giovedì 29 gennaio 2009

 La 25ª ora



L'ora che non esiste.
La venticinquesima.
L'ora in cui si raggruppano i sogni che non hanno perforato la corazza del giorno di lavoro, dell'insofferenza e dell'apatia, in cui c'è il tempo per concludere un discorso che se ne stà lì, monco e insolente, per chiedere ed avere una risposta.
L'ora che completa le altre, che le rende più piene, ma anche più libere: quella che termina con la speranza di un bacio, di uno sguardo.
L'ora che traghetta il cuore verso un nuovo inizio e lo scordarsi la fine.
L'ora che ci restituisce agli altri, che si riflette in Noi.
L'ora senza sole e senza luna, che gioca con le ombre e che allunga i minuti.
L'ora di ritrovare un pezzo del mosaico e completare il quadro.
L'ora da fumare via e da respirare sorridendo.
L'ora che non finisce quando termina, ma che ci ridà tempo.
L'ora che ammutolisce e grida, che guarda e ferisce.
L'ora per tutti quelli a cui non diamo neanche un minuto.
L'ora del nostro essere insieme.

(Si vede che non sto bene, vero?).