domenica 27 aprile 2008

 The Story of the Ghost




Non esisto. Né carne, né sangue, né veloci ricordi e anni lenti.
Sopravvivo nelle memorie malate, quelle abbandonate sugli scogli d'inverno, che se li porta via il mare rissoso.
Forse in qualche piccolo stralcio di conversazione: una parola che riemerge, a caso, traballante.
In quei momenti in cui buio si trascina verso le ombre leggere, le copre, le avvolge, diventa un tutt'uno con i colori di questi giorni.
Oppure verso sera, all'imbrunire, tra le strade verso la campagna, vicino alle scorciatoie dei bambini, dietro a una bava di vento ancora freddo.
Non disturberò il sonno dei Giusti, ma solo l'insonnia di quelli che le domande se le fanno: non trovano che vaghe risposte, a brandelli.
E tra la polvere dei Libri, quelli amati, poi dimenticati e riscritti, a caso, indicherò una via ai pensieri ed alle azioni da compiere in silenzio.
Non sarò nemico di alcuno, amico di alcuno: una sola scelta, la mia, una sola direzione, quella più ardua.
Diventerò nemesi e pietà, raccapriccio e solitudine, divismo da quattro soldi e coerenza impagabile.
E quando sarò dimenticato, sorriderò, in Pace.
Mi riempirò di silenzio e chiuderò gli occhi.

Iran Do Espirito Santo, "Red Cross Like", 1998, Museum Of Modern Art (MOMA), New York.