domenica 28 settembre 2008

 Perchè in Piazza?








Sabato scorso.
Perchè in Piazza? Per l'impegno, la serietà, il momento Italiano difficile o per la seconda situazione?
Ardua sentenza.
"E' così che si diventa grandi: con le palle appese ad un filo" (conversazione ripresa dal cinema: la vita è uno spettacolo di seconda visione).

venerdì 26 settembre 2008

 Aggiornamenti (e pensieri)



Oggi "Transit" resterà chiuso.
Per aggiornamento.
Non suo, ma del suo "Blogger" (vabbè, io).
Dovrebbe essere una cosa tipo questa.
Impegnativo.
Però... (al di là delle cretinate).
Se anche oggi avete avuto la bontà di passare di qui, pensate, anche solo per un attimo, alla mia Amica Roberta.
E' un anno che non c'è più.
Sapete che non mi piacciono troppe parole, cose messe lì per fare accessi, eccessi, pacchianerie.
Ci sono momenti che non passano e che non si riescono a dire.
Lo ammetto.

(Il post è scritto prima della mezzanotte, ma ho seri problemi con il PC di csa: io non comando, è Lui che si spegne quando vuole).

Colin Self, "Blue Period no.2", 1973, tate Modern, London.

giovedì 25 settembre 2008

 Io penso positivo




A me non piace partecipare nè a matrimoni, nè a funerali. I primi perchè so cosa vuol dire dopo (però si mangia, e questo fas pendere). Ai secondi perchè non riesco ad "entusiasmarmi ad una cerimonia a cui prima o poi dovrò partecipare" (cito). Dato che da qualche giorno c'è questo sito, che esalta un imprenditore pane-pane vino-vino, dovrò abituarmi all'idea che a nozze ci devo andare. Sì, chè nessuno c'aveva mai pensato prima, a dirle queste cose.

Ora, se vogliamo, scriviamone, discutiamone, incazziamoci (sic), evitiamoci, vediamoci, brindiamoci, guardiamoci, ma con un pò di testa.
Non si dica che qui si è di parte per Partito preso. Confronto civile.
A dire cazzate si sta di meno e ci si riempie la pancia.
(E' chiaro che il mio invito non è obbligatorio: possiamo sempre deviare sulla migliore ricetta del "White Russian", e potrebbe non essere male).

Tracey Moffatt, "Telecam Guys 1977", 1994, Tate Modern, London.

mercoledì 24 settembre 2008

 Happy Birthday, Bibì! (38)




E che non diventi un'abitudine, chè per le date sono bravo quasi come quando mi fanno domande di fisica nucleare.
Però oggi la
Bibì compie gli anni.
Siccome io, almeno in qualcosa, sono fortunato, Lei è una di quelle che io definisco "belle persone" (*).
Siete in molti, e questo, se permettete, è consolante.

Perciò, cara Amica, Auguri. Di cuore.
Continua ad essere così ironica, così colma di gioia di vivere e lascia che io ogni tanto t'invidi, per questo.
Ho bisogno di imparare, sempre. E tu qualcosa m'insegni, credimi.

(*): è anche per questo che ho ancora un Blog.

Peter Phillips, "The Entertainment Machine", 1961, Tate Modern, London.

martedì 23 settembre 2008

 My Old School




Giovedì scorso (ne scrivo ora, per i noti, alcolemici motivi) ho volantinato davanti alla scuola "primaria" di mia figlia. Non è stata solo una scelta Politica personale, contro una riforma che ritengo, in molti dei suoi aspetti, sbagliata, ma anche una maniera di mettermi in gioco come genitore, senza nascondermi, senza delegare, cercando un dialogo sopratutto con le madri ed i padri degli alunni. Credo che la maggior parte delle persone che ho incontrato, almeno quelle che non facevano finta di non conoscermi, abbiano compreso l'importanza di questo momento per la scuola Pubblica Italiana.

Due giorni prima, alcune maestre della stessa scuola avevano manifestato la loro contrarietà alla riforma presentandosi al lavoro con il lutto al braccio: segno tolto non appena sono iniziate le lezioni, per non creare disturbo ai bambini. Al di là delle reazioni, anche scomposte, dei giorni successivi (di cui non parlo, perchè sono in atto ancora azioni di comprensione dei fatti), è da rimarcare la presa di posizione di due Consiglieri Regionali del "PDL" che hanno ritenuto opportuna un'interrogazione al Consiglio stesso, nella quale si chiede di licenziare coloro che hanno protestato in tale maniera. Per loro è stato un atteggiamento chiaramente Politico, lesivo della tranquillità e della dignità degli alunni.

Non credo serva a molto ricordare che nella nostra Costituzione (mi pare che sia ancora in atto), la Scuola pubblica è garante fondamentale anche per affermare i moderni diritti di cittadinanza e Libertà. A questo punto, i segnali di uno strisciante ritorno a regimi temo dittatoriali e meschini sono inequivocabili. Tremo al pensiero di una scuola ancora più derelitta, abbandonata a se stessa, senza mezzi, senza risorse per poter affrontare una società violenta, affatto tollerante e non ancora disposta all'integrazione. A favore, ovviamente, dei più abbienti, che credono che pagando i problemi dei loro figli non esistano.

Tra le prossime mosse del Governo ci sarà lo sconto sull'olio di ricino per tutte le famiglie Italiane.
Regolarizzare si sa è importante.
E per digerire certe cose un aiutino ci sta.

Franck Auerbach, "Working Drawing for Primrose Hill", 1968, Tate Modern, London.

venerdì 19 settembre 2008

 Intelligence Is Relative




In questi giorni sarò un pò assente.
In e con vari sensi.
La spiegazione la trovate
qui.
Ho sempre considerato l'esperienza sul "campo" fondamentale.

Patrick Caulfield, "Wine Glasses", 1969, Tate Modern, London.

martedì 16 settembre 2008

 Il Poeta dei marziani


Se la lingua è aspra, se il tuo Mondo è una montagna nebbiosa, difficile vivere di parole. Difficile poter dire , poter fare, poter uscire. Se la mente non t'aiuta e se ne va per suo conto, ancor di più. Federico Tavan è il matto: quello del Paese, ma anche quello della Poesia, che nasce dentro a quei meandri che solo Lui conosce. Una Poesia di terra, di sassi, di urla, di strepìti. Tavan piace, perchè sembra un guitto, quando sputa quelle parole così indecifrabili, strette in un dialetto ostico e quasi perduto. Tavan è eccessivo, istrionico, ma anche sfruttato in un'immagine che non rivela la sua persona. E' anche malato, proprio nel fisico, oltre che nella testa. Da due anni, smagrito, dal viso cambiato, è ricoverato in un Istituto: da solo, con la pensione di invalidità, non ce la fa. Tempo ce n'è poco: si sono mobilitati in tanti, di quelli che pesano, per fargli avere la Bacchelli.

Di quanti soldi buttati leggiamo ogni giorno. Eppure, per chi ha solo la propria Poesia per sopravvivere, tutto (proprio tutto) diventa ostacolo insormontabile. Se questi quattro spiccioli arriveranno, non sarà un atto dovuto, ma un gesto di intelligenza. Ah, cosa rara, di questi tempi.

Tavan parla di navi spaziali, di marziani, di sè e delle sue paure, di buio e alberi, d'acqua.
Per la Società è finalmente un grande scrittore, pur sempre matto, comunque.
Ed io so che i pazzi, invece, siamo Noi.



Offrimi un caffè

Di montagne di silenzi
di poesie del cazzo
di donne che non mi hanno voluto
di '68 che non ho fatto.

Di montagne di amici
che non mi hanno più scritto
di suicidi non venuti bene
non mi resta niente.
Mi sono solo un po' ingrassato.

Offrimi un caffè.

Federico Tavan


 






Ringraziandovi per il vostro interesse, vi lascio qualche link su Tavan.

"Cràcele cròceles", ed. Olmis, 2003
(andate nella sezione catalogo, poi sez. "Olmis").
Link.

"Augh!", Biblioteca dell'immagine, Collana "Chaos".
Link.

E' attualmente in corso un omaggio fotografico (con catalogo) a Federico Tavan a Pordenone.
Link.








sabato 13 settembre 2008

  Settembre

"The sun shines high above
The sounds of laughter
The birds swoop down upon
The crosses of old grey churches
We say that we're in love
While secretly wishing for rain
Sipping coke and playing games...
September's here again".

Ogni Settembre, prima o poi, tornano queste parole. Sempre le stesse, come la prima volta che le ascoltai, più di vent'anni fa. Ogni cerchio, prima o poi, si chiude. Ogni frase può perdere od acquistare significato. Ogni istante può cambiarci ed ogni vita neanche sfiorarci. Ogni senso può essere ribaltato ed ogni incomprensione può scomparire. Ogni nome può essere gridato ed ogni sconosciuto può essere accolto senza domande. Ogni giorno può essere solo una lunga lista di ore vuote ed ogni minuto si può cambiare il posto alle stelle.
Ogni volta può essere domani.

(Grazie a l'editor. Uh, che meraviglia...)


 







mercoledì 10 settembre 2008

 La vita segreta





E' perfettamente inutile prendersela con giornate come questa.
Il sapore non va via e si acuisce, invece.
Se, a valanga, tutto si trascina insieme al prima ed al dopo, l'unica cosa vera da farsi sarebbe farsene una ragione e guardare al domani.
Perchè piangersi addosso non è uno spettacolo d'attrazione.
Invariabilmente le cose si pensano e non si fanno.

"È proprio da finale di carriera
accompagnarsi a donne di medesima statura
tentare d'essergli coatto al cuore
per vedere se c'è tempo ancora
oppure non farsi più trovare
è ferire e incassare..."

Questo Blog sta diventando troppo personale.

Clive Barker, "Zip", 1965, Tate Modern, London.

martedì 9 settembre 2008

 Cent'anni di solitudine





In The Morning You Always Come Back. 


Lo spiraglio dell'alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.
Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell'alba
sulle colline scure.
Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell'alba
sommergono le case.
La città abbrividisce,
odorano le pietre ‒
sei la vita, il risveglio.
Stella sperduta
nella luce dell'alba,
cigolio della brezza,
tepore, respiro ‒
è finita la notte.
Sei la luce e il mattino.

(20 Marzo 1950).

"Verrà la morte e avrà i tuoi occhi", Einaudi, 1951.

Ho "riaperto" i commenti: pressioni, pressioni, pressioni (e meno male, mi sa). Però non chiedetemi ancora di seguire tutto. Non sono giorni facili.


 


lunedì 8 settembre 2008

 Night and Day



"Ci sono notti che non accadono mai".
(Alda Merini)

E forse anche dei giorni.
Che nascono con il mal di stomaco che conosci bene.
Giorni e notti che si dovrebbero accantonare.
Se fosse semplice.

Edward Hopper, "Night Windows", 1928, Museum Of Modern Art (MOMA), New York.

venerdì 5 settembre 2008

 La zoccola duro



Ultimi fuochi d'estate, in pruriginosa salsa Provinciale. Tre eminenti rappresentanti della Borghesia locale, un avvocato, un albergatore ed un imprenditore si danno da fare affinchè un noto (anonimo, comunque) politico di "FI", quando scende in città, sia  soddisfatto. Insomma, venga, in tutti i sensi, volentieri. L'avvocato procurava le "escort" [sic] via Internet, l'imprenditore cacciava la parcella e quell'altro offriva il "bed and breakfast". Giù titoli, indiscrezioni, grattatine: una delle ragazze, si scopre, è autoctona, più che bella direi banalmente evidente. Oggi, paginone intero d'intervista: si sappia che si parte dai 200€, per arrivare ai 1000€ (chissà che roba...). Contorni di sogni televisivi, un pò di melodramma e di sana praticità gestionale. Uno spazio così neanche se ci fosse stato George Clooney beccato con bianchetto in Piazza. L'avvocato non può essere indagato, a detta dei colleghi, perchè cercar donnine vere sulla rete niente ha che fare con la sua professione: quell'altro non sa che nel suo albergo ci passano le "pretty woman" e il solerte imprenditore fa figurare il tutto come rappresentanza.

Robetta, che assurge alle nove colonne perchè è meglio pensare che i nostri politici e "vip's" sono dei simpatici puttanieri estivi, piuttosto che dei miseri omenuncoli. Così tutti felici: il popolino ridacchia e vagheggia saldi invernali a metà tariffa, che son tempi duri.

Joe Tilson, "He She and It Il", 1970, Tate Modern, London.

mercoledì 3 settembre 2008

 Dispenser



Ops!
D'Alema cade dal canotto. Tramortito lo squalo sottostante.

Monnezza.
Molto rumore per le gesta domenicali degli Ultrà Napoletani. In fondo sono solo 1500 sacchi di monnezza che erano rimasti per strada.

Controllate.
Fini apre al voto agli immigrati. Chiesto per Lui il test dell'etilometro.

La Storia siete Voi.
Berlusconi riscrive la Storia in una collana di DVD. Digital Vaccate Disc.

Airbags.
A 50 anni la Parietti si spoglia e chiede d'essere il testimonial sulla sicurezza stradale. Argomento della campagna: airbag frontali.

Uno e trino.
I Vescovi bocciano l'ipotesi del maestro unico. E sì che "l'uno e trino" da quelle parti è ancora in voga.

Poveretti.
Prodi s'occuperà di relazioni con i Paesi del Terzo Mondo. Noi a questi li odiamo proprio.

Entrate, entrate.
La Regione Lazio chiede di entrare nella nuova Alitalia. Speriamo ci sia l'uscita di sicurezza, dopo.

Indivisibili.
I legali di Berlusconi: "Premier e persona inscindibili". Non si capisce dove inizi la furberia dell'uno e finisca quella dell'altro.

Influenza.
Putin è l'uomo più influente del Mondo. Due bombe qui, due là e si scalano le classifiche.

Interpretazioni.
D'Alema sveglia il "PD": "Diamoci una mossa". In realtà c'è un errore di comunicazione: ha detto "Scaviamoci la fossa".

Caccia all'errore.
Tra gli intellettuali a favore del parcheggio al Pincio, a Roma, anche Carlo Vanzina. Trovate l'errore nella frase.

martedì 2 settembre 2008

 L'ultima fortezza?



Parlando di "responsabilità civile", nei commenti di qualche giorno fa, è decisamente emersa l'avversione dei più (o, almeno, di chi ha gentilemente commentato) verso l'apatia degli Italiani, presi in massima parte, mai nel complesso. Questa inerzia, rivolta ai problemi più pressanti del Paese, non mi appare cosa nuova, come affemato: è lo specchio di un modo di pensare rivolto all'orticello, mai alla totalità del campo coltivabile. Seppur vero che "la Legge non ammette l'ignoranza", questa ignoranza esiste, voluta, praticata e, se non cercata, nemmeno rifiutata. Pensare che possa servire far intendere che ognuno di Noi è responsabile, alla fine, dello sfacelo, è ostacolo che non riesco a superare da anni. Mi trovo in linea con le affermazioni di molti di Voi, con le citazioni ed i dati, ma resto fermamente convinto che la minoranza attiva di coloro che non si fermano all'immagine del "TG" sia considerata vieppiù una sorta di anacronistica guarnigione a difesa di una Fortezza a cui non arriveranno mai più i rifornimenti.

Certamente troppo pessismistica come visione, questa mia non voglio che appaia come una sorta di resa, mentale, in primo luogo. La complicità indotta della "massa" (termine un pò volgare e sfuggente, ma che rende almeno l'idea), si sa, è benvoluta e finanche incoraggiata. Da chi? Da coloro che hanno capito da molto che la cornice fa la differenza, non il quadro. In questo, pur compatendo moltissimo chi non ha l'animo di definire ed articolare il proprio disagio, anche solo a livello dialettico (e quindi di crescita, dato che vi sono degli interlocutori), ne ammetto l'influenza, l'erosione della legalità e l'avanzamento della svogliatezza e del pensiero posticipato. Dò fiducia, ancora, alla rete ed alla sua funzione d'incontro e sollecitazione, ma mi chiedo, giornalmente, a cosa serve, se il deserto morale avanza, benedetto dai Soloni della funzionalità egocentrica dell'individualità intesa come mutismo. Alla fine l'orizzonte degli eventi sarà guardato solo da poche, stanche sentinelle: fino all'ora del cambio?

Richard Hamilton, from "Release Stage Proofs - Stage Proofs 3", 1977, Tate Modern, London.

lunedì 1 settembre 2008

 Paura mai



Ed allora dovrei chinare il capo?
Dovrei accettare la tua Vittoria e renderti in parole il sangue sparso?
O dovrei ammettere di esserti stato inferiore, in tutto?
Forse dovrei solo credere, credere, credere.
In me, in te, in quello che siamo ed in quello che siamo stati.
Come serbare solo la bellezza dei ricordi e togliere l'amaro dalla tua bocca.
In questo, sì, dovrò impegnarmi.
E la paura, una volta tanto, la dono a qualcun'altro.
Se serve, ne ho una bella scorta da parte.