lunedì 20 marzo 2006

  Nostalgia?

"Voices heard in fields of green
Their joy,their calm and luxury
Are lost within the wanderings of my mind
I'm cutting branches from the trees
Shaped by years of memories
To exorcise their ghosts from inside of me

The sound of waves in a pool of water
I'm drowning in my nostalgia ."

Sono consapevole che ci sono, anche oggi, argomenti assai più importanti, discussioni che premono per avere la mia attenzione.
Però ho rivisto il volto di una persona che ha contato molto per me, quando la mia era un'altra esistenza, quando le cose erano davvero diverse.
Una persona che non vedo da anni e che non vedrò, penso, mai più.
Ed allora mi lascio prendere da altre cose ,sono un uomo come tanti e oggi sarò malinconico, perchè ricordo ancora la dolcezza che può avere la vita.

(A parte tutto, questo
lo dovete vedere. Grazie a Tisbe).

  Nostalgia?

"Voices heard in fields of green
Their joy,their calm and luxury
Are lost within the wanderings of my mind
I'm cutting branches from the trees
Shaped by years of memories
To exorcise their ghosts from inside of me

The sound of waves in a pool of water
I'm drowning in my nostalgia ."

Sono consapevole che ci sono, anche oggi, argomenti assai più importanti, discussioni che premono per avere la mia attenzione.
Però ho rivisto il volto di una persona che ha contato molto per me, quando la mia era un'altra esistenza, quando le cose erano davvero diverse.
Una persona che non vedo da anni e che non vedrò, penso, mai più.
Ed allora mi lascio prendere da altre cose ,sono un uomo come tanti e oggi sarò malinconico, perchè ricordo ancora la dolcezza che può avere la vita.

(A parte tutto, questo
lo dovete vedere. Grazie a Tisbe).

sabato 18 marzo 2006

 Saturday Dispenser (Special Forza Italioti)
Nota: riporto dal sito di “FI”, senza correzioni: ogni errore è assolutamente originale.

Forza Italioti 1.
“Prodi dopo aver contribuito a disastrare l'Italia assieme alla cricca di DeMita e discendenti ora si erge a taumaturgo.La spudoratezza personificata.Ci crede scemi”. Togliete pure il “vi crede”.

Forza Italioti 2.
“LA CDL E' FORZA ITALIA, DIAMOLE IL 51% DEI VOTI. NO AGLI INGRATI AN ED UDC!” Io gli darei l'ergastolo, punto.

Forza Italioti 3.
“Caro Silvio tutta la mia famiglia ti adora quando seguiamo le tue apparizioni in Tv ci emozioni al punto di farci scendere anche qualche lacrima.Grazie sono un ex A.N”. Pura verità: Berlusconi fa piangere.

Forza Italioti 4.
"L'intervento di Prodi all'assise di Confindustria è stato un pianto.Risposte evasive,descrizione di in'Italia allo sbando e via così. Accoglienza tiepida”. Sembra di sentir parlare dell'intervento medio di Berlusconi.

Forza Italioti 5.
"Berlusconi Presidente, un' ITALIA vincente, È questo quello che SOGNIAMO!" Ecco, sognate sognate...

Forza Italioti 6.
"Forza Presidente , ancora un piccolo sforzo !!!!!!!" E poi ti togli dalle balle.

Forza Italioti 7.
"Noi apparteniamo a quel 21% di elettori che non hanno mai abbandonato e mai abbandoneranno SILVIO." La percentuale di imbecilli, in Italia, è del 21%: buono a sapersi.

Forza Italioti 8.
"RAGAZZI,IO SPERO E CREDO CHE CON L`AIUTO DEL SIGNORE IL 9 APRILE,IL NOSTRO CREDO PREVARRA`.NON DIMENTICATE,METTETE LA SVEGLIA AZZURRA,IL NOVE E IL DIECI! FORZA SILVIOOO" Dio avrà di meglio da fare: mi sa che anche Lui si è stufato.

Forza Italioti 9.
"Caro Presidente, nel prossimo confronto non perda il suo tempo, per giustificarsi con mortadella, lo ignori e parli di quello che è stato fatto e di quello che farà." Per la prima volta, insomma, dovrà stare zitto.

Forza Italioti 10.
"Su forza, ci ridia quelle emozioni, quella voglia di credere, altrimenti facciamo il loro gioco..Ci faccia toccare con mano il futuro con lei, Perfavore è importante." Ecco, ci ridia, già che c'è, anche un pò di soldi rubati.



 Saturday Dispenser (Special Forza Italioti)
Nota: riporto dal sito di “FI”, senza correzioni: ogni errore è assolutamente originale.

Forza Italioti 1.
“Prodi dopo aver contribuito a disastrare l'Italia assieme alla cricca di DeMita e discendenti ora si erge a taumaturgo.La spudoratezza personificata.Ci crede scemi”. Togliete pure il “vi crede”.

Forza Italioti 2.
“LA CDL E' FORZA ITALIA, DIAMOLE IL 51% DEI VOTI. NO AGLI INGRATI AN ED UDC!” Io gli darei l'ergastolo, punto.

Forza Italioti 3.
“Caro Silvio tutta la mia famiglia ti adora quando seguiamo le tue apparizioni in Tv ci emozioni al punto di farci scendere anche qualche lacrima.Grazie sono un ex A.N”. Pura verità: Berlusconi fa piangere.

Forza Italioti 4.
"L'intervento di Prodi all'assise di Confindustria è stato un pianto.Risposte evasive,descrizione di in'Italia allo sbando e via così. Accoglienza tiepida”. Sembra di sentir parlare dell'intervento medio di Berlusconi.

Forza Italioti 5.
"Berlusconi Presidente, un' ITALIA vincente, È questo quello che SOGNIAMO!" Ecco, sognate sognate...

Forza Italioti 6.
"Forza Presidente , ancora un piccolo sforzo !!!!!!!" E poi ti togli dalle balle.

Forza Italioti 7.
"Noi apparteniamo a quel 21% di elettori che non hanno mai abbandonato e mai abbandoneranno SILVIO." La percentuale di imbecilli, in Italia, è del 21%: buono a sapersi.

Forza Italioti 8.
"RAGAZZI,IO SPERO E CREDO CHE CON L`AIUTO DEL SIGNORE IL 9 APRILE,IL NOSTRO CREDO PREVARRA`.NON DIMENTICATE,METTETE LA SVEGLIA AZZURRA,IL NOVE E IL DIECI! FORZA SILVIOOO" Dio avrà di meglio da fare: mi sa che anche Lui si è stufato.

Forza Italioti 9.
"Caro Presidente, nel prossimo confronto non perda il suo tempo, per giustificarsi con mortadella, lo ignori e parli di quello che è stato fatto e di quello che farà." Per la prima volta, insomma, dovrà stare zitto.

Forza Italioti 10.
"Su forza, ci ridia quelle emozioni, quella voglia di credere, altrimenti facciamo il loro gioco..Ci faccia toccare con mano il futuro con lei, Perfavore è importante." Ecco, ci ridia, già che c'è, anche un pò di soldi rubati.



venerdì 17 marzo 2006

 This Blog
Mi è stato chiesto, fuori onda, perchè nel mio Blog c'è così poco di personale. Io sono convinto, al contrario, che ci sia molto di me. Questo non è un “diario” dove annoto le cose che mi accadono ogni giorno, non lo è mai stato. Non lo era quando si chiamava in un'altra maniera e aveva un'altra casa, e non lo sarà mai. Ognuno intende il proprio spazio nella maniera che gli sembra più congeniale, senza, penso, nessuna strategia. Non ci sono classificazioni, ma modi di fare, istanze, urgenze. Comunicare attraverso le parole è un esercizio che richiederebbe più costanza, partecipazione ed impegno. Essere qui è una parte di questo esercizio, ma non il risultato finale ,nè la sola componente. Ciò che è Vita è tutto un insieme di questo e altro ,il molto altro che sta fuori e non compare sui PC quando qualcuno passa su queste pagine. Per questo ci sono parole altrui, che non mascherano l'impotenza delle proprie, ma, semmai, suggeriscono altre vie. E ci sono argomenti distanti, contraddittori, come lo sono la maggior parte delle nostre giornate. Vi sono sbalzi,come nelle conversazioni, incomprensioni, sciocchezze. Sarebbe più facile, lo so, metterci dentro i miei problemi, le ansie, le litigate, insomma il quotidiano; se si scava c'è anche, ma non sarà mai tutto. Io intendo così questo angolo piccolo del grande mondo della Rete.
Senz'altro questo mio Blog non avrà migliaia di accessi in poco tempo, ma va benissimo così. Il metro che io uso è diverso, molto.
Non è il solo e non è il migliore, ma è il mio.
E così capita, in una fredda (ancora!) sera di Marzo, di aprire un libro, con un segnalibro di molto tempo fa, e trovarci le parole giuste. Le sento appartenermi lo stesso.
E spero che almeno le parole siano ancora veramente libere, così da scorrere sulle labbra di chiunque voglia vivere la propria vita con la sua visione delle cose.

C'è molto nel mondo che non muore
E molto che vive per perire,
Che sorge e cade,sboccia per appassire.
Il sole di stagione,che dovrebbe conoscere il tramonto
Fino al secondo della buia venuta
La morte avvista e vede con terrore
nel fluido cielo la costola d'un cancro.
Ma noi,rinchiusi nelle case del cervello,
Rimuginiamo su ogni pianta di serra
Che sputi intorno le sue foglie senza linfa,
E sorvegliamo la mano del tempo che in eterno
Scandisce il mondo,
Chiusi nel manicomio imploriamo di respirare aria fresca
C'è molto nel mondo che muore;
Il tempo non guarisce né risuscita;
Eppure,pazzi di sangue giovane o macchiati dagli anni,
Siamo ancora restii a rinunciare a ciò che resta,
Sentendo il vento sul capo che non rinfresca
E sulle labbra l'arida bocca della pioggia.

(Dylan Thomas-Poesie Inedite,Einaudi)



giovedì 16 marzo 2006

 Capita, a volte
Capita, a volte, che nella notte tornino i volti che non abbiamo cancellato, ma solo riposto, in quell'angolo dell'anima che non visitiamo troppo spesso,ormai.
Così,vediamo la pioggia, un viaggio, che si conclude in un luogo qualsiasi.
Lì c'è Lei, perchè è così che deve essere, ora.
Ti porge un foglio, un appuntamento, una sera che dentro di te aspetti da anni che sembrano una vita, freddi.
A quell'appuntamento non ci andrai, hai ancora un margine da rispettare, un limite che non vuoi superare.
Nel domani c'è un'agenda d'argento, una penna ad inchiostro nero, un indirizzo: tutto attorno a te sembra guardarti, giudicarti, come se all'Amore fosse permesso invecchiare e morire.
Come se a te fosse concesso ancora un briciolo di respiro puro, un'ansimante corsa a raggiungere un luogo che porta in sé le tracce della gioia. 
Ed attenderai più del tempo dovuto non di capire, ma di avere la risposta al tuo desiderio, ciò che non puoi confessare.
La gioia del suo esserci, tanto da caricarla nel sangue.
Ovunque ci sarà da sognare, noi ci saremo.






 Capita, a volte
Capita, a volte, che nella notte tornino i volti che non abbiamo cancellato, ma solo riposto, in quell'angolo dell'anima che non visitiamo troppo spesso,ormai.
Così,vediamo la pioggia, un viaggio, che si conclude in un luogo qualsiasi.
Lì c'è Lei, perchè è così che deve essere, ora.
Ti porge un foglio, un appuntamento, una sera che dentro di te aspetti da anni che sembrano una vita, freddi.
A quell'appuntamento non ci andrai, hai ancora un margine da rispettare, un limite che non vuoi superare.
Nel domani c'è un'agenda d'argento, una penna ad inchiostro nero, un indirizzo: tutto attorno a te sembra guardarti, giudicarti, come se all'Amore fosse permesso invecchiare e morire.
Come se a te fosse concesso ancora un briciolo di respiro puro, un'ansimante corsa a raggiungere un luogo che porta in sé le tracce della gioia. 
Ed attenderai più del tempo dovuto non di capire, ma di avere la risposta al tuo desiderio, ciò che non puoi confessare.
La gioia del suo esserci, tanto da caricarla nel sangue.
Ovunque ci sarà da sognare, noi ci saremo.






mercoledì 15 marzo 2006

 Fly Me To The Moon

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder





Sono momentaneamente distaccato su Base Luna, nel tentativo di decrittare i segni lasciati dal Premier sui suoi foglietti ieri sera.
In caso di assoluta necessità, contattare la segretaria.
-Up Date: pare che ci siano riusciti alcuni amici...-

 Fly Me To The Moon

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder





Sono momentaneamente distaccato su Base Luna, nel tentativo di decrittare i segni lasciati dal Premier sui suoi foglietti ieri sera.
In caso di assoluta necessità, contattare la segretaria.
-Up Date: pare che ci siano riusciti alcuni amici...-

martedì 14 marzo 2006

 Cielo nero
Oggi, davvero, non è giornata.
Sarà il confronto di stasera in TV o solo che certi giorni nascono male, per finire peggio.
E anche nel web ci si mette d'impegno per far girare vorticosamente...
C'è talmente tanto nervosismo che mi sono perfino dimenticato di farmi gli auguri, due giorni fa: “Transit” compie un anno.
Gli ho già tolto il pannolino, però.

 Cielo nero
Oggi, davvero, non è giornata.
Sarà il confronto di stasera in TV o solo che certi giorni nascono male, per finire peggio.
E anche nel web ci si mette d'impegno per far girare vorticosamente...
C'è talmente tanto nervosismo che mi sono perfino dimenticato di farmi gli auguri, due giorni fa: “Transit” compie un anno.
Gli ho già tolto il pannolino, però.

sabato 11 marzo 2006

 Saturday Dispenser
Regole.
Alla fine il confronto in TV Prodi-Berlusconi si farà: le regole ci sono. Regole certe, pater incertus.

Dimissioni.
Storace si è dimesso: se lo doveva aspettare. Anzi, diciamo che è stata una cosa telefonata.

Figli.
Silvio al Comunista Diliberto: il figlio del popolo sono io. Si sa, i figli sò pezzi di banca.

Anomalie.
“Una situazione grave ed assolutamente anomala per il panorama giudiziario Italiano”: Ghedini sull'ennesimo rinvio a giudizio di Berlusconi. Vero: in galera, in Italia, ci vanno solo gli innocenti.

Giudizi.
Anselma Dell'Olio, moglie di Ferrara, ha detto del film “Syriana” che è “...brutto e non si capisce niente”. Poi ha corretto: parlava del marito.

Nuove classi.
“Libero” dice che in Italia c'è “...un esercito di nuovi ricchi, amanti del buongusto e del lusso”. E di giornalisti idioti.

Scritture.
Dall'analisi della scrittura, si scopre che Hitler era intelligente e Mussolini un passionale. Su Berlusconi occorrerà un supplemento d'indagine.

Beviam!
Nel vino rosso sono presenti sostanze che difendono le gengive ed i denti. E ubriacarsi costa meno di un dentista, pure.

Incubi.
In Vietnam vive un uomo che non dorme da 33 anni. Vide Berlusconi una volta e non si è più ripreso.

Piantine.
Pare che perfino le piante “ragionino” grazie a neuroni simili a quelli degli insetti. Insomma, l'unico che sembra proprio non avere neanche quelli è Feltri.

Figli & CD.
La Aguilera avrà un figlio e farà uscire presto un nuovo disco. Speriamo che, d'ora in poi, faccia solo la mamma.

Femminuccia.
Beckam è considerato ormai “una femminuccia” dagli osservatori di calcio. Ma, allora, sua moglie cos'è?


 Saturday Dispenser
Regole.
Alla fine il confronto in TV Prodi-Berlusconi si farà: le regole ci sono. Regole certe, pater incertus.

Dimissioni.
Storace si è dimesso: se lo doveva aspettare. Anzi, diciamo che è stata una cosa telefonata.

Figli.
Silvio al Comunista Diliberto: il figlio del popolo sono io. Si sa, i figli sò pezzi di banca.

Anomalie.
“Una situazione grave ed assolutamente anomala per il panorama giudiziario Italiano”: Ghedini sull'ennesimo rinvio a giudizio di Berlusconi. Vero: in galera, in Italia, ci vanno solo gli innocenti.

Giudizi.
Anselma Dell'Olio, moglie di Ferrara, ha detto del film “Syriana” che è “...brutto e non si capisce niente”. Poi ha corretto: parlava del marito.

Nuove classi.
“Libero” dice che in Italia c'è “...un esercito di nuovi ricchi, amanti del buongusto e del lusso”. E di giornalisti idioti.

Scritture.
Dall'analisi della scrittura, si scopre che Hitler era intelligente e Mussolini un passionale. Su Berlusconi occorrerà un supplemento d'indagine.

Beviam!
Nel vino rosso sono presenti sostanze che difendono le gengive ed i denti. E ubriacarsi costa meno di un dentista, pure.

Incubi.
In Vietnam vive un uomo che non dorme da 33 anni. Vide Berlusconi una volta e non si è più ripreso.

Piantine.
Pare che perfino le piante “ragionino” grazie a neuroni simili a quelli degli insetti. Insomma, l'unico che sembra proprio non avere neanche quelli è Feltri.

Figli & CD.
La Aguilera avrà un figlio e farà uscire presto un nuovo disco. Speriamo che, d'ora in poi, faccia solo la mamma.

Femminuccia.
Beckam è considerato ormai “una femminuccia” dagli osservatori di calcio. Ma, allora, sua moglie cos'è?


giovedì 9 marzo 2006

 Benvenuti a Kilombo
Oggi, alle 21, nasce “Kilombo”. Un meta-blog, come si usa dire, che intende raccogliere le varie anime di una Sinistra , come quella Italiana, complessa e frammentata, ma pur sempre vitale. Nasce ad un mese esatto dalle Elezioni, e non è un caso. Non lo è, perchè l'appuntamento è decisamente importante, per tutti. “Kilombo” dà spazio ai Blog dei suoi autori, raccogliendo i post che ogni giorno essi scrivono e raccogliendoli per dare una visione più ampia di idee ed opinioni. Approfondire, attraverso la possibilità di avere agilmente sottomano così tanto materiale, l'idea di Sinistra e la sua forma partecipativa, che tanta spinta ha avuto dal mondo Web. E' un meta Blog colorato ed agile, facile da navigare e libero. Parteciparvi non costa nulla, se non un minimo d'interesse, ovviamente, a queste tematiche. La Redazione, che ha il solo compito di occuparsi di questioni tecniche (quindi, nessuna censura a priori), ha formulato una Carta in cui i Bloggers aderenti trovano le indicazioni base per una civile convivenza e per dare la più alta qualità possibile al tutto. A questa redazione, eletta annualmente, va il mio ringraziamento personale per l'ottimo lavoro svolto. A tutti Voi, che passate da qui, l'invito a “dare un'occhiata” ed a iscriversi. Davvero, e non sembri banale, più siamo, meglio è.

http://www.kilombo.org/
Qui a destra trovate link e banner.

(Oggi mi vengono a montare i mobili del soggiorno: lo so, non è molto importante, anzi, ma non so se riuscirò a passare a salutarvi...)
 Benvenuti a Kilombo
Oggi, alle 21, nasce “Kilombo”. Un meta-blog, come si usa dire, che intende raccogliere le varie anime di una Sinistra , come quella Italiana, complessa e frammentata, ma pur sempre vitale. Nasce ad un mese esatto dalle Elezioni, e non è un caso. Non lo è, perchè l'appuntamento è decisamente importante, per tutti. “Kilombo” dà spazio ai Blog dei suoi autori, raccogliendo i post che ogni giorno essi scrivono e raccogliendoli per dare una visione più ampia di idee ed opinioni. Approfondire, attraverso la possibilità di avere agilmente sottomano così tanto materiale, l'idea di Sinistra e la sua forma partecipativa, che tanta spinta ha avuto dal mondo Web. E' un meta Blog colorato ed agile, facile da navigare e libero. Parteciparvi non costa nulla, se non un minimo d'interesse, ovviamente, a queste tematiche. La Redazione, che ha il solo compito di occuparsi di questioni tecniche (quindi, nessuna censura a priori), ha formulato una Carta in cui i Bloggers aderenti trovano le indicazioni base per una civile convivenza e per dare la più alta qualità possibile al tutto. A questa redazione, eletta annualmente, va il mio ringraziamento personale per l'ottimo lavoro svolto. A tutti Voi, che passate da qui, l'invito a “dare un'occhiata” ed a iscriversi. Davvero, e non sembri banale, più siamo, meglio è.

http://www.kilombo.org/
Qui a destra trovate link e banner.

(Oggi mi vengono a montare i mobili del soggiorno: lo so, non è molto importante, anzi, ma non so se riuscirò a passare a salutarvi...)

mercoledì 8 marzo 2006

 Gente piccola
Considero l'ignoranza il male peggiore che una persona possa subire. Se dico “ignoranza” non significa per forza che bisogna essere Laureati: ci sono contadini che a certi pezzi di carta glielo tirerebbero in tasca in due secondi netti. L'ignoranza peggiore è quella che deriva dal non rispetto dell'altro, chiunque esso sia: che si sviluppa nel fango a lei più congeniale, quello della cattiveria. Da quanto è nato il web, i Blogs, questa malattia si è diffusa. O meglio, coloro che ne sono afflitti hanno trovato pascoli incontaminati per esprimere la loro bieca bravura. Te ne stai a casetta tua e da lì hai un Mondo Intero, letteralmente, da prendere per il culo. E non sai nulla di quelle inconsapevoli persone che diventano l'oggetto della tua denigrazione, dell'offesa, del sarcasmo: fino ad arrivare a fare male, male sul serio. Se uno passa di qua e mi dà dello “sporco bolscevico, comunista del cazzo” non è che ci stia a perdere più di un tanto del mio tempo. Ancora oggi, sparsi, ci sono dei personaggi che volentieri mi disferebbero il Blog e quel che ne consegue: così è, finchè ci saranno idee diverse, cioè per sempre. Ma se si va sul personale, se si offende la persona nella sua essenza, nella sua intelligenza, allora no, non ci sono tregue, né giustificazioni. Chè qui ci stiamo perchè vogliamo: solo su questa piattaforma ci sono quasi 180000 Blogs, tutti diversi, tutti con dietro qualcuno che ha le sue motivazioni per scrivere o fare quello che gli pare. Eppure questi Troll, con sagacia sospetta e difforme, beccano i più deboli, e li massacrano, ci godono. Persone di una pochezza nauseante, vigliacchi da Premio Internazionale. Per loro provo un misto di rabbia e compatimento, miscelati con un'insana voglia di giustizia sommaria. Sub-Comandante, mandami un paio di cecchini: gli assicuro lavoro per anni.

Un abbraccio C.
La tua intelligenza e bellezza sono un piacere, per me.
 Gente piccola
Considero l'ignoranza il male peggiore che una persona possa subire. Se dico “ignoranza” non significa per forza che bisogna essere Laureati: ci sono contadini che a certi pezzi di carta glielo tirerebbero in tasca in due secondi netti. L'ignoranza peggiore è quella che deriva dal non rispetto dell'altro, chiunque esso sia: che si sviluppa nel fango a lei più congeniale, quello della cattiveria. Da quanto è nato il web, i Blogs, questa malattia si è diffusa. O meglio, coloro che ne sono afflitti hanno trovato pascoli incontaminati per esprimere la loro bieca bravura. Te ne stai a casetta tua e da lì hai un Mondo Intero, letteralmente, da prendere per il culo. E non sai nulla di quelle inconsapevoli persone che diventano l'oggetto della tua denigrazione, dell'offesa, del sarcasmo: fino ad arrivare a fare male, male sul serio. Se uno passa di qua e mi dà dello “sporco bolscevico, comunista del cazzo” non è che ci stia a perdere più di un tanto del mio tempo. Ancora oggi, sparsi, ci sono dei personaggi che volentieri mi disferebbero il Blog e quel che ne consegue: così è, finchè ci saranno idee diverse, cioè per sempre. Ma se si va sul personale, se si offende la persona nella sua essenza, nella sua intelligenza, allora no, non ci sono tregue, né giustificazioni. Chè qui ci stiamo perchè vogliamo: solo su questa piattaforma ci sono quasi 180000 Blogs, tutti diversi, tutti con dietro qualcuno che ha le sue motivazioni per scrivere o fare quello che gli pare. Eppure questi Troll, con sagacia sospetta e difforme, beccano i più deboli, e li massacrano, ci godono. Persone di una pochezza nauseante, vigliacchi da Premio Internazionale. Per loro provo un misto di rabbia e compatimento, miscelati con un'insana voglia di giustizia sommaria. Sub-Comandante, mandami un paio di cecchini: gli assicuro lavoro per anni.

Un abbraccio C.
La tua intelligenza e bellezza sono un piacere, per me.

martedì 7 marzo 2006

 El mät
Al matto bastava la strada principale del piccolo paese.
Andava e veniva, tra i negozietti e la chiesa, tra quei tre bar e la cabina del telefono.
Con la tuta blu, sempre pulita, chè il matto ancora aveva una mamma che lo curava.
Una signora piccola, triste e sola: per quel figlio picchiato in testa s'illuminava e riusciva a sorridere, a sorridere di un amore che non ha mai avuto cedimenti, mai mancanze, mai sofferenze.
E gli puliva le tute, l'unica cosa, estate, inverno, che metteva: con le scarpe da ginnastica, sotto un giubbetto come non se ne vedono più.
Lì tutti lo salutavano, ormai d'abitudine, perchè anche ai matti ci si fa l'abitudine, come al giornale o come a non avere nulla da dire.
Qualche spicciolo, una piccola spesa, e a chi importa se mancano cinque centesimi: il matto sorride, ascolta la sua musica di continuo, la musica della sua testa, nella sua testa.
Quando faceva più caldo, si sedeva al tavolino del bar, ma non ordinava mai nulla: ci pensava il Franco a portargli un the al limone, fresco, e chi se ne frega se non paga.
Oppure all'ombra del campanile, guardando verso le colline e il castello, perso; chissà se pensava, se solo osservava, se provava a capire la malinconia.
E quando c'era la neve sempre su e giù, immutabile la sua passeggiata, immutabile il corpo di un bambino troppo vecchio.
Fino a ieri.

Adesso i suoi occhi non ridono più.
Io li ricordo, quegli occhi: c'era dentro tutto il bene del mondo, quello che nello sguardo di tante persone non c'è più.
Da molto tempo.
 El mät
Al matto bastava la strada principale del piccolo paese.
Andava e veniva, tra i negozietti e la chiesa, tra quei tre bar e la cabina del telefono.
Con la tuta blu, sempre pulita, chè il matto ancora aveva una mamma che lo curava.
Una signora piccola, triste e sola: per quel figlio picchiato in testa s'illuminava e riusciva a sorridere, a sorridere di un amore che non ha mai avuto cedimenti, mai mancanze, mai sofferenze.
E gli puliva le tute, l'unica cosa, estate, inverno, che metteva: con le scarpe da ginnastica, sotto un giubbetto come non se ne vedono più.
Lì tutti lo salutavano, ormai d'abitudine, perchè anche ai matti ci si fa l'abitudine, come al giornale o come a non avere nulla da dire.
Qualche spicciolo, una piccola spesa, e a chi importa se mancano cinque centesimi: il matto sorride, ascolta la sua musica di continuo, la musica della sua testa, nella sua testa.
Quando faceva più caldo, si sedeva al tavolino del bar, ma non ordinava mai nulla: ci pensava il Franco a portargli un the al limone, fresco, e chi se ne frega se non paga.
Oppure all'ombra del campanile, guardando verso le colline e il castello, perso; chissà se pensava, se solo osservava, se provava a capire la malinconia.
E quando c'era la neve sempre su e giù, immutabile la sua passeggiata, immutabile il corpo di un bambino troppo vecchio.
Fino a ieri.

Adesso i suoi occhi non ridono più.
Io li ricordo, quegli occhi: c'era dentro tutto il bene del mondo, quello che nello sguardo di tante persone non c'è più.
Da molto tempo.

lunedì 6 marzo 2006

 Lontano da Sanremo



Non c'è acrimonia quando penso a quello che la musica rappresenta per i più: puro e giusto intrattenimento. Ho scavalcato questo ostacolo già da molto tempo, per cercare una strada diversa, che mi portasse verso paesaggi sonori diversi, meno ambiti, meno facilmente identificabili. Non è spocchieria, non è mettersi da una parte e guardare, con malcelato disprezzo, chi ama le “canzonette”: è un percorso, tutto qui, Ma niente e nessuno ha potuto evitare che, ascoltando Marc Ribot a Padova, poche sere fa, io non pensassi di essere a migliaia di anni luce da Sanremo o dalla lettura di una classifica qualsiasi. Se molti, temo, si aspettassero le canzoni di Tom Waits (con cui Ribot collabora già da un po'), altrettanti erano lì per quello che un artista del genere rappresenta: la rottura definitiva con un plastificato clichè di “alternativa” che genera solo equivoci. Ribot è uno studioso, prima di tutto: esplora il suono della chitarra e le sue possibilità e cerca non nuove strade, ma nuove sensazioni, nuove emozioni. Arduo compito, che si traduce in una musica improvvisata e nel contempo rigorosa: spigolosa, ma aperta alla tradizione del blues e della forma canzone, proprio quando meno te l'aspetti. Il dono di comunicare senza parole (se non per un brevissimo intermezzo cantato, splendido) e senza cadute di tono non è cosa da poco, non è da tutti. Una serata che riconcilia con la profondità e con se stessi, se amiamo le sfide.

Una nota di merito e non marginale al Trio Zorzi-Gallo (già batterista dell'ultimo Capossela)-De Rossi, che ha aperto la serata (e che, grazie alla gentilezza di Roberto Zorzi, mi ha fatto assistere al “sound check” di Ribot). Sul filo dell'improvvisazione, questi bravissimi musicisti Italiani si sono dimostrati intelligentemente anti-retorici e si sono uniti a Ribot per un bis di inusitata, devastante potenza.

(Un ringraziamento particolare a Tony, per tutto...).



 Lontano da Sanremo



Non c'è acrimonia quando penso a quello che la musica rappresenta per i più: puro e giusto intrattenimento. Ho scavalcato questo ostacolo già da molto tempo, per cercare una strada diversa, che mi portasse verso paesaggi sonori diversi, meno ambiti, meno facilmente identificabili. Non è spocchieria, non è mettersi da una parte e guardare, con malcelato disprezzo, chi ama le “canzonette”: è un percorso, tutto qui, Ma niente e nessuno ha potuto evitare che, ascoltando Marc Ribot a Padova, poche sere fa, io non pensassi di essere a migliaia di anni luce da Sanremo o dalla lettura di una classifica qualsiasi. Se molti, temo, si aspettassero le canzoni di Tom Waits (con cui Ribot collabora già da un po'), altrettanti erano lì per quello che un artista del genere rappresenta: la rottura definitiva con un plastificato clichè di “alternativa” che genera solo equivoci. Ribot è uno studioso, prima di tutto: esplora il suono della chitarra e le sue possibilità e cerca non nuove strade, ma nuove sensazioni, nuove emozioni. Arduo compito, che si traduce in una musica improvvisata e nel contempo rigorosa: spigolosa, ma aperta alla tradizione del blues e della forma canzone, proprio quando meno te l'aspetti. Il dono di comunicare senza parole (se non per un brevissimo intermezzo cantato, splendido) e senza cadute di tono non è cosa da poco, non è da tutti. Una serata che riconcilia con la profondità e con se stessi, se amiamo le sfide.

Una nota di merito e non marginale al Trio Zorzi-Gallo (già batterista dell'ultimo Capossela)-De Rossi, che ha aperto la serata (e che, grazie alla gentilezza di Roberto Zorzi, mi ha fatto assistere al “sound check” di Ribot). Sul filo dell'improvvisazione, questi bravissimi musicisti Italiani si sono dimostrati intelligentemente anti-retorici e si sono uniti a Ribot per un bis di inusitata, devastante potenza.

(Un ringraziamento particolare a Tony, per tutto...).



domenica 5 marzo 2006

 Tutto è connesso
E' un film americano, “Syriana”. Il che non è un difetto, ma potrebbe anche non essere un pregio. L'idea è che se gli USA si criticano lo facciano sempre mantenendo una solida convinzione della loro idea della Democrazia e dei fatti del mondo. Un po' come se con una mano si flagellassero e con l'altra si assolvessero. E questo non è un documentario, non è un film low-budget, tutt'altro. Perciò una solida distanza a priori va presa. Se si ribalta questa convinzione è merito di molti elementi. Il primo è quello dello sfondo, su cui gli USA appaiono un po' da comprimari, inseriti in un contesto finanche più grande di loro, dove muovere a piacimento le pedine non è più così semplice. Si ha, poi, la netta impressione che si voglia far vedere la punta dell'iceberg: quello che sta sotto è molto, molto peggiore. Non scevro da difetti (alcune situazioni un po' troppo “emotive”, quasi a voler ricordare che un film deve anche far commuovere, all'americana, appunto) e di alcuni passaggi francamente incomprensibili, dovuti all'intreccio di più storie e, soprattutto, più piani di analisi, “Syriana” riesce però indubbiamente a decollare. Lo fa perchè è, in primis, un bel film: un film parlato, affatto spettacolare (se per spettacolo intendiamo quello del modello thriller di denuncia), molto ben interpretato. Ma la cosa più importante è che un film che smuove il desiderio di capire; capire come vanno le cose, in un'area come quella medio-orientale che è cruciale per il futuro di tutti, non solo degli Stati Uniti. Ed è già molto. Credo vi siano tantissime domande a cui andrebbe data una risposta: “Syriana” le pone, ma non dà la soluzione. E' una sorta di indicazione ad impegnarsi, per comprendere, e forse, giudicare. Gli USA non ci fanno bella figura, ma quella è realtà, non finzione. Se ne può parlare, si dovrebbe.
(Up date; ho fatto un giro sui Blog di "Splinder" e devo dire che il film è stato massacrato. Chissà, forse sono io che vedo cose che non ci sono...).

 Tutto è connesso
E' un film americano, “Syriana”. Il che non è un difetto, ma potrebbe anche non essere un pregio. L'idea è che se gli USA si criticano lo facciano sempre mantenendo una solida convinzione della loro idea della Democrazia e dei fatti del mondo. Un po' come se con una mano si flagellassero e con l'altra si assolvessero. E questo non è un documentario, non è un film low-budget, tutt'altro. Perciò una solida distanza a priori va presa. Se si ribalta questa convinzione è merito di molti elementi. Il primo è quello dello sfondo, su cui gli USA appaiono un po' da comprimari, inseriti in un contesto finanche più grande di loro, dove muovere a piacimento le pedine non è più così semplice. Si ha, poi, la netta impressione che si voglia far vedere la punta dell'iceberg: quello che sta sotto è molto, molto peggiore. Non scevro da difetti (alcune situazioni un po' troppo “emotive”, quasi a voler ricordare che un film deve anche far commuovere, all'americana, appunto) e di alcuni passaggi francamente incomprensibili, dovuti all'intreccio di più storie e, soprattutto, più piani di analisi, “Syriana” riesce però indubbiamente a decollare. Lo fa perchè è, in primis, un bel film: un film parlato, affatto spettacolare (se per spettacolo intendiamo quello del modello thriller di denuncia), molto ben interpretato. Ma la cosa più importante è che un film che smuove il desiderio di capire; capire come vanno le cose, in un'area come quella medio-orientale che è cruciale per il futuro di tutti, non solo degli Stati Uniti. Ed è già molto. Credo vi siano tantissime domande a cui andrebbe data una risposta: “Syriana” le pone, ma non dà la soluzione. E' una sorta di indicazione ad impegnarsi, per comprendere, e forse, giudicare. Gli USA non ci fanno bella figura, ma quella è realtà, non finzione. Se ne può parlare, si dovrebbe.
(Up date; ho fatto un giro sui Blog di "Splinder" e devo dire che il film è stato massacrato. Chissà, forse sono io che vedo cose che non ci sono...).

sabato 4 marzo 2006

 Winter Dispenser #9
Beccato!
Frentzen, ex pilota di Formula Uno, è stato beccato a 210Km/h in autostrada. Era molto più veloce di quando correva nel Mondiale.

Sospensione.
Un professore americano è stato sospeso per aver parlato male di Bush. Se si facesse in Italia per la Moratti, scuole chiuse per mancanza di personale.

Fiamme.
L'MSI ha tolto la fiamma dal proprio simbolo. Resta l'odore di bruciato.

Colazione.
Panariello ironizza sui giornali che “...a colazione danno proprio coraggio”. Pensi a noi, che se lo guardiamo non riusciamo a mandar giù nulla.

Troppo.
Cinque serate di Festival son troppe, per Panariello. Con lui, anche due sono molte.

Limare.
I Partiti limano le liste per la presentazione. Se ci tolgono un po' di indagati e mafiosi stanno anche di meno.

Idea?
“Porterò avanti fino in fondo la mia idea di Festival”, dice il conduttore. Idea?

La tua voce.
La Radio Vaticana aiutò i paesi oppressi dal Comunismo. Ascoltandola, si pensava che non si stava tanto male, poi.

Cretino.
“Se uno viene qui e non fa niente è un cretino”: Verdone su Sanremo. Perchè offendere il povero Panariello?

Berlusconi For President.
“Berlusconi è quello che Bush non è riuscito ad essere”, per Veneziani. Più scemo ancora?

Mail.
“Caro Feltri, i rossi sono deficienti e in malafede”: mail di un lettore. Invece chi legge Feltri è un genio, si sa.

Inferno.
I cristiani che non credono all'inferno:”Dio non punisce”. Berlusconi tira un sospiro di sollievo.

venerdì 3 marzo 2006

 Buchi d'intenzione
E' pieno di buone intenzioni, questo programma: zeppo di visioni che, realizzate, davvero farebbero del futuro Italico una sorta di bengodi. Da qui ad allora ci sarà il tempo e la poca ragione umana a fare la differenza. Nel miscuglio fin troppo ottimista, mancano un paio di ingredienti. Il primo è una cattiveria politica che reputo necessaria per portare a compimento le ipotesi scritte e pensate. Trovo che sarebbe una buona cosa cercare di avere una forte connotazione alla “battaglia”, ove essa sia foriera di uno spirito che desidera cambiare anche la mentalità delle persone, di elevare questo Paese di una spanna sopra la mediocrità ed il populismo. Se Prodi è sempre apparso fin troppo remissivo e condiscendente, il resto dell'Unione dovrà pur fare i conti con lo slancio che perderà smalto con lo scorrere dei mesi e degli anni e bisognerà rinnovarlo ogni giorno: non c'è più tempo. La seconda osservazione è che manca chiarezza su molte cose. Mi preme, soprattutto, cercare di capire che sarà del sistema telecomunicativo dell'Italia, da dove verrà una sua reale indipendenza: anche qui troppo fumo, non si trova l'arrosto. Blande proposte, quasi subito smentite dagli stesi relatori, impelagati a non dar fastidio a qualcuno. Da qui possiamo anche parlare della generica, impalpabile e buonista posizione sui temi della Giustizia. Così non va: è massacrata, dileggiata ed asservita agli scopi privati di troppe persone. Campo su cui spargere sale e rinnovare la coltura. Eppure, anche in questo caso, ci sono troppe cose sospese, perfino giudizi quasi benevoli nei confronti di riforme scellerate d incostituzionali. Cambiarle semplicemente migliorandole non è cosa, non lo è per niente. La distanza che separa i due schieramenti deve essere maggiore, netta: un taglio chirurgico e senza anestesia. Sembra che si abbia paura di far “male” ad un'opposizione che, è bene ricordarlo, potrà sempre contare sui miliardi, le televisioni e i deliri di Berlusconi, visto che perfino questo benedetto conflitto d'interessi, seppur cambiato, sarà tranquillamente aggirabile. Io sottoscrivo questo Programma, perchè sono convinto che sia un buon punto di partenza. Mi auguro solo che ci si premuri di avere fiato per correre fino al traguardo. Con il sostegno di un grande pubblico, che non fa mai male.

Anche su Kilombo.

giovedì 2 marzo 2006

 Life Size
La porta è sempre aperta: le finestre un po' meno, può arrivare il freddo.
Delle mille maniere che ho per scusarmi, arrivo ad odiarne 999, come se un consiglio o l'impazienza avessero il potere che io stesso non ho.
Poi, ci sono centomila altri motivi ed i loro contrari: può essere idiozia, idiosincrasia o banale ignoranza.
Ecco, quella è un male che s'attacca e fiorisce: senza distinzioni, senza pesi né misure.
Un angolo aperto che crea molti -troppi- incastri non voluti e che tante, tante persone sanno giudicare così bene da sembrare inattaccabili.
Si scoprono alla luce fioca del monitor come incapaci -come me-, ma con la sicumera del bambino arrogante, chè la mamma tutto perdona e tutto capisce.
Stop, e che sia una volta per tutte.
Perchè così è, anche se non vi pare.