giovedì 28 febbraio 2008

 Dispenser (in Par Condicio)




La seconda via.
Veltroni: "I Cattolici del "PD" stiano tranquilli: non ci sarà un'altra Porta Pia". Meglio usare Via della Concilazione, più larga e comoda.

Ruoli.
"Il Card. Bertone è il primo Leader a visitare la Cuba del dopo Fidel". Adesso capisco: Ratzinger è il garzone di bottega.

Lavoratori...
Veltroni: "Noi siamo il Partito del lavoro". Speriamo che in Parlamento non diventino assenteisti.

Ritardi.
Fini: "Sulla legalità la Sinistra ha un ritardo culturale". E come la mettiamo con il ritardo mentale di "AN"?

Rifamo!
Andreotti: "Non ci sono più le condizioni per rifare la DC". Manca la bolla Papale.

Occhio...
Problemi per le candidature di esponenti gay nel "PD". Veltroni non vuole nessuno alle spalle.

Zapatero de noartri.
La "Sinistra Arcobaleno": "Siamo gli Zapatero d'Italia". Attenti a non finire a zappare la terra.

Ve la cercate.
Berlusconi: "Se gli Italiani votano la Sinistra, se la saranno cercata". La democrazia, intende.

Siamo sicuri?
Veltroni: "Nel PD non c'è l'ingerenza della Chiesa". Solo un appoggio esterno.

A peso.
Secondo stime (?), i "Ferrara Boys" potrebbero essere quasi due milioni. Uno per ogni kilo.

Mai?
La Santanchè: "Non l'ho mai data per fare carriera". Infatti sta nel Partito di Storace.

lunedì 25 febbraio 2008

 Pensierini (extended)




Se venite a farvi un giro ad Udine, oltre al rosso generoso, vi offro una passeggiata lungo un'amena strada del centro: la particolarità è nel fatto che su quella stessa via si affacciano, a distanza di un portone uno dall'altro, cinque studi legali, con un totale di quasi trenta avvocati. E ce ne sono, di questi casi, più d'uno, in giro per la città. Solo a Roma ci sono più avvocati che in tutta la Francia. Tutti rigorosamente poco o per nulla controllati nella loro attività: cosa che avviene puntualmente, invece, per Magistrati e Pubblici Ministeri. Certo, ogni anno vi sono 4 milioni di cause, tra civili e penali. Ieri, alla radio, uno di questi professionisti ha detto che, vista la lungaggine della Giustizia Italiana (di cui loro fanno parte), anche un avvocato rischia di non arrivare alla fine del mese.
Non dico nulla: si sa che si potrei prendermi una querela “d'emblèe”.
Riporto solo quanto segue:
“Cosa rappresenta un avvocato incatenato in fondo al mare?”.
“Un problema di meno”.
(Io so chi potrebbe reagire a queste righe: vedremo, mi si toglierà dai link...).

Ieri, per la prima volta, ho portato mia figlia allo stadio: qui si fa, con i bambini delle elementari e medie, gratis. L'Udinese ha perso 5 a 3, ma, come prima esperienza, è stata bella: tanti gol, tanta allegria, è stata bene. Sabato sera ho visto la Juve perdere a Reggio Calabria (e giustamente, ha giocato da schifo). Stamattina, praticamente per tutta la mattina, si è parlato, in radio, solo di arbitri, della loro presunta sudditanza, degli errori, dei rigori. Non solo non ci si diverte più, ma siamo veramente fenomenali. I problemi veri dopo queste cazzate. Parafrasando Moretti “...vi meritate Matarrese”.

I Coen prendono l'Oscar, e se lo meritano tutto.
Rivedetevi “Fargo”, “Il Grande Lebowsky” (mano sul cuore) o “Fratello, dove sei?” e capirete che, per una volta”, gli Americani danno segni di intelligenza.

Mark Rothko, "Untitled" 1969-1970, Museum Of Modern Art (MOMA), New York.

sabato 23 febbraio 2008

 Thank You For Smoke



Ho scritto, più o meno, due anni fa le stesse cose che leggerete adesso, ma, stavolta, con aggravanti.
A Udine ci stanno, all'incirca, novantacinquemila persone: sembrano molte in più, ma è solo perchè "l' hinterland" (che a me continua a saper di Inter di periferia, come quella vera) si riversa quotidionamente nella città per lavorare, studiare, cazzeggiare e bere.
Dall'inizio dell'anno le polveri sottili¹ sono salite oltre la soglia consentita (50 µg/m³, che non si può valicare per più di 35 volte in un anno) per venti, dicasi 20, volte; in pratica un giorno sì ed uno no. A me sembra tutt'ora incredibile: se lo dicessero, che so?, di Milano o Torino, ma di una cittadina grande come un quartiere di Roma...
La cosa si ripete ogni anno: adesso siamo al regime di targhe alterne e domani sarà vietata la circolazione per tutte le auto.
Una scempiaggine, lo sappiamo tutti.
L'unica cosa vera da fare è usare meno la macchina: semplice ed impossibile.

Oggi, sul giornaletto locale, una notizia che mi fa pensare di aver ragione sul come siamo fatti.
Praticamente, ai varchi attraverso cui si poteva accedere al centro storico, solo con macchine targate dispari, ieri sono entrati tutti quelli che volevano: siccome i vigili hanno fatto "prevenzione" e non hanno dato i canonici 74€ di multa, la gente se ne è allegramente fregata.
Chi diceva di non sapere del blocco e chi, candidamente, "...faceva spallucce e andava per la sua strada".

Non ci sarebbe molto da dire, immagino, se non quello che sappiamo già: siamo fatti così, cellule univoche di menefreghismo puro (merce rara, ma non qui), insofferenti a qualsiasi tipo di restrizione anche minima, idiosincratici nei confronti del bene comune, sopratutto se si tratta d'andare a piedi od in autobus. Ma sì, andiamo avanti, lagniamoci e piangiamo, pensiamo se stasera pagheremo noi il primo giro, se domani pioverà e allo stadio non siamo in tribuna, al Ualtèr ed al nano.
L'importante, si sappia, è che tutti gli altri non siamo Noi e che Noi siamo troppo impegnati a goderci la vita e il nostro pieno di smog.

(¹): due parole qui.

Otto Piene, "Untitled (Smoke Drawing)", 1959, Museum Of Modern Art (MOMA), New York.

giovedì 21 febbraio 2008

Another Day in Paradise?





Si può giustificare ogni cosa con mille motivazioni: a qualsiasi argomento, dalla spugnetta del lavandino ai sistemi massimi del pensiero filosofico, si attaccano etichette, che semplificano pensieri e vita.
Se il Kosovo è uno Stato Indipendente, da oggi riconosciuto dall'Italia, a supporto di questa decisione possiamo accampare centinaia di motivazioni, vieppiù per una questione così spinosa da essere stata ignorata per anni, forse perchè non era sotto i riflettori di una contraerea.
In un dibattito che è stato definito "surreale", forze politiche diverse, per Storia e volontà, per senso di appartenenza e di dovere, ma unite in quegli istanti dove spesso si perde di vista la ragionevolezza a favore di una scelta rapida e menefreghista, hanno detto "sì" al riconoscimento di questa nuova entità geo-politica, lontana da essere ancora Stato del tutto sovrano.

Viene, infatti, naturale pensare che un territorio che necessita di ben due missioni esterne (una militare, l'altra civile) sia tutto, meno che indipendente, almeno nell'eccezione che l'autoderminazione di un Popolo dà a questa parola.
Una pezza bagnata sulla fronte scottante di un'area abbandonata a se stessa, anche, se, in apparenza, seguita sempre con grande scrupolo dai Ministeri degli Esteri dell'Europa.
Che, però, dalla fine del 1999 non hanno mai veramente innescato un circolo virtuoso di relazioni per addivenire ad una soluzione politica della secessione Kosovara.
La pantomima del "Rapporto Ahtisaari" è stata la riprova del potere che ha la delega all'Onu: nulla.

Fattori come il tempo, che non è mai dalla parte giusta, o come un'analisi Politica approfondita della situazione etnica (che non riguarda solo i Serbi ed i Kosovari) sono stati presi sottogamba, nonostante dichiarazioni ad effetto e speranze sbandierate con troppa facilità. Il risultato è quello di questi giorni, chiaro, finalmente: un guazzabuglio indecifrabile di rimpalli di responsabilità, di dichiarate mire d'egemonia politica (USA), di timori giustamente reali (la Russia) e di sostanziale imbarazzo (il resto dell'Europa che ha riconosciuto il Kosovo), passando tra l'irritazione di alcuni (Spagna e Belgio), fino ad approdare al folclore di alcuni esponenti della più sana goliardia (Borghezio, che una volta ancora dimostra come la mancanza d'intelligenza possa diventare un dono: quello di regalare attimi d'ilarità a chiunque).

Non penso che i nostri militari e magistrati saranno più al sicuro sapendo che Prìstina fa parte di una Nazione da loro riconosciuta come libera ed indipendente, o che i Francesi a guardia del ponte di Mitrovica mettano i fucili a salve per lo stesso motivo. Se non si può prevedere il futuro si potrebbe, almeno, imparare dal passato o cercare di costruire un presente meno effimero, meno fantomatico.
Sforzandosi di più e lasciando da parte attestati d'amicizia cumulativi, falsi come molte persone che li comprano a buon mercato sulla piazza del mercato globale.

[Vorrei ringraziare un pò di persone.
◊ La Miru (aka Panda Rosso Capo) per il mito, la gente che vuol sapere, la Lubjanska e il caffè;
Alex per avermi attribuito un Premio che, seppur simbolico, m'ha fatto un enorme piacere, e che non so come contraccambiare:
◊ “Copperhead” per questo Post].

mercoledì 20 febbraio 2008

Pensierini
   
(Poca roba, quel che c'è)








Non si saprà mai se c'è il punto di domanda...



Cinque giorni di gelo ed i prezzi della verdura, della frutta potrebbero salire di oltre il 50%. Una volta si diceva che il freddo elimina i parassiti: al giorno d'oggi, evidentemente, no.

In un pieghevole di pubblicità per auto si parla di "...vita di relazione", aiutata, come si evince, dal prodotto. Sicuramente i sedili ribaltabili hanno la loro importanza.

In un'intervista televisiva, De Mita, che ha lasciato il "PD", giustifica la sua scelta perchè "...si guarda alle candidature solo in base all'età e non all'intelligenza". Quindi, mi par di capire, che sia stato trombato non per uno, ma per ben due motivi.



sabato 16 febbraio 2008

 Terreno minato



Dell' Europa tutti si potrebbe dire, meno che abbia una visibilità Politica coesa e forte. Più delle imminenti Elezioni¹ Italiane, più della "Rosa Bianca" e dei rotolamenti di Ferrara, la nostra attenzione dovrebbe volgere verso il Kosovo, dove, domani, potrebbe essere proclamata un'indipendenza che si può definire, in maniera eufemistica, difficile. Gli starscichi di una guerra sanguinosa e feroce sono tutt'altro che scomparsi, innestandosi su una situazione economica gravissima (la disoccupazione è al 49,7%), terreno fertile per le mafie dell'Est, per il commercio di armi e droga. Il tutto in una posizione geografica delicatissima, incuneata com'è tra l'Oriente prossimo e gli stati dell'ex-Jugoslavia che premono per entrare nella UE.

In un contesto in cui è evidente che la questione etnica è basilare, si può trarre la semplice conclusione che, ancora una volta, l'incapacità sostanziale della Diplomazia Mondiale si accompagna al disinteresse della ragione umanitaria. Inviare duemila uomini per tenere a bada le probabili tensioni tra Albanesi e Serbi, su un territorio spezzettato e complesso, nelle sue divisioni anche geografiche, sa tanto di già visto: un qualcosa messo lì per una parvenza d'intervento, ma che, in realtà, produrrà un ancor più marcato isolamento del Kosovo, che di tutto ha bisogno, ma non di un'altra immaginaria linea difensiva bardata di pacifismo.

Se la Russia, in appoggio ai "fratelli Serbi", taglierà (ed appare ipotesi concreta) le forniture di elettricità, riducendo anche gli aiuti umanitari, quella terra martoriata si ritroverà in balia di forze interne che già sull'orlo di una tensione fortissima, potrebbero fare un passo di troppo. Appare lontana l'ipotesi, non di certo favorevole allo stato Serbo, dell'invio di truppe dalla capitale Belgrado a tenere sotto scacco la maggioranza Albanese e la forza di Pace Europea. Anche uno sprovveduto intuisce la pericolosità di tutto questo, tra gli USA e la Russia², di nuovo divisi dalla Jugoslavia, crocevia immancabile della Storia.

Rende attoniti e disorientati l'asservimento della maggior parte degli organi di informazione, ligi nel trasmettere una minima parte delle notizie che potrebbero delineare il quadro per quello che è, disastroso. L'apocalittica visione di una nuova esplosione dei Balcani potrà essere evitata con uno sforzo enorme da parte di questa Europa, così fragile, così divisa al suo interno da temere secessioni in massa tra gli Stati membri. Specchio rotto (quest'immagine continua ad intrigarmi) di una sudditanza evidente, ciò che la UE non ha ancora imparato è il valore dell'indipendenza mentale e politica, del non essere asserviti ad alcuno se non all'idea della costruzione di un Continente coeso, solidale e libero. Libero veramente.

¹: su questo Blog non si parlerà, fino al 14 Aprile, di nessuno dei due schieramenti in Campagna Elettorale. Magari su altri siti amici, ma "Transit" si fa da parte. Tanto si sa come butta da queste parti. O no?
²: i Panda sono in pericolo d'estinzione. I Panda Rossi diventano l'ultimo baluardo contro molte fesserie in giro (questa la capisce solo una persona).

mercoledì 13 febbraio 2008

 Appoggio elettorale (?) e up-date

Lascio un paio di idee per un appoggio elettorale (molto) esterno: almeno si salva la creatività.
Se proprio volete la Card del Mastellone, andate
qui.
Up-date, invece, dedicato al giornalista Barnard, qua
, grazie all'aiuto dell' "Amico del sovversivo".
("Quo" è rimasto a casa influenzato).







Ma serve la traduzione?


martedì 12 febbraio 2008

 Dispenser



Lo famo strano.
La "CEI" contro la scena di sesso Moretti-Ferrari in "Caos calmo". Chissà, si scandalizzeranno perchè in Vaticano lo fanno in un altra maniera.

Spine.
Presentata la "Rosa Bianca". Avrà più spine che voti.

Monopoli.
Berlusconi:"L'Udc scelga. Basta giochetti". Viale della Vittoria se l'è già comprato Lui.

Ultimatum.
Ultima chiamata per l' "UDC" da parte di Berlusconi. Un bel Casini.

Ordine!
Per Zeffirelli, Moretti è solo "...roba di quart'ordine". Bacchetta, il Maestro di Catechismo.

Che bellezza!
"Libero" pubblica una suggestiva foto delle torri del "World Trade Center" in fiamme. Domani un'allegra immagine di Auschwitz in Primavera.

Probabilità.
Se fai sport e non fumi, hai il 54% di possibilità di arrivare a novant'anni. Se, invece, hai i soldi di Berlusconi, si arriva al 120%.

Mai più senza.
Berlusconi si sente "indispensabile", come Veltroni. Il guaio è che lo pensano solo loro.

...ette.
Il 2 Marzo si terranno le "primariette" del PD, Il 14 Aprile finirà, invece, a pugnette.

Esempio.
Per il fisco "Valentino Rossi (adesso cha ha pagato, ndr) deve essere d'esempio per gli altri VIP". Imparino a nasconderli meglio i soldi, vivaddio.

lunedì 11 febbraio 2008

  Ognuno per sè



Si può pensare che il non sapere le cose aiuti a vivere meglio: meno dubbi, arrabbiature, patemi.
Districarsi nell'informazione odierna, si è detto spesso, è un problema molto più ampio di quello che si possa immaginare. Quando abbiamo la "fortuna" di vedere od ascoltare qualcuno che non si fa problemi  nel denunciare l'immoralità (dove "morale" è preso come valore non trattabile) di questo scalcinato paesucolo, nasce in noi un moto di sana, corroborante indignazione. Basti pensare al successo di certi libri del recente passato (uno per tutti, "La Casta"). Eppure il labirintico e a volte pittoresco mondo del giornalismo nostrano non riesce a scrollarsi di dosso la patina di una sudditanza evidente: e quando così non fosse, di certo non brilla per coraggio. Questa lettera, importante (leggetela fino in fondo), di cui sono venuto a conoscenza grazie al prezioso lavoro dell'Amica "Miru", ribalta, ancora una volta, la visione idilliaca che abbiamo di quei tre o quattro figuranti che apparivano un pò meno (un pò) compromessi. Non saprei, ora, come guardare certe trasmissioni che facevano scomparire dalla stanza i presenti, rabbuiati dalla mia incavolatura: posso mica mettere a rischio la pace familiare per questi. Lo dico ben conscio del fatto che ci sono domande a cui nessuno darà risposte, tanto meno, al solito, i diretti interessati. Meglio i cartoni animati: almeno Topolino & Co. sono personaggi di fantasia.

Paul Klee, "Letter Ghost", 1937, Museum Of Modern Art (MOMA), New York.

sabato 9 febbraio 2008

Ditemi...





Ditemi.
Se volete, senza clamori, come si fa con un segreto: oppure direttamente.
Se lo desiderate, tacete, annuite a parte, pensatene un'altra o, semplicemente, dimenticatevene.
Voi voterete?
Voi pensate di andare in una cabina, vecchia di trent'anni, con una di quelle matitine smozzicate (e smangiucchiate da decine d'indecisi o di troppo decisi) a mettere un pò di croci, neanche in fila, su quattro o cinque schede (dipende da dove abitate, neh)?
Deciderete, di Domenica, o, meglio, di Lunedì, che è lavorativo, di sgarfare nel comò per cercare la scheda elettiorale che, pare impossibile, non si sa mai dove finisca? Oppure, se proprio è finita dietro la lavatrice, di farvene fare un'altra?
Non è questione di "chi" votare o perchè, ma proprio del Vostro voto in sè: lo so che è l'unica maniera democratica per cambiare le cose, ma, appunto, che cosa cambierà?
Che ci sia uno o l'altro, al Colle, con questa Legge, con questi lestofanti, sarà un brodino allungato, con peperoncino o con parrucchino non si sa, ma poco conta.
Io m'immagino la brava gente Italiana che non sa che fare, che sbatte la testa contro le bollette (ben più dure di un muro), che paga un chilo di pane anche 3€, che va, in massa, a dare fiducia a persone che se lavorassero per me giusto ai cessi arriverebbero.
Che non hanno saputo fare una, dicasi una, Legge che, almeno, tentasse di illudere il Bue che il giogo non è  imposto a seconda delle simpatie, dei leccaculismi (!) e dell'ignoranza (da cui la disonestà).
Europeista convinto, io: in Irlanda si dice "Dio t'ha dato il volto, il sorriso devi mettercelo tu".
Questi giusto il culo ci sanno sovrapporre.

Foto: "Next Stop G.", fatta me.