mercoledì 29 agosto 2007

 Do It Again



Facciamo che ci rivediamo, ci risentiamo, ci riaggiorniamo, ci rifiutiamo, ci riammettiamo, ci profumiamo, ci guardiamo, ci ascoltiamo, ci rimettiamo, ci ragioniamo, ci ri-incazziamo, ci rifiutiamo, ci spezzettiamo, ci spiazziamo, ci freghiamo, ci riazzeriamo, ci permettiamo, ci imparentiamo, ci trastulliamo, ci impegniamo, ci disimpegniamo, ci accigliamo, ci stupiamo, ci perplendiamo, ci visualizziamo, ci interroghiamo, ci rispondiamo...Sabato (prima proprio non posso).

(Inutile dire, ma lo dico -s'usa- che ringrazio tutti quelli che sono passati e che passeranno, tranne un paio di persone che si nascondono, ma che scovo sempre, e che non hanno ancora imparato la ricettina. Segue: prendete una padella, non troppo grande, ci mettete un pò d'acqua, giusto per arrivare a un terzo della capienza: il resto lo riempite di cazzi vostri e lasciate perdere i miei. Ah, l'invidia e l'accidia sono due peccati capitali: ancor peggio è non demordere. Pensate ai problemi che avete Voi, che è più che sufficiente...)

 Do It Again



Facciamo che ci rivediamo, ci risentiamo, ci riaggiorniamo, ci rifiutiamo, ci riammettiamo, ci profumiamo, ci guardiamo, ci ascoltiamo, ci rimettiamo, ci ragioniamo, ci ri-incazziamo, ci rifiutiamo, ci spezzettiamo, ci spiazziamo, ci freghiamo, ci riazzeriamo, ci permettiamo, ci imparentiamo, ci trastulliamo, ci impegniamo, ci disimpegniamo, ci accigliamo, ci stupiamo, ci perplendiamo, ci visualizziamo, ci interroghiamo, ci rispondiamo...Sabato (prima proprio non posso).

(Inutile dire, ma lo dico -s'usa- che ringrazio tutti quelli che sono passati e che passeranno, tranne un paio di persone che si nascondono, ma che scovo sempre, e che non hanno ancora imparato la ricettina. Segue: prendete una padella, non troppo grande, ci mettete un pò d'acqua, giusto per arrivare a un terzo della capienza: il resto lo riempite di cazzi vostri e lasciate perdere i miei. Ah, l'invidia e l'accidia sono due peccati capitali: ancor peggio è non demordere. Pensate ai problemi che avete Voi, che è più che sufficiente...)

 Do It Again



Facciamo che ci rivediamo, ci risentiamo, ci riaggiorniamo, ci rifiutiamo, ci riammettiamo, ci profumiamo, ci guardiamo, ci ascoltiamo, ci rimettiamo, ci ragioniamo, ci ri-incazziamo, ci rifiutiamo, ci spezzettiamo, ci spiazziamo, ci freghiamo, ci riazzeriamo, ci permettiamo, ci imparentiamo, ci trastulliamo, ci impegniamo, ci disimpegniamo, ci accigliamo, ci stupiamo, ci perplendiamo, ci visualizziamo, ci interroghiamo, ci rispondiamo...Sabato (prima proprio non posso).

(Inutile dire, ma lo dico -s'usa- che ringrazio tutti quelli che sono passati e che passeranno, tranne un paio di persone che si nascondono, ma che scovo sempre, e che non hanno ancora imparato la ricettina. Segue: prendete una padella, non troppo grande, ci mettete un pò d'acqua, giusto per arrivare a un terzo della capienza: il resto lo riempite di cazzi vostri e lasciate perdere i miei. Ah, l'invidia e l'accidia sono due peccati capitali: ancor peggio è non demordere. Pensate ai problemi che avete Voi, che è più che sufficiente...)

lunedì 27 agosto 2007

 Mistake






E sono davvero bravo.
Eppure da qualche parte bisogna finire.
Soli, che è la condizione non di pegno, ma che ci siamo cercati.
Spero nessuno ci rida su, so già dove e come ho fallito un'altra volta.

"Ho messo via un po' di consigli
dicono:è più facile,
li ho messi via perchè a sbagliare
sono bravissimo da me.”

Jackson Pollock, Summertime 9A, 1948, Tate Modern Gallery.

 Mistake






E sono davvero bravo.
Eppure da qualche parte bisogna finire.
Soli, che è la condizione non di pegno, ma che ci siamo cercati.
Spero nessuno ci rida su, so già dove e come ho fallito un'altra volta.

"Ho messo via un po' di consigli
dicono:è più facile,
li ho messi via perchè a sbagliare
sono bravissimo da me.”

Jackson Pollock, Summertime 9A, 1948, Tate Modern Gallery.

 Mistake






E sono davvero bravo.
Eppure da qualche parte bisogna finire.
Soli, che è la condizione non di pegno, ma che ci siamo cercati.
Spero nessuno ci rida su, so già dove e come ho fallito un'altra volta.

"Ho messo via un po' di consigli
dicono:è più facile,
li ho messi via perchè a sbagliare
sono bravissimo da me.”

Jackson Pollock, Summertime 9A, 1948, Tate Modern Gallery.

domenica 26 agosto 2007

 Horror Photo Shop



E' che ci manca un'altra Cogne, dai. L'altra sera, un eminente Professore, Preside di una prestigiosa facoltà Universitaria, diceva che negli USA ci sono 72 ragazzi su cento che studiano all'Università: da Noi, 30. C'entra, eccome. Le due cugine di Chiara studiano, una Giurisprudenza e l'altra allo “Iulm”. Non escono di casa se non per far visita alla nonna malata. Eppure sono loro, crocifisse a priori, forse frettolosamente, forse per avere qualcosa da mettere nelle pagine interne dei quotidiani, che hanno fatto quell'orribile fotomontaggio, che hanno rilasciato interviste, si sono fatte mettere in TV. Qui si fa della discriminazione sulle scorciatoie, sul senso che possa avere una storia così. Si fa un appunto a quelli che pensano che la normalità (Chiara faceva un lavoro per nulla appariscente) sia l'errore, la cosa da evitare come la peste del XXI secolo. Può essere che sia questo il futuro di una generazione che abbiamo contribuito a crescere male, ad imbottire di ipercaloriche stupidaggini da “15 minuti di celebrità”, fuorviando quello che diceva il buon Warhol. Mettiamola così: se queste due piccole star dell'horror finiranno, come vuole Corona (anche se loro smentiscono, non vogliono avere a che fare con questo viscido, abbronzato cretino), fotografate come “...due veline” potremmo ancora incavolarci e sbraitare. Fino a che, con buona pace dei pensieri sani, ci dimenticheremo anche di quest'estate, calda e assurda come tante altre.

Nota di Domenica: ho riscritto, parzialmente, il Post. Alla luce della lettura di altri interventi, di giusti appunti (grazie, Aglaja GE) e di una riflessione scaturita da un approfondimento, mi è sembrato giusto cambiarlo. Rimane la sostanza, che è quella della morbosità, in un senso o nell'altro: si gode, in questi casi, a fare dello sciacallaggio "pro o contro".

"Dream & Trauma", Urs Fischer, Facehole Friend, 2003. Kunsthalle, Wien.


martedì 21 agosto 2007

 Elaborazione

Chiuso.
Per Lutto.
(Chissà qual'è la formula per elaborarlo).



Ringrazio tutti quelli che, con i commenti, le mail o gli sms mi sono stati vicino.
Cercherò di rispondere a tutti.
Non so se scriverò di questo: il mio Blog, a parte rarissime eccezioni, non ha mai contenuto fatti personali.
Nessuno si senta, per questo, escluso dalla mia vita: la Vostra vicinanza è stata un enorme conforto.
Davvero.




 

lunedì 20 agosto 2007

 Il nuovo tracciato


 


"Non si sono persi gli eventi
sono semplicemente ricoperti
come le rotaie del tram
sepolte sotto l'asfalto.
Ora li rievocano
non esattamente com'erano
ma come impone
il nuovo tracciato della viabilità".

Titos Patrikios

Ognuno può leggere questi versi e riandare a qualcosa, di personale o meno.
L'importante sarebbe sapere dove conduce la strada.

(Chiedo scusa se oggi non riesco a passare da tutti gli amici che mi hanno scritto o commentato: il tracciato devia, ma solo fino a domani...).

domenica 19 agosto 2007

 Summer Dispenser

Quadro completo.
Lele Mora si definisce “...un Mussoliniano”. Il quadro del perfetto idiota ora è completo.

Che gente!
La famosa frase di Materazzi a Zidane sarebbe: “Preferisco quella puttana di tua sorella”. Siamo un popolo di santi, navigatori e deficienti.

Confronto.
Adinolfi invita al confronto la Bindi. Anche solo con Lui, occupano già lo spazio di tre.

Sintonia.
Berlusconi: “Con la Lega c'è sintonia”: canale destro, più canale vuoto.

Trucchi.
Britney Spears perde la testa per un mago. Ci si augura che la faccia sparire.

Che culo.
“Nessun accordo con la Sinistra”, tuona il Berlusconi. Meno male.

Ispirazione.
Scorsese definisce i Rolling Stones “...ispiratori”. Altri, invece, sniffatori.

Mossa.
Un super computer ha risolto il “Cubo di Rubik” in 26 mosse. Per il problema Berlusconi ne basta una: mandarlo a casa.

Origini.
Daniela Santachè: “Ho iniziato pulendo i bagni dei camionisti”. Si vede.

Happy Hour.
Molti bar di Roma sarebbero in mano della Camorra. Dal pizzo alle pizzette.

Due.
Secondo Calderoli “...solo un paio di persone sono al corrente del Progetto per la protesta fiscale”. Gli unici due che sanno leggere in tutta la “Lega Nord”.




sabato 18 agosto 2007

 Summer Dispenser Sms


"Problemi con la Banca e all'orizzonte c'è una crisi economica piuttosto brutta.
Faccio l'account con “Skype” e il tutto si blocca per un bel pezzo.
Se dico quello che penso sul serio di Prodi, cade il Governo?".

 Stop





Questo pomeriggio ho visto il tramonto abbracciare la mia Terra, dal mare alle montagne più alte. Lo sguardo ha potuto spaziare ovunque, in un'aria già fredda e tempestata dal vento. Sono stato felice, per qualche momento, tenendo la mano della mia bambina che osservava insieme a me.
Mi sono venuti in mente questi versi.
Prendetemi così, in questi giorni: tornerò ad altro presto.
Purtroppo?

Sere (Imitassion)
Si sint di sere il stridulâ dai gnòtuj;
a' sàltin i fruts sul prât
(ju pėe il ridi a un vel d'eternitât...);
al trime l'arint dal vencjâr.
Chel ch'al va pe strade solitari
lu incjoche la lune cul siò vin:
al è biel vongolâ tal tasê des robis.
Traviars i ramas sgripiâts
a' sùnin maris li' cjampanis.
'A gote sul sorneli la rosade.

(Amedeo Giacomini-”In âgris rimis”
All'insegna del Pesce d'Oro-Milano,1994)

Sera (Imitazione)
Si sente di sera lo stridio delle nottole; / saltano i bambini sul prato / (li lega il ridere a un velo d'eternità...); / trema l'argento del vincastro. / Colui che va solitario per la via / lo ubriaca la luna col suo vino: / è bello nuotare nel silenzio delle cose. / Attraverso i rami scompigliati / suonano amare le campagne. / Gocciola sulla fronte la rugiada. //


venerdì 17 agosto 2007

 Inaffidabile


Cara E.,
       ti scrivo perchè mi sento umiliato. Tu sai quanto io cerchi di essere una persona degna, una di quelle “normali”, lavoro e casa, quasi niente altro. Per scelta, ma anche per imposizione: chi non ha fortuna, né mezzi, campa, vivacchia, non gode appieno. E tu sai che non ho invidia per altri, che si considera siano messi meglio, senza preoccupazioni. E' tutto al rovescio, uno specchio che riflette deformando. Non sono affidabile, cara amica. Me l'ha sbattuto in faccia la Banca, l'Associazione a delinquere per eccellenza. Un mese storto, nonostante si faccia attenzione anche alla minima spesa; e se dico minima puoi credermi. Ho saltato una rata del mutuo, di quell'ignobile, mensile mazzata che devo subire per avere un tetto: sembra un diritto inconciliabile con la minima dignità. Per tutta risposta, e non che volessi le pacche sulle spalle, o un bianchetto al bar, mi è stato detto che il mio nome finirà in una lista, che in quella lista ci stanno coloro che non onorano i prestiti (una rata, una), e che nel futuro non potrò avere altri soldi, da nessuno. Capisci? Ti fottono ogni giorno, aumentano le spese, ti prendono per il culo con tassi d'interessi ridicoli, e non contenti ti fanno sentire un ladro. I ladri che danno dei ladri agli altri: una barzelletta. Un riso amarissimo, l'impotenza, mia cara, alla totale mercè di gentaglia che con i tuoi soldi lucra, e poi piange come un bambino se gli si tolgono poche centinaia di euro. Io mi sento come un maratoneta alla fine della corsa; senza fiato, senza energia, senza neanche più la voglia d'incazzarmi. E' tutto al rovescio, te lo ripeto. Non illudiamoci, non cambieremo nulla: continueremo a subire, subire, subire, senza poter alzare la testa, senza poterci permettere un sorriso, un giorno, uno solo, senza problemi. Abbiamo una bella forza a voler continuare a dire che dobbiamo cambiare questo paese. E' Lui che ci ha cambiati, è Lui che ci rovina, E' Lui che fai di Noi degli inaffidabili.
Senza sconti.
Senza pietà, né un minimo di comprensione.
Una guerra di straccioni.
Ti saluto, amica, dalla trincea della mia pochezza.
D.

giovedì 16 agosto 2007

 Elogio del commento inutile



Riflessione che viene da lontano.
Poche regole, di solito seguite, per i Blog: una sarebbe quella di lasciare commenti attinenti all'argomento del Post che si è letto. Bibbia, per quasi tutti. Se l'argomento è conosciuto, ma anche se è molto personale, difficile non avere qualcosa da dire. Ecco il punto: non sempre quello che si ha dad ire può essere brillante, caustico, originale, costruttivo, può dare luogo a dibattiti animati, fino all'insulto. Spesso perchè, senza timore, l'argomento è arduo, poco conosciuto: timore di scrivere strafalcioni, banalità, sciocchezze. Passo successivo: il commento neutro, il saluto puro e semplice, nelle sue forme più stereotipate, magari.
Qualcuno (gente importante, eh) è arrivato a chiudere i commenti, perchè stufa non fossero attinenti agli argomenti, di solito assai elevati, di cui si parlava.
Riflessione, dicevo.
Se si intende il Blog come veicolo per la conoscenza, sia degli argomenti, sia (sopratutto) delle persone, mi dico che, forse, un commento è anche solo un segno: segno d'attenzione, di stima, di amicizia, non, per forza, un trattato ogni volta.
Con fatica, lo ammetto, sto rivalutando la funzione del commento convenzionale, quello che sembra messo lì quasi a dispetto. Si può iniziare a pensare ad una forma di segnale di presenza, a dire che ci sei, che segui quel Blog, che anche se non riesci ad esprimerti compiutamente sul senso dello scritto (magari, ci pensate?, è anche questione di tempo) hai letto, ci tieni a far sapere che stimi quel Blogger.
Non passi per giustificazione ad una pratica che i più ritengono insolente, ma neanche si può pensare di crocifiggere coloro che sperano, così, di mantenere sempre aperti i canali del contatto.
Se poi pensiamo che, in media, venti pagine di un qualsiasi quotidiano sono del tutto inutili e magari scritte pure male, allora si intravede una specie di luce anche sull'ovvio, per tutti quelli che magari non saranno mai dei giornalisti, ma che, comunque, ci mettono del loro anche solo per dire “Come stai”.
Grigio, insomma, non nero.

mercoledì 15 agosto 2007

 Summer Dispenser 
    (Издание феррагосто)

Le mille bolle.
Crisi tra i nuovi ricchi: lo Champagne è troppo poco, si sta esaurendo. Francamente, che andassero a fare in culo.

Problemi.
I Rom sono un “problema gravissimo”. Però anche Prodi, come problema, non è da poco.

Rivolta!
Bossi incita ancora alla rivolta e minaccia la rappresaglia dei “Nordisti”. Lui ce l'avrà duro, ma Noi le abbiamo piene.

Attività varie.
Siena: giochi fatti per le Monte. Parteciperà anche l'On. Mele.

300.
Adinolfi indica, come film di riferimento per la sua Campagna Elettorale, “300”. Naturalmente riferito ai suoi chili.

Numeri da primato.
Ogni giorno vengono pubblicati 41 nuovi romanzi. Molti più delle persone che entrano nelle librerie.

Offese.
Zucchero offende i suoi spettatori dandogli dei “panzoni”: ognuno aveva pagato 1200€ per sentirlo. Più che panzoni, coglioni.

Inutile.
Inventato il primo PC con il senso dell'umorismo. Perfettamente inutile per Ferrara.

Pene.
Bari: 32 persone in carcere nel fine settimana. Lunedì, tutti fuori.

Egalitè.
Gli Italiani, secondo una ricerca USA, hanno la peggior vita sessuale del Mondo. Finalmente possiamo sentirci tutti dei piccoli Berlusconi.

W la gioventù!
Quest'anno “Miss Italia” sarà presentata da Mike Buongiorno e Loretta Goggi. Sponsor unico il “Gerovital”.

Il meglio di Noi.
Germania, strage di Italiani: è guerra tra le Mafie. Come al solito, esportiamo il meglio di Noi.

martedì 14 agosto 2007

  Ab uno disce omnis


Alla fine, si riduce tutto ad un problema di cultura. Se una persona si impasticca e beve fino allo stordimento, guida come un pazzo ed ammazza la gente, è un problema culturale. Di una società dove lo “sballo” è doveroso, un passaggio obbligato non più del sabato sera, ma di ogni sera: quasi che uno stato di normale lucidità sia un'onta.
Se una sottospecie di “politico” come Gentilini fa del suo (povero) scranno una piazza dalla quale insultare come un triviale ignorante gli omosessuali, è un problema di cultura. Si dovrebbe presumere che chi ricopre, ahinoi, cariche pubbliche sia, perlomeno, adatto all Diplomazia, all'arte del dialogo, ma, pare, sia più in voga il modello “trucido”, certamente più assimilabile dalle masse catodiche.
Se i Rom sono un “problema gravissimo”, è un fatto di cultura. Di quella cultura dell'accoglienza troppo spesso scambiata per scarica barile di responsabilità, senza alcun approfondimento sociale e storico, con l'attenzione rivolta solo agli elettori indigeni, spesso consumatori disattenti di fuorvianti idee razziste abilmente mascherate da impegno per la costruzione di un'utopica Società multietnica.
Se, infine, l'informazione in Italia è quella che ogni giorno ci viene data dai quotidiani e dalle (troppe TV) è un fatto di cultura. Quella che spesso è un buco nero nella testa di quelli che, ad ogni titolo, si spacciano per giornalisti. Venderebbero anche la casa per uno “scoop”, meglio se frivolo, meglio se senza alcuna profondità.
La superficie si muove in onde minuscole; i veri terremoti stanno sotto il pelo dell'acqua, dove bisognerebbe cercare di accendere il cervello, non soltanto riempirne gli spazi vuoti.

lunedì 13 agosto 2007

 Compiti per le vacanze




Dal libro dei “Compiti per le vacanze” di mia figlia (IIª elementare):
Silvio possiede 74 figurine, ne ha già attaccate 49. Quante figurine deve ancora attaccare?”.
Risposta: 25.

Dal libro dei “Compiti per le vacanze” del papà (fuori corso):
Silvio il Nano ha tre Televisioni. Se andasse in galera, quante gliene resterebbero?”.
Risposta: sempre tre.

domenica 12 agosto 2007

 Summer Dispenser Sms (filosofico)


Come diceva Mao Zedong (secondo Paolo Rossi):
"Grande è il disordine nel Cosmo, ma anche qui da noi c'è un bel casino".

sabato 11 agosto 2007

 Summer Dispenser Sms


"Io sono contrario agli zoo ed al circo con gli animali".
"Se voglio fargli vedere un pò di bestie, porto la piccola a una seduta del Senato".

venerdì 10 agosto 2007

 Orfano di paesaggi*


Luigi Meneghello affermava “...che siamo orfani di parole e paesaggi”.
Questa sua frase mi ha portato, immediatamente, a trovare in me una sensazione che ho percepito forte e conosciuta.
Nonostante fossi in un bar chiassoso nel centro della città, lo sguardo è andato oltre, a superare il limite delle case e delle periferie, fino a dove ci si confonde con la campagna, dove realmente il paesaggio muta.
In quella sottile striscia tra il clamore e una vita che sa, purtroppo,di passato, realmente si sente questa mancanza, questo essere spaesati.
Tutte le strade che ho percorso, negli anni, tra i filari di alberi contorti, le rogge, i campi brulli o pieni di grano, tornano a ricordarmi la loro bellezza.
Ho avuto fortuna, perchè c'erano ancora queste cose.
Poco era stato mangiato dalle strade, da questi inni pagani al Dio macchina: quesi nessun rumore, sentore di un qualcosa immobile nel tempo e dal tempo eroso, nello stesso istante.
L'aia, l'acqua, l'orto, i fratelli di scorribande, le piccole bestiole ed i gatti.
Può starci tutto questo in una frase su di un giornale, può fermarsi un attimo ed allungarsi fino all'oggi.
Sentirsi abbandonati quasi per dovere, perchè qualcun'altro ce lo ha ricordato, che valore può avere? Se non ci ho pensato fino ad ora...
Eppure davvero mi basta così poco, anche per correre fino ad oltre il fiume, quello che mi ha separato da un'estate afosa e piena, carica, di umori più adulti, dell'Amore (ciò che ci permea sempre e comunque).
Io sorrido, è vero, a ripensare all'ombra di quell'albero dove giocavi anche tu bimba come me, lontana. Non  si può sapere chi si incrocerà nel cammino che porta a condividere un tratto della vita.
I tuoi occhi luminosi e scuri hanno fatto di me un uomo, mi hanno portato ridendo verso le anse del fiume, verso i boschi ardui delle montagne.
Allora sì che mi sento orfano, mi sento perduto in questa sera spietata come possono essere spietati solo i ricordi, quelle cose che mi separano sempre dall'essere migliore.
I compagni di viaggio delle parole, anche quelle svanite.

(*Non si tema: tornerò ad argomenti più frivoli, spiccatamente estivi, dato che i miei accessi scendono del 20%. Perciò serve ciccia e non filosofia. Lo sapete che io queste cose le tengo in considerazione, no? Suvvia, fate un pò di beneficenza al povero Macca, che, prima o poi, si candiderà come Blogger "Gggiovane" per qualche carica ben remunerata...).

mercoledì 8 agosto 2007

 La (mia) fortezza Bastiani


Le pagine di questo libro ricorrono nella mia vita, con una scadenza quasi naturale ed inconscia.
Non mi sono mai chiesto perchè, proprio questo Romanzo e non altri, più alti, più belli, più significativi. Sono le vie dei pensieri e delle percezioni, i sentieri della fantasia.
Io mi sento una sentinella, in quella fortezza.
Non avrei voluto un ruolo da protagonista, ma starmene in disparte, a macerare l'attesa come tutti gli altri.
Come quando, laggiù, l'orizzonte si confonde alla nebbia e diventa una linea sottile e spezzata, che si fatica a distinguere.
La luce di ogni giorno svanisce senza rumore, se non dentro all'anima, circondata dalle mura della fortezza.
Protetto da un muro, potrei camminare per giorni, inasprendo i pensieri e rincorrendo ancora le stesse mie parole vacue. Non so se mi sentirei perduto, come mi sento, ogni tanto, fuori dall'abbraccio freddo e inospitale di quelle mura.
E non so se alla vita sarebbe giusto chiedere di avere un nemico: desiderarlo, cercarlo, pretenderlo.
A volte penso che sarei Io il mio Nemico d'elezione, la nemesi perfetta e spietata che conosce ogni punto debole.
Intabarrato, al freddo, mi vedo portare lo sguardo sempre più in là, sempre oltre.
Non riconosco i volti degli amici, non penso che sia solo un mio desiderio, che divenga la perfettibile via ad un'altra esistenza, che pure c'è, che conosco.
Come gli altri soldati che si muovono, che scrutano, non posso cercare l'oblio. 
Muovendomi tra i giorni, aspetto la luce fioca dell'alba e un sorriso, consapevole che la fortezza sarà eterna ed, eternamente, io aspetto.

"Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di Settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.
...
Ricordò la pena di contare i giorni ad uno ad uno, che sembrava non finissero mai.
...
Tutti quei giorni,che gli erano sembrati odiosi, si erano oramai consumati per sempre, formando mesi che non si sarebbero ripetuti mai".

(dal "Deserto dei Tartari" di Dino Buzzati)

martedì 7 agosto 2007

 In cerchio



Le stagioni, il tempo, la luce che ritorna così eguale, a riportare sensazioni non sopite. Attraverso le parole di autori che leggo e rileggo, in un cerchio perfetto e virtuoso, ripasso i momenti della mia vita, una qualsiasi, niente di speciale.
Ciò che mi dicono assume e riassume significati di cui io non sarei capace di esprimere la compiutezza.
Un affidarsi fiducioso e significativo, come i segni della matita, a sottolineare quelle frasi che mi fanno alzare lo sguardo dal libro per posarlo verso l'orizzonte, in cerca di altri orizzonti ancora.


“L'amore ha un trionfo e la morte ne ha uno,
il tempo e il tempo che segue.
Noi non ne abbiamo.

Solo tramontare intorno a noi di stelle. Riflesso e
silenzio.
Ma il canto sulla polvere dopo,
alto si leverà su di noi.”

(Ingeborg Bachmann, ”Canti lungo la fuga”-XV)




domenica 5 agosto 2007

 Sviluppo mentale


Di vicende come questa cosa si dovrebbe sottolineare? Le cose già dette sono molte di più che quelle che rappresentano un elemento di novità. Pare che il “Dna” della Politica, dell'affarismo e della furberia Italiana sia immutabile. In effetti, generare una nuova stirpe di persone, perlomeno oneste, è praticamente impossibile, così com'è insormontabile, ormai, il radicamento dell'idea che tutto debba scorrere così come fa ora. Però per chi deve letteralmente rompersi la schiena per guadagnare 1200€ al mese (se va bene), tutto questo è un insulto, pesantissimo. E' anche un'offesa all'intelligenza delle persone oneste che, si dice, siano la maggioranza, ma che, come tale, stanno mute, silenti, dormienti. Fìnchè si permetterà che al tavolo della civiltà sieda gente come quella di cui si parla nell'articolo, ogni boccone sarà indigesto. Anche perchè dovrà essere mandato giù con acqua di rubinetto, mentre altri (molti, troppi) pasteggiano a champagne. Io preferisco il vino, se possibile; e me lo compro con soldi miei, su cui nessuno potrà mai dire nulla. Che soddisfazioni effimere.