martedì 21 aprile 2009

 Eyes Wide Shut




Io non ci vedo molto: per quello ho gli occhiali, ovvio. Sentire, però, ci sento: eccome. Il gracchiare dei corvi sulla crisi che adesso si trasformano in usignoli della speranza. E giù anche con le rondini, che non faranno tutta 'sta primavera, ma son simpatiche. Siccome a qualcuno (a molti) questa crisi fa comodo, l'ottovolante lo si colora a seconda delle necessità. Solo che il biglietto si paga prima di salire e non c'è posto per tutti.

Siamo in crisi da sempre: quella Politica, quella morale (hai voglia...), quella dei consumi, del sesso, delle relazioni, dell'uso da Internet. Una crisi per qualsiasi desiderio. Solo che questa, questa di cui si parla di continuo, ti lascia le tasche vuote: allora è la madre di tutte le crisi. Anche perchè quelli "che sanno" spingono la realtà come gli pare: un punto in più di esportazioni e viene l'arcobaleno.

A questo punto consiglio visite oculistiche accurate a tutti: basta andare in qualunque "CAF", o dal vostro commercialista (belli, li avete) e vedere come stanno in realtà le questioni. Pagare tutto e restare davvero senza nulla. Non spargete, però, pessimismo o, meglio, realismo. Non si fa e non si deve neanche pensarlo. Siate ottimisti, con i fondi di bottiglia sugli occhi. Il prosciutto costa troppo.

Joe Tilson, "Cut Out and Send", 1963, Tate Collection, London.