domenica 26 febbraio 2006

 Winter Dispenser #8
Incubi.
Emanuele Filiberto ha avuto “...un esilio da sogno”. Adesso fa venire gli incubi a noi.

Missionari.
Gli adepti del Berlusconi sono stati da lui nominati “cavalieri della verità”. Un titolo non si nega a nessuno, neanche ai poveretti.

Scuole.
La scuola dei DS ha corrotto la mente di troppi, troppi italiani, secondo il Premier. Per questo ha messo la Moratti dov'è: con quella non c'è pericolo, non sa neanche cos'è una scuola.

Polli d'allevamento.
Il virus dell'aviaria è arrivato a contagiare anche i pollai più protetti. Panico a “Libero”.

Suggerimenti.
Pera difende il suo appello in difesa delle radici Cristiane: “Non è appello alla guerra di civiltà”. E' solo un suggerimento velato.

Immortale.
Per Veneziani Berlusconi è davvero immortale; lo si capisce dalla mole di libri, poesie (?), satire fatte su di lui. E' invidioso, perchè all massimo lui potrà essere definito immorale.

Mascalzoni.
Feltri definisce i giudici “mascalzoni”, asserviti al “Potere Rosso”. E sì, lui se ne intende di rosso, in gran parte vino.

Uno e trino.
“Io sono me stesso: sono Silvio Berlusconi, ma anche qualcosa di più...”: riesce ad essere Gesù e contemporaneamente tutti e due i ladroni.

Lascio.
Se il Centro-Destra vince, Maroni non vuole più fare il Ministro. Adesso io ho un conflitto d'interessi.

Uno solo.
“Cuffaro sarà il solo indagato per mafia nelle nostre liste”, lo assicura Casini. Tutti gli altri sono già stati eletti.

Nomi.
Dal 3 marzo gli USA dovranno rendere pubblici i nomi dei detenuti di Guantanamo. Io, invece, vorrei sapere quelli dei torturatori.

Violare.
“Chetempochefa”, la trasmissione di Fazio (Fabio), viola la par condicio. Senz'altro: è una trasmissione intelligente.


domenica 19 febbraio 2006

 Winter Dispenser #7




Chiusure.
Per il NYT l'unica soluzione per Guantanamo è chiuderlo. E dopo vergognarsi all'infinito.

Dimesso!
Calderoli si è tolto dalle scatole e, per fortuna, non è una barzelletta.

Polli!
Veneziani afferma che l'aviaria colpisce solo gli imbecilli. Pare che lui, infatti, sia in coma.

Questione di feeling.
Tra Berlusconi e la Mussolini è “stato ritrovato il feeling”. La faccia si è, invece, irrimediabilmente persa.

Sicurezza.
Non posso guardare “Chetempochefa” sul web, perchè il Comitato Olimpico ritiene che io non abbia i requisiti di sicurezza necessari. Non accenna a diminuire il numero di cretini, in questo Paese.

Unità.
Il virus H5N1 è arrivato anche in Francia ed Austria. L'Europa almeno in una cosa è Unita.

Brogli.
Berlusconi incita i suoi “ad andare nelle scuole”, per vigilare sui presunti brogli. Ne approfittassero per imparare a leggere e scrivere.

USA e getta.
L'esagono Rosso non è affidabile, “per questo mi sono rivolto a una società USA per i sondaggi”. Si sa che
essere succube di Bush aumenta le probabilità di successo.

100 anni.
Entro il 2020 la vita media, nei paesi industrializzati, potrebbe arrivare vicino ai 100 anni. Vorrebbe dire altri vent'anni di Berlusconi. Sai che vita di merda.

Vigilantes.
“Resto in Italia per vigilare sulla libertà”. Berlusconi sa che, il week-end, anche in Svizzera le banche sono chiuse.

Scuola di sesso.
A Yale è appena terminata l'annuale settimana dedicata alle lezioni sul sesso. Berlusconi aveva chiesto di parteciparvi, ma non è stato accettato: è considerato “non attivo”.

sabato 18 febbraio 2006

 Maglietta sporca
Il sonno della ragione è di pietra. La questione delle vignette “sataniche” è lungi dall'essere conclusa. Appare più, ormai, come una perfida scusa per alimentare fuochi di minaccia civile. E se, ne sono profondamente convinto, ci vorrà altro per arrivare a danni ancor più gravi, è pur sempre vero che gettare benzina vicino ai mozziconi non è proprio quella che si chiama “una brillante idea”. Il malsano gesto di Calderoli ha alimentato un risentimento anti-italiano che, non a caso, ha fatto i morti in Libia. Da lì partono migliaia di disperati in cerca delle nostre coste e del nostro “benessere”. Chiusa la porta della Tunisia e quella di Gibilterra, vi sono situazioni di incivile e barbaro ammassamento di persone, trattate come bestie, che, in mano a gente che definire “delinquenti” è parlarne bene, vengono spinti su quelle “carrette del mare” di tristissima memoria. Ed allora circolano anche moti di rivalsa, verso un Paese, il nostro, che respinge in maniera massiccia questa emigrazione disperante. Figuriamoci se uno come Calderoli può arrivare fin lì: dice di averlo fatto come uomo, non come Ministro. E che uomo è questo, mi domando? Un uomo stupido o solamente un povero ignorante? Combinazione letale, quest'ultima. Anche perchè, a guardare, non credo sia scindibile il ruolo dalla persona: almeno, non dovrebbe essere così in uno Stato che abbia dei personaggi onesti al Governo. Ma siccome il Parlamento è pieno di gaglioffi e poco di buono, non mi stupisco. Né mi stupirò se Calderoli non verrà preso (nonostante le intenzioni a parole di tutti) a calci in culo. Perchè solo la ragione (e torno all'inizio) può cercare un compromesso tra le varie faziosità, sbagliate in partenza: chi ne è privo taccia e metta una canottiera, che a farci del male siamo bravi lo stesso.


(Calderoli si è dimesso pochi minuti fa. Sono contento di essere stato smentito, ma quel calcio molti altri lo meriterebbero ancora.)

giovedì 16 febbraio 2006

 Un altro post inutile
Lo so, Anna, che questi sono i post che ti rompono. Credi, sei in buona compagnia. E' che resta la maniera più veloce per dirla a tutti. Ho cambiato linea telefonica e contratto Internet: perciò mi aspetta un week-end in cui dovrò cercare di rifare tutti i collegamenti, aprire nuove caselle mail e tutti i casini conseguenti. Pur avendo desiderio di scrivere e di scriverVi, dubito di poterlo fare. Conscio anche dell'assoluta mancanza di importanza della cosa per molti, mi limito a ricordarvi che sono contattabile via telefono (sms di donazione compresi) e tramite “Google Talk” (almeno per un po'). Rimango convinto di una cosa, comunque: qui, con Voi, si sta bene.

martedì 14 febbraio 2006

 Cultura sottostante
Dateci parole poco chiare
quelle che gli italiani non amano capire...
Basta romanzi d’amore, ritornelli
spiegazioni, interpretazioni facili...
Ma teorie complesse e oscure, lingue lontane servono...
Pochi significati, titoli, ideogrammi, insegne, inglese, americano slang.
Senza studiare senza fiatare basta intuire che è anche troppo...
Colpo d’occhio è quello che ci vuole uno sguardo rapido
Il nostro suono, il nostro suono è un battito...
Parole incomprensibili siano le benvenute così affascinanti
così consolanti... Non è nemmeno umiliante non capirle anzi così riposante
Dopo tanto teatro dopo tante guerre
dopo tanti libri dopo tanto cammino
dopo tante bugie dopo tanto amore
dopo tanti secoli
Mai più canzoni in italiano greco slavo
poca letteratura, brevi racconti al massimo, scrittori intraducibili, relazioni elementari, poeti ermetici…
Tv irreversibile, con accenti diversi con accenti diversi…
Esotici.
Ora davvero basta con la trasparenza voglio una cultura davvero sottostante davvero inapparente e soprattutto per sempre…
Voglio essere ricordato nella prossima era
come un glaciale geroglifico
come un bassorilievo
come un graffito inesplicabile perché del tutto inutile…
Dateci le parole poco chiare quelle che gli italiani non amano capire,
costruiremo una nuova cultura rapida ed estetica
E il pensiero sarà un colore, il colore sarà un suono, il nostro suono un battito...
E il pensiero sarà un minuto, il minuto un suono, il nostro suono un battito...

Perchè riportare tutto il testo di una canzone? Perchè lo faccio io, che non sopporto che questa forma di “riempitivo” aleggi spesso nei Blog? Perchè le parole altrui, quelle di chi sa usarla, questa lingua, possono chiarificare un pensiero nebuloso, per chi, come me, non è certo né scrittore, né filosofo o professore. E quando, come adesso, voglio vedere una puntata di una trasmissione RAI, non posso, perchè i “non risultano rispettati i requisiti di sicurezza richiesti dal Comitato Olimpico”, c'è bisogno di queste parole. Sono un terrorista, e non lo sapevo. Almeno ho una collocazione adesso.




lunedì 13 febbraio 2006

 Gesù, il libro e il cigno
“Vede, Willard, laggiù è tutto confuso: potere, onore(...) e qualcuno potrebbe sentirsi spinto a prendersi per Iddio”. Me lo vedo, il novello Kurtz dell'armata delle Libertà, nel suo rifugio di Arcore, circondato dai seguaci, paragonarsi a Gesù. E vivere il martirio del “giusto”, tra le leccate della corte e le visite al Mausoleo privato. Forse arriverà anche per lui un Willard a “...incassare i sospesi”. Sarà Bossi? Sarà Prodi? Siamo alla fine dl fiume...

In effetti, il programma dell'Unione è piuttosto duro da digerire. Ci sono passaggi notevoli, ma anche tanta speranza e basta. Pochi enunciamenti di concretezza. Come accennavo, non è pensabile un passaggio indolore, tra questo e quello che, si spera, sia un altro modo di Governare. Comunque sfido chiunque della CDL a dire che un programma non c'è: è evidente lo sforzo fatto per cercare di dare un'unità alle varie idee e anche se qualcuna è destinata a essere marginale, il complesso del quadro è luminoso. Adesso bisogna dargli le ali.

E le ali dei cigni fanno paura. Mi sono sempre chiesto come avremmo affrontato l'inevitabile arrivo dell'H5N1, che ci circonda da tempo (anche in Croazia, per esempio). Allarmismo, no: preoccupazione, sì. Anche perchè mi si permetta di dire che se la maniera di porsi è quella “italica”, allora non siamo messi bene. Già si parla di poco personale e di poche attrezzature, proprio come per i Cristiani negli ospedali. Spero non parta la caccia selvaggia ad ogni cosa che ha le ali, anche perchè certi signori “angelici e puri” rischierebbero di grosso.


Oggi voglio segnalarvi questo post dell'amico Luca, sicuramente fonte di notevoli riflessioni.

domenica 12 febbraio 2006

 Due segnali
Due link, diversissimi tra loro.
1)
Metodi di esportazione Democratica (versione integrale):
2) armiamoci e partiamo.

1) C'è una dicotomia ormai consueta tra metodo e scopo. Se si vuole riempire la bocca di buoni propositi, se la fiaccola da sostenere è quella della Giustizia, della Libertà e se, sopra ogni cosa, si ama la coerenza, allora ci stiamo sbagliando. E pure di grosso. Nessuno ha mai detto (sfido chiunque ad affermarlo) che essere soldati in Iraq, oggi, sia il mestiere più facile del Mondo, ma qui, mi pare, che l'unica cosa certa è la missione, in sé: tutto ciò che quest'ultima, invece, rappresenta o è ignorato (volutamente) o proprio non frega a nessuno. Dopo tre anni siamo ancora lì ed ancora si devono vedere certe cose. E' ora di finirla, una volta per tutte (sul serio!), di fare i bravi e gli onesti. Non ci crede più nessuno e, mi sa, qualcuno non ci ha mai creduto.
2) Finalmente qualcosa di Sinistra è stato scritto, oltrechè detto. Un bel mattoncino, di 280 pagine, ma tant'è. Che non sia tutta farina pura già si è iniziato a dire. Tipico: ancor prima di iniziare a lavorare, si è già stanchi. Però questa volta, ammesso che si vinca, sarà il caso di cominciare a darsi da fare e, poi, in corso d'opera, aggiustare il tiro. Non tutto sono contentissimi: si sono tralasciati alcuni argomenti piuttosto poderosi (Pacs, donne...) e sembra tutto facile, gratis. Un cambiamento così radicale, come ipotizzato in queste pagine, deve pagare un conto. Chi o come lo si onorerà è tutto da vedere. E senza cadere nella trappola di pensare che ci sia un “nemico” solo, Berlusconi. Dietro di sé, il Napoleone de 'noartri, ha un considerevole seguito, vuoi culturale, vuoi popolare. Ed è lì, su quel campo, che si dovrà realmente cercare di portare idee valide ed attuabili, affinchè le “basi” del “Berlusconismo” cedano. Il disastro Italiano non può essere identificato solamente con una persona, un simbolo, ma con una serie di concause e con più padri. Perciò è inutile cercare vie d'uscita troppo lineari: ci sarà da riflettere, su questo. E adesso prendere ferie e leggere prima di Aprile...

sabato 11 febbraio 2006

 Un'altra cultura
Che si inizi a parlare di cultura a scuola dovrebbe essere un fatto ovvio, soprattutto dopo la fase “elementare” e “media” (consentitemi di usare ancora queste espressioni). La formazione di un individuo ritengo nasca, in primis, nella famiglia, tra quelle persone che sono l'esempio e la guida per ognuno di noi. Una scuola realmente funzionante appoggia questa formazione, la amplia, la approfondisce, indica modelli di pensiero e comportamento, ma lascia liberi, in futuro, di fare scelte. Se vi è una forzatura, un'imposizione e una deriva, ciò che ne consegue è una percezione distorta e affatto educativa degli eventi e dei loro insegnamenti. Quel che è accaduto in un liceo romano è propedeutico ad una riflessione più generale. L'imparzialità e la soggettività non riescono a convivere, in alcuni casi. Se di totalitarismi, di dittature e genocidi bisogna parlare, sarebbe opportuna un'equidistanza che faccia in modo di aprire una comprensione asettica e profonda, dove entreranno, poi, le considerazioni personali di ognuno, ma che renda il più possibile scevra di ideologia i contenuti esposti. La scelta di un testo su cui cercare di arrivare ad una comprensione, non può e non deve essere fautore di una posizione netta a favore di questo o quell'argomento, ma divenire mero strumento di informazione. Questo vale per ogni tipo di approccio a fatti storici, soprattutto se così dilanianti e complessi. Non si sta, qui, difendendo il Comunismo dal Nazismo, tutt'altro: è la “logica” errata delle scelte che è in discussione. La crescita di un cittadino deve avvenire con gradualità e senza deviazioni: cose a cui penserà egli stesso, con il suo ragionamento, a fare proprie, se lo desidera. Nello sfascio di questo Paese ho sempre ritenuto che quello della scuola pubblica sia un ambito dove è facilissimo notare i segni del decadimento, ed è cosa gravissima. Inutile ripetere che la Cultura è l'anima di un Paese, che i suoi cittadini si distinguono (o meno) per ciò che sanno o non sanno (o non vogliono sapere). Un terreno dove, ancora più di altri, è opportuno riseminare, perchè germogli nati già secchi non possono giovare a nessuno.

venerdì 10 febbraio 2006

 Winter Dispenser #6
Bocche cucite.
Nonostante gli sforzi di Putin, afferma Berlusconi, la Cecenia non vuole aprirsi al dialogo. Sarà che hanno paura delle pallottole nei denti...

Ballarò.
A Ballarò sono tutti di parte, per il premier. Vero. E' l'unico posto decente della Tv.

Spaccamenti.
L'unità spacca il Paese, per FI. Berlusconi spacca i maroni, però.

Spinte.
In TV, Berlusconi, ci è andato “spinto” dagli alleati: per Lui è uno sforzo. Per noi un martirio.

Santi.
Padre Andrea Santoro sarà Santo. Va bene. Speriamo che a qualcuno non venga la stessa idea per Quattrocchi.

Alta velocità.
Da oggi, per andare da Milano a Torino, ci vuole solo un'ora e mezza: è partita l'alta velocità. Ammesso che il treno ci sia.

Tombe.
Scoperta una nuova tomba nella Valle dei Re. E' inquietante, affermano gli archeologi: pare l'abbia costruita Berlusconi.

Casa.
Casini propone un buono-casa nella prossima legislazione. Da spendere solo su “Viale della Vittoria” e senza passare dal “via”.

Vittoria!
“Vinceremo la guerra!”, tuona Bush. Perdendo tutte le battaglie?

Poverino.
La pista di discesa non piace a Ghedina, che se ne lamenta. Tornare a sciare come si deve no?

Evasore.
In Francia, Riccardo Cocciante è accusato di frode fiscale. Ma non poteva venire a farla qui, come tutti?

DATE UNA MANO, please. Nella colonna a destra c'è una nuova voce: "Tutti gli altri links", che porta a "Simpy". Se volete aggiungere (se già non c'è...) il vostro link, fate pure. Io ci metterò tutti quelli che, nuovi e vecchi, che riterrò, per non allungare troppo la lista "visibile". Datevi da fare.

martedì 7 febbraio 2006

 Segni di vita

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder





In giorni come questo, che non sto a spiegarmi, nè a spiegare, le armi per combattere sono spuntate.
Sono solo io, niente altro.
Tutto quello che posso e tutto quello che mi viene rinfacciato.
Può, più delle mie parole, dire questa musica.
E riparto, senza contare più che volta sia.

domenica 5 febbraio 2006

 Winter Dispenser #5
Responsabilità.
Sui manifesti di Casini campeggia:”E' la responsabilità che tiene unita l'Italia”. E l'irresponsabilità la governa.

Scienza.
Non è provato scientificamente che le norme di Kyoto riducano l'inquinamento, secondo il Premier. Però è sicuro che lui non capisce niente.

Volare...
Due uomini arrestati perchè cercavano di fare del sesso orale su un aereo di linea. Quando si dice che volano cazzi.

Bavagli.
La CDL si lamenta che la “par condicio” è una legge bavaglio. Ed allora, perchè non stanno mai zitti?

Marcio.
C'è del marcio nelle Coop e nella Magistratura: ineffabile il cavaliere. Però mi sa che anche la roba che usa non è proprio fresca.

Pari.
Nei sondaggi Berlusconi e Prodi sarebbero testa a testa. Quella del Professore so che c'è: quell'altra, di testa, non so che fine abbia fatto.

Poltrone.
“Mi confronterò con una poltrona vuota: Prodi ha paura...”. Finalmente Berlusconi avrà di fronte un interlocutore alla sua altezza: il vuoto.

Sondaggio.
Secondo un sondaggio USA (?), la CDL è in testa per la vittoria nelle elezioni. Sono gli stessi che avevano detto che Bush avrebbe perso. Auguri.

Incazzati.
"Noi sappiamo ridere e anche prenderci in giro, mentre loro sono sempre incazzati...". Mica vero, presidente: da quando c'è Lei ridono tutti, all'estero e da noi.

Otto per mille.
“Toglierlo offenderebbe le nostre radici cristiane”: Berlusconi sull'otto per mille alla Chiesa Cattolica. Voleva dire “offenderebbe gli elettori cristiani”.

Sesso!
“Ahimè, sono sicuro che hanno idee radicate nel passato, nella scuola di Mosca e se andassero a Cuba sono sicuro che tornerebbero solo dopo aver fatto turismo sessuale e senza avere imparato niente...": sempre sui Magistrati. L'invidia è una brutta cosa: sono anni che il premier di sesso può solo parlare...

(Mi dispiace un po' aver buttato un “Dispenser” praticamente solo su Berlusconi, ma ti ci tira per i capelli: almeno i miei sono veri, però. E se a qualcuno tutto questo sembra partigianeria, sappia che ha ragione).

sabato 4 febbraio 2006

 L'arcangelo e la pazienza


Ci sono due Ivano Fossati, che si intrecciano, nella storia di questo musicista realmente straordinario. Il primo è quello delle canzoni raffinate, delle citazioni, dei testi splendidi e difficili. Luminose gemme d'autore, come “Discanto”, “Le confessioni di Alonso Chisciano”, “La disciplina della terra”, “La barca di legno rosa” e moltissime altre. Un'unione felice di testa e cuore. E c'è un Fossati all'apparenza più leggero, più spensierato. Non “pop”, non di secondo piano: semplicemente meno chiuso. Per trovarlo bisogna tornare all'inizio della carriera, o rifarsi a quell'orrida (scusate) canzone che è “La mia banda suona il rock”. Però il tempo invecchia e, se si è fortunati, migliora, accresce l'intensità e smussa asprezze ed ingenuità. Tra anni fa “Lampo viaggiatore” trovava Fossati in stato di grazia, ma senza troppi affanni: una “svolta” verso la bellezza dell'essenzialità, con quelle parole praticamente perfette. Di nuovo, oggi, con “L'arcangelo” c'è un discorso politico. Non quello in senso stretto, ma quello della politica vista da chi non la fa, da chi la subisce e non ne comprende fino in fondo il senso. L'indignazione o la rassegnazione di moltissimi di noi. E per cantarle, Fossati sceglie la via breve della concisione. A discapito, a volte, della forma musicale, non sempre splendente. Se una canzone come “Il battito” nasconde sotto una vena malinconica e bellissima una feroce critica alla “...cultura davvero sottostante”, “La cinese” è un divertissement puro, perfino un po' fanciullesco. E' un Fossati a tratti spiazzante, dove le canzoni d'amore sono disincantate e un po' ermetiche. Non ci sono guizzi memorabili ed una sorta di “già sentito” affiora qui e là. “L'arcangelo” riprende ritmi inusitati e lontani nel tempo (un rock alla “Mia banda...”): c'è il cha cha cha ironico di un ritrovarsi in “Reunion”, i quasi anni sessanta di “Aspettare stanca”. Insomma un Fossati impalpabile, sfuggente. Fare un capolavoro ogni tre anni non si può e non è consentito aspettarselo. Questo disco viaggia facile facile su rotte sghembe, ma per nulla banali. E poi, diciamocelo, è pur sempre abbondantemente sopra la media del 90% della musica italica. C'è gente che neanche in trent'anni riuscirebbe a scrivere una sola canzone come Fossati. E che continua imperterrita a non cambiare mestiere.

http://www.ivanofossati.net/


venerdì 3 febbraio 2006

 Baci e saluti (tutto a posto)
Checchè ne pensiate ho ponderato a lungo (il brutto di non riuscire a dormire...per altre cose comunque!) e sono giunto ad una decisione. Ma quella dopo. Prima un ringraziamento a tutti voi, aficionados e ultimi arrivati, che mi avete consigliato. Perchè, sapete, come dice Lama, un po' schizzato lo sono. E' che non riesco a crescere, probabilmente. C'è qualcosa in me che mi fa instabile (e non sparate le solite cazzate sul segno astrologico: io non ci credo, né ci crederò mai) e piuttosto insicuro. Il che è una gran rompitura di balle: in primis per il sottoscritto e poi per chi mi sta vicino. Non so come districarmene e, ormai, a quasi 41 anni (un buono per una telefonata da ricevere da me a chi sa la data: quella sul profilo è falsa!) mi sa che è meglio mettersi l'anima in pace e cercare di fare meno danni possibile. Da quando ho un Blog ho imparato molto, ampiamente scartavetrato i maroni ad un bel po' di persone, mi sono incazzato tantissimo. ma di più ho goduto della buona compagnia. Perciò, prometto, questa sarà l'ultima volta che farò post del genere.
Ed alla fine ci sarà solo “Transit”, è definitivo.

Mò,
Lama, vengo a te.
Tu hai le chiavi del mio cuore, da molto.
C'hai pure quelle del Blog (insieme ad altri)...
Perchè mi vuoi far fare la figura del pirla, dandomi un banner che sai benissimo NON SO INSERIRE?
Ciccia, o fai tutto il lavoro o non non se ne fa nulla.
E siccome il banner è davvero splendido, datti una mossa...
E che cavolo! Dimostra la tua superiorità, tesò!

Domani recensione del nuovo cd di Ivano Fossati: lo ascolto già da ieri.
Così imparate.

giovedì 2 febbraio 2006

 Prendere Tempo
Vi lascio ancora oggi per dirmi la vostra, poi decido (intendo sulla questione "Blog parallelo").
(Ecco, vedete? Quando uno non ha tempo il Blog è questo: cavarsela con poco, anzi nulla!).