sabato 6 dicembre 2008

 Una scuola da Dio



Post semplicistico e di parte: non dite che non ho avvisato.

Potere della paura dell'Inferno. Questa potrebbe essere una spiegazione per una cosa così. Giù semplice, la metto. Non è affatto vero che si debba parlare di parità. Se io voglio che mia figlia vada ad una Scuola Cattolica, annessi e connessi, pago, tutto. Chiuso; non ci vuole Luttwak per arrivarci. Siccome, però, mia figlia è cittadina Italiana (me ne farà una colpa temo, prima o poi), chiedo una mano. Allora io Stato, che debbo tutelare in primis i credenti (sopratutto quelli ricchi), dico "sì sì". Di là della strada non hanno neanche i soldi per le pulizie (ve la documento, questa, se vi sconfinfera); di qua roba fina e crocifissi anche nei bagni. Non una lira (€) a questi, sia cristallino: voglio qualcosa di meglio, qualcosa di più, me lo accollo, oneri ed onori. Perchè se uno Stato è civile privilegia, in tutto e per tutto, la Sua di scuola, non quella altrui (peraltro sta nella Costituzione: qualcuno se la ricorda la Costituzione?). Si vendessero Santi e Madonne, che quello Stato lì, che non fa parte neanche della Comunità Europea, mica è più bello degli altri. O forse mi sbaglio. Magari è solo che ha capito come menare la viola e suonare dei gran concerti ad una massa di imbecilli.
Applausi, ma non troppo che nei teatri pubblici non so come son messi, i soffitti.

Stan Douglas, "Quinta Rosario/"Fructuoso Rodriguez" Secondary School, Vedado", 2004, Tate Modern Collection, London.