martedì 27 giugno 2006

 Left Default
Se campi abbastanza, giuro le vedi tutte. Alzo lo sguardo dal documento che sto leggendo, guardo attraverso il vetro e vedo colleghe che, stranamente a quell'ora, parlano tra di loro. Tempo tre secondi netti ed una apre la porta e mi dice che è successo qualcosa. Ecco, quando stanno così sul vago, io tendo ad andare in paranoia. Mi vengono in mente, in un ordine assolutamente crescente verso la catastrofe, tutti i tipi di casini che possono accadere, di lavoro e non. Mi aggrego alla combriccola e scopro, con patè d'animo (cit.), che un collega ha preso a pugni un operaio. Sì, ci mancava: tra clienti incazzati (giustamente), caldo soffocante e il solito cicaleccio da birreria, ci voleva una distrazione. Cerco di saperne di più, ma siamo interrotti dalla capo del personale (ah, l'amore che nutro per questa “donna” è pari alla mia passione per FI...) che mi dice di andare nel suo ufficio. Se c'è una cosa che mi rovina la giornata, la settimana, a volte i mesi è discutere con lei. Sguardo torvo, denti stretti, vado. Mi trovo davanti un carabiniere. Cazzo, penso, se la sarà mica presa così tanto solo perchè l'ho velatamente mandata a 'fanculo alla riunione dell'Assindustria? Il milite mi guarda e, senza dire né buongiorno, né buonasera, mi chiede se sono un Rappresentante Sindacale. E sì, perdinci: glielo avrà riferito, questa baciapile che non sta zitta mai, no? Mi chiede se conosco S., che, con un gancio Foreman Style, ha spaccato il naso dell'operaio T.: certo che lo conosco, è un mio iscritto. Lo conosco bene? Beh, non direi: un caffettino ogni tanto, due parole. Le ha mai parlato di una sua relazione di problemi coniugali? Dio bono, due parole, mica sono il suo amico del cuore che conosce dalle medie. Non sapeva nulla, allora, del fatto che la signora di S. avesse una relazione con T.? Qui baro: radio Azienda diffonde certe notizie più veloce di un TG4 modello vittoria 2001. No, assolutamente. Ma, essendo un suo iscritto, mi fa Lui, con l'aria furba. Io sono un Sindacalista, mica una balia, faccio io. E poi, aggiungo, noi di Sinistra, per default, non sappiamo nulla e stiamo lontani dalle finestre, in caso d'interrogatorio. Ovviamente, mi dice di non fare lo spiritoso e che questa non è politica: devo aggiungere qualcosa? Sì, faccio io: tutto è politica, anzi, in questo caso è dialettica. Posso tornare al lavoro? Godendo , perlatro, alla visione dell'operaio che si intrattiene con la moglie del suo superiore. Questione di appartenenza...


(Mistero insondabile della fede in Splinder: chi cacchio ha cambiato la foto del mio profilo?).

(Up date: chissà perchè, quando dico che sono un Sindacalista, molta gente sparisce...).

lunedì 26 giugno 2006

 O bello ciao
Bossi, al solito:"Se vince il Sì al nord andiamo all'Onu, e se vince il No andremo in Svizzera, almeno lì c'è il federalismo".
Ciao.
(E quest'altro è un povero decerebrato: ah, la voglia di calci in culo...).

domenica 25 giugno 2006

 Una montagna di stupidità



Quando cammino, in montagna, mi chiedo sempre, e sempre più arrabbiato, cosa porti una persona a lasciare i suoi rifiuti nella natura. Una cicca di Marlboro, una lattina di Coca-Cola, fazzoletti, bottiglie di plastica ti accompagnano lungo la fatica della salita: li ritrovi sulla vetta, sono con te quando scendi. E' solo un piccolo appunto, ma sintomatico. Un bell'articolo sulla “Domenica” della “Repubblica” di oggi, mi ha riportato alla mente queste immagini. E se queste ultime prendono il sopravvento su quello che circonda, la cosa è grave. La montagna è diventata come e peggio delle coste turistiche più “alla moda”, dove si arriva in auto nei rifugi, si mangia, si sporca e si va via. Un mondo intero, culture millenarie scompaiono, inghiottite dalla frustrazione e dall'ignavia di Governi, Regioni e, sopratutto, della gente. I nostri Monti hanno bisogno del turismo, dei soldi che porta, ma non hanno nessuna necessità di essere sfruttati fino all'osso, di essere deturpati ed abbandonati. Traffico, maleducazione, stupidità e disinteresse stanno portando al collasso, all'irreversibile. Non basta, evidentemente, quello che ogni giorno tocchiamo con mano; il clima che muta, l'aridità della terra, il suo morire lentamente. Al di là della retorica e di tutti i bei discorsi, alla fine, della storia rimane solo un'amara, verissima considerazione: siamo degli idioti.

(Alle 23.15 ci sono 26°C e il 67% d'umidità: è una strategia del terrore? Mi consolo un pò con la percentuale dei votanti che in Friuli è un onorevole 36,07%, contro il 35% Nazionale.).

sabato 24 giugno 2006

 Scarabocchi
E' di così poca fantasia, e d'altrettanto interesse, scrivere qualcosa su di un Referendum, il giorno prima delle votazioni. E' che questo momento di consultazione mi irrita profondamente. Non nella sostanza, verso cui bisogna, perlomeno, accostarsi con il rispetto che si deve ad uno strumento democratico, ma nell'obiettivo. Sono convinto che alcune parti di questa Riforma, messa in piedi con modi perlomeno discutibili, e da parte di Politici avvezzi più alla destabilizzazione che alla pratica dell'approfondimento, non siano del tutto da scartare: almeno non a priori. Argomenti come la delega alle Regioni sulla Sanità o sulle decisioni riguardanti l'organizzazione Scolastica vanno sviscerati e dibattuti: non è detto che “piccolo” non sia bello. Peraltro, ed è qui il motivo della mia irritazione, non serve cambiare una Costituzione per farlo. Il “Federalismo” spurio proposto è un'ipotesi traballante e di facciata, ove i danni superano di molto i vantaggi. La Carta Costituzionale non è ancora pronta per una riforma così radicalmente infruttuosa, complessa e mal gestibile. Si sa che sono avvenuti parecchi cambiamenti nella sua sostanza, durante gli anni, mantenendo intatta la sua dote di collante Democratico di questo Paese. Di più, molto di più, servirebbe un vero cambiamento di rotta dettato dal mutamento della mentalità di chi ci Governa, ed anche della Nostra. Giocare con questa Utopia è stato sempre un mio diletto. Proprio perchè immutabile, il pensiero dell'Italia, che guarda se stessa, blocca, estremizza e soffoca un procedimento di cambiamento, auspicato da tutti, ma mai realmente radicato nelle coscienze. Questa sarebbe la vera Lotta da intraprendere, dal proprio quotidiano fin su, a quelle che si definiscono “le alte sfere”. Una Nazione moderna, se vogliamo “federale”, non ha bisogno di scarabocchi ed abbozzi, ma di quadri incorniciati e definiti, realizzati da persone che credono che la le cose vadano affrontate, non evitate o ridimensionate.

venerdì 23 giugno 2006

 Distinto Tricolore
Lasciatemi godere, oggi, per la prima pagella scolastica di Anna. Non ho mai pensato, né voglio farlo in futuro, che mia figlia “debba” essere un genio: ho cercato sempre di fargli capire che l'importante è l'impegno, non mollare mai e che più cose si sanno meglio è, sempre. Oggi mi ha fatto felice e lo fa spesso, Anna. Non sarà mai abbastanza quello che io farò per Lei, questo è certo.

Molte persone, nel mio quartiere, hanno esposto la bandiera Italiana, fin dalla prima partita della Nazionale. In giro è tutto “...un trionfo di stendardi” (cito), che spuntano ovunque: nei negozi, sui balconi, negli uffici. Io avevo una “zia” (cugina di mio padre, insomma) che, ogni anno, metteva il tricolore il 2 Giugno ed il 4 Novembre. Discutiamo pure sulla valenza di queste due feste (piano, che fa caldo...), ma di certo non si può biasimare una donna di ottanta e passa anni se lo fa: anche perchè, e spero di non sconvolgere nessuno, queste due feste son più importanti di una partita di football. Allora mi chiedo se questa esposizione di vanto Nazionale non sia un po' patetica, visto che si parla di quattro cialtroni che stanno pure giocando male (andranno avanti, tranquilli) e che, per la maggior parte, militano in squadre che possiamo definire benevolmente disoneste. E' sempre accaduto e sempre accadrà, non è né un delitto, né una cosa troppo importante. Mi fa star un po' male, tuttavia, il pensiero che l'unico collante dell'Italia sia il calcio, E' pur sempre triste fare il paragone con la mia esperienza negli USA, dove le bandiere ci sono, sempre e comunque. Da un estremo all'altro.
Io di bandiere ne ho due: una è rossa e non la posso esporre a causa di seri rischi fisici sulla mia personcina, l'altra è la solita. Ho deciso di esporla il 27 Giugno, dopo gli esiti di quel Referendum che sapete. A patto che vinca un certo segNO. Temo, però, di essere confuso nella pletora dei calciofili e di non far capire che quella sì che sarebbe una Vittoria importante. Molto più di un cucchiaio di Totti.

(Alle 16, qui ci sono 34°C: nel paese dove sono stato, fino a qualche giorno fa, in montagna, 18°C. Io voglio trasferirmi.)

giovedì 22 giugno 2006

 Le ferie, i piatti e tu
A saperlo, le ferie si prenderebbero con più oculatezza. Passare il post-matrimonio, quando non si è a letto, pulendo e strofinando, non mi sembra una delle soluzioni migliori. Complice un po' di senso di colpa, mi ritrovo a sguazzare tra le pile di piatti, l'aspirapolvere (grazie del regalo, eh?) ed i fiori da annaffiare. Tutte cose che si dovrebbero, comunque, fare in due, com'è giusto. Anche se restano dei misteri insondabili. Per esempio, pur essendo solo in tre, in 'sta casa, regolarmente, cioè ad ogni pasto, si sporcano nove, dicasi 9, coltelli. Escludendo il gatto, che pur venendo su abbastanza bene, non è stato ancora edotto sulle sottigliezze del bon-ton riguardo alle scatolette, il calcolo matematico è semplice. Sospetto, quasi a ragione, della moglie, inguaribile cucinatrice, che nel tentativo, mai vano, di far piacere al maritino, si lancia in ardite sintesi culinario-filosofiche della sua smodata passione per i piatti “...che non siano la solita roba”. Ringrazio, il più delle volte, anche se, immancabilmente, quando vado di Svelto + aceto, non posso fare a meno di chiedermi se non si possano fare le cose con un po' meno chili di attrezzatura. Tranne, poi, pentirmi nel tempo che ci mette una persona normale a pensar male di Berlusconi, quando mi sento rivolgere frasi del tipo: “Eh, ma i piatti bisognerebbe passarli bene bene anche dietro...”. Va bene, mi flagello e mi dolgo: me ne sarà scappato uno, d'altro canto parliamo pur sempre di un uomo. La prima reazione sarebbe stata quella di far cadere, per errore, una delle tazzine appena regalateci, quelle così brutte che neanche al negozio se le riprendono, unendo l'utile al dilettevole. Poi la ragion di stato (mentale) prevale e si glissa, con quell'aria un po' snob da lavapiatti dell' Hilton. In fondo, non è mai abbastanza, se si ama qualcuno, quel che si fa. Anche se ci sono dei momenti in cui ti torna in mente il testimone che avrebbe voluto regalarti la lavapiatti. E tu, pirla, hai detto di no.

martedì 20 giugno 2006

 Limonata & zanzare
Ore 20.05: ho già fatto la seconda doccia del pomeriggio.
Lassù sui Monti si dormiva con la copertina.
Se non sei un Avvocato e torni adesso già abbronzato dalle Maldive, l'Estate in città fa schifo.
Ma io ve l'avevo detto.

Sono indeciso, per il proseguo.
Ipotesi per rianimare il Bloghettino:
1) incomincio a scrivere davvero i cazzi miei;
2) mi lancio in una serie di post referendiari (animano il dibattito, si sa) che vi sfiancheranno i maroni;
3) giro per Blogs nuovi, quasi tutti pieni di minkiate (con la “k”) e mi faccio dei nuovi amichetti, parlando sopratutto di mutande e motorini;
4) vado in vacanza a Vercelli e ve lo racconto;
5) tento di dimagrire e vi aggiorno giornalmente.
Naturalmente non si vota.
Credete che qui regni la Democrazia?
Illusi.

venerdì 16 giugno 2006

 Macca Magazine n°2
Come già preannunciato, nei prossimi giorni Lord & Lady Macca si recheranno alla “Festa delle erbe”, come viatico a questa prima settimana di matrimonio due. Lady Macca di Corte in Deep avrà, al solito, le chiavi di casa “Transit”, ove potrà scorazzare a piacimento, eventualmente informata via sms degli sviluppi montani. Sono state affidate alle amorevoli cure paterne le piante del terrazzo (se si salveranno lo si dovrà alla sola intercessione della “Madonnina di Miru”, a cui sono devotamente legati i Macca e molti lettori del Blog) e Garfino, il gatto di Anna Macca, peraltro ancora da “educare” appieno e minacciato di esilio in più occasioni. Si vocifera, inoltre, della presenza, alla medesima Festa, di Johnny Deep, preoccupato per alcune voci sulla sua presunta inutilità. Naturale affermare che la cosa è risibile, dato che il suo solo pensiero fa risorgere antiche quanto radicate smanie in più di qualche Cortigiana (si mormora che la Regina di Corte stessa curi un culto, neanche tanto sotterraneo, dell'attore e che abbia visto dieci volte “La maledizione della Prima Luna”, di cui ormai sa a memoria battute ed espressioni). Non mancherà un incontro pubblico, in cui Lord Macca propugnerà le ragioni del “NO” al prossimo Referendum, cercando di convincere anche i più riottosi sostenitori di un improponibile “SI” a suon di bicchieri di liquore cjariei al kummel. Altresì è garantita la presenza della coppia alla trasmissione della partita “Italia-USA”, in collegamento contemporaneo con Baghdad per vedere l'effetto che fa Gilardino sui soldati Italiani.
Baci sparzi a tutti.

mercoledì 14 giugno 2006

 Macca Magazine n°1
NOTA: per i soliti problemi del server del cazzo (Francesismo), è visibile la sola versione "Testo" del primo numero del "Macca Magazine". Contiamo di farci istruire in materia dalla ben più ferrata Lama Macca di Corte in Deep, che, peraltro, potrebbe tenere lezioni su molte, moltissime altre cose (alcune delle quali assai divertenti).

Ringraziando Lama Macca di Corte in Deep per le doviziose precisazioni, Lord e Lady Macca, tramite il loro Ufficio Stampa, vogliono sottolineare alcune cose.
La salute di Lord Macca è, nel complesso, buona.
Purtroppo soffre ancora di sporadiche emicranie, definite da “Guinness” (ove il termine sta ad indicare una nota bevanda Irlandese), e di una certa acidità di stomaco, dovuta essenzialmente all'abuso di cetrioli (non cetriolini) Ungheresi.
Lady Macca insiste, però, nell'affermare che le presunte defaiance amorose del consorte non corrispondono a verità: al più, si lamenta Lady Macca, nota uno strano interesse dello sposo verso torme di uomini in mutande che, generalmente, cerca di sbirciare nelle ore immediatamente seguenti la cena.
Tuttavia, prosegue la Signora, sono state prese misure precauzionali che includono un corso di ballo per sole signore con istruttori latini DOC, una serie di conferenze su “Fenomenologia della calza autoreggente” (con prove pratiche) e the pomeridiani con ammesso uso di bevande alla Coca.
La coppia si recherà, comunque, per il week-end, alla nota “Festa delle Erbe”, ove sarà disponibile ad incontrare il pubblico, per ribadire la solidità della propria Unione.
Saranno graditi gli omaggi da fumare: le cartine sono a carico dei due Signori.






 Macca Magazine n°1
NOTA: per i soliti problemi del server del cazzo (Francesismo), è visibile la sola versione "Testo" del primo numero del "Macca Magazine". Contiamo di farci istruire in materia dalla ben più ferrata Lama Macca di Corte in Deep, che, peraltro, potrebbe tenere lezioni su molte, moltissime altre cose (alcune delle quali assai divertenti).

Ringraziando Lama Macca di Corte in Deep per le doviziose precisazioni, Lord e Lady Macca, tramite il loro Ufficio Stampa, vogliono sottolineare alcune cose.
La salute di Lord Macca è, nel complesso, buona.
Purtroppo soffre ancora di sporadiche emicranie, definite da “Guinness” (ove il termine sta ad indicare una nota bevanda Irlandese), e di una certa acidità di stomaco, dovuta essenzialmente all'abuso di cetrioli (non cetriolini) Ungheresi.
Lady Macca insiste, però, nell'affermare che le presunte defaiance amorose del consorte non corrispondono a verità: al più, si lamenta Lady Macca, nota uno strano interesse dello sposo verso torme di uomini in mutande che, generalmente, cerca di sbirciare nelle ore immediatamente seguenti la cena.
Tuttavia, prosegue la Signora, sono state prese misure precauzionali che includono un corso di ballo per sole signore con istruttori latini DOC, una serie di conferenze su “Fenomenologia della calza autoreggente” (con prove pratiche) e the pomeridiani con ammesso uso di bevande alla Coca.
La coppia si recherà, comunque, per il week-end, alla nota “Festa delle Erbe”, ove sarà disponibile ad incontrare il pubblico, per ribadire la solidità della propria Unione.
Saranno graditi gli omaggi da fumare: le cartine sono a carico dei due Signori.






lunedì 12 giugno 2006

 Note Matrimoniali parte prima
Mentre si susseguono insinuazioni Inglesi su Lady Macca (evidentemente i “giornalisti” hanno visto come l'Inghilterra sta giocando i Mondiali e si buttano su altro...), vi riporto alcune considerazioni emerse nel giorno (trionfale) del matrimonio bis.
I colleghi: “Vabbè risposarsi, ma due volte con la stessa...sei proprio mona!”.
-Tralascio le considerazioni romantiche e/o di pruderia, ma, perlomeno, mi sono risposato con qualcuno che conosco bene e che ho in comunione dei beni. Dove non arriva il cuore, ce la fa il 730.
Il cugino di Milano: “Hai una casa immensa!”.
-Io sto in 80 mq. Evidentemente a Milano hanno il sistema metrico Padano, oppure ritengono che 3 persone possano vivere in un monolocale ed essere moralmente e fisicamente felici. La Moratti ha promesso di allargare le finestre, per dare più aria. Sarà quello.
L'amico in attesa del secondo figlio: “Eh, adesso ci vorrebbe il fratellino per Anna...”.
-Sicuro. E ci vorrebbe pure un altro stipendio, una vincita al Lotto, la Pace nel Mondo e un barattolo da cinque chili di cetrioli sottaceto Ungheresi.
L'amica della sposa: “Che bella la statua della Madonna in Chiesa”.
-Io avevo richiesto la Madonnina placcata in Oro Zecchino, must dell'imprescindibile Miru. Mi è stato vietato: non s'è mai vista una Madonna vestita di rosso e con il pugno sinistro alzato.
Mio padre: “E' finita la birra. Dovevi comprarne di più”.
-Tenuto conto che un fusto l'ha fatto fuori Lui da solo, avrebbe dovuto almeno contribuire alle spese non previste.
Molti: “Siete bellissimi”.
-Abbiamo anche fatto la doccia, pensa un po'...
Il padrone del ristorante: “Non preoccupatevi, per il conto c'è tempo!”.
-Lo sto ancora spettando. Naturalmente ho cambiato numero di telefono e re-investirò la cifra per un delizioso soggiorno montano in quel di Ovaro, dove l'unica struttura ricettiva è il Comune, ma solo di mattina.
-Il testimone: “Dai, per ulteriore regalo ti porto a Lujubiana a vedere i Depeche Mode”.
-I Depeche Mode? E' andata così male?!
-Il Don: “E' stata una cerimonia commovente e bellissima”.
-Sopratutto breve, chè mezz'ora dopo c'era Messa. La Passione è Passione.
Molti: “Dove andate in viaggio di nozze?”.
-Dipende dalla cifra che metterete sugli assegni.
Io: “Sono ubriaco e me ne vanto!”.
-Ovviamente pochi se ne sono accorti, tranne chi ha viaggiato con me in auto, al ritorno dalla cena. Conoscevo tutti i bar sulla strada e di molti ho voluto sincerarmi di persona sul tipo di birra che servono.
Mia sorella Lama: “...devi scrivere un post sul perchè di queste seconde nozze”.
-Quanto tempo ho? Devo pensarne una buona...
.

 Note Matrimoniali parte prima
Mentre si susseguono insinuazioni Inglesi su Lady Macca (evidentemente i “giornalisti” hanno visto come l'Inghilterra sta giocando i Mondiali e si buttano su altro...), vi riporto alcune considerazioni emerse nel giorno (trionfale) del matrimonio bis.
I colleghi: “Vabbè risposarsi, ma due volte con la stessa...sei proprio mona!”.
-Tralascio le considerazioni romantiche e/o di pruderia, ma, perlomeno, mi sono risposato con qualcuno che conosco bene e che ho in comunione dei beni. Dove non arriva il cuore, ce la fa il 730.
Il cugino di Milano: “Hai una casa immensa!”.
-Io sto in 80 mq. Evidentemente a Milano hanno il sistema metrico Padano, oppure ritengono che 3 persone possano vivere in un monolocale ed essere moralmente e fisicamente felici. La Moratti ha promesso di allargare le finestre, per dare più aria. Sarà quello.
L'amico in attesa del secondo figlio: “Eh, adesso ci vorrebbe il fratellino per Anna...”.
-Sicuro. E ci vorrebbe pure un altro stipendio, una vincita al Lotto, la Pace nel Mondo e un barattolo da cinque chili di cetrioli sottaceto Ungheresi.
L'amica della sposa: “Che bella la statua della Madonna in Chiesa”.
-Io avevo richiesto la Madonnina placcata in Oro Zecchino, must dell'imprescindibile Miru. Mi è stato vietato: non s'è mai vista una Madonna vestita di rosso e con il pugno sinistro alzato.
Mio padre: “E' finita la birra. Dovevi comprarne di più”.
-Tenuto conto che un fusto l'ha fatto fuori Lui da solo, avrebbe dovuto almeno contribuire alle spese non previste.
Molti: “Siete bellissimi”.
-Abbiamo anche fatto la doccia, pensa un po'...
Il padrone del ristorante: “Non preoccupatevi, per il conto c'è tempo!”.
-Lo sto ancora spettando. Naturalmente ho cambiato numero di telefono e re-investirò la cifra per un delizioso soggiorno montano in quel di Ovaro, dove l'unica struttura ricettiva è il Comune, ma solo di mattina.
-Il testimone: “Dai, per ulteriore regalo ti porto a Lujubiana a vedere i Depeche Mode”.
-I Depeche Mode? E' andata così male?!
-Il Don: “E' stata una cerimonia commovente e bellissima”.
-Sopratutto breve, chè mezz'ora dopo c'era Messa. La Passione è Passione.
Molti: “Dove andate in viaggio di nozze?”.
-Dipende dalla cifra che metterete sugli assegni.
Io: “Sono ubriaco e me ne vanto!”.
-Ovviamente pochi se ne sono accorti, tranne chi ha viaggiato con me in auto, al ritorno dalla cena. Conoscevo tutti i bar sulla strada e di molti ho voluto sincerarmi di persona sul tipo di birra che servono.
Mia sorella Lama: “...devi scrivere un post sul perchè di queste seconde nozze”.
-Quanto tempo ho? Devo pensarne una buona...
.

venerdì 9 giugno 2006

 The Secret Marriage
Come al solito, e come fa irritare più di qualcuno, Lord & Lady Macca hanno realizzato le cose senza clamori e senza pubblicità.
Domani, alle 17, i due si ri-sposeranno: la seconda volta nel giro di sette anni.
Volutamente il Vostro amico Macca ha tenuto, ai più, celata la cosa, idisioncratico com'è verso tutto (o quasi) ciò che riguarda la sua “vita privata”.
Mi auguro lo stesso alcune cose:
-che qualcuno di Voi, carissimi, mi pensi domani a quell'ora, chè non sarà proprio una passeggiata:
-che organizziate dei commenti feroci, preferibilmente a catena, a mò di Party post-cerimonia (vero, Miru?):
-che non piova, o, almeno, non molto:
-che per un giorno ci si rilassi e ci si diverta:
-che l'Inghilterra domani perda la sua prima partita Mondiale:
-che io non scleri del tutto questo pomeriggio o stasera:
-che non mi regalino più cornici d'argento (siamo già a quota quattro...):
-che riesca ad ubriacarmi come si deve:
-che mi aspettiate qualche giorno, chè non so come andrà a finire...
Olè!
 The Secret Marriage
Come al solito, e come fa irritare più di qualcuno, Lord & Lady Macca hanno realizzato le cose senza clamori e senza pubblicità.
Domani, alle 17, i due si ri-sposeranno: la seconda volta nel giro di sette anni.
Volutamente il Vostro amico Macca ha tenuto, ai più, celata la cosa, idisioncratico com'è verso tutto (o quasi) ciò che riguarda la sua “vita privata”.
Mi auguro lo stesso alcune cose:
-che qualcuno di Voi, carissimi, mi pensi domani a quell'ora, chè non sarà proprio una passeggiata:
-che organizziate dei commenti feroci, preferibilmente a catena, a mò di Party post-cerimonia (vero, Miru?):
-che non piova, o, almeno, non molto:
-che per un giorno ci si rilassi e ci si diverta:
-che l'Inghilterra domani perda la sua prima partita Mondiale:
-che io non scleri del tutto questo pomeriggio o stasera:
-che non mi regalino più cornici d'argento (siamo già a quota quattro...):
-che riesca ad ubriacarmi come si deve:
-che mi aspettiate qualche giorno, chè non so come andrà a finire...
Olè!

lunedì 5 giugno 2006

 Smentisco!





Macca smentisce categoricamente.
Sua Moglie è una brava donna.
O là!
(E per chi non vede la foto, voilà il link).

 Smentisco!





Macca smentisce categoricamente.
Sua Moglie è una brava donna.
O là!
(E per chi non vede la foto, voilà il link).

domenica 4 giugno 2006

 The Working Hour


Non si capisce molto, ma questo è lo stato della mia cucina.
Ed è qui che passerò, presumibilmente, il giorno del mio compleanno, oggi.
41 e non sentirli lavorando (di Domenica).



 The Working Hour


Non si capisce molto, ma questo è lo stato della mia cucina.
Ed è qui che passerò, presumibilmente, il giorno del mio compleanno, oggi.
41 e non sentirli lavorando (di Domenica).



sabato 3 giugno 2006

 Paratevi
Giustamente da più parti si è fatto notare che la polemica sulla presenza di Bertinotti alla parata di ieri sono venute da Sinistra. Ciò è endemico, correlato alla natura stessa di questo schieramento, almeno in Italia. Perciò non deve né stupire, né irritare, Piuttosto sarebbe da analizzare l'idea che il Presidente della Camera ha su quel che significa “tempo di Pace”. Siamo invischiati in una guerra che non abbiamo voluto, lontana, i cui echi, tremendi, di violenza e ingiustizia giungono ogni giorno. Eppure ci si ostina a pensare che la soluzione democratica di un conflitto passi attraverso le armi, questa volta unite. L'Italia è in Pace, non credo che la missione di cui sopportiamo il peso e che tanti lutti ha portato sia mai stata considerata come un'entrata in conflitto con chichessia. Eppure, parlando di “tempi”, Bertinotti instilla una sottile inquietudine, l'idea che qualcosa di sbagliato ci sia sempre stato, in questa faccenda. Al di là del fatto che un'altra spaccatura, seppur semantica e per alcuni risibile, a Sinistra, non fa altro che porgere il fianco alla deriva (mai spenta) populista e micragnosa della Destra, resta l'accento posto per giustificare un atto Istituzionale, ma palesemente contrario a ciò che lo stesso Bertinotti ha sempre propugnato. Se non esserci sarebbe stato molto peggio che starci, e su questo non vi sono dubbi, la perplessità è che ci sia un che di “tirato”, in tutto questo. Forse, e dico forse, un segnale diretto dalla terza carica Istituzionale per una soluzione definitiva sul ritiro o meno delle nostre truppe, avrebbe aiutato coloro che “son nel limbo” a rafforzare una certa identità, perlomeno ideologica. Si sarebbe, insomma, capito che questo Governo ha almeno un'idea chiara, stante il fatto che, almeno per questi primi giorni, sembrano esserci molte questioni assai fumose. Scegliere di portare avanti la propria idea, a discapito della visibilità televisiva e governativa, sarebbe stato impopolare, certo, ma coerente e ben accetto da parte di quelli, e non sono pochi, che ritengono arrivato il momento di sganciarsi da una situazione in cui la via d'uscita è assai lontana da raggiungere. Per tutto questo non basta, di certo, una spilla con la bandiera della Pace.
 Paratevi
Giustamente da più parti si è fatto notare che la polemica sulla presenza di Bertinotti alla parata di ieri sono venute da Sinistra. Ciò è endemico, correlato alla natura stessa di questo schieramento, almeno in Italia. Perciò non deve né stupire, né irritare, Piuttosto sarebbe da analizzare l'idea che il Presidente della Camera ha su quel che significa “tempo di Pace”. Siamo invischiati in una guerra che non abbiamo voluto, lontana, i cui echi, tremendi, di violenza e ingiustizia giungono ogni giorno. Eppure ci si ostina a pensare che la soluzione democratica di un conflitto passi attraverso le armi, questa volta unite. L'Italia è in Pace, non credo che la missione di cui sopportiamo il peso e che tanti lutti ha portato sia mai stata considerata come un'entrata in conflitto con chichessia. Eppure, parlando di “tempi”, Bertinotti instilla una sottile inquietudine, l'idea che qualcosa di sbagliato ci sia sempre stato, in questa faccenda. Al di là del fatto che un'altra spaccatura, seppur semantica e per alcuni risibile, a Sinistra, non fa altro che porgere il fianco alla deriva (mai spenta) populista e micragnosa della Destra, resta l'accento posto per giustificare un atto Istituzionale, ma palesemente contrario a ciò che lo stesso Bertinotti ha sempre propugnato. Se non esserci sarebbe stato molto peggio che starci, e su questo non vi sono dubbi, la perplessità è che ci sia un che di “tirato”, in tutto questo. Forse, e dico forse, un segnale diretto dalla terza carica Istituzionale per una soluzione definitiva sul ritiro o meno delle nostre truppe, avrebbe aiutato coloro che “son nel limbo” a rafforzare una certa identità, perlomeno ideologica. Si sarebbe, insomma, capito che questo Governo ha almeno un'idea chiara, stante il fatto che, almeno per questi primi giorni, sembrano esserci molte questioni assai fumose. Scegliere di portare avanti la propria idea, a discapito della visibilità televisiva e governativa, sarebbe stato impopolare, certo, ma coerente e ben accetto da parte di quelli, e non sono pochi, che ritengono arrivato il momento di sganciarsi da una situazione in cui la via d'uscita è assai lontana da raggiungere. Per tutto questo non basta, di certo, una spilla con la bandiera della Pace.

venerdì 2 giugno 2006

 Happy Birthday
Lo so: è domani, non oggi.
Però, per quello che vorrei dirti, un giorno vale l'altro.
Sai, l'altro pomeriggio, ho intravisto, immediatamente, come sarebbe stata la tua vita, se non avessi svoltato, un giorno, in un'altra direzione. Ho visto come avresti coltivato un'insoddisfazione in maniera discreta, come è tuo costume: dal tuo viso traspare sempre così poco, come i passaggi delle nuvole in un cielo stranamente azzurro, chè non lo aspettavamo.
Quando dico che siamo prigionieri non lo faccio per amore del pessimismo, quello che tante volte mi hai rinfacciato e che anche tu frequentavi quando ti pareva il momento: è una considerazione banale, chiedi in giro chi non si sente costretto da cose, da persone, da situazioni.
Dovremmo imparare ad accettare che ogni nostra decisione viene pagata e, anche se credi di non avere più credito, c'è sempre qualcuno disposto a dividere le spese.
Non so se sarebbe stato diverso: per me sì, senza dubbio.
Non so neppure se l'ancora della ragionevolezza e della comprensione avrebbe aiutato a non fare andare le nostre barche alla deriva: non lo voglio sapere, ho imparato a non chiedermelo più.
Però lascia che ti immagini con le tue abitudini, le idiosincrasie ed il tuo sorriso immenso, così come ho imparato a volerti, a desiderare che i nostri momenti s'intrecciassero.
Auguri, allora.
E nella banalità di un ricordo liso, nella piattezza del già sentito, vorrei essere la voce dissonante di chi non ha bisogno, poi, di dire molto per farti capire ciò che è sempre stato.
E sempre sarà.
 Happy Birthday
Lo so: è domani, non oggi.
Però, per quello che vorrei dirti, un giorno vale l'altro.
Sai, l'altro pomeriggio, ho intravisto, immediatamente, come sarebbe stata la tua vita, se non avessi svoltato, un giorno, in un'altra direzione. Ho visto come avresti coltivato un'insoddisfazione in maniera discreta, come è tuo costume: dal tuo viso traspare sempre così poco, come i passaggi delle nuvole in un cielo stranamente azzurro, chè non lo aspettavamo.
Quando dico che siamo prigionieri non lo faccio per amore del pessimismo, quello che tante volte mi hai rinfacciato e che anche tu frequentavi quando ti pareva il momento: è una considerazione banale, chiedi in giro chi non si sente costretto da cose, da persone, da situazioni.
Dovremmo imparare ad accettare che ogni nostra decisione viene pagata e, anche se credi di non avere più credito, c'è sempre qualcuno disposto a dividere le spese.
Non so se sarebbe stato diverso: per me sì, senza dubbio.
Non so neppure se l'ancora della ragionevolezza e della comprensione avrebbe aiutato a non fare andare le nostre barche alla deriva: non lo voglio sapere, ho imparato a non chiedermelo più.
Però lascia che ti immagini con le tue abitudini, le idiosincrasie ed il tuo sorriso immenso, così come ho imparato a volerti, a desiderare che i nostri momenti s'intrecciassero.
Auguri, allora.
E nella banalità di un ricordo liso, nella piattezza del già sentito, vorrei essere la voce dissonante di chi non ha bisogno, poi, di dire molto per farti capire ciò che è sempre stato.
E sempre sarà.