giovedì 21 agosto 2008

 Il solito autogol



 

Mi sono sempre tenuto a debita distanza dal mondo del calcio, questo baraccone divertente, ma sproporzionato e francamente un pò offensivo nei riguardi dei "normali" cittadini e lavoratori. Me ne sto alla larga anche perchè pare tirar fuori troppo spesso e con troppe coperture (a tutti i livelli), il peggio dalle persone. I "tifosi" (termine che trovo orrendo) si compiacciono con disarmante facilità di essere talmente appassionati (il che non è certo un male) da andare oltre quello che è un comportamento civile, sfociando fino a degenerazioni delinquenziali vere e proprie. A riprova, ieri, durante i funerali del Presidente della Roma, non si è avuta migliore idea che quella di insultare, inzaccherare e spintonare un dirigente del Milan. Ora, ci saranno pure delle rivalità "sportive", sgarbi mai digeriti, questioni economiche e di mercato dei pedatori, ma erano pur sempre le esequie di una persona. E' a questo che io non ci sto, alle irritanti schermaglie farcite di maleducazione e violenza, buone in ogni momento. Non giustifico, mai.

E tanto per anticipare eventuali rimostranze ed accuse, vi dico che no, non sono un "tifoso": mi va bene così. Se non capisco certi "meccanismi" e se non posso comprendere appieno quale magia si nasconde dentro ad una passione così totalizzante, non vogliatemene: vivo abbastanza bene lo stesso.


Keith Haring, "Untitled", 1988.