sabato 25 novembre 2006

 Esami durissimi


Non è la responsabilità del dover dare delle risposte che mi pesa: è l'ingiustizia di un “sistema”, in cui, con molta banale retorica vecchia e risaputa, sono sempre gli stessi a pagare.

Ieri, una giornata d'autunno senza pioggia, eravamo in mezzo ad una strada, come si usava fare più spesso trent'anni fa, al risveglio di coscienze giovani politicamente ed intellettualmente. Capire che non è cambiato nulla, che lottare per il proprio posto di lavoro, oggi come allora, è durissimo, non solo non consola, ma sconforta. Quando tocchi il portafoglio, allora tutti, dico tutti, si scoprono “compagni” nella lotta. Dargli torto? Impossibile. La mente vaga tra pensieri non certo felici, confondendo scadenze, sogni non più realizzabili e terrene incazzature. Con tutto il contorno di cameratismo assopito e antipatie riposte che, questo sì, mitiga l'atmosfera.

Adesso mi ritroverò a dover studiare Leggi e cavilli di questo farraginoso Stato, cercando di illuminare quei meandri che nascondono non vie di fughe (ho idea che non ce ne siano), ma terreni più agevoli e produttivi: da qui in avanti 50€ fanno la differenza. E la farà anche l'impegnarsi, in toto, affinchè tutti quanti capiscano l'importanza di essere uniti, per una volta, magari la sola ed ultima.

Non voglio essere monotematico, d'ora in avanti.
Anzi: mi sforzerò di parlare di tutt'altro.
Con la testa persa altrove ed il cuore affaticato.






mercoledì 22 novembre 2006

 Esuberanza
La rassegnazione è un male. Provate a guardarla da ogni lato, e resta sempre un male. Anche quando non c'è nient'altro da “sentire”, quando non vi è più alcunchè a cui aggrapparsi. Porta, questo essere, alla visione distorta di affetti, di situazioni, persino dei visi cari. Se possibile, vi è un ambito in cui è ancora più insopportabile: quando si deve lottare, quasi letteralmente per la sopravvivenza.
Questo è un problema lavorativo.
Questo è un problema comune, in questa Paesucolo, per migliaia di persone.
Eppure lasciare il campo senza lottare mi pare un'eresia. Se comprendo lo scoramento, se accetto giustificazioni e motivazioni, se cerco sempre un “perchè”, non significa che la pensi così.
Il lavoro, oltre ad essere un diritto, non è un favore che viene fatto: non si può pensare, in nome di ciò che è stato dato, che si sia sempre in debito. La riconoscenza viene ampiamente risarcita dalla professionalità, dalla serietà, dall'impegno.
Ovvietà.
Ed invece a molti il significato del termine “dignità” è oscuro: forse non viene abbastanza citato nei reality o nelle varie vite in diretta.
Non essere un numero, non essere merce, non essere un “qualcosa che sta lì e non fa male” è decisivo, è fondamentale.
Le battaglie perse in partenza non fanno per me.
Troppo idealista?
Probabile.
Meglio idealista che pirla, comunque.

“Stanco di vedere le parole che muoiono
stanco di vedere che le cose non cambiano
stanco di dover restare all’erta ancora
respirare l’aria come lama alla gola.”

martedì 21 novembre 2006

 Baci & abbracci
Mi toglie dall'imbarazzo questo post-icino.
Sì, così vi risparmio l'elenco dei guai che oggi si è arrichito delle cose peggiori.
Insomma, è per ringraziare due persone deliziose (trovate i link a sinistra...) che mi han ribaltato il template.
Perchè cambiare è bello e perchè hanno fatto un lavoro egregio.
Ma sopratutto perchè oggi, francamente, non mi va di parlare di nient'altro...
Che volete, ho un carattere di merda.

lunedì 20 novembre 2006

 Faziosità


Francamente la “tripletta” della Domenica sera, su RAI3, non è male. Un piccolo spazio di TV non da buttare. Non che, necessariamente, la Televisione debba essere per forza idiota: si può fare intrattenimento anche senza spegnere quel poco di cervello che usiamo. Ieri sera, però, mi sono dovuto, almeno in parte, ricredere, e su Fazio. Non che certe sue espressioni, ripetute fino alla noia (“Grazie davvero”), non siano cassabili, tutt'altro. Tuttavia, un certo garbo ed ospiti spesso assai interessanti mi fanno gradire la sua trasmissione. Ma siamo umani, anzi, televisivamente fallibili. Quando ha annunciato che ci sarà ospite Celentano, è partita una pantomima imbarazzante. Come sottofondo, fisso, quella orribile versione di “Diana” di Paul Anka che solo un incosciente definirebbe “geniale” (il testo sembra scritto da qualcuno sotto anestesia...). Un conteggio delle ore che mancano “all'imperdibile appuntamento” che è a dir poco ridicolo. Il tutto condito da un continuo ripetere di questa ospitata, arrivando fin a chiedere a Padoa Schioppa, giunto fin lì per cercare di spiegare una cosa, ahinoi, serissima come la Finanziaria, se avesse una domanda per il “molleggiato”. Francamente non me lo sarei aspettato. O, forse, a pensarci sì. Fazio è triturato dal gioco dei palinsesti, dove, se perdi un punto di “share”, sei fottuto. Su RAI1 andava Fiorello, compresa la barca di commenti acidi e stizziti del Vaticano. Dura la vita di coloro che fanno la “TV intelligente”. Però non si capisce perchè a noi ci prendano sempre per idioti, comunque.

domenica 19 novembre 2006

 La Domenica del Macca vol. 1°
   (Flash festivi)



"Bravo. Mi piaci quando lo prendi nel culo con fierezza".
(Bicio, filosofo).

sabato 18 novembre 2006

 November Dispenser #2


Nella foto: uno dei nuovi treni delle "Fs" acquistato con fondi pubblici.

Una bomba per tutti.
Il Giappone rivendica il diritto all'atomica. Il prossimo sarà Ferrara.

Un nonno scandaloso.
I cattolici contro la fiction in cui Banfi è il padre di una lesbica che sposa la sua compagna. Non ridiamoci su, è un peccato da perdita di tempo.

Il doppio.
Quantità raddoppiata per gli spinelli ad uso personale. Hip Hip Fumà!

Paura!
Visco: “Il paese è spaventato, lo rassicureremo”. Tolte tutte le foto di Berlusconi.

Punizioni.
Punizione “esemplare” per gli imbecilli che hanno pestato un compagno disabile. Era più semplice dargli una raffica di calci in culo.

Cani.
La nuova “star” di Hollywood è una cagnetta di nome Lola. Farà compagnia a tanti cani di attori.

Bès.
Berlusconi tenta di comprare Senatori del Centro Sinistra “con lusinghe ed altro”. Meno chiacchiere e più soldi, andiamo al sodo.

Premi...
Feltri premiato dalla città di Milano: “Mi ha dato più di quanto io ho dato a Lei”. Infatti: neanche un giornale decente riesce a fare.

Felicità.
“Guardarsi dentro: la felicità nasce solo dall'osservazione interiore”. Così Morelli, nel suo ultimo libro. Per quello Berlusconi è sempre incazzato: guarda, guarda, ma non vede nulla.

Già visto.
Caccia su Internet al video della Spears che fa sesso orale. Sai che novità: basta guardare la clip di una sua canzone qualsiasi.

Lui lo sa.
Berlusconi accusa Prodi di dire “falsità enormi”. Se non lo sai Lui, che ne ha sparate per cinque anni...


 



lunedì 13 novembre 2006

 L'animale Italiano
L'animale Italiano è stanziale, territoriale: conosce a menadita il suo territorio e lo marchia dandogli confini precisi, di solito bar o pizzerie.
L'animale Italiano è geloso dei suoi possedimenti: li condivide con tribù di esemplari simili, essenzialmente riconoscibili dalla stessa parlata, dalla stessa smania di sembrare dei coraggiosi, ma solo tutti assieme.
L'animale Italiano pattuglia il territorio frequentando i cardini dei confini: “wine bar” dove l'happy hour fa felici solo i gestori, gli animali si illudono ubriachi, invece.
L'animale Italiano difficilmente guarda oltre il suo territorio, oltre ciò che a fatica pensa ogni giorno.
L'animale Italiano, per natura, delega, evita, raggira i problemi: elegge suoi rappresentanti che gestiscano tutti i territori, che vi facciano delle migliorie e che dicano che tutto va bene, perchè questo vuole sentire.
L'animale Italiano se ne lava le mani: non deve pensare lui agli altri, non deve preoccuparsi di chi, nel branco, è un isolato, uno diverso.
L'animale Italiano tende a sopravvalutare il suo pensiero: Egli non pensa, parla di riflesso, copia le idee degli altri, le spaccia per sue e se ne dimentica.
L'animale Italiano si accontenta di poco: fare il minimo, nel suo lavoro, fare casino con il branco e tirare l'euro il 15 del mese.
L'animale Italiano ha una guida incontrastata, superiore a tutte le tribù, che veglia sui territori: la TeleVisione, panacea e meraviglia del Mondo.
L'animale Italiano non si sforza di capire: sa che la Verità è una, che solo la TV parla a ragione veduta.
L'animale Italiano gode nella chiacchiera e nella rissa: è tendenzialmente un attaccabrighe, ma mai per motivi seri, altrimenti non sarebbe divertente.
L'animale Italiano non si incazza, se non quando gli toccano le cose importanti: il telefono, la macchina e la squadra di pallone.
L'animale Italiano è felice, tutto sommato.
Sa che, prima o poi, le cose si sistemano: non importa se ci rimettono altri Animali simili, se la Giustizia non paga, se non c'è equità.
Sa che ciò che è provvisorio, con calma, diventa definitivo e prima o poi ci si dimentica di tutto.
Sì, perchè l'Animale Italiano non ha memoria, ma guarda indietro sempre con nostalgia, pur non sapendo nulla, pur non volendo ripensare a nulla.
L'animale Italiano non cambierebbe mai il suo Paese, mai.

Io sono un Animale Italiano.
Io sto cercando di capire il mio Branco.
Se non ci riuscirò, userò la mia testa e solo quella.
Ci provo.

sabato 11 novembre 2006

 November Dispenser #1


Nella foto: ciò che rimane della villa di Berlusconi dopo la Finanziaria.

Pazzi!
Prodi ha definito pazzi coloro che non pensano al futuro del Paese. Un passo avanti: prima eravamo coglioni e mazziati.

La trappola.
Berlusconi prepara una trappola “terrificante” a Prodi, secondo quel gigione di Feltri. Gli aprirà davanti agli occhi l'impermeabile per fargli vedere l'ulteriore trapianto?

Favori.
Il libro di Pansa si sta dimostrando un grande favore alla Destra Italiana. Ha sdoganato anche quelli che gli stessi Fascisti non stanno più a sentire.

L'arte della guerra.
L'otto per mille destinato al recupero ed alla conservazione dell'arte è, invece, finito per finanziare la nostra missione di “Pace” in Iraq. E' meglio l'orrore della cultura.

Trasferito!
Pio Pompa è stato trasferito dal Sismi ad altro organo competente. Con un nome così, ci si immagina a quale organo ci si riferisca.

Un incubo.
Adesso pare che la Franzoni abbia ucciso nel sonno. Più che una farsa, questo è davvero un incubo.

Bravi!
La “Repubblica” loda Bush per non aver piagnucolato all'esito del voto, sostituendo immediatamente Rumsfeld. Però qui non si può fare: i sostituti sono peggio dei trombati.

Visioni.
A Brescia una macchia d'umidità su di un muro attira decine di persone: ci vedono Padre Pio. Io continuo a vedere il ghigno della mia Banca sul conto corrente.

Blasfemia.
Il comico Crozza “crocifisso” dall' “Avvenire” per la sua imitazione del Papa. In effetti, con Papa così, c'è poco da ridere.

Due.
Esce il primo singolo Tozzi-Masini. Le disgrazie non vengono mai sole.

M'annoia. 
E' arrivato il nuovo cd della Mannoia, tutti duetti di musica Brasiliana. Mi sono addormentato solo guardando la copertina.

Capelli.
Un capello di Marilyn Monroe andrà all'asta a Madrid: prezzo base, 500€. Il Berlusca ha un futuro assicurato: santini tricologici.

Di servizio: Clelia, se passi di qui inviami, per favore, un indirizzo mail. Vorrei continuare a commentare i tuoi post.




lunedì 6 novembre 2006

 Un attimo, ancora

Chi non fu mai colpito da una parola,
vi dico io,
e sa aiutarsi da sé
e con le parole -

non può essere salvato.
Né a breve,
né a lunga scadenza.

Rendere una frase resistente,
resistere sulla giostra delle parole.

Nessuno scrive questa frase
se non ha prima sottoscritto.

(Ingeborg Bachmann)