napoli, a voi di Milano che vi lamentate... io con due part-time campo... niente vizi, ma il necessario si. Là me lo sognavo. E qui, se non ti vergogni di guadagnarti il pane, qualcosa trovi... Quando un lavoro ti da di che vivere è sempre un signor lavoro!"
Ho finito la mia sigaretta e gli ho sorriso. Convinta. Sinceramente e con tutto il cuore.

Ciao Macca. Buona serata a tutti...

lunedì 10 ottobre 2005

L'ospite


Dunque, caro Macca, mentre io me ne stavo "di là" a lacrimarmi addosso e andavo (raminga e Sconsolata...) a domandare ospitalità per me, tenerella... qui si consumava la tragedia di una botta di depressione autunnale? Porca miseria, Macca: mai senza di me! Mai!
Io sono un'esperta di depressioni autunnali. Un'autorità indiscussa. Io sono una di quelle che "già lo sentimmo venire nei venti di agosto... nelle piogge di settembre torrenziali e piangenti...". Poi c'è la faccenda dell'aspro odor dei vini... ma quella la lascio ad Ago e a Kub, ché io vado a Coca light tutto l'anno.

Dunque sono qui: mi hai incautamente dato le chiavi di casa e mi sono accomodata. Bello. Confortevole.
Ti informo che mi sono presa tutta la prima mensola in bagno e la tua roba l'ho messa in una scatola di cartone in cucina: faremo uno "spoglio" dei prodotti (ma come hanno potuto solo immaginare che ti servisse una crema contorno occhi???) che ti hanno regalato 18 natali fa e non hai mai usato.
Ho sgomberato un'anta dell'armadio e mi sono sistemata le mie robettine. Tutti i tuoi abiti sono sul letto: faremo uno spoglio anche di quelli. Disapprovo una decina di maglioni, cinque o sei cravatte e almeno sei paia di mutande... Ne discuteremo a tavola, civilmente.

In soggiorno vorrei spostare i mobili e cambiare le tende. Domattina lasciami la tua carta di credito. Faccio tutto io, non preoccuparti di nulla, tu rilassati...

Dimenticavo: da stasera sei a dieta.

Spero di non arrecarti alcun disturbo...

Lizzy...



(Preso paura, eh???)

domenica 9 ottobre 2005

 Vote For President
Visto che una parte dei miei amici-lettori-sopportatori lo vuole, lo faccio.
Presento il mio programma per le Primarie.
Chè tutti ne hanno uno: io chi sono, il figlio della serva?
(Data la vicinanza con le elezioni, il programma è stato elaborato in pochissimo tempo e con i due neuroni-due a disposizione: perciò è implementabile attraverso i vostri contributi. Se l'€ lo volete girare poi direttamente a me, contattatemi).

1. Cambiamento dell'Inno Nazionale con qualcosa di più semplice, che anche i giocatori della Nazionale riescano a memorizzare;
2. pressione sulla UE perchè la corruzione made in Italy abbia il marchio DOC;
3. mantenimento degli stipendi ai Parlamentari, solo dietro presentazione della timbratura obbligatoria: non si può lavorare per meno di otto ore al giorno e se del caso il Sabato e la Domenica;
4. finanziamento diretto della Mafia da parte dello Stato, così ci togliamo il pensiero;
5. oltre ai PACS introduzione dei PICS, Patti Italiani Contro le Scemenze che regolino i rapporti Stato-Televisione;
6. elezione diretta del Capo dello Stato, da scegliere, però, solo tra i cittadini onesti non Eletti;
7. avvio della procedura per l'introduzione dell'obbligo dello Studio della Costituzione (quella non taroccata) nelle scuole;
8. assunzione di un numero di insegnanti laureati senza raccomandazione congruo ad insegnare materie ora sconosciute come storia e geografia;
9. abolizione del finanziamento pubblico ai Partiti: basta quello occulto;
10. composizione equa donne-uomini del Governo, a patto che siano tutti incensurati, non condannati e paghino tutte le tasse;
11. possibilità di perseguire penalmente gli autori dei “Reality”;
12. nuova Legge sul conflitto d'interessi, che faccia in modo che tutti abbiano una fetta della torta, mica solo uno;
13. depenalizzazione dei reati di truffa e peculato (o è già in vigore?);
14. istituzione di una Festa Nazionale delle Banche, che potranno prelevare dai Conti Correnti i soldi inutilizzati per più di un mese;
15. possibilità per le Aziende che truffano i risparmiatori di godere di finanziamenti Statali, senza passare dal “Via”;
16. ripudiare la Guerra in ogni sua forma e favorire la crescita delle “missioni di Pace armate”;
17. ridurre a due i quotidiani presenti in edicola, così la gente non si confonde;
18. obbligo di espatrio per gli evasori totali, dopo aver saldato;
19. ridistribuzione dell'8 per mille solo alla Chiesa Cattolica, che ne ha bisogno;
20. concessione di uno Scudetto “ad honorem” all'Inter, così in qualche maniera vincono qualcosa.

sabato 8 ottobre 2005


 You are the best, Seller One!!


Essù, non restatevene lì con quei commentucci stitici! Capita a tutti di aver bisogno di una standing ovation, no? Beh, che da qualche mese Daniè sia sullo scazzato andante è chiaro a tutti. Lui dice di sentirsi stanco e stressato. Niente di più facile!
Ma siccome è proprio quando il gioco si fa moscio che i duri s’ammollano, credo che sia arrivato il momento di s(o)upportarlo.
Mi appello dunque al quinto emendamento della convenzione di Splinder, alle doti seduttive delle care bloggers, nonché alla brillante intelligenza di tutti voi.
Venite a manifestare la vostra solidarietà, lasciando un contributo di fiori, pensieri, perizomi pastarelle e banconote. Se proprio non trovate le parole cercatele tra gli aforismi oppure lasciate un’immagine. Ciascuno nel proprio stile!
MaccOut Principe di SellerUan  della dinastia Cihai Sfin It, guarda che non è da questo posto che devi allontanarti. Qui puoi essere quello che vuoi. Liberati da quell’opprimente senso del dovere che ti sta maciullando i gemelli! Abbi fiducia nelle tue infinite capacità e nelle opportunità che ci riserva ogni giorno la vita. E poi lasciati accarezzare dai desideri, dai ricordi struggenti, dalle emozioni……che sei tanto bello!
E ricordati che qui le persone ti amano per quello che sei. Nudo e puro. Con tutti i tuoi (presunti) limiti.
Tuapersempre
LdC


SELLER ONE FOR PRESIDENT


Quanto sei bbbono!!!


(perchè non ti candidi alle primarie????)

 



 


Ti ho ceduto anche la corona..... non ti ci abituare, eh???


giovedì 6 ottobre 2005

 Wonderful World
Ha ragione il mio amico (bravissimo) Mauro: danno fastidio quei Blog dove uno dice “...guardate, me ne sto via per un pò”, “...sono stanco” e via così.
Però come dirlo in un altra maniera?
(Due post personali in due giorni? Proprio non sto bene, si vede).
Cerco di venirvi a scovare sui vostri Blog.
Finchè non passa.
Finchè non riesco a mettermi in pari.
Intanto mi faccio venire i brividi con questa cosa qui.
Ma io sono di parte si sa.
Insomma, vengo subito...
(Lama e Anna, per voi!).

mercoledì 5 ottobre 2005

 Extra Time



In questa città mi sono perduto dietro ad un pensiero, dietro ad uno scorcio.
“Come stai? Ti trovo bene...”
Io so quando, nell'anima, trovo solo silenzio, ma risponderti è immediato: un attimo e già sono tornato a mille giorni fa, a mille sere fa.
Non mi consola sapere che sei sola, che il tuo lavoro non ti piace più: tutte quelle ora a studiare assieme per girare il mondo e capirlo. Adesso è il mondo che non ti comprende.
Se nel momento esatto in cui ti ho visto avessi potuto scommettere avrei vinto e lasciato la vincita su di una panchina, umida come questo giorno.
Se lascerà il segno questa breve ora non cercata, né voluta, sarà perchè tutto quello che siamo (e che non siamo mai stati) ci ha seguito ed ha scavato le tue rughe e la mia usuale malinconia.
Forse svanirà nella nebbia sottile che corre lungo la strada, ancora s'infila tra gli alberi radi, giù fino all'ansa del fiume.
Come quando, seguendo lo scorrere dell'acqua, pensavi ad un domani da costruire senza progetto, ma con entusiasmo.
Adesso l'acqua è tranquilla, sembra anch'essa aspettare.
Aspetta un'altra occasione, come noi.
Che da lontano sentiamo i nostri sguardi cercarsi.

(Ecco. Adesso potete scatenarvi sulle idiosincrasie dei quarantenni. Altrochè caccia: qui c'è tutta la l'inadeguatezza. Cleenex e grappa, of course, my friends).


sabato 1 ottobre 2005

 Acchiappami, baby!
Capitano delle botte di culo, ogni tanto. Roba piccola, mica un “5+1” o l'eliminazione di Enzo Paolo Turchi dall' “Isola”.
Metti uno di quei giornaletti impegnati, tipo “Parrucchiera Oggi” e un titolo Dannunziano che suona così: “Come sedurlo se Lui ha 20/30/40 anni...”. Ti puoi esimere? Peccato mortale.
Allora vedo un po' come dovrebbe fare una disperata (solo una ridotta al lumicino si prenderebbe uno come me) per sedurmi e farmi pagare i conti.
“Certamente maturo, almeno sulla carta (d'identità) non è detto che lo sia per le capacità amorose, anzi!”: iniziamo bene. Praticamente mi stai dicendo che finora non ho capito una fava. Si sa, a quarant'anni di solito si parte da zero. “I 40 sono per l'uomo un'età insidiosa: conosce lo smacco di qualche fallimento, lo smalto non è più lucido come un tempo e si sente minacciato dal bisogno di fare dei bilanci”. Okkey: la corda la porto io e voi ci mettete il sapone, a 'sto punto. Se la mettete giù così, farsi sedurre è l'ultimo, ma proprio l'ultimo dei miei problemi.
“A questa età un uomo cammina in avanti, ma con lo sguardo rivolto indietro, al passato”: notoriamente, i casi di trauma cranico dovuti a craniate sui pali aumenta dopo i quaranta, mi dici.
“Cosa devi fare per conquistarlo? Essere un giocoliere”: si sa, che quelle che fanno girare le palle hanno un fascino particolare, of course.
“Ovvero (ah, ecco) essere spontanea, allegra e disponibile”: io sottolinerei il “disponibile”, così ci facciamo meno seghe mentali e concludiamo, va.
“Ma non dimenticarti di diventare una buona spalla quando è il momento di condividere i suoi guai”: eh sì, cazzo, che almeno metà delle consumazioni le paghi tu (la birra a fiumi).
“In pratica dacci sotto con i week-end a sorpresa, che comprendano notti hard (cosa non farebbe per sentirsi un ventenne!) e ricorda di condire il tutto con parecchio charme e un abbigliamento provocante”.
Allora: io le notti hard, caso mai, le ho avute dopo che avevo passato i vent'anni (si sa che prima si prova, poi si affina) e non me ne frega di meno che star lì a pensare “Sono un quarantenne che si comporta come un ventenne” (che si fa anche una figurina). Comunque la cosa mi può pure stare bene, anzi benissimo.
Il problema è trovarla, una così: un po' amico (ma fino ad un certo punto eh?), un po' mignottella (si sa, noi maschioni quarantenni tendiamo a semplificare) e che abbia parecchia lira in tasca.
Se c'è tutto questo, io ci sto.
Anzi no.
Facciamo che ricominciamo e diciamo un po' meno stronzate?
(Però mi sono divertito).
(Però Lama che direbbe?).