venerdì 12 ottobre 2007

 Lady Macca Says




Credo che a questo punto ci si arrivi in molti.
Ti compri una casa che finirai di pagare quando andare e venire da Marte avrà rotto perfino le palle: l'arredi più o meno come vuoi, concorde con la Lady che meno mobili ci sono, meglio è. Questa mica è una magione con le vetrate che danno sul giardino modello sedici acri, come quelle delle pubblicità, Si evitano anche noiose sedute dall'ortopedico: circolare, circolare. Poi, una bella (?) mattina, la Lady inizia strani vaneggiamenti del tipo: “Ma qui in ingresso (Ndr: quell'ingresso, sobrio, è un tuo vanto, come aver fatto almeno un goal in serie A, uno) ci metterei uno specchio, tipo questo”. Guardi il giornale, guardi lo specchio, ti si ribalta lo stomaco, qualcos'altro cade, ma è trattenuto. Guardi la Lady con uno sguardo che Picasso avrebbe definito “...un interminabile abisso”, per un attimo sembra tutto sospeso, in bilico tra una bestemmia da primato e una calma assoluta, superiore. Poi abbozzi, circostanziando, chè non erano quelli gli accordi (sissignori: da sposati le discussioni si chiamano accordi, e, come quelli veri non servono a nulla), che così è bello, etc. etc. (t'attacchi a quello specchio che hai nella testa, quello esiste). Lei dice le parole che dentro di te sai non ti faranno chiudere occhio: “Vedremo”:
Chiamate la protezione animali; sono in via d'estinzione.
Forse.

(Al commento n° 28 -troppo buoni- trovate la "traduzione" del Post in Friulano. Merito di un Amico Blogger bravo, ma bravo sul serio. Il suo link è: http://furlan.splinder.com/).

Patrick Caulfield, "Bathroom Mirror", 1968, Tate Modern.