mercoledì 31 dicembre 2008

 Dopo tanto...





"...dopo tanto teatro
dopo tante guerre
dopo tanti libri
dopo tanto cammino
dopo tante bugie
dopo tanto amore
dopo tanti secoli..."

Auguri di un anno diverso e più bello per tutti.

domenica 28 dicembre 2008

  Dispenser fine d'anno




Ascolta, si fa seria.
Berlusconi: "Se intercettano certe mie telefonate, me ne vado dall'Italia". Io sono disposto a lavorare gratis all'ascolto, sia chiaro.

L'alberello.
Il Milan di Ancelotti gioca ad "albero di Natale". Con Beckham avrà le palle d'oro.

Brrr!
Bondi denuncia troppi orrori in Tv, specie nei TG. Iniziasse a non farsi più riprendere.

Titolo di merito.
Per Calderoli, Berlusconi diventerà Presidente della Repubblica solo se lo meriterà. Mi sa che l'abbiamo sfangata anche stavolta.

Avanzamenti.
La Brambilla diventerà Ministro. Sarà l'autoreggente del turismo.

Regalucci.
Il Congresso del "PD" ha chiesto un regalo per il 2009: un Politico vero al posto di Veltroni.

Miseria.
Niente festa di Capodanno per Abramovich, c'è la crisi. Dovrà accontentarsi di un Tour nelle stanze di casa sua dove non è mai stato.

Che Storia!
Laura Bush afferma che la Storia darà ragione a suo marito. Mi sa che ha torto Lei.

venerdì 26 dicembre 2008

 I consumati ritorni





Se l'Amore ha occhi
guardano nel tuo cuore
ed in una vita che corre da sola.
Il cerchio di un paesaggio perfetto
Chiude la strada del sogno
Che io desidero per Te,
illusa da una luce lontana.
Ti avvicini al segno del sentire
solitaria,
così da poterti toccare,
accogliere il calore della bellezza.
Siamo così fragili
che anche il vento
ci fa sanguinare.

Consapevolezza o pietà di se stessi nella parola scritta? Prima ancora di svelarsi essa impone il suo trionfo, senza forma e senza verità, ma tanto forte da farsi attendere, desiderare come irrinunciabile dal cuore. Da una fonte indecifrabile le parole nascono in negativo, sgorgando come percepita assenza di loro stesse, e morendo su carta; e solo la poesia può riuscire a scioglierle di nuovo per un raro istante d'amore e verità insieme.
(Mario Luzi)


lunedì 22 dicembre 2008

Message To The Nation





Ancora un Anno.
Ancora qui.
Questo non è un "Blog" famoso, di tendenza, da classifica: è quello che definisco un "Bloghettino". Ormai da sei anni.
Non è un momento di quelli buoni, per molte persone: la piccola finestra sul Mondo che "Transit" mi permette di avere è spesso appannata.
Eppure io desidero ringraziare ognuno di Voi.
Quelli che commentano, quelli che leggono, quelli che non fanno nè l'una nè l'altra cosa; insomma, proprio tutti.
Questa maniera, forse impersonale, di raggiungerVi spero sia meno fredda sapendo che il mio affetto, la mia stima e il mio interesse sono eguali, singolarmente eguali.
Chiedo scusa se non sempre dò la meritata attenzione o se mi ripeto, se scordo, se sembro assente.
La Vita non è questa e lo sappiamo: però anche un "Blog" può essere un modo per renderla più interessante e piacevole.

Alle Vostre Famiglie, ai Vostri cari, a chiunque vogliate (amanti comprese/i) un Augurio sincero di serenità e salute.

E Resistiamo.
Sempre.

"Winter Playground", Daniele Mattioli, 2007.


mercoledì 17 dicembre 2008

 Auguri a chi?


Leggiamoci questo scritto qui.
Si perde poco tempo, no?





Poi, ci manderemo gli Auguri, tra qualche giorno.
Chiediamoci a chi dovremmo farli veramente, però.

Martin Kippenberger, "Well-lit Pre-Christmas Exhibition in Leopoldstrasse", 1991-92, Tate Modern Collection, London.

giovedì 11 dicembre 2008

 Perchè Sì (12 Dicembre: Sciopero)




Perchè sia chiaro che la Costituzione non si tocca.
Perchè bisogna dire "no" a Berlusconi.
Perchè bisogna dire "no" a una Sinistra inesistente.
Perchè io sono un Cittadino Italiano, non del Vaticano.
Perchè la Scuola è di tutti e deve essere la migliore possibile.
Perchè il Lavoro è un diritto, non un lusso.
Perchè con 650€ al mese si diventa cattivi.
Perchè gli ideali si cambiano solo se ce n'è di migliori.
Perchè è bello stare con i Compagni e non tutti possono essere "Compagni".
Perchè è giusto farsi vedere e non nascondersi sempre dietro alla TV.
Perchè sul lavoro si smetta di crepare.
Perchè un Uomo può e deve pensare anche agli altri.
Per le donne e per i bambini.
Per chi ha ancora, nonostante tutto, una speranza.

"Uomini, uomini del mio presente
non mi consola l'abitudine
a questa mia forzata solitudine,
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto avere un luogo, un posto più sincero,
dove un bel giorno, magari molto presto,
io finalmente possa dire: questo è il mio posto.
Dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo."
(G. Gaber e S. Luporini - Canzone dell'appartenenza
)

Boris Taslitzky, "The strikes of June 1936", 1938, Tate Modrn Collection, London.

martedì 9 dicembre 2008

 Colours To Winter



 


Vorrei -sì, vorrei, desidererei, amerei- che tu ascoltassi le parole altrui.
Che, per una volta -forse non l'ultima-, fosse qualcun altro a dirti, a sussurrarti quello che io non riesco.
Ci sono riuscito quasi sempre, anche se non c'era null'altro da dire oltre a quello che passava tra i nostri occhi e le mani.
Forse così -con altra voce, con altri desideri- la tua domanda avrebbe una risposta.
Ed io potrei concedermi -finalmente- un dubbio.
Così da poter sorridere, aspettando il freddo.

“Once a playground of swings
Then the malice set in
And reduced all the colours to winter.”

Foto: mia.

sabato 6 dicembre 2008

 Una scuola da Dio



Post semplicistico e di parte: non dite che non ho avvisato.

Potere della paura dell'Inferno. Questa potrebbe essere una spiegazione per una cosa così. Giù semplice, la metto. Non è affatto vero che si debba parlare di parità. Se io voglio che mia figlia vada ad una Scuola Cattolica, annessi e connessi, pago, tutto. Chiuso; non ci vuole Luttwak per arrivarci. Siccome, però, mia figlia è cittadina Italiana (me ne farà una colpa temo, prima o poi), chiedo una mano. Allora io Stato, che debbo tutelare in primis i credenti (sopratutto quelli ricchi), dico "sì sì". Di là della strada non hanno neanche i soldi per le pulizie (ve la documento, questa, se vi sconfinfera); di qua roba fina e crocifissi anche nei bagni. Non una lira (€) a questi, sia cristallino: voglio qualcosa di meglio, qualcosa di più, me lo accollo, oneri ed onori. Perchè se uno Stato è civile privilegia, in tutto e per tutto, la Sua di scuola, non quella altrui (peraltro sta nella Costituzione: qualcuno se la ricorda la Costituzione?). Si vendessero Santi e Madonne, che quello Stato lì, che non fa parte neanche della Comunità Europea, mica è più bello degli altri. O forse mi sbaglio. Magari è solo che ha capito come menare la viola e suonare dei gran concerti ad una massa di imbecilli.
Applausi, ma non troppo che nei teatri pubblici non so come son messi, i soffitti.

Stan Douglas, "Quinta Rosario/"Fructuoso Rodriguez" Secondary School, Vedado", 2004, Tate Modern Collection, London.

venerdì 5 dicembre 2008

 La pelle degli altri




Poche idee, ma in compenso confuse: il Governo Prodi. Di quelle poche attuate, quella della nuova Legge sulla Sicurezza del Lavoro era meritoria. Non perchè sanzionasse pesantemente le Aziende (non si può dire, chè siamo santi, navigatori ed imprenditori), ma perchè dava un giro di vite molto deciso su questo problema. Quando dico problema uso un eufemismo: solo chi non ha voglia (e sono tanti) non vede quei tre, quattro morti al giorno. Però Prodi adesso fa beneficenza in Africa e c'è un altro, al suo posto. Ergo: si rifà tutto. Si parla di obblighi solo in quelle Aziende "a rischio rilevante" e della depenalizzazione delle sanzioni per chi non compila il "documento di valutazione dei rischi". Siete bravi tutti a tradurre: fatelo. Mi farebbe un piacere enorme capire se un'Azienda è più rischiosa dell'altra: certo, tra chi sta in acciaieria e chi fa scarpe un attimino di differenza c'è. Ma siccome li deciderebbe il datore di lavoro, due e due fa quattro, ancora. I lavoratori, che farebbero bene ad interrogarsi sul loro modo di porsi nei confronti degli obblighi che hanno, in questo campo, non hanno voce in capitolo. Meglio: alla carta bianca che fa così piacere a Sacconi e ad alcuni Sindacati, possono opporre solo le R.L.S. (Rappresentante Sicurezza Lavoro), private di qualsiasi efficacia reale.

Queste non sono morti "bianche" (dal colore dei fogli inutili), ma morti nere, nerissime. Gamberi. Un Paese che si sgretola volutamente. Altrochè Argentina, altrochè "comprate Bond e CCT". Qui si svende la ragionevolezza a favore di un sorriso di plastica e riporti costosissimi. Tanto chi crepa mica può parlare. Neanche alla TV.

Wyndham Lewis, "Workshop", 1914-15, Tate Modern Collection, London.

mercoledì 3 dicembre 2008

 Spiluccature




Berlusconi va a Tirana, ma pensa d'essere in Bulgaria. Spara che l'aumento del 10% dell'IVA per chi ha "Sky" è "...un raddoppio per i ricchi". Se la "Sinistra" rompe ancora, lo porta al 50%. Toh, io "Sky" la guardo e la Banca mi dice che ricco non sono, anzi. Delle due l'una: o questo signore ha dei problemi suoi enormi (e, per cambiare, li scarica su chi lavora), o io devo cambiare Banca. E anche Nazione, già che ci sono.
(Di "Sky" certo se ne può fare a meno, per carità: però anche di Berlusconi, a questo punto).

La Chiesa non vuole che sia abolito il reato (?) di omosessualità. A parte i complimenti per la posizione aperta, lodevole, Cristiana di questo Pontificato, mi chiedo cosa ne pensa la metà dei preti, quella a rischio d'incarcerazione.

Bush confessa; sull'Iraq ho sbagliato.
Anch'io lo ammetto: non avevo dubbi, al riguardo.

Il blocco delle tariffe, per aiutare gli Italiani in questo momento diffcile, non riguarderà gas, luce e autostrade. Sarà applicato solo al biglietto d'ingresso per il "Billionare".

Veltroni: "Chi non mi vuole si faccia avanti". Prendere ticket e non accalcarsi, per favore.

Per Bondi Veltroni rappresenta il vecchio. Lui, invece, rappresenta un bugiardo.

Il fratello minore di George W. Bush, Jeb, vuole candidarsi al Senato. Perseverare è Americano (devono aver preso da Noi).

► Oggi (4/12) e domani mi diletto un pò su "Facebook". Perchè?








martedì 2 dicembre 2008

 La malattia del buongiorno



Ogni tanto, più che in un ufficio (anzi, in una sfilza di uffici), mi par d'entrare in un sanatorio. Di quelli dove mettevano tutti coloro che soffrivano della medesima malattia, così si poteva pensare solo a quella. Qui soffrono della "malattia del buongiorno". Ognuno c'ha i suoi problemi, diamine: grandi, grossi, enormi, piccoli, banali, a peperini, a fette, a cavoli. Niente da dire, ci mancherebbe altro. Difficilmente, però, sono ascrivibili alle persone con cui lavori, almeno per me: anche fosse, sono ampiamente superabili. Però, non si riesce ad avere una risposta alla normale cortesia di un "buongiorno". Quale potrebbe essere la diagnosi? Pressione bassa? Rincoglionimento da mancanza di caffeina? Pensieri talmente profondi da occupare tutta la testa, lingua compresa? Attività sessuale insoddisfacente o solitaria? O solo una sana (?), profonda e radicata maleducazione? Magari unita ad uno spicchio di spocchieria, che fa tanto Italiano.

Cura:
esamino di coscienza, dosi di consapevolezza dell'esistenza altrui e pizzico di umiltà. Da prendersi in quantità adeguate al peso, e comunque a tutte le ore.

Gilbert & George, "Red Morning Trouble", 1977, Tate Modern Collection, London.

venerdì 21 novembre 2008

 Before And Afterlife




"Ci sono tre modi per diventare saggi. Riflettendo, che è il modo più Nobile. Imitando, che è il più semplice. Facendo esperienza, che è il più amaro".

I tuoi occhi sono chiusi, i miei guardano in alto la finestra aperta...
Abbiamo l'un l'altra e abbiamo tempo, nient'altro.
Ma di tempo ne abbiamo tantissimo, come se non esistesse neanche più.

(Katja Lange-Müller, "L'agnello cattivo", Neri Pozza).
Foto: mia.

mercoledì 19 novembre 2008

 99 fessi



Avevo proprio bisogno di farmi una ghignata (ridere è troppo). Quando ho letto, stamani, questa notizia, la prima reazione è stata questa. Mi si perdoni, ma tale mancanza d'intelligenza, di cultura, di base, è ridicola. Si dirà: e quando mai uno di Sinistra direbbe il contrario. Anche da questa parte, si badi, ci sono evidenti segnali di disfacimento mentale, ma, forse, si è più bravi a mascherarli. Quest'evidente mancanza di qualsiasi filtro all'idiozia è cosa rara e va rimarcata. Chè sia di monito nei nostri momenti di sconforto. E' proprio vero che esiste sempre uno più imbecille di Noi, e, vivvadio, per fortuna.

Nello stesso momento, cade un piccolo "mito" della nostra giovinezza. Non so se c'è mai stata, ma, davvero, adesso non c'è più Religione...

Mordecal Ardon, "Miss Dura: Ritter, Kristallnacht Haus nr.5", 1958-60, Tate Modern Collection, London.

martedì 18 novembre 2008

 ABC



In una delle rarissime occasioni in cui ho dato uno sguardo al “TG1”, m'è capitato di sentire un'espressione interessante: “analfabeti emotivi”, evocata da un PM riguardo ad uno dei tanti delitti efferati ed ignobili che accadono in Italia (e non solo, purtroppo). M'ha fatto riflettere sulla pochezza che, a volte, riusciamo ad esprimere. Non è solo un fatto rapportato a questa particolare situazione, ma che potrebbe capitare a chiunque. Mi è difficile credere che possa essere così, ma, in alcuni casi, forse sì. Siamo analfabeti quando ci comoda, quando quello che sentiamo non ci coinvolge, non ci interessa: a volte se manca un fine. Penso a me nei confronti della tolleranza e della pazienza. Forse lì stò ancora all' ABC, ad un inizio. Per quanto possa sforzarmi, la mia ignoranza si ripresenta. E magari anche in altri momenti, qua e là, senza avvisare. Siamo tutti “analfabeti”, non arrivando, fortunatamente, alla tragica realtà di alcuni, che paiono avere una vita senza scopo, se non quello di far del male. A questi ultimi, più che un abbecedario sentimentale, servirebbe un po' di intelligenza e d'umanità. Anche queste, però, paiono drammaticamente scarseggiare.

Richard Smith, "The Typographer", 1986, Tate Modern Collection, London.

sabato 15 novembre 2008

 Di nuovo Partigiani

[Dopo il pezzo odierno, non scriverò più della vicenda Englaro fino alla sua conclusione, qualsiasi essa sia].

Io speravo, almeno mi illudevo, che la mia Regione, la mia Terra, amata e tanto, per l'ennesima volta si sarebbe dimostrata aperta, civile, se volete umanamente misericordiosa. Speravo che le molte persone Cattoliche, le molte persone che politicamente gravitano intorno ai partiti di Governo e che amministrano il Friuli, fossero illuminate. Speravo di non dover ammettere che l'unico, tra questi, che ha avuto parole pacate e ragionevoli è il Presidente Tondo, del "PDL". Insomma, speravo di poter avere un piccolo salto d'orgoglio laico. Invece, per ora, nulla. L'assessore alla sanità, diversamente abile, e quindi senz'altro molto più attento di altri, s'è messo di traverso: dietro a lui la pletora dei Prelati (più o meno alti), dei Politici ipocriti e tutti quelli che in nome della loro convinzione ritengo che mezzo Mondo sia da compatire (chiamateli baciapile, va). Li ringrazio per avermi fatto sentire, una volta di più, estraneo alla mia appartenenza, per farmi sentire escluso in nome della loro bacata e marcia convinzione che sono io a sbagliare. Ringrazio quel primario che ha ammonito un Presidente di Regione dicendogli "...che fare morire qui Eluana Englaro gli costerebbe molti voti, compreso il mio". Lo ringrazio perchè questo sì che è un fior di ragionamento: ci voleva una Laurea e una gran faccia di bronzo per farlo. Li ringrazio perchè è sempre molto utile sapere d'essere quasi da soli. Almeno si tiene dritto lo sguardo, non ci si abbassa al loro livello e si torna ad essere Partigiani, consapevoli che arrivare sempre ad un compromesso non è più cosa accettabile.

Martin Boyce, "Gate (We don't meet here. We are always together first)", 2004, Tate Modern Collection, London.






 







venerdì 14 novembre 2008

 Perdono? (Hate speech)



E' ora di finirla, ma davvero. Serve una Legge sulla decisione personale di non farsi curare; serve uno scatto d'orgoglio Laico, serve ragionevolezza, ma occorre anche non piegare la schiena. Mi è molto difficile mantenere un certo distacco dopo le parole del Vaticano e, di conseguenza del “PDL” (non dimenticando che una bella parte del “PD”, la “DC” del 2000, condivide): mi è difficile perchè solo chi sta vivendo questa terribile situazione può capire, né io, né nessun altro. Invece di focalizzarsi sulla risoluzione, ci si sbrana (in questo senso, perfetto l'articolo di Grosso qui). Ritengo le parole di Fisichella lesive nei confronti della capacità di autodeterminazione (grazie, Gabriele) propriamente nostra, lesive della mia intelligenza, della mia dignità. Sì, mia. Questa vicenda è mia, Vostra, di chiunque ritenga di potere discernere.
“Dio li perdoni”, dice Fisichella.
Dio perdoni Voi.
Ne avete un gran bisogno.

Scusate se mi sono ripetuto rispetto a ieri, ma ho scritto di getto, senza pensarci molto su. Forse Eluana verrà a finire la sua sofferenza proprio qui, ad Udine. Per me sarebbe un privilegio.

Renè Magritte, "Le dormeur téméraire", 1928, Tate Modern Collection, London.

mercoledì 12 novembre 2008

 Il giorno dell'Indipendenza



La cosa più vicina ad un calvario ritengo sia la vicenda umana di Beppino Englaro. Vito Mancuso, oggi su "La Repubblica", fa una serie di considerazioni (leggetele, se potete; on-line ancora non ci sono, purtroppo) che, da laico, non posso che sottoscrivere. Mi preme sottolineare, con forza, che l'atteggiamento che mi pongo, nei confronti di una vicenda così straziante e lunga, è quello di una persona che ritiene che, se ci è stato donato il bene dell'intelletto, questo va usato. Non ritenendomi sottoposto ad alcun regime ideologico o morale da parte di una Religione (qualsiasi essa sia), potete ben capire come mi "schieri", anche se questo fatto, di per sè, è già errato. Qui la questione sta diventando ancora più Politica di quello che è stato finora. Una contrapposizione violentissima, alla fine fatta sulla pelle di chi non può difendersi, di chi non può più nulla. Non so se sia giusto parlare di compassione, di pietà, ma di ragionevolezza sì. Quella ragionevolezza che è una prerogativa delle persone intelligenti, non dei barricaderi, dei duri e puri. Se c'è una cosa che ho imparato (una è già molto, per me) è quella che non porta a nulla andarci giù sempre in maniera dura, senza pensare a chi è dall'altra "parte". Io amo la Vita, sono un fautore del Libero Pensare, del dialogo (anche se, spesso, può sembrare il contrario). Non riesco a credere in un "qualcosa oltre la morte", ma neanche a una muta sofferenza infinita, come quella di Eluana. Proprio no.

Ivor Abrahams, from E.A. Poe Tales and Poems, "The Sleeper", 1976, tate Collection, London.

martedì 11 novembre 2008

 Tempi peggiori




A volte ho l'impressione che l'Italia sia un Paese che galleggia tra le nuvole, perso in quello stato di beata incoscienza proprio dei sognatori o degli utopisti. C'è una crisi economica senza pari, questo lo sanno anche i sassi. Quello che ci si ostina, sopratutto nei mezzi d'informazione (e, quindi, anche ufficialmente), a non rilevare è che questo stato di sofferenza è già arrivato tra la gente: non è solo un fatto bancario, d'economia a livello globale, ma tangibile, terribilmente concreto. Basta dialogare con il mondo del lavoro subordinato perchè ciò sia chiaro. E' un disastro giornaliero di Cassa Integrazione e Mobilità, di mancati pagamenti dello stipendio, di notifiche di contestazioni disciplinari che hanno come unico scopo quello di licenziare per "giusta causa" il dipendente. Sopratutto nelle piccole e medie imprese è uno stillicidio. Nell'opulento (?) Nord est il tasso di disoccupazione, in un anno, è salito dal 3.1% al 4.4%. E' possibile rimandare ancora provvedimenti veri per tutto questo? Si cerca di salvare banche e sistemi, mentre stanno crollando le fondamenta, mentre sembra in secondo piano tutto ciò che si tocca, quello che non riesce più a comprare. Se si salta un mese di stipendio perchè il datore di lavoro è in difficoltà, sono guai, ma guai veri. Ed è pensabile che il livello di malessere sociale aumenti in brevissimo tempo.

Qui c'è bisogno di sostegno ai lavoratori ed alle famiglie, non di programmi TV e di analisi d'alta quota. Bisogna tornare immediatamente a volare basso, bassissimo, a livello terra. Non è più demandabile da nessuno (Governo, Partiti, Sindacati...) questa partita: non c'è più niente, niente. Lo dico ben sapendo d'apparire catastrofista, ma non è così. Sono solo un ottimista fuori allenamento, molto fuori.

Michael Heindorff, "Affirmations, IV", 1980, Tate Modern Collection, London.

domenica 9 novembre 2008

 Più solido di un Bond Argentino



Titolo: "Quantum Of Solace".
Genere: mah!
Produzione: Inghilterra, 2008 - durata: 110' - Colore.

Sinossi.
Tutto stà nell'approccio. Siccome mia moglie si è "sacrificata" ed ha portato la pupattola a vedere "High School Musical 3", la scelta sull'ultimo Bond è caduta, per me, come un'Epifania: pittosto che Troy sarei andato ad assistere anche a un documentario Russo con sottotitoli in Tedesco (ma scritto in Gotico, eh?). E poi, diciamocelo, un Bond l'abbiamo visto tutti. Se uno ci va sapendo cosa aspettarsi, non rimane deluso. Un'ora e cinquanta alla Bond, James Bond, dal primo all'ultimo minuto. Mi prefiguravo di peggio: le recensioni non sono granchè. Fare il "critico" dev'essere una sfiga più unica che rara: io sono uno qualsiasi e mi permetto di dire quel che mi pare. Nel complesso dignitoso, anche, a tratti, veramente bello, girato con mano ferma. Certo, se si vuole il realismo si è pregati d'andare altrove. Uno umano non durerebbe neanche tre minuti, al posto di 007. Daniel Craig (eh, che nome!) ci va a nozze: è, secondo me, semplicemente perfetto (sto sempre parlando di un Bond) e Judi Dench può fare e dire quello che vuole, tanto è brava. Perciò, me la sono goduta. Ho fatto peccato?

La frase: "Della CIA non me ne frega un cazzo" (M, il Capo).

Note: il cinema era strapieno. Segno che Bond tira ancora, eccome. Le figliole del film sono, al solito notevoli, ma la più bella si vede si e no per un minuto alla fine. Bond la risparmia e Lei si chiama Corinne, come mia moglie.
Che qualcuno voglia dirmi qualcosa?

Giudizio finale: 7,5 rapportato alla serie in sè.



sabato 8 novembre 2008

 I'm Not Here



Vorrei fare, se permettete, una chiosa alle due righe di ieri. Per me, in questo caso, non è in questione una simpatia/antipatia nei confronti del Sig. Berlusconi. Io sto all'opposizione, lo sapete, si sa, forse anche la "Digos" ne ha idea. Perciò questo Signore è un avversario Politico. Non lo odio, perchè dovrei? Non lo apprezzo, certo, ma cerco di avere il rispetto che si deve a tutti, per primi agli avversari. Ora, se mi dà del "coglione", e non è la prima volta, se si comporta nei Rapporti Internazionali come ha fatto nei giorni scorsi, se si permette di dire cose che a me neanche mio Padre oserebbe rivolgere, io mi sento offeso come Cittadino. Non come suo Elettore, ma come persona rappresentata da Lui. Non mi va che questo accada, ma tant'è: ha vinto, deve fare il suo mestiere. Però, adesso, io non mi sento in nessuna maniera difeso, valorizzato, semplicemente rispettato da questo Capo del Governo. Perciò, da adesso, non lo riconosco nè come mio pari, nè, tantomeno, come mio rappresentante, nè in Patria, nè all'Estero. Mi rendo conto che non gliene può fregare di meno di me, ma la cosa è reciproca, e lo sarà fino a quando non capirà che il Senso dello Stato, che il rispetto, la misura, l'educazione sono qualità Universali e dovute. Da Lui anche maggiormente.

Art & Language (Terry Atkinson e Michael Baldwin), "Ten Postcards", 1977, Tate Collection, London

venerdì 7 novembre 2008

 Sms Dispenser
   
(Honoris Causa)




"Berlusconi ha dato dei coglioni Laureati a quelli di Sinistra".
"Tutta invidia perchè Lui è rimasto un imbecille alle elementari".

("Questa volta mi sono proprio rotto e dico quello che penso. Certi discorsi danno l'impressione che qualcuno voglia prendersi la Laurea del coglione. La verità è che abbiamo un'opposizione che pensa di essere sempre in campagna elettorale. Io avevo buoni rapporti con Bush e, si mettano l'anima in pace, li avrò anche con Obama". 
Silvio Berlusconi, Premier Italiano).


giovedì 6 novembre 2008

 L'immagine



Il suo sguardo è stato definitivo, in tempo esatto per chiudere tutti i conti. Quelle somme e quelle sottrazioni fatte e rifatte alla nausea, con il risultato scritto ed acquisito. Come se, per cambiare le cose, servisse pensarci. Che è anche troppo, si dissanguano le sensazioni, bisogna tamponare. Saputo l'ho sempre saputo, sperato ho smesso di sperarlo. In nome di chi o cosa? C'è una sola possibilità che un nome, un volto, uno scatto mutino l'andirivieni. Ma sono lontani, sono sbiaditi, in controluce e sottili. Perciò ha fatto bene a tagliare l'aria guardando, ad incrociare e poi a riporre. Perchè è anche giusto condannarsi a non pensare: alle conseguenze, alle differenze. Me l'hanno spiegato, ma sono duro a morire, se morire vuol dire comprendere una sconfitta. Mai voluto, né pensato, né goduto nel sentire la terra: chè quella mi porta alla mia età ed ad altre latitudini. Adesso, tu, che hai la possibilità di stare nel mezzo, puoi dirmi se girare questo mio viso di ritorno. Sì, perchè me l'ero perso: qualcuno mi ha dato una maschera, adatta allo scopo, ma mi stava stretta e respiravo con fatica.

“E' trascendente l'esito di uno sguardo diagonale
quando cerchi di esser libero,
libero di Essere.
Il destino non ha più segni.”


Paul Maitland, "Fall of the Leaves, Kensington Gardens", circa 1900, Tate Modern, London.

mercoledì 5 novembre 2008

 Sms Dispenser


"Obama ha vinto".
"E adesso chi avrà paura dell'uomo Nero?".

"Gasparri ha detto che Al Qaeda con Obama sarà più contenta".
"Ed io sono contento di aver scoperto che c'è uno più cretino sciocco di me in Italia".

domenica 2 novembre 2008

 L'eredità della vita



Credo che una delle tante eredità possibili che P.P.Pasolini ci ha lasciato, sia quella di un'immensa vitalità, di una voglia di esistenza con pochi confronti. In tutti i suoi scritti emerge una carica intellettuale e vitale che non può essere nascosta. Si potrebbe trasformare in invettiva, in riflessione o in meditazione, ma, trasversalmente, occupa uno spazio molto grande, espande e rafforza un pensiero già di suo molte volte altissimo. Se pensiamo che il Mondo di Pasolini è quello di quarant'anni e più fa, c'è da essere continuamente stupiti ed ammirati da tanta lucida lungimiranza. Noi, abituati ad un pianeta che ci dice tutto, ma di cui non sappiamo nulla e a cui ogni giorno chiediamo risposte e dal quale, inevitabilmente, riceviamo mutismo, dovremmo riflettere sulla forza del solo ragionamento, dello studio, della passione e del convincimento. Ed al di là delle (troppe) celebrazioni postume e delle (infinite) demonizzazioni umane e politiche, la figura di Pasolini continua a rappresentare un baluardo di pura ragione contro l'invasione della banalità. Come ogni intellettuale, anche Pasolini ha una sua dimensione, che può essere criticata e ridimensionata: è il corso della Storia che determina, poi, quando spazio possa ancora occupare la sua figura ed il suo pensiero. Resta, ineludibile, la sua importanza che non è fine a se stessa, ma continuo pungolamento ad una via che non sia solo mediatica, né sterilmente aprocrifa all'impegno. La vita, l'essere sono permeati di un desiderio latente del dire, del fare, che viene celato da un'infinita teoria di non possibilità che riducono molte cose a sottofondo, a mormorio. Ecco, allora, che la voce Pasoliniana è ancora una potente fonte di stimolo, che sarebbe peccato perdere in una miriade chiacchierona e tutto sommato meschina.

Drenti dal nustri mond, dis
di no essi borghèis, ma un sant
o un soldàt: un sant sensa ingnoransa,
un soldàt sensa violensa
.”

domenica 26 ottobre 2008

 Good Habits




C'era una volta una mia buona abitudine. Almeno, io la ritengo tale. Era (è) quella di visitare i Blog amici e quelli che hanno la bontà di "linkarmi" il più spesso possibile. La ritengo "degna", come consuetudine, perchè non ha senso, altrimenti, inserire qualcuno in tali liste. Il tempo è invece quello che è. Allora, da oggi, me ne vò, per qualche giorno, a scrivere commenti e/o saluti sui siti altrui, non qui. Sono mesi (in qualche caso molti) che non faccio questa cosa. Poi sarò un filino più contento. Anche le piccole cose valgono.

BANDO.
Siccome "L'Unità" e il "Riformista" (lo so, non sono granchè come esempi) si rifanno il look, anche "Transit" ha le fregole. Mi piacerebbe un pò più di rosso nel template, qualcosa di diverso. Insomma, dato che io non ci piglio su queste cose, c'è qualcuno che vuole rifare la facciata a questo "Blog"? Sul pagamento ci si accorda, sempre. Se nessuno si fa avanti, non importa. Non mi pare un problema importante...

Portiamoci avanti con il lavoro uno.
Tanto per non perdere l'abitudine, vi segnalo questo articolo di Claudio Magris, sul "Corriere". Esemplare per equidistanza e ragionevolezza. Una volta tanto.

Portiamoci avanti con il lavoro uno e mezzo.
Mourihno mette fuori rosa Adriano, colpevole d'essersi fatto una notte in discoteca, allenato male e giocato peggio. La scusa del giocatore? "Sono stanco". E l'allenatore risponde: "E' stanco chi lavora 15 ore e prende una miseria". Evviva il Compagno Mourinho. D'accordo in pieno.

Portiamoci avanti con il lavoro due.
Di queste ore le notizie degli scontri a Roma tra studenti ed "altri" giovani. Mi par giusto: diamo ragione a chi dice che non c'è scelta che non sia Politica. Sopratutto quelle sbagliate. Io sono con gli studenti (e si sapeva).

Portiamoci avanti con il lavoro due e mezzo.
Parto per una velocissima puntata a Roma. Perciò sospendo un attimo il mio girovagare tra Blogs (già, comunque, non ero velocissimo...). Se becco Silvio devo dirgli qualcosa?

Portiamoci avanti con il lavoro tre.
Torno a Roma il 12 Dicembre. Perchè? Perchè ci credo, a certe cose, e mi nascondo mica. Perciò, se qualcuno autoctono vuole farmi mangiare ed ubriacare vergognosamente, mandi la sua candidatura.


Richard Prince, "Untitled (jewels, watch and pocketbook)", 1978-79, Guggenheim Museum, New York.