venerdì 22 agosto 2008

 The Apparent Chaos Of Blue




Attenzione! "Post" ad alto contenuto di zuccheri e sotto l'Alto Patrocinio di "Bibì".


Mi domando perchè torni nei miei sogni, perchè rendi queste notti così difficili e diverse, perchè ti rivedo, ora che sei lontana di quella distanza infinita che separa chi non si ritroverà. Avevo provato l'illusione che i giorni adesso potessero passare senza il tuo pensiero quasi costante. Che è normale, alleviare le ferite, prima o poi. Soprattutto per chi ne ha procurate, più che subite. Il galantuomo ha fatto capire cose di una certa importanza, ha insegnato a tralasciare quello che non può essere. Eppure continui, lì davanti, a sfuggirmi: io ,affannato, come chi sa che mai più sarà, forse non è mai stato. Bella, però, rimani bella, di quella bellezza che, forse, io solo capivo; veniva dall'imperfezione della tua vita e del tuo carattere, così come era per te con me. Quella bellezza a cui non potevo, né volevo sfuggire, a cui mi aggrappavo in ogni istante, felice od infelice, e che sempre mi riportava alla calma della nostra vita. E sarà per sempre? Dovrò sostenere questo peso ancora a lungo? Da una parte spero di no. Dall'altra il ritrovarti, anche solo così, mi strema e sono contento di essere esausto.

"Love is noise and love is pain
Love is these blues that I'm singing again".

Catherine Yass, "Corridors", 1994, Tate Modern, Liverpool.