sabato 29 aprile 2006

 La classe operaia va in Paradiso?
Rimandandovi al commento dell'amata Lama nel “post” precedente per chiudere la questione sul Senato (come sempre, questa Donna ha il potere di dire le cose come stanno sul serio: la proporrei per il Colle, altrochè balle...), volevo sottolineare l'inizio del lavoro da Presidente della Camera di Faustino Bertinotti.

Un Comunista come Presidente della Camera? Pioverà per giorni...
Non potendo, mai per celia, entrare in tutte le discussioni che, in questi giorni, si sono fatte sull'ex Segretario di RC, dovrei darne un giudizio politico. Sarei di parte, e si sa.
Forse non sarei profondo e completo come molti altri Bloggers, non lo so.
Invece sottolineo la parte oserei dire Civile del primo intervento del neo-eletto.
Ed anche qui si sa come pendo.
Però dedicare il raggiungimento di questo obiettivo (storico, senz'altro) agli “operai ed alle operaie” mi è parsa bella cosa, molto bella.
In un Paese che vive ostentamente al di sopra delle proprie possibilità, dove uno con 4 o 5 miliardi di euro in una delle sue tante banche si definisce “Presidente operaio”, insultando, nello stesso istante, tutti coloro che lavorano e tutti quelli che hanno avuto in dono un minimo di intelligenza, dove ormai ciò che appare è di gran lunga più importante di ciò che si è in realtà, tornare con i piedi per terra non è cosa di tutti giorni.
Troppo facilmente, con troppa ipocrisia e falsi ragionamenti, ci si dimentica che in Italia ci sono oltre 7 milioni di operai, di gran lunga la parte più consistente delle classi lavoratrici. Quasi una vergogna, per chi, e sono moltissimi, pensano che la vita sia facile e che i soldi non manchino mai.
Pensare a tutte queste donne, a questi uomini che lottano ogni giorno per mantenere un posto di lavoro dignitoso, che sono la reale forza motrice dell'economia, è doveroso, sopratutto da parte di chi da queste persone è designato a fare andare (meglio) le cose.
Ed a corollario ribadire l'importanza della Costituzione nel primo, vero giorno di scuola del nuovo Governo mi fa sperare che ci siano ancora pensieri positivi da coltivare.
Se, poi, sarà una minestra riscaldata ad andarci ancora per traverso, lo vedremo.
Ben sapendo che alle parole devono seguire le azioni, concrete, mai campate in aria.
Ci sarà chi porterà a spasso i fantasmi dei Regimi, chi ballerà solo accompagnandosi a persone della medesima risma e chi, inguaribile ottimista, cercherà di rivoltare la frittata, magari condendola con un po' di storia montata ad arte.
Sarà il solito teatrino d'avanspettacolo, a cui accodarsi lemmi lemmi in attesa sempre e comunque di qualcosa di “diverso”, che poi diverso non è mai.
Per un giorno voglio godermela questa insana passione per le persone e per le loro idee.
Senza mai dimenticare di essere uno di quei tanti, tantissimi che ha a che fare con la vita, non con i reality.
 La classe operaia va in Paradiso?
Rimandandovi al commento dell'amata Lama nel “post” precedente per chiudere la questione sul Senato (come sempre, questa Donna ha il potere di dire le cose come stanno sul serio: la proporrei per il Colle, altrochè balle...), volevo sottolineare l'inizio del lavoro da Presidente della Camera di Faustino Bertinotti.

Un Comunista come Presidente della Camera? Pioverà per giorni...
Non potendo, mai per celia, entrare in tutte le discussioni che, in questi giorni, si sono fatte sull'ex Segretario di RC, dovrei darne un giudizio politico. Sarei di parte, e si sa.
Forse non sarei profondo e completo come molti altri Bloggers, non lo so.
Invece sottolineo la parte oserei dire Civile del primo intervento del neo-eletto.
Ed anche qui si sa come pendo.
Però dedicare il raggiungimento di questo obiettivo (storico, senz'altro) agli “operai ed alle operaie” mi è parsa bella cosa, molto bella.
In un Paese che vive ostentamente al di sopra delle proprie possibilità, dove uno con 4 o 5 miliardi di euro in una delle sue tante banche si definisce “Presidente operaio”, insultando, nello stesso istante, tutti coloro che lavorano e tutti quelli che hanno avuto in dono un minimo di intelligenza, dove ormai ciò che appare è di gran lunga più importante di ciò che si è in realtà, tornare con i piedi per terra non è cosa di tutti giorni.
Troppo facilmente, con troppa ipocrisia e falsi ragionamenti, ci si dimentica che in Italia ci sono oltre 7 milioni di operai, di gran lunga la parte più consistente delle classi lavoratrici. Quasi una vergogna, per chi, e sono moltissimi, pensano che la vita sia facile e che i soldi non manchino mai.
Pensare a tutte queste donne, a questi uomini che lottano ogni giorno per mantenere un posto di lavoro dignitoso, che sono la reale forza motrice dell'economia, è doveroso, sopratutto da parte di chi da queste persone è designato a fare andare (meglio) le cose.
Ed a corollario ribadire l'importanza della Costituzione nel primo, vero giorno di scuola del nuovo Governo mi fa sperare che ci siano ancora pensieri positivi da coltivare.
Se, poi, sarà una minestra riscaldata ad andarci ancora per traverso, lo vedremo.
Ben sapendo che alle parole devono seguire le azioni, concrete, mai campate in aria.
Ci sarà chi porterà a spasso i fantasmi dei Regimi, chi ballerà solo accompagnandosi a persone della medesima risma e chi, inguaribile ottimista, cercherà di rivoltare la frittata, magari condendola con un po' di storia montata ad arte.
Sarà il solito teatrino d'avanspettacolo, a cui accodarsi lemmi lemmi in attesa sempre e comunque di qualcosa di “diverso”, che poi diverso non è mai.
Per un giorno voglio godermela questa insana passione per le persone e per le loro idee.
Senza mai dimenticare di essere uno di quei tanti, tantissimi che ha a che fare con la vita, non con i reality.

venerdì 28 aprile 2006

 Le scimmie
Ditemi Voi chi possono essere quelle 15 (quindici) scimmie che oggi stanno votando Calderoli come Presidente del Senato.
Se gli tiro delle noccioline, la smettono?
 Le scimmie
Ditemi Voi chi possono essere quelle 15 (quindici) scimmie che oggi stanno votando Calderoli come Presidente del Senato.
Se gli tiro delle noccioline, la smettono?

mercoledì 26 aprile 2006

 Le soleil
Ehi, ragazzi!
Fuori c'è il sole...
Non mi si chieda di stare davanti al PC.
(Sopratutto non posso dire di no al mio Angioletto...).

 Le soleil
Ehi, ragazzi!
Fuori c'è il sole...
Non mi si chieda di stare davanti al PC.
(Sopratutto non posso dire di no al mio Angioletto...).

domenica 23 aprile 2006

 Sunday Dispenser
Semplificare.
D'Alema lascia il posto di Presidente della Camera a Bertinotti. Per una volta un Comunista ci toglie un po' di Casini.

Tu-tu.
Berlusconi non intende assolutamente telefonare a Prodi per congratularsi della vittoria. Il telefono, la tua cafonaggine.

Piattino.
Dopo la sua “improvvisata” esibizione canora a Trieste, Berlusconi è passato tra gli spettatori con il piattino. Neppure gli spiccioli ci vuole lasciare.

Destra-Sinistra.
Sgarbi è passato nella squadra della Moratti, per la corsa a Sindaco di Milano. Non era il difensore della bellezza?

Il Furbetto.
Ricucci, uno dei furbetti del quartierino. Ora è solo un cretinetto del Carcerone.

Armi segrete.
Un'altra ex spia conferma che Bush sapeva che non vi erano armi segrete chimiche in Iraq. D'altronde si sta ancora cercando il cervello del Presidente USA.

Ripresa.
Tremonti contro il rovinismo: c'è ripresa. Bastava mandar via Lui.

Buon Comunismo.
Feltri augura a tutti “Buon Comunismo”. Sempre meglio del suo cretinismo.

A Messa.
Sempre più manager, anche tra i più giovani, si recano alle funzioni religiose delle 7. Si sa, il mattino ha l'oro in bocca, sopratutto quello degli altri.

O si fa l'Italia...
Mobilitati i Leghisti per arginare le manifestazioni per il bicentenario della nascita di Garibaldi, “grondanti retorica e patriottismo”. Loro, invece, sbrodolano cazzate.

Sfoghi.
Per far sfogare i clienti, alcuni gestori di discoteche fanno sfasciare auto (di recupero) a martellate. Pensa al successo con delle belle statue di Berlusconi...

Maleducazione.
L'ira, la maleducazione, le parolacce sono la finta forza dei deboli, asserisce un serissimo studio psicologico. Berlusconi docente.



 Sunday Dispenser
Semplificare.
D'Alema lascia il posto di Presidente della Camera a Bertinotti. Per una volta un Comunista ci toglie un po' di Casini.

Tu-tu.
Berlusconi non intende assolutamente telefonare a Prodi per congratularsi della vittoria. Il telefono, la tua cafonaggine.

Piattino.
Dopo la sua “improvvisata” esibizione canora a Trieste, Berlusconi è passato tra gli spettatori con il piattino. Neppure gli spiccioli ci vuole lasciare.

Destra-Sinistra.
Sgarbi è passato nella squadra della Moratti, per la corsa a Sindaco di Milano. Non era il difensore della bellezza?

Il Furbetto.
Ricucci, uno dei furbetti del quartierino. Ora è solo un cretinetto del Carcerone.

Armi segrete.
Un'altra ex spia conferma che Bush sapeva che non vi erano armi segrete chimiche in Iraq. D'altronde si sta ancora cercando il cervello del Presidente USA.

Ripresa.
Tremonti contro il rovinismo: c'è ripresa. Bastava mandar via Lui.

Buon Comunismo.
Feltri augura a tutti “Buon Comunismo”. Sempre meglio del suo cretinismo.

A Messa.
Sempre più manager, anche tra i più giovani, si recano alle funzioni religiose delle 7. Si sa, il mattino ha l'oro in bocca, sopratutto quello degli altri.

O si fa l'Italia...
Mobilitati i Leghisti per arginare le manifestazioni per il bicentenario della nascita di Garibaldi, “grondanti retorica e patriottismo”. Loro, invece, sbrodolano cazzate.

Sfoghi.
Per far sfogare i clienti, alcuni gestori di discoteche fanno sfasciare auto (di recupero) a martellate. Pensa al successo con delle belle statue di Berlusconi...

Maleducazione.
L'ira, la maleducazione, le parolacce sono la finta forza dei deboli, asserisce un serissimo studio psicologico. Berlusconi docente.



venerdì 21 aprile 2006

 Reginè
Andiamo, Reginè. Vieni via con me.
Niente più ti trattiene qui, neanche gli ingorghi del GRA, neppure gli autogrill e le uova di Pasqua, piene di sorprese non gradite.
Andiamo a Nord o a Sud, mia dolce metà?
Lo so: tu ami il caldo, la passione del Sole. Io sono freddino, e vorrei avere sempre un po' di che coprirmi, che se mi scopro non è uno spettacolo edificante. Ma non mi frega, perchè non è questo il punto. Il punto è andare, andare comunque.
Via da queste cose che ci fanno star male, via dalle persone che non t'aspetti, ma che, sopratutto, non t'aspettano, mai.
Via da risate indotte e lacrime dovute, da tutte quelle cose che devi fare, come se il dovere fosse sempre qualcosa di necessario.
Via dalle chiacchiere inconcludenti e da quelli che sanno concludere solo a chiacchiere.
Via da chi ci ha presi per il culo, per anni, pensando (Lui) che fossimo nati tutti sotto un cavolo e che quel cavolo non fosse freschissimo.
Via dal caos che abbiamo in testa, dalle palline da flipper e dalla palle da TV.
Via da quello che ci serve a scaricarci e che ci lascia solo più ottusi e fessi.
Via dalle idee che difendiamo, da soli, che ci fanno sentire dei residuati, anche se siamo giovani, chè la carta d'identità la lasciamo sempre a casa.
Via da un Paese troppo amato e che si fa odiare.
Via da chi non ti protegge: vieni con me, che sono grosso e voglio vedere chi ci si mette.
Via per me, per scoprire ancora cosa vuol dire crescere e crescere non è mai abbastanza.
Via per te, che sai essere onesta e vera, che quando ridi contagi.
Via, con poca musica buona e tanta musica cattiva, così da potersela prendere ancora con qualcuno.
Via senza troppe cose, che di cose è perfino troppo pieno il Mondo.
Via senza rancore.
Via con fiducia.
Voglio vedere quell'alba che dura un giorno intero e solo con te, senza nulla da fare, se non chiederci ancora un minuto per Noi e per la nostra speranza.
Ecco, quella sì, portatela, Reginè.
Ne colmeremo le ore ed il cammino, la faremo bastare fino ad un nuovo sorriso.
Fino all'infinito.
 Reginè
Andiamo, Reginè. Vieni via con me.
Niente più ti trattiene qui, neanche gli ingorghi del GRA, neppure gli autogrill e le uova di Pasqua, piene di sorprese non gradite.
Andiamo a Nord o a Sud, mia dolce metà?
Lo so: tu ami il caldo, la passione del Sole. Io sono freddino, e vorrei avere sempre un po' di che coprirmi, che se mi scopro non è uno spettacolo edificante. Ma non mi frega, perchè non è questo il punto. Il punto è andare, andare comunque.
Via da queste cose che ci fanno star male, via dalle persone che non t'aspetti, ma che, sopratutto, non t'aspettano, mai.
Via da risate indotte e lacrime dovute, da tutte quelle cose che devi fare, come se il dovere fosse sempre qualcosa di necessario.
Via dalle chiacchiere inconcludenti e da quelli che sanno concludere solo a chiacchiere.
Via da chi ci ha presi per il culo, per anni, pensando (Lui) che fossimo nati tutti sotto un cavolo e che quel cavolo non fosse freschissimo.
Via dal caos che abbiamo in testa, dalle palline da flipper e dalla palle da TV.
Via da quello che ci serve a scaricarci e che ci lascia solo più ottusi e fessi.
Via dalle idee che difendiamo, da soli, che ci fanno sentire dei residuati, anche se siamo giovani, chè la carta d'identità la lasciamo sempre a casa.
Via da un Paese troppo amato e che si fa odiare.
Via da chi non ti protegge: vieni con me, che sono grosso e voglio vedere chi ci si mette.
Via per me, per scoprire ancora cosa vuol dire crescere e crescere non è mai abbastanza.
Via per te, che sai essere onesta e vera, che quando ridi contagi.
Via, con poca musica buona e tanta musica cattiva, così da potersela prendere ancora con qualcuno.
Via senza troppe cose, che di cose è perfino troppo pieno il Mondo.
Via senza rancore.
Via con fiducia.
Voglio vedere quell'alba che dura un giorno intero e solo con te, senza nulla da fare, se non chiederci ancora un minuto per Noi e per la nostra speranza.
Ecco, quella sì, portatela, Reginè.
Ne colmeremo le ore ed il cammino, la faremo bastare fino ad un nuovo sorriso.
Fino all'infinito.

giovedì 20 aprile 2006

 La mia speranza


 
Tal fossâl une posse, i nŭj dentri
e il sèil dut in-t-un puign...
A sdansin flocs intal ajar di nêf,
a zirin intôr sense disfâ-si.
Il timp a si è fermât: oh il plasè
di sveâ-si di bot liberâts!...

Nel fosso una pozzanghera, le nubi dentro
e il cielo tutto in un pugno...
Danzano fiocchi nell'aria di neve,
girano intorno senza disfarsi.
Il tempo si è fermato: oh il piacere
di svegliarsi d'improvviso liberati!...



 La mia speranza


 
Tal fossâl une posse, i nŭj dentri
e il sèil dut in-t-un puign...
A sdansin flocs intal ajar di nêf,
a zirin intôr sense disfâ-si.
Il timp a si è fermât: oh il plasè
di sveâ-si di bot liberâts!...

Nel fosso una pozzanghera, le nubi dentro
e il cielo tutto in un pugno...
Danzano fiocchi nell'aria di neve,
girano intorno senza disfarsi.
Il tempo si è fermato: oh il piacere
di svegliarsi d'improvviso liberati!...



lunedì 17 aprile 2006

 Dire piano


Tu ti prendesti tutte le stelle
Sul mio cuore.

I miei pensieri si increspano,
Io devo danzare.

Tu fai sempre quello che mi fa guardare in alto,
Stancare la mia vita.

Non posso più sopportare
la sera sopra le siepi.

Nello specchio dei ruscelli
Non ritrovo la mia immagine.

All'Arcangelo tu hai rubato
I fluttuanti occhi;

Ma io spizzico il miele
Del loro azzurro.

Il mio cuore va lento sotto
Io non so dove-

Forse nella tua mano.
Dovunque lei si impiglia alla mia rete.

(Else Lasker-Schüler)





 Dire piano


Tu ti prendesti tutte le stelle
Sul mio cuore.

I miei pensieri si increspano,
Io devo danzare.

Tu fai sempre quello che mi fa guardare in alto,
Stancare la mia vita.

Non posso più sopportare
la sera sopra le siepi.

Nello specchio dei ruscelli
Non ritrovo la mia immagine.

All'Arcangelo tu hai rubato
I fluttuanti occhi;

Ma io spizzico il miele
Del loro azzurro.

Il mio cuore va lento sotto
Io non so dove-

Forse nella tua mano.
Dovunque lei si impiglia alla mia rete.

(Else Lasker-Schüler)





sabato 15 aprile 2006

 Stella benigna (la ragazza senza onore)
Ogni festa, ogni ricorrenza, in cui credere o meno, è un momento di serenità, di rilassatezza. Dovrebbe essere così, ve lo auguro. Io, però, non riesco a levarmi dalla testa l'ennesima, sporca, storia Italiana. Una donna, che subisce un tentativo di violenza, la denuncia, fa accusare un uomo orrendo (leggete qui), un assassino, che è già in carcere, con una serie di accuse terribili. Per tutto ringraziamento la licenziano, la ripudiano (il fratello, la città, tutti), la costringono a rifugiarsi in una casa di riposo e a vivere come una reietta, un'appestata. Non è la prima volta, non è l'ultima. Io continuo, inutilmente, mi sa, a chiedermi cosa possa passare nei “cervelli” di questa gente. Cosa può far scattare una barbarie psicologica così grave, così netta. Non pensiate sia retorica: davvero mi arrovello. Mi piacerebbe che qualcuno riuscisse ad esplicitare, con argomentazioni possibilmente di questo Mondo, una situazione così, che non è da Paese Civile, non è da nessun posto umanamente conosciuto. Perchè se ancora viviamo, ci permettiamo di vivere così, non credo possiamo fare sofismi. Dobbiamo ricominciare da zero, da meno di zero. Aspetto, per nulla fiducioso.


Buona Pasqua a tutti (o quasi).

 Stella benigna (la ragazza senza onore)
Ogni festa, ogni ricorrenza, in cui credere o meno, è un momento di serenità, di rilassatezza. Dovrebbe essere così, ve lo auguro. Io, però, non riesco a levarmi dalla testa l'ennesima, sporca, storia Italiana. Una donna, che subisce un tentativo di violenza, la denuncia, fa accusare un uomo orrendo (leggete qui), un assassino, che è già in carcere, con una serie di accuse terribili. Per tutto ringraziamento la licenziano, la ripudiano (il fratello, la città, tutti), la costringono a rifugiarsi in una casa di riposo e a vivere come una reietta, un'appestata. Non è la prima volta, non è l'ultima. Io continuo, inutilmente, mi sa, a chiedermi cosa possa passare nei “cervelli” di questa gente. Cosa può far scattare una barbarie psicologica così grave, così netta. Non pensiate sia retorica: davvero mi arrovello. Mi piacerebbe che qualcuno riuscisse ad esplicitare, con argomentazioni possibilmente di questo Mondo, una situazione così, che non è da Paese Civile, non è da nessun posto umanamente conosciuto. Perchè se ancora viviamo, ci permettiamo di vivere così, non credo possiamo fare sofismi. Dobbiamo ricominciare da zero, da meno di zero. Aspetto, per nulla fiducioso.


Buona Pasqua a tutti (o quasi).

giovedì 13 aprile 2006

 A casa di Lama
Oggi mi faccio ospitare da una carissima Amica, qui.
Un post scritto di getto, piuttosto sull'incazzato.
Se vi va venite a trovarmi lì.
Io sono quello con il bicchiere di rosso in mano.

 A casa di Lama
Oggi mi faccio ospitare da una carissima Amica, qui.
Un post scritto di getto, piuttosto sull'incazzato.
Se vi va venite a trovarmi lì.
Io sono quello con il bicchiere di rosso in mano.

mercoledì 12 aprile 2006

 Un'anima divisa in due
A margine del marasma Italico del dopo Elezioni.
- Un risultato del genere porta con sé l'idea, direi ovvia, che Berlusconi e il suo movimento non sono finiti, tutt'altro. Restano un fattore determinante di scelta, sono divenuti, ormai, una costante. Forse nessuno, o pochissimi, si erano illusi che, in qualche modo, le due giornate elettorali potessero mettere all'angolo questo personaggio. La mente degli Italiani è molto elastica, ma più che far rimbalzare le sciocchezze e le illusioni, sembra attirarle e mantenerle in un limbo votato a chissà quale idea di un futuro luminoso che non c'è e non ci sarà.
- Il Nord, quella parte “produttiva e trainante”, è del centro-destra, senza dubbio. Nonostante il tema del lavoro e, sopratutto, del non lavoro debba essere e rimanere una priorità, ove vige il benessere (almeno se rapportato con la qualità della vita di altre parti d'Italia), si è deciso che è meglio dare fiducia a coloro che hanno sempre privilegiato la parte più borghese (in senso deleterio) del nostro Paese. Sfido chiunque a dire che un lavoratore medio, quelli dei famosi mille euro al mese, abbia tratto un qualche vantaggio dall'ex-Governo. Tuttavia, anche qui, si ha un'incrollabile fiducia verso un sol dell'avvenire che, filtrato attraverso lenti distorte, pare virare all'azzurro. Pur storicamente anti-comunista, ahimè, anche il “mio” Nord-Est si è distinto. Tra un po' vi scriverò dalle amate montagne, per fortuna ancora ricche di rifugi della Grande Guerra, quando i cattivi, veri, li rimandammo a casa a calci in culo.
- Non si capisce come mai il nuovo Premier non possa venire eletto immediatamente dopo il termine delle elezioni (regolari, chè la sparata sui brogli e solo il continuum dell'idea Berlusconiana dell'effetto boutade), senza attendere, mi sa, un po' di settimane. La formazione del Governo di centro-sinistra sarebbe accelerata, eliminando pause istituzionali che non ci possiamo permettere. Stando così le cose, in mancanza di un Presidente della Repubblica che proceda alla nomina, Berlusconi governerà ancora per un po' e se ha imparato una cosa, in questi anni, è quella che, volendolo, i danni si stanno molto poco a fare. Entriamo in un periodo di difficile soluzione politica, avendo deciso, seppur per pochissimo, che altri dovranno rifondare il Paese. Un pastrocchio all'Italiana che aggiungerà ancora veleno alla pozione, quando questa è già ben poca rispetto alla necessità.
- Se mai vi sarà una Grande Coalizione, diventeremo una Nazione fantoccio, dove per un bene comune auspicato, ma assai poche volte realmente voluto, ci si continuerà a guardare in cagnesco. La realizzazione dei programmi dell'una e dell'altra parte saranno appese ad un filo fatto di pochi Parlamentari, ed i tempi, già biblici, di approvazione di Leggi e norme diventeranno fantascientifici. Ed il tempo è l'unica cosa che realmente manca, a tutti.

Anche su "Kilombo
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 Un'anima divisa in due
A margine del marasma Italico del dopo Elezioni.
- Un risultato del genere porta con sé l'idea, direi ovvia, che Berlusconi e il suo movimento non sono finiti, tutt'altro. Restano un fattore determinante di scelta, sono divenuti, ormai, una costante. Forse nessuno, o pochissimi, si erano illusi che, in qualche modo, le due giornate elettorali potessero mettere all'angolo questo personaggio. La mente degli Italiani è molto elastica, ma più che far rimbalzare le sciocchezze e le illusioni, sembra attirarle e mantenerle in un limbo votato a chissà quale idea di un futuro luminoso che non c'è e non ci sarà.
- Il Nord, quella parte “produttiva e trainante”, è del centro-destra, senza dubbio. Nonostante il tema del lavoro e, sopratutto, del non lavoro debba essere e rimanere una priorità, ove vige il benessere (almeno se rapportato con la qualità della vita di altre parti d'Italia), si è deciso che è meglio dare fiducia a coloro che hanno sempre privilegiato la parte più borghese (in senso deleterio) del nostro Paese. Sfido chiunque a dire che un lavoratore medio, quelli dei famosi mille euro al mese, abbia tratto un qualche vantaggio dall'ex-Governo. Tuttavia, anche qui, si ha un'incrollabile fiducia verso un sol dell'avvenire che, filtrato attraverso lenti distorte, pare virare all'azzurro. Pur storicamente anti-comunista, ahimè, anche il “mio” Nord-Est si è distinto. Tra un po' vi scriverò dalle amate montagne, per fortuna ancora ricche di rifugi della Grande Guerra, quando i cattivi, veri, li rimandammo a casa a calci in culo.
- Non si capisce come mai il nuovo Premier non possa venire eletto immediatamente dopo il termine delle elezioni (regolari, chè la sparata sui brogli e solo il continuum dell'idea Berlusconiana dell'effetto boutade), senza attendere, mi sa, un po' di settimane. La formazione del Governo di centro-sinistra sarebbe accelerata, eliminando pause istituzionali che non ci possiamo permettere. Stando così le cose, in mancanza di un Presidente della Repubblica che proceda alla nomina, Berlusconi governerà ancora per un po' e se ha imparato una cosa, in questi anni, è quella che, volendolo, i danni si stanno molto poco a fare. Entriamo in un periodo di difficile soluzione politica, avendo deciso, seppur per pochissimo, che altri dovranno rifondare il Paese. Un pastrocchio all'Italiana che aggiungerà ancora veleno alla pozione, quando questa è già ben poca rispetto alla necessità.
- Se mai vi sarà una Grande Coalizione, diventeremo una Nazione fantoccio, dove per un bene comune auspicato, ma assai poche volte realmente voluto, ci si continuerà a guardare in cagnesco. La realizzazione dei programmi dell'una e dell'altra parte saranno appese ad un filo fatto di pochi Parlamentari, ed i tempi, già biblici, di approvazione di Leggi e norme diventeranno fantascientifici. Ed il tempo è l'unica cosa che realmente manca, a tutti.

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lunedì 10 aprile 2006

 Azzurro Friuli
Prima di altri dati, che saranno analizzati fino alla nausea da stasera in poi, voglio guardare un po' in “casa mia”. Quello che emerge è che il Friuli è una Regione votata, in maggioranza, al partito azzurro di “Forza Italia”. In sé la cosa non mi stupisce: mi stupisce la quantità di voti, invece. Devo dire che sono molto deluso dai miei conterranei. Anche se un Governatore come Illy, di centro-sinistra, non ha, probabilmente, rispettato le aspettative e se questo è sempre stato un baluardo dei Berluscones, non nascondo la mia irritazione. Ognuno è libero, liberissimo, di votare e pensare ciò che vuole, ma mi aspettavo un po' più di coraggio, sopratutto perchè qui si sa benissimo qual'è l'importanza del valore del lavoro, si ha il senso della storia vissuta sempre ai margini. Insomma, mi ritrovo, come sempre, in trincea: di certo non da solo, ma speravo in un'inversione di tendenza. A chi parrà che io sono troppo duro, dico che è solo uno sfogo, ma sincero. Mi toccherà tornare in trincea, proprio come un Partigiano. Almeno se dovrò mandare qualcuno al quel paese potrò farlo in lenghe furlane, jude boe!
 Azzurro Friuli
Prima di altri dati, che saranno analizzati fino alla nausea da stasera in poi, voglio guardare un po' in “casa mia”. Quello che emerge è che il Friuli è una Regione votata, in maggioranza, al partito azzurro di “Forza Italia”. In sé la cosa non mi stupisce: mi stupisce la quantità di voti, invece. Devo dire che sono molto deluso dai miei conterranei. Anche se un Governatore come Illy, di centro-sinistra, non ha, probabilmente, rispettato le aspettative e se questo è sempre stato un baluardo dei Berluscones, non nascondo la mia irritazione. Ognuno è libero, liberissimo, di votare e pensare ciò che vuole, ma mi aspettavo un po' più di coraggio, sopratutto perchè qui si sa benissimo qual'è l'importanza del valore del lavoro, si ha il senso della storia vissuta sempre ai margini. Insomma, mi ritrovo, come sempre, in trincea: di certo non da solo, ma speravo in un'inversione di tendenza. A chi parrà che io sono troppo duro, dico che è solo uno sfogo, ma sincero. Mi toccherà tornare in trincea, proprio come un Partigiano. Almeno se dovrò mandare qualcuno al quel paese potrò farlo in lenghe furlane, jude boe!

giovedì 6 aprile 2006

martedì 4 aprile 2006

 Enjoy the silence
1
) Non sempre si ha qualcosa da dire.
2) Non sempre bisogna dire qualcosa.
3) Anche avendo qualcosa da dire, meditare prima di farlo.
4) Se si deve per forza dire qualcosa, cercare di fare in modo che sia un minimo intelligente.
5) Se si ha sempre qualcosa da dire, probabilmente non si ha nulla da dire (e ancor meno da fare).
Non ho la vocazione del Santo, tantomeno del martire.
Non credo che gli “esami di coscienza” vadano fatti sempre e solo da me: non sono a senso unico.
Eppure la maggioranza sta al balcone guardando esclusivamente verso l'errore altrui.
6) Ricordarsi che se si parla ai sordi, non ci si deve attendere una risposta.
(Fine dell'incursione non prevista. Danni uguale a zero).
-Per inciso, ed esulando un pò, neanche mio Padre si permette più di darmi del coglione-.

 Enjoy the silence
1
) Non sempre si ha qualcosa da dire.
2) Non sempre bisogna dire qualcosa.
3) Anche avendo qualcosa da dire, meditare prima di farlo.
4) Se si deve per forza dire qualcosa, cercare di fare in modo che sia un minimo intelligente.
5) Se si ha sempre qualcosa da dire, probabilmente non si ha nulla da dire (e ancor meno da fare).
Non ho la vocazione del Santo, tantomeno del martire.
Non credo che gli “esami di coscienza” vadano fatti sempre e solo da me: non sono a senso unico.
Eppure la maggioranza sta al balcone guardando esclusivamente verso l'errore altrui.
6) Ricordarsi che se si parla ai sordi, non ci si deve attendere una risposta.
(Fine dell'incursione non prevista. Danni uguale a zero).
-Per inciso, ed esulando un pò, neanche mio Padre si permette più di darmi del coglione-.

sabato 1 aprile 2006

 ...
Questo Mondo fa schifo.
Non ne posso più.

 ...
Questo Mondo fa schifo.
Non ne posso più.

 Pensierini 0.1
A1) Sono andato al ristorante cinese. Ho chiesto un piatto di “bambini bolliti”. Mi hanno risposto che erano finiti. Se volevo era rimasta una porzione di cazzate fritte e rifritte.

A2) C'è stata un'eclissi di sole, mercoledì scorso. Ho pensato: chi se ne frega, sono cinque anni che in questo paese è buio pesto.

A3) Ho visto i cartelloni elettorali della Mussolini. In bella evidenza le tette, l'unica dote che le ha regalato Madre Natura.

A4) Volevo andare a sentire Fassino, in “tour” per le elezioni. La serata era presentata da Costanzo ed aperta da Luca Barbarossa. Ho rinunciato: è troppo, anche per uno di Sinistra.

A5) L'On. Pera ha aperto un Blog. Riesce ad aggiornarlo ogni giorno. Tempo ne ha: ha mandato al suo posto in Senato, Ruini. Stessa cosa.

A6) Un'intera famiglia sterminata “...in nome di Satana”. Il Diavolo è molto più brutto di quello che lo si dipinge, purtroppo.

A7) Tremonti si dice certo di centrare l'obiettivo sui conti pubblici. Io penso che qualcuno dovrebbe dirgli che a Bachini, per l'assunzione della stessa sotanza, gli hanno dato una squalifica a vita.

A8) Quando leggo Feltri che scrive di Ciampi “...questo Presidente scadente, anzi scaduto”, benedico il fatto di non essere un giornalista: almeno nessuno potrà mai accostarmi a quest'omunculo.

A9) Si dice che ascoltare musica, fin dai primi giorni di vita, sviluppa la plasticità dei neuroni. Adesso mi spiego, finalmente, Apicella & Berlusconi.

A10) Anche Flavia Vento ha aperto un Blog. Io pensavo che sentirla parlare fosse il massimo dell'inutilità. Mi devo ricredere: leggerla è persino peggio.


(Questa "rubrica", assolutamente priva di qualsiasi periodicità, è debitrice giustamente nei confronti di due Blogger a me cari: Orioko e Francesco Nardi. Ovviamente loro sono più bravi).

 Pensierini 0.1
A1) Sono andato al ristorante cinese. Ho chiesto un piatto di “bambini bolliti”. Mi hanno risposto che erano finiti. Se volevo era rimasta una porzione di cazzate fritte e rifritte.

A2) C'è stata un'eclissi di sole, mercoledì scorso. Ho pensato: chi se ne frega, sono cinque anni che in questo paese è buio pesto.

A3) Ho visto i cartelloni elettorali della Mussolini. In bella evidenza le tette, l'unica dote che le ha regalato Madre Natura.

A4) Volevo andare a sentire Fassino, in “tour” per le elezioni. La serata era presentata da Costanzo ed aperta da Luca Barbarossa. Ho rinunciato: è troppo, anche per uno di Sinistra.

A5) L'On. Pera ha aperto un Blog. Riesce ad aggiornarlo ogni giorno. Tempo ne ha: ha mandato al suo posto in Senato, Ruini. Stessa cosa.

A6) Un'intera famiglia sterminata “...in nome di Satana”. Il Diavolo è molto più brutto di quello che lo si dipinge, purtroppo.

A7) Tremonti si dice certo di centrare l'obiettivo sui conti pubblici. Io penso che qualcuno dovrebbe dirgli che a Bachini, per l'assunzione della stessa sotanza, gli hanno dato una squalifica a vita.

A8) Quando leggo Feltri che scrive di Ciampi “...questo Presidente scadente, anzi scaduto”, benedico il fatto di non essere un giornalista: almeno nessuno potrà mai accostarmi a quest'omunculo.

A9) Si dice che ascoltare musica, fin dai primi giorni di vita, sviluppa la plasticità dei neuroni. Adesso mi spiego, finalmente, Apicella & Berlusconi.

A10) Anche Flavia Vento ha aperto un Blog. Io pensavo che sentirla parlare fosse il massimo dell'inutilità. Mi devo ricredere: leggerla è persino peggio.


(Questa "rubrica", assolutamente priva di qualsiasi periodicità, è debitrice giustamente nei confronti di due Blogger a me cari: Orioko e Francesco Nardi. Ovviamente loro sono più bravi).