sabato 9 febbraio 2008

Ditemi...





Ditemi.
Se volete, senza clamori, come si fa con un segreto: oppure direttamente.
Se lo desiderate, tacete, annuite a parte, pensatene un'altra o, semplicemente, dimenticatevene.
Voi voterete?
Voi pensate di andare in una cabina, vecchia di trent'anni, con una di quelle matitine smozzicate (e smangiucchiate da decine d'indecisi o di troppo decisi) a mettere un pò di croci, neanche in fila, su quattro o cinque schede (dipende da dove abitate, neh)?
Deciderete, di Domenica, o, meglio, di Lunedì, che è lavorativo, di sgarfare nel comò per cercare la scheda elettiorale che, pare impossibile, non si sa mai dove finisca? Oppure, se proprio è finita dietro la lavatrice, di farvene fare un'altra?
Non è questione di "chi" votare o perchè, ma proprio del Vostro voto in sè: lo so che è l'unica maniera democratica per cambiare le cose, ma, appunto, che cosa cambierà?
Che ci sia uno o l'altro, al Colle, con questa Legge, con questi lestofanti, sarà un brodino allungato, con peperoncino o con parrucchino non si sa, ma poco conta.
Io m'immagino la brava gente Italiana che non sa che fare, che sbatte la testa contro le bollette (ben più dure di un muro), che paga un chilo di pane anche 3€, che va, in massa, a dare fiducia a persone che se lavorassero per me giusto ai cessi arriverebbero.
Che non hanno saputo fare una, dicasi una, Legge che, almeno, tentasse di illudere il Bue che il giogo non è  imposto a seconda delle simpatie, dei leccaculismi (!) e dell'ignoranza (da cui la disonestà).
Europeista convinto, io: in Irlanda si dice "Dio t'ha dato il volto, il sorriso devi mettercelo tu".
Questi giusto il culo ci sanno sovrapporre.

Foto: "Next Stop G.", fatta me.