mercoledì 18 febbraio 2009

 Un'anima divisa in due



Adesso ha veramente poca importanza che Veltroni se ne sia andato. Interpretazione dei segni (e dei sogni): tre prove sono una certezza. Tre sconfitte, un segnale inequivocabile. L'idea del "PD" rimane valida, nell'assunto e nella costruzione. Però, una casa ha bisogno prima di tutto di un progetto chiaro: le porte non possono essere di misure "varie". Probabilmente Veltroni pensava che una politica diversa potesse nascere dall'unione di più visioni: non è così, non adesso, non ancora. Prima o poi, dal guado, bisogna uscire e scegliere una sponda, magari arida, ma più solida. Non si deve, non si può, una mattina essere per il sì, e dopo pranzo per il no. In tempi d'incertezze assolute, almeno agli elettori va data la chance di pensare che una sola, magari piccola, ma resistente convinzione la si ha.

Con un Premier le cui parole, ormai, non sono neanche più scandalose, ma solamente avvilenti, per povertà ed ignoranza, si aveva il dovere di affondare, d'osare, non di cincischiare e traballare. Il "Pd" deve uscire, adesso, con l'idea che fare opposizione non è a corrente alternata, non è dare un colpo alla croce ed uno alla laicità: o ci sei o ci fai. Quegli altri, intanto, se la suonano e se la cantano, ben consapevoli d'aver molto su cui riflettere, ma di non darlo a vedere. L'apparenza, e lo sappiamo, è più forte della sostanza, anche perchè se la sostanza è incolore, insapore e non pizzica neppure, almeno ci si rifà gli occhi.
In bocca al lupo al "PD", augurandogli di vedere meglio le trappole della propria cautela.

Joe Tilson, "Four Elements - Mudra", 1972, tate Modern Collection, London.