sabato 27 ottobre 2007

 The First Picture Of You


La piega dalla parte del bianco, stende gli angoli ormai mangiati dal tempo, la piega ancora, la stira, la liscia.
Poi la guarda, dalla parte del ricordo, dalla parte del dolore.
E si stupisce di come anche quello vada via via sbiadendo, perchè forse molte volte era troppo forte per cercare di scacciarlo, ma non per perdersi dentro un macchia di compatimento, anche sapendo che solo Lui ci pensava, nessun altro.
Dietro, una fila di vigneti, che diventano minuscoli verso il sole pallido del tramonto.
Mezzo sorriso, basta.
Eccome se bastava. Ci poteva fare quasi una settimana, con mezzo sorriso: esattamente il tempo che li divideva ogni volta.
E ogni volta s'allungava, come le ombre d'inverno, anzi d'autunno, che gli piacevano tanto.
Voleva un'altra possibilità, un'altra prospettiva, magari un'altra convinzione, un altro pensiero, migliore, più rapido, più inutile.
Non ogni giorno, ora, guardava quel viso.
Doveva cercare il libro ove lo aveva riposto: e non si nascondeva il sottile piacere di permettersi di confondersi, tra i volumi della libreria, magari lasciando perdere.

Non si erano dati una seconda possibilità.
Come quella foto.
La prima.
L'unica.

Germaine Dulac, "The Smiling Madame Beudet", 1923, Actual Exhibition, Tate Modern, London.