martedì 10 marzo 2009

 Fatti non foste...




Dibattito in radio. Marini e Fassino annaspano, incalzati dagli ascoltatori: più che sentire se Franceschini rimarrà Segretario, sono interessati a capire cosa voglia essere il "PD" da grande, dopo essere caduto dal seggiolone. Ci si incapponisce, con buona pace dei politici presenti, sulla dicotomia laico-cristiana, sull'appartenenza. E' uno sbarramento piuttosto infastidito, quello dei due ospiti: sembra quasi che questo problema delle due anime sia una cosa a cui si dà eccessiva visibilità. Insomma, il "PD" deve essere necessariamente (richiamo ai valori) una casa ove vige l'assoluta Libertà di pensiero e, sopra altre considerazioni, di coscienza. Dall'altra parte del filo, giù critiche.

Il tutto potrebbe sembrare capzioso, se non fosse che questo "PD" è, all'oggi, l'unica forza di opposizione con un minimo di numeri per farla. Diventa importante capire chi, cosa e come. Aleggia questo vago sentore di muffa vetusta, con cui si deve mettere in cascina il fieno di coloro che di appartenere alla "DC" (chiamatela come volete: "UDC"?) non possono più vantarsi o non vogliono. Così finendo per scontentare tutti, su temi divenuti, volenti e sopratutto nolenti, importanti per misurare la propria forza. Continuiamo inebetiti e un pò sorridenti a chiedere un partito laico, venato di coraggio e di sangue linfatico di Sinistra, quando questi da quell'orecchio fanno finta di non sentire.

Gli orfani chiedono asilo, ma non gli piace quello che si deve mandar giù. Cose come quella di Firenze sono segnali che quegli ascoltatori sono impelagati in un bel rebus: si può fare? Io ribadisco di no, che alla fine deve prevalere, a costo di togliere il sale dalla zuppa di qualcuno, una linea unica. Non è più tempo del Partito Padrone, ma si è visto (la meniamo da mesi) che l'utopia delle due facce della stessa medaglia non regge. E' che la paura di perdere i voti si rivela un antidoto assai efficace ad ogni tipo di avvelenamento da imposizione di una linea, possibilmente retta. Perciò si ondeggia e si scontenta, nell'attesa di un avvento improbabile. L'avvento del coraggio.

Sir Max Beerbohm, "British Stockand Aliene Inspiration", 1849-1917, Tate Modern Collection, London.