sabato 26 gennaio 2008

 You Wait For A Moment



Mi pungolate, eh?
Grazie ai molti "PVT" riapro, e lascio due righe.
Uno dei dubbi che ho è se scrivere che ci si prende una pausa: lo si fa e basta.
Perchè se non si ha molto da dire è meglio pensare ed informarsi ("gozzovigliare e far danni", ndt).
Nel reale, un pò di cosette che non vanno ci sono ed io ho l'animo delicato: devo pensare a come risolverle.
Oddio, c'è qualcuno che ha ben più grossi problemi.
Tipo: dove lo metto Mastella? Non è che mi scade e poi puzza?
Se vado alle elezioni, mi sputano anche a me?
Salirà il prezzo della mortadella.
E via così...

Comunque, roba di giorni e non di settimane.
In campana.

Up-date 7/02:
Ancora qualche giorno.
Troppo nervosismo, troppo.


Geoffrey Iqbal, "Epitaph", 1958, Tate Modern, London.

mercoledì 23 gennaio 2008

Dire Straits*




Cara C.,
        quando una parola sarà veramente ben detta?
Nel tracollo di questo Paese io vedo tutto ciò che mi dici, lo noto intorno a me e nella mia vita. Perchè nessuno, ma proprio nessuno, può fare a meno degli altri, nè dire quella mezza frase in più che annega ogni illusione di rapporto. Sarà che le tinte fosche ormai prevalgono sull'acceso colore di una speranza quotidiana barcollante, sarà che esser ammalati di cattiveria è senza vaccino, sarà che la stupidità rimane tale a dispetto di soldi e cultura, sarà. In ogni momento si dovrebbe aver ben presente che l'unicità altrui è preziosa, che chi non può vivere con gli altri avrebbe più giovamento ad ammetterlo, a non cercare un sentimento che non può ricambiare. E che non ti sembri un'esagerazione, un pozzo di iniquità, è difesa. Giochiamo tutti dietro, C., perchè non c'è più spazio per perdere momenti di vita, per lasciare briciole di salvezza sparsi in giro: ogni sguardo, ogni sorriso ed anche la mezza verità, hanno un peso enorme. Nessuno dovrà mai spostare neanche di un millimetro ciò che hai costruito, nè lavare lo sporco che hai levato con le mani. E' ben poca cosa sapere che ci si appiglia al minimo, come se l'esistenza fosse un binario a scartamento ridotto. Tutto quello che avrai farà di te una Donna più forte. E sii spietata con coloro che si crogiolano nel loro vuoto, anche se ti può apparire paradossale: la lingua è unica, le intenzioni diverse. Sola non sarai, stanne certa. Ed in questa certezza abbraccia la vittoria del tuo splendore.
D.

* "Gravi difficoltà".


Ronald J.French, "Lifestat Emergency Pocket Airway", 1970, Museum Of Modern Art (MOMA), New York.



lunedì 21 gennaio 2008

 Dispenser



Festa!
Cuffaro s'indigna; dice che non ha festeggiato la "condanna". Aspetta che escano gli amichetti dalla galera.

Ricostruzione.
Ferrero auspica di "...ricostruire la separazione tra Stato e Chiesa". Io proporrei un divorzio, altrochè.

Età del ferro.
Per Montezemolo la trattativa sul contratto è "arcaica". Tanto chi resta all'età del ferro sono gli operai.

Ripensamenti.
La Bruni parlava male di Parigi e dei Francesi, prima di mettersi con Sarkozi. Miracolo: l'Eliseo come Lourdes.

Scuse.
Mastella vorrebbe che D'Alema e Ferrero chiedessero scusa a Bertone. Sarebbe meglio che Lui, invece, cominci a pensare alla Grazia.

Mission Impossible?
Per Prodi il PD "...ha la missione di comporre tutte le forze riformiste". Chiamate Tom Cruise.

Chiarezza.
Le lezioni a Cuba chiariranno il futuro politico di Castro. La resurrezione?

Rispetto?
Cuffaro dice che le dimissioni erano già pronte e chiede rispetto. Io chiederei scusa a starei zitto.

Politica Divina.
Secondo Socci "...l'Angelus è la politica di Dio". E Mastella la sua negazione.

Incurabili.
In Inghilterra degli studiosi (!) hanno dichiarato che la stupidità è una malattia incurabile. Non bastava guardare una puntata di "Porta a porta" per arrivarci?

Il problema è stato risolto dalla Miru: ora è tutto a posto.
Cosa vuol dire avere degli Amici, eh?
No, che poi calano gli accessi e salgono gli zuccheri.



domenica 20 gennaio 2008

 Numb3rs


Può diventare quasi pericoloso guardare ai numeri. Sto parlando di Blog, bella gente.
Da troppo tempo, ormai, mi scovo a pensare a quante persone vengono fin qui, per motivi misteriosi, a volte: più spesso per sincera (grazia Vostra) stima ed affetto. Non sarà mai il "Blog" numero uno, "Transit", e nemmeno il centesimo: gli è andata bene arrivando al n° 697, quindici giorni fa.
Peraltro in una classifica rivelatasi del tutto inaffidabile, il cui meccanismo perverso non guarda mai nè al contenuto, nè a parametri di qualità (termine su cui potremmo discutere "ad libitum"). Com'è giusto che sia, visto che l'abbiamo detto Noi, migliaia di anni fa, i numeri soggiacciono a regole precise, logiche, ma non danno conto di quello che può essere una spazio personale per ognuno. Se oggi visiteranno "Transit" 50 persone, anzichè 150, cambia qualcosa? Voglio solo arrivare al punto di dire che, per me stesso, devo uscire da certi meccanismi, e godermi il puro e semplice piacere di condividere. Come a tavola, se c'è, ce n'è per tutti, non importa quanti.
Potrei essere più sollevato.
Più tranquillo.
Tanto il numero uno è Grillo, ed io non lo leggo mai: me lo servono cotto e mangiato tutti i quotidiani d'Italia.
Va bene così.
Qui decido io.


In poche parole, ho eliminato "Shiny Stat".

(Mi permetto, oggi, di segnalare questo esemplare articolo di Barbara Spinelli su "La Stampa" e per due motivi. Il primo perchè tira una linea definitiva sulla questione Papa-Università e dà una visone lucidissima sullo scontro tra Chiesa e Stato, ammesso che esista, tale scontro. Il secondo, perchè è scritto benissimo: mica detto sempre, con i "giornalisti" che abbiamo in giro).

John Cage, "Untitled (640 numbers between 1 & 21)", 1969, Museum Of Modern Art (MOMA), New York.

sabato 19 gennaio 2008

 I migliori anni della mia vita

Nove anni fa ho imparato a vivere.
Non avevo capito molto, fino ad allora.
Ancora adesso, credo, a certe cose faccio fatica ad arrivare.
Però tu, Amore Mio, m'hai fatto crescere ed io non saprò mai darti abbastanza.
La tua mamma, insieme a te, m'ha reso migliore, e, francamente, non so chi altri ci sarebbe riuscito.
Siete tutta la mia vita.
Vi Amo.

Tanti Auguri, Anna.
Non mollare mai, figlia mia.

(Lo so, il Post più sdolcinato e retorico della mia esistenza, ma importa ciò che c'è dentro. Poi, naturalmente, potete prendere per il naso: starò al gioco! :-)

Foto: qualche anno fa, davanti al mare della Grecia.




giovedì 17 gennaio 2008

 Mastellarum


Siccome un Uomo è innocente, fino a prova contraria, quelli che seguono si debbono ritenere dei "flash" con il beneficio del dubbio. Dovessero rivelarsi rivolti ad una persona integerrima, o infastidire qualcuno, sono disposto a cancellare il "post" e a fare pubblica ammenda in Piazza.
Ovviamente quella di S. Pietro.

* Mastella si dimette "...perchè non sono uno della casta". Al massimo della Cosa (Nostra)?

* Mastella non ammette "...processi ideologici". Per uno che idee non ne ha, sarebbe un bel passo avanti.

* "Ecco cosa succede a noi Cattolici", chiosa la moglie. Peccato di superbia.

* "Ho grande rispetto per la Magistratura". Un pò meno per l'onestà.

* "Per la prima ho volta ho paura". Pensate a quella che ci siamo presi noi quando è stato nominato Ministro.

* Applausi bipartisan al discorso di Mastella. Ipocrisia Unitaria.

* Domenica Mastella sarà in P.zza S.Pietro per la benedizione "Urbi et Furbi".

* Sostegno esterno dell' UDEUR al Governo. Nuova riforma in vista: la "Stampellarum".

* Interim alla Giustizia a Prodi. Due inettitudini is meglio che uàn.

* Casini auspica un "...sussulto di dignità". Agli Italiani lasciamo i singulti da vomito.

martedì 15 gennaio 2008

 Dispenser



Up Date: su Mastella e Signora vi lascio sfogare, ci sarà tempo e modo di scriverne. Oggi allegra riunione di condominio. Se domani non aggiorno o non passo dai vostri Blogs, cercate mie notizie nella cronaca nera.

Che c'entra?
Baudo: "La politica con sanremo non c'entra". Se è per questo, neanche la musica.

Protesi.
Pistorius non potrà correre a Pechino: le sue protesi gli danno troppo vantaggio. Un pò come il trapianto di Berlusconi.

Disponibile.
Veltroni dichiara che Berlusconi è "...disponibile ad una soluzione". A patto, ovviamente, che si abolisca la Costituzione.

Scambi.
Gentiloni non vuole scambi sottobanco sulla Legge Elettorale. Giusto. Facciamo le cazzate alla luce del sole.

Contesto.
Secondo "Radio Vaticana" è assurdo contestare il Papa in visita all'Università. Anatema Atomico in arrivo?

Celebration.
Partiti, con un musical, i festeggiamenti per il 50° Anniversario della creazione dei "Puffi". In Italia la guest-star sarà il Nano Malefico.

Puzzetta.
La UE, secondo Napolitano, ha avuto un'attenzione "oltre misura" sul problema dei nostri rifiuti. La cosa puzza.

A buon intenditor...
Molte persone, sbagliando, reputano il vino più costoso come quello "più buono". Come in Politica: chi dice più scemenze viene eletto.

Finchè la barca va.
In malattia, un Giudice è stata trovata a regatare allegramente in mezzo all'Oceano. Fregata.

Ripensamenti.
L'Uomo Ragno torna single. L'Uomo Ciccione, invece, vuole bambini.

Spazi.
"C'è sconcerto nelle Sacre Stanze per la bufera sulla visita del Papa all'Univeristà" (Sky TG24). Nel mio soggiorno, solo due palle così.

Era ora.
Annullata la visita del Papa alla "Sapienza". Possiamo tornare a parlare di cose serie.





lunedì 14 gennaio 2008

 Chi rema sulla barca?



Sono giorni difficili, per i metalmeccanici (stessa identica cosa che dicevo due anni fa), e per il Sindacato. Il Post di Sabato ha portato alcuni di Voi ad esprimere posizioni ed opinioni a cui mi permetto di rispondere, cumulativamente, oggi, visto che, inoltre, la trattativa sul contratto delle "tute blu" riprende in queste ore, dopo una rottura consumatasi tra Sabato e Domenica. Mi pare che prevalga, dagli scritti, una disillusione diffusa, mitigata, in alcuni casi, da una memoria storica che colloca, giustamente, l'organizzazione sindacale nel contestoquelle conquiste sociali che ancora oggi risultano determinanti per i lavoratori, tutti i lavoratori. Rimane da definire il ruolo attuale di coloro che portano avanti giuste rivendicazioni (ricordo che il contratto non viene fatto solo per gli operai, ma anche per gli impiegati) di aumento salariale e di definizione di incentivi, straordinari e permessi retribuiti, nonchè dell'importantissima piattaforma riguardante il lavoro precario. Forse qui è il nodo da sciogliere. Moltissimi non si sentono rappresentati da pesone che sono perlopiù viste come "Politici del Lavoro", ma non dei lavoratori. Si deve tener conto di sottili distinzioni, personali e di appartenenza, ma, perlopiù, si va avanti a colpi di proclami, disattesi nella pratica, irricevibili da persone che chiedono una visione più vicina alle reali problematiche dell'occupazione (le ormai famose "mani sporche"). Emerge, anche, una contrapposizione ancora piuttosto accentuata, nei modi, nei toni, tra imprenditori e lavoratori, con l'impressione decisa che molti anni di confronto siano fermi al "padrone" contro i "comunisti". Lasciando da parte le considerazioni in merito, per esempio, al documento della "Thyssen-Krupp" che sarebbe stato redatto nei giorni seguenti all'ignobile strage di Torino, è lampante che è più facile un muro contro muro ideologico che un confronto realmente costruttivo, anche per coloro che non rientrano nell'ambito della metalmeccanica. E' tutto il sistema Italia che attende un Sindacato meno burocratico e più incisivo, ma che non faccia distinzioni, che non sembri l'isola d'approdo solo per pochi, invece che per tutti: che aspetta Imprenditori che non reggano solo su vane promesse e richieste pretenziose il loro guadagno, ma che inizino ad innovare l'obsoleta, cadente macchina produttiva Italiana e che finiscano di scaricare solo su chi lavora negli stabilimenti il proprio atavico immoblismo mentale ed economico. Perciò, come si evince, siamo lontani, per tutti, dal raggiungere una quieta soddisfazione, che doni tranquillità e possibilità di sviluppo. Con un paragone improprio si potrebbero citare le parole di Kennedy che affermava "Non chiedetevi cosa può fare l'America per Voi, ma chiedetevi cosa potete fare Voi per l'America". Virandole, in maniera più banale, alla nostra situazione, chiediamoci veramente cosa ognuno può fare per uscire da una situazione che non vedrà nessun vincitore, ma solo l'ennesima, triste sconfitta della civiltà del lavoro e della dignità (uso molto questo termine, lo so) delle persone, tutte le persone.

Tina Modotti, "Worker's Hands", 1927, Museum Of Modern Art (MOMA), New York.

sabato 12 gennaio 2008

 La ventunesima Regione



Mi pare di vivere nella 21ma Regione d'Italia.
Sarò io che non capisco, che penso in maniera deviata e deficitaria, ma quando leggo parole come quelle di Epifani (Segretario Generale della "CGIL"), mi guardo attorno per vedere se non sia capitato in un territorio aspro, sconosciuto, fuori dalle mappe. Mi pareva d'aver compreso che il Sindacato, anche quando è portato avanti da coloro che in fabbrica non ci stanno più da anni, fosse quello che "si sporca le mani". Burocrati lo sono diventati quelli che l'han voluto: tutto l'apparato del Sindacalismo Italiano boccheggia da decenni tra le ansie delle spinte "dal basso" (altro termine che non dovrebbe suonare nuovo) ed i desideri di essere organizzazione efficiente. Bandito il discorso Politico, avanzo di quei '70 in cui la classe operaia c'era, pulsava, lottava, ci si è adagiati, conformizzati alla lotta salariale tout-court: da lì disaffezione dei dinosauri, smagnetizzazione mentale dei giovani e soldi da fare per tirare avanti. L'equazione tessera-soldi-soldi-forza ha dato i risultati che adesso si vedono. Nessuno è obbligato a fare parte del Sindacato, può anche essere qualcosa di alieno ed inutile: comodo, ma vero. Di memoria corta e nessun interesse storico i lavoratori Italiani sono sazi. Ma, allora, gli operai che "non sono più classe, ma condizione" devono pensare che solo se ci si rimette la ghirba il Sindacato si ripensa (ed era solo che ora)? Ed anche se fosse che la Politica se ne fotte, non dovrebbe essere, il lavoro, la dignità, la lotta più forte del clientelismo e della superficialità?
Si abbia almeno il buon ufficio di smetterla di compatirsi e compatire, di rimboccarsi le maniche e di tornare a puzzare un pò d'olio, caffè (alla macchinetta, provare) e sigarette, invece di pepetuare la nobile tradizione dell'altezzosa dignità delle parole.
Che, si sa, non ti danno da vivere.
Almeno dove si lavora sul serio.

Foto: "Словенский Вомиторио", Nova Gorica, 10 Gennaio 2008.

martedì 8 gennaio 2008

 Dispenser



Rifiuti.
Il problema rifiuti arriva fino a Roma. Si scopre che sono quarant'anni che in Parlamento si ricicla, ma la spazzatura aumenta.

Speranze.
Damiano spera che si trovino i soldi per migliorare i salari. Facile: basta chiederli a chi ce li ha.

Lotte.
Nell'ultimo week-end Pieraccioni supera De Sica al botteghino. Brain storming.

Futuro.
La “General Motors” è intenzionata a produrre auto che si guidano da sole. Quando si inventerà, invece, il guidatore intelligente?

Ripensamenti.
Mastella si è detto disposto a ripensare la 194. Ce ne fosse uno che pensasse a non dir cazzate.

Prezzi.
La Camorra sbarca nella gestione degli alberghi di Roma. Con quei prezzi, il pizzo è una sciocchezza.

Sanremo.
Tra i “Big” di Sanremo, Little Tony. Insieme a Baudo, una ventata di gioventù.

Solidarietà.
Per solidarietà con i Metalmeccanici in sciopero l'11, verrà annullata la brioche delle 10 in Parlamento.

Trotta, cavallina.
La Spears pare abbia assunto una droga usata per “dopare” i cavalli. Una vera asinella.




lunedì 7 gennaio 2008

 Apertis verbis



Un altro articolo che in giro non si legge sui giornali.
Concedetevi cinque minuti
qui (è il primo della lista).
E poi l'ha tradotto la Miru: solo per questo meriterebbe ben di più
.

domenica 6 gennaio 2008

 Back Home



дорогая демократия, вернись домой, пока не поздно

cjare democrazie, torne a cjase che nol è tard

عزيزتي الديمقراطية، ارجعي إلى ديارك، لست متأخرة أبداً


sabato 5 gennaio 2008

 WeAreTheAnswer?


 


Что, что потерянное сражение? Это сражение, которое верится того, чтобы потерять.

That what is a lost battle? It is a battle that is believed of having lost.

venerdì 4 gennaio 2008

 Think Different


 


La differenza la fanno sempre le persone: questa cosa non si discute.
Coloro che, oltretutto, ti dichiarano la loro stima, non vanno delusi.
Nel ringraziare chi mi ha nominato (non ho neanche dovuto sopportare due o tre mesi chiuso in casa con un branco di deficienti), giro la
palla (non fate i furbini, c'è il link, clickkate), con movimento aggraziato, ad altri cinque fortunelli.
Sono solo cinque, appunto.
Perciò, è stata una dura selezione, anzi durissima.
Per scelta ho escluso la mia candidata numero uno (Обожаемая подруга и женщина тончайшего ума).
Il perchè lo sappiamo io e Lei, ma è una cosa Socialista: perciò fuorilegge.

(Interrompo i miei messaggi cifrati, ma solo per oggi).

I cinque (che hanno ricevuto istruzioni sono):
► "Furlàn":
► "Dalloway 66";
► "Klochov";
► "Roberto Mazzuia";
► "Eus".

giovedì 3 gennaio 2008

 aTasteForTheTheatrical

A vulture circles
Over your head
For you baby
I'll be the flowers
After you're dead
For you baby


I want to build
A nest in your hair
I want to kiss you
And never be there


I'll shoot the moon
Right out of the sky
For you baby
I'll shoot the moon
For you





 RentAClown



 


The
only
sensibile
way to live
in this world
is without rules

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