domenica 30 luglio 2006

 Il Macca della Domenica
Differenze.
Tra i dodici ed i quattordici anni, ho avuto la fortuna di crescere ascoltando, appena usciti, “Heroes” di David Bowie, “Rimini” di Fabrizio De Andrè e “Tha Wall” dei Pink Floyd, tra gli altri. Adesso, i pari età, hanno Fabri Fibra, Mondo Marcio e Shakira. Un po' mi dispiace per loro.

Tutti fuori.
L'indulto è Legge. Al solito, in Italia, non si trova di meglio che passare oltre un ostacolo, aggirandolo. Per poi ritrovarcelo, peggiore, tra qualche tempo. La Politica degli struzzi, che non hanno riserve d'aria.

Pedalare.
Ormai guardare il ciclismo è perfettamente inutile. Sfido chiunque a credere a qualunque corridore che faccia “l'impresa”. La vera magata sarebbe trovare un ciclista pulito.

Mercenari.
Fuggono i Campioni della Juve. La B non fa piacere a nessuno. A me non piacciono neanche i vigliacchi.

Prezzi e pastiglie.
In Grecia, venti aspirine mi costano un euro: in Italia, invece, 4,15€. Di certo spaventati, i Farmacisti hanno inventato lo sciopero, chè non ci aveva mai pensato nessuno. Dà fastidio che gli spiccioli se ne vadano da un'altra parte, ben sapendo che gli Italiani sono divoratori, da sempre, di ricette mediche. E' dura a morire la convinzione che siamo tutti uguali, ma qualcuno un po' di meno.

Piove!
Raikonnen in pole position. Finalmente arriva la pioggia.

giovedì 27 luglio 2006

domenica 23 luglio 2006

 Il cappuccino della Domenica



Caro Cappuccino (Kid),
nel tuo ultimo post il punto fondamentale, io credo, sia la coerenza.
Questa virtù, così difficile da mantenere, opera da pilastro a tutte le convinzioni che sbandieriamo in giro: politiche, religiose, financo calcistiche (sich).
Questo Mondo ha fatto di noi dei ricettori di input, degli accumulatori di stimoli, visivi, scritti, subliminali.
L'ardita capacità di pensiero (sempre più raro) che si sfoggia è circondata da mura fatte di informazioni e convinzioni, anzi convincimenti.
In quella che a me pare più una gara a chi “sa di più” e, quindi, è degno di essere ascoltato, entrano in gioco tutte le debolezze e le pigrizie umane.
Tu citi una discussione “da bar”, seppur su temi piuttosto alti e, tra le righe, io vedo che la differenza non sta solo nelle idee, nelle opinioni, ma anche, e sopratutto, tra le persone.
E' nel gioco che ognuno propugni la propria visione: se accade civilmente è sempre segno di crescita.
Sarebbe più interessante scoprire la realtà della coerenza che anima certi disegni, di vita o di pensiero.
Se gli esempi dovessero essere, guarda caso, i Politici staremmo a posto: fregati in partenza.
Più nel quotidiano mi accorgo che non è né semplice, né cercato, un equlibrio tra le proprie idee ed il modo di viverle.
L'esempio facilone sarebbe quello del Comunista col cashmere, tanto per capirci.
La facciata (e possiamo pure parlare di moda, se vuoi) regge: le argomentazioni non mancano, ce le danno Internet, la TV, i sentito dire.
Nel profondo dubito di quesi tutti, me compreso: come accenni anche tu è difficile, questa coerenza, è impegnativa, fa sudare.
Siamo deboli, ammettiamolo: rendiamoci conto che la via più semplice è quella del parlare da statisti e comportarsi da qualunquisti.
Niente di che, né di nuovo: anche l'operaio vuole il figlio Dottore, si cantava una volta.
E con tutte le giustificazioni che si possono immaginare: siamo schiavi di un'ipocrisia di fondo, a cui non sfuggo, peraltro, nemmeno io.
Prendi la dicotomia tra l'essere Cattolico e il pensare “a sinistra”: credi che non mi crei degli sfracelli interiori, che non mi porti a delle “vacanze” del pensare assai pericolose?
Bene fai, e te ne rendo atto, con stima, a essere così convinto, a portare avanti con pacatezza e profondità la tua convinzione: certi tipi li smonti in quattro secondi, scaraventando al vento bandiere, marce e compagnia bella.
E' un fatto di cui rendersi conto, per passare, magari, un po' più di tempo a pensare prima di parlare, tacendo se una cosa non ci convince, ma specialmente se non ci appartiene.
Perchè le idee, come la vita, vanno portate dentro il cuore, prima che nel cervello.
Mandi, bièl.

Nota a margine: sì, AMO i “Tears For Fears”, va bene? Li ascolto molto, mi piacciono tanto, ma tanto. Qualcuno ha qualcosa da dire? Voglio proprio vedere...
Nota a margine 2: concordo sull'analisi che fai dell'ultimo periodo da regista di Woody Allen. Trovo che alcuni dei suoi film più riusciti siano tra gli ultimi, compreso “Melinda & Melinda”. E' che siamo troppo legati a una certa idea di Lui, come al solito.
Nota a margine 3: la mucca aspirapolvere è mia. Mandi in contrassegno?




sabato 22 luglio 2006

 E la chiamano estate...






Stamattina (pure) al lavoro.
Alle 17 c'erano 36° C, fuori.
Dentro in casa, meglio.
Il problema è che un ponticello dentale ha deciso di mollarmi.
Due “Aulin”, un antibiotico.
Acqua fresca.
Un dolore che neanche a Berlusconi quando “paga” le tasse.
Che cacchio di estate.


 


mercoledì 19 luglio 2006

 Balon d'aur
Caro Yeti e caro Lorenzo (scrivo a tutti e due),
la cosa che più dispiace è che vi siate accapigliati tra Voi e non perchè l'avete fatto sul “mio” Blog, tutt'altro.
Il breve post, un po' ironico, e, probabilmente, affatto originale che ho scritto dovrebbe farvi capire come la penso. Di tutta questa faccenda mi rattristano alcuni aspetti, e forse neanche tanto legati al giuoco del calcio in senso stretto. Il primo di questi è che vi sia un'indubbia stortura nelle “fedi” calcistiche, che fa sì che anche ove splenda il sole, il tifoso possa intravedere la notte. Non è il vostro caso, ma in giro ci sono molte persone che, in nome e per conto di una presunta, smodata passione difenderebbero la propria squadra anche se, invece di truccare le partite, le conducesse sparando contro gli avversari. Nella vostra discussione trovo accenni sopra le righe, ma ammetto che è ben difficile starvi “sotto” quando si recepisce un'ingiustizia. E passo al secondo aspetto. Sono un appassionato di calcio, non posso (e non voglio) dirmi “tifoso”, se ciò significa quello di cui parlavo sopra. La mia squadra è la Juventus: perciò immaginate che è stato, anche per il sottoscritto, difficile mandar giù questo boccone. A maggior ragione sapendo che hanno sbagliato delle persone (Moggi, Giraudo...) che hanno danneggiato una Società Sportiva perlomeno gloriosa. Pagare bisogna, perchè dubito che tutti questi “tramini” siano stati fatti di nascosto alla dirigenza, alla squadra, ai giocatori. Magari fosse, magari. Quindi io trovo che una certa oggettiva colpa delle Società vi sia. Da qui ad abbracciare in toto la (prima) sentenza ce ne passa: lo dico per tutte le squadre coinvolte. Più che altro perchè non c'è stato contradditorio. Il che va, minimo, contro i canoni della Giustizia Civile che, comunque, regola, almeno in parte, anche quella Sportiva. Mi sembra che si sia colta un'occasione per togliersi parecchi sassi dalle scarpe. In un sistema così complesso e, diciamocelo, confuso di dati, intercettazioni (vere, presunte, montate ad arte), emerge il dato sensibile di un'accelerazione perentoria e non scevra di difetti, di cui alcuni belli grossi. Se c'è Giustizia deve essere equa e comminata in base alle colpe oggettive; almeno nello sport l'intenzionalità gioca un ruolo relativo alle persone direttamente coinvolte e, se addossata ad una squadra, dovrebbe tener conto di tutte le sue componenti, anche nel bene.
Infine mi sento di dirvi, con onestà e senza nessun intento provocatorio, che tutto questo è per me relativo. Ovunque giochi la “mia” squadra, io la seguirò: Se la sentenza è ingiusta non sarà né la prima, né l'ultima. Pensate a come cambia la vita di una persona davanti a fatti ben più gravi e dolorosi. Con tutto quello che si trascina dietro “Calciopoli” è l'ennesima riprova della sperequazione che esiste nella vita, tra chi ha e chi non ha, tra chi paga ingiustamente e chi la sfanga, magari pagando. Insomma, amici, io sono oltre.
E mi piace molto il basket.

domenica 16 luglio 2006

 Previsioni del tempo: Inverno 2006



Previsioni del tempo Nazionali, Inverno 2006.
Nuvolosità compatta, copertura dell'incazzatura pressochè totale.
Temperature previste:
Torino -30°;
Milano -15°;
Firenze -12°;
Roma -7°.

Consigli per la stagione:
-coprirsi bene:
-in attesa di dati più precisi, toccarsi le palle.

martedì 11 luglio 2006

 Dire piano
Perchè certi giorni sono grigi come un cielo d'autunno.





Tu ti prendesti tutte le stelle
Sul mio cuore.

I miei pensieri si increspano,
Io devo danzare.

Tu fai sempre quello che mi fa guardare in alto,
Stancare la mia vita.

Non posso più sopportare
la sera sopra le siepi.

Nello specchio dei ruscelli
Non ritrovo la mia immagine.

All'Arcangelo tu hai rubato
I fluttuanti occhi;

Ma io spizzico il miele
Del loro azzurro.

Il mio cuore va lento sotto
Io non so dove-

Forse nella tua mano.
Dovunque lei si impiglia alla mia rete.

(Else Lasker-Schüler)


lunedì 10 luglio 2006

 Allez les Italiens!




Stavolta l'orso l'ho fatto io. Da sempre non sono mai stato un fanatico delle adunate “ad hoc” per gioire insieme, soffrire e bestemmiare dietro ad una pallone. Nel 1982 eravamo in quattro, a casa di un amico: poi, con il “Ciao” nero, a fare casino. Oggi non ce l'ho fatta. Non ho voluto nessuno; ho spento perfino l'odio contro i vicini, mi sono isolato. Sì, lo ammetto: paura, paura bleu, per dirla tutta. Adesso che è finita, non so se ho fatto bene. Il risultato conta, per una volta. Come conta, per me, che tanti abbiano detto che questo Mondiale è un regalo della "classe operaia": i Gattuso, i Materazzi (mai avrei pensato d'amare quest'uomo...), il "Presidente della Repubblica" Cannavaro. E allora anche il piccolo sacrificio di essermi chiuso dentro casa valeva la pena. M'importa poco se passerò, ancora una volta, per un babbione iroso. CAMPIONI! E che sia di buon Augurio per Tutti Voi...

domenica 9 luglio 2006

 Radio Maria
Non raro esempio di quel servilismo a cui accennavo ieri, è la RAI, nella sua propaggine radiofonica. Seguendo, stamani, la cronaca della visita Apostolica in Spagna di Benedetto XVI, c'è stato un florilegio di banalità e di scherno verso coloro che manifestavano contro tale avvenimento. Si è arrivati a bollare le unioni gay come un fatto gonfiato dai media, ma la cui vera rilevanza è risibile. Il tutto da parte di quei giornalisti del “servizio pubblico”, ma che, evidentemente, sono forse pagati da un altro Stato. Se vi sembrasse polemica “tout court” mi dispiacerebbe, dato che mi pare che il rispetto sia uno dei cavalli di battaglia del Clero. Ripassiamo la parabola della trave e del fuscello, che non fa mai male.

sabato 8 luglio 2006

 Foto ricordo
Torno indietro. Quando morì Karol Wojtyla fui sinceramente addolorato. Riconosco e riconoscerò sempre l'Autorità Ecclesiale del Sommo Pontefice: per educazione e per convincimento. Altro è la politica. Se così non fosse tradirei il mio essere. Ai tempi, assai più recenti, delle polemiche sul Referendum e sui Pacs ho già espresso il mio convincimento direi politico e laico. Oggi, sapendo che Zapatero non assisterà alla Messa di Benedetto XVI, non mi sono stupito. Più che altro mi ha fatto specie il rinvangare, da parte della Santa Sede, come “...anche Castro e Jaruzelsky parteciparono alla funzione”. Un atto di cortesia squisito, ma non per questo obbligatorio, immagino. Se vogliamo, tutto questo andrà contro il Governo Spagnolo, già in difficoltà con il fronte duro del Cattolicesimo militante. Coerente, però, con l'idea che sottende alle proprie azioni: nota di merito, anche se metà Europa si scandalizzerà e l'altra metà penserà che da un Comunista nient'altro ci si poteva aspettare. Stringere la mano di Pinochet, ai tempi, fu un gesto che Wojtyla compì nell'assoluta certezza di far capire che anche la Chiesa sapeva, che non poteva tollerare, ne sono certo. E quella era politica: non si doveva ignorare, per esempio, il ruolo degli USA nel regime sanguinario di quel dittatore. Dubbi ne vengono, eccome, allora. Se fossi nell'Ufficio Stampa del Vaticano non tenderei a nascondere certe cose, per dare più visibilità ad altre. Non ci si fa bella figura. Tutto sommato Valencia può ben valere una Messa, ma la fermezza e la distanza che questa Istituzione dovrebbe prendere da chi si macchia di crimini immani è ancora più importante. Quella è l'unica politica di cui dovrebbe trattare un Papa: non scendere a patti con regimi di alcun tipo, ma senza fare dei distinguo che risultano essere perlomeno discutibili. A quello si pensi, non ad una sedia vuota.

venerdì 7 luglio 2006

 Calciopolli




Ricevo l'assist dall'amico Mauro, bravo Blogger e gran tifoso. Provo a smarcarmi e a concludere. Della vicenda di calciopoli mi sono volutamente disinteressato, essendo un tifoso di quelli “blandi”: attento, ma non maniacale. E questo da tempo, da ben prima delle Triadi, degli sponsor e, soprattutto, dei milioni. Che si parli di un gioco dovrebbe essere ovvio: che il calcio non sia più un gioco è altrettanto chiaro. Tutto ciò che ne fa un intrattenimento ad uso e consumo televisivo ed economico lo ha snaturato: per questo non mi ci pigliano più. Sì, ho l'affezione ad una maglia, guardo qualche partita, tutto lì. Penseranno, quindi, che non ho voce in capitolo, usando la distorta “logica” per cui il “tifoso” è quello che grida, sbatte i pugni e, obtorto collo, subisce, ora, un processo (se la sua squadra c'è, ovviamente). Sulla fenomenologia e sulla psicologia di queste persone non entro. Più facile, per me, è dire che il procedimento in atto non mi stupisce. Non nei contenuti, e neanche nei modi. Dico questo perchè siamo di fronte al modi di fare tipico della Giustizia Italiana, che sa accelerare e colpire quando vuole, ma che dà prova di squilibrio, spesso e volentieri. Mai dimenticarsi che in questo Paese ci sono stragisti a piede libero, faccendieri di dubbia moralità che diventano presidenti del Consiglio e via così, fino ad arrivare alle banche ed alle assicurazioni che sono associazioni per delinquere. Per una volta siamo di fronte ad una procedura tirata e senza dibattimenti, che fa risaltare notevoli pecche giuridiche, anche se parliamo di Giustizia Sportiva, e non di quella ordinaria. Di certo molti cialtroni hanno fatto il bello e cattivo tempo, molte persone hanno lucrato, venduto e comprato, falsato: debbono pagare, ma paghino tutti, come dovrebbe sempre accadere, che si tratti di atleti o mandanti di omicidi. Il nodo, personalmente, è un altro. In Italia c'è molto da fare, c'è da cambiare, c'è da lavorare e, per qualcuno, sopravvivere. Vedere alla sbarra gente con i milioni in tasca mi fa l'effetto di una vignetta di Forattini: nullo. Nel mio egoismo metto davanti alle arringhe di Palazzi altre cose e non ci perdo né il sonno, né la testa. Rispetto chi ci si scervella e chi ci soffre, ma mi irritano di più le tariffe della luce e del gas più alte del 40% rispetto al resto d'Europa, che la difesa di un arbitro o di “dirigente”. Se la Juve ripartirà dalla B o dalla C per me sarà la stessa squadra di prima, che mi ha dato dei bei ricordi e che ricomincerà a farlo. Magari circondandosi di gente capace ed onesta. Ammesso che lo facciano anche tutti gli altri, però. Così, almeno, si parte dallo zero a zero.
(Nota tecnica: su "Splinder" avremo pure raggiunto i duecentomila Blog, ma non funziona più niente. Per lasciare un commento devi prendere ferie.).

martedì 4 luglio 2006

 Tifo Ergo Sum


Oggi si gioca. E non è una partita qualunque: è la partita, diventata tale per l'eccellenza dei ricordi. Non dirò di pronostici, perchè, e non capita spesso, non riesco a farlo. Dirò, più prosaicamente, dell'atteggiamento che ci stanno tirando dietro da qualche giorno. Adesso che possono tornare ad inveire, e non gli par vero, i “Teteschi” rimestano nella peggiore melma offensiva da birreria. Ci sta un po' tutto, nel gioco delle parti. Solo che sembra troppo semplice, troppo banale. Da lì si sfocia tranquillamente nel razzismo, nel ricordo di orrori (comuni, peraltro) cui sarebbe meglio portare rispetto e su cui bisogna tacere per pudore. Poco senso dell'umorismo, insomma: più che altro senso, e basta. Il tutto per un pallone, che solo in certi casi assume valenze così “alte”. Comunque sia, stasera gli molliamo Ringhio. Fossi in loro cercherei di scansarlo o di trovarmi un buon fisioterapista per il dopo. Perchè forse siamo mafiosi, parassiti e cialtroni, ma a perdere non ci stiamo. Contro questi, poi, non esiste. Per principio.

Up Date.
E poi non dite che, in Italia, certe figure sono paraculate, rispetto alla media dei lavoratori. Secondo Voi, chi è stato messo al controllo qualità notturno nella "mia" Azienda, questa notte e domani? Ecco, se sapete la risposta, sapete anche chi sta bestemmiando in tutte le lingue possibili. D'altro canto la devo pagare: se il Milan va in B è colpa dei Comunisti, me compreso, ovvio.

lunedì 3 luglio 2006

 Manifesto la Libertà
Buon ultimo, ma almeno non dopato, arrivo a dire de “Il manifesto”. Sempre in bilico nella sua ostinata militanza, questo quotidiano sta cercando di sopravvivere, raccogliendo fondi, senza i quali chiuderà. Penso lo sappiate tutti. E sapete anche di quella scritta, “Quotidiano Comunista”, che sta lì, in bella evidenza, sulla testata. Basta a fare odiare questo giornale da una bella fetta di Italiani, ed anche da una larga rappresentanza di giornalisti. Come se dichiarare immediatamente la propria appartenenza fosse una malattia, un dispiacere da non dare, un sintomo da nascondere. Molti altri non sono così espliciti, ma asserviti nel silenzio, quando non impegnati nella declamazione “porta quattrini” di questo o quel padrone. Con quell'impudenza tipica della cialtroneria, alcuni si spingono fino all'offesa becera, alla battuta da trivio su nove colonne (fischian le orecchie dalle parti di V.le Majno, Milano?), incuranti del fatto che se, usata bene, quest'arma può portare benefici ed interesse: cosa che “Il manifesto” fa da sempre, con quelle sue prime pagine ormai famose. Obiettate pure che qui si stia da una parte, ma se lo si fa è per dire che una voce importante, un giornale coerente e ben fatto non deve morire. Ed è prprio dal “mondo” dei Blog molti stanno cercando di farlo capire. MI sembra sintomatico e giusto: i Blog hanno dato e daranno la possibilità di scambiare opinioni, approfondire, interrogarsi, in un mondo sempre più connesso, sempre più abbandonato dall'informazione, parziale od imparziale che sia. “La libertà è partecipazione”: mai è stato così vero come adesso, come per “Il manifesto”.

http://www.iostocolmanifesto.ilcannocchiale.it/
La raccolta di fondi qui.

(Un matre à penser domani ci guiderà nella battaglia sportiva con la Germania. In suo onore ho cambiato la foto del profilo -notato? No, eh?- e un gruppo di sciagurati ha aperto un Blog-omaggio, qui. Ringhio!)