venerdì 30 dicembre 2011

12 pensieri prima del 2012





Dodici pensieri assolutamente sparsi. Sarebbero uno per mese, ma senza alcuna connessione precisa, in realtà, con questi giorni passati. Chiudiamolo qui, quest'anno. E' meglio. Happy New Year. Stay tuned.


Berlusconi e cricca.
So benissimo che ci sono ancora, che continuano ad insultare l'intelligenza altrui, ma almeno non vederli ogni cinque minuti è già qualcosa. Finiranno sui libri di storia, ma speriamo che, per quella volta, tutti usino i gli e-book.
Eluana (che poi non c'entra).
I coglioni sono come i funghi: crescono dappertutto. Adesso la polemica è sul film di Bellocchio e i finanziamenti negati dalla "mia" Regione. Giuro, se non li trova, apro io una sottoscrizione. E se avanza qualche euro compro una pala ed un piccone per un po' di "politici" del Friuli, che è ora che zappino.
Monti.
Sì, è vero: mi ha deluso e ha fatto sì che qualche fenomeno mi abbia preso per il culo. Le tasse le pagherà anche lui, ed io non godo. Almeno mi consolo con una persona che sa l'Italiano e non va a puttane. A questo siamo ridotti.
Calcio-scommesse.
Facciamola corta e molto terra-terra: per i giocatori coinvolti, radiazione a vita (non possono giocare neanche nel cortile di casa) e per le squadre, se colpevoli, retrocessione di due categorie. Il resto sono chiacchiere per quelli di "Sky Sport 24".
Hormuz.
Francamente preferirei andarmene per una previsione Maya che per un pezzo di mare, pure brutto.
Osama Bin Laden.
Che non stia facendo compagnia ai pesci, lo sappiamo tutti. Se è vivo, è il più grande giocatore di nascondino della storia: se è morto, meglio.
Olimpiadi.
E' l'anno di Londra. Chissà se sarà anche l'anno per vedere delle Olimpiadi che sappiano solo di sport e non di doping.
Le cinque chiaviche musicali.
Non riesco mai a fare una classifica dei dieci dischi migliori dell'anno, per me. Però è più facile trovare cinque chiaviche che non dovete comprare neanche in saldo: i dischi di Peter Gabriel, James Blake, Lou Reed & i Metallica, Fleet Foxes e uno a scelta tra Venditti e qualsiasi cosa abbia fatto Lady Ga-Ga (se mai ha fatto qualcosa).
Neutrini.
Pare possano essere così veloci da arrivare ancor prima di partire: come mi dice mia moglie, insomma.
Primavera Araba.
C'è da sperare che questi fiori di Libertà smettano d'essere innaffiati con il sangue della povera gente.
2011.
Un bell'anno di merda, non c'è che dire. Ne abbiamo viste e provate di tutti i colori. Quindi, che vada a farsi fottere, senza nessun rimpianto.
2012.
Che sarà di noi e del nostro portafoglio? Chi lo sa. Allenatevi alla corsa e imparate bene l'Inglese: con quello si gira il Mondo. E comunque gli Europei non li vinciamo.

mercoledì 28 dicembre 2011

Eh... caffè, caffè.


Chissà come sarà scrivere da un Internet Cafè. Sperando non costi troppo e ce ne siano. Più probabile un Internet Point.
Mi porterò le salviette disinfettanti.

lunedì 26 dicembre 2011

Delinquenti legalizzati









Ho sempre detto, anche in tempi meno sospetti, che le Banche sono Associazioni a delinquere Organizzate. E guardate i tassi d'interesse e le spese di gestione, se vi va di non crederci. Il tutto suffragato da episodi come quello di pochi giorni fa. Bello bello (e come se no?) me ne vado in Banca (non vi dico quale; vi basti sapere che ha la scritta multicolor) a cambiare due assegni della mia Assicurazione. Emessi dalla Banca stessa, peraltro. Primo impatto: il tipo “Informazioni alla clientela” mi fa: “Non siamo mica convenzionati con questa Assicurazione”. Giramento di balle numero uno: testina, c'è il marchio di chi ti paga o sei orbo senza cura? Mi indirizza dal “collega”. Il collega mi fa: “Non c'è problema”. Bene, torna il sole dietro le nubi. “Mi dà due documenti?”, “Prego?”, “Sì, due documenti: per cifre del genere chiediamo due documenti” (NOTA: non si sta parlando dei soldi per comprare un Canaletto, ma per pagare il pittore che mi verniciato i muri: quisquiglie, insomma), “Guardi, ho la carta d'identità...”, “Mi dia anche la patente”, “Non ce l'ho qui...(volevo dirgli che per andare in Centro io uso l'autobus: sono uno dei due cretini, che vuoi, e che la patente sta nella giacca che uso per andare al lavoro: si può, no?)”, “Allora il passaporto...”, “?...(e sì, io vado a Phoenix un giorno sì e uno no e l'ho sempre con me)”, “Oppure un porto d'armi...(ecco quello sì; così potrei sparare alla faccia di cazzo che si inventa queste stronzate)”, “Mi scusi, ma ho solo la carta d'identità”, “E la patente?”, “Ma saranno cazzi miei dove sta, o no? (questa non gliel'ho detta)”, “Ho capito, vado alla mia di Banca”, “Come vuole, buongiorno”, “Vaffanculo”.
Ora, un paio di considerazioni. Mettiamo che fossero due assegni per mia madre: non guida, il passaporto non sa (forse) neanche cosa sia, di solito spara solo al poligono il Martedì mattina alle 11.15 e solo ad aria compressa. Che avrebbe dovuto fare? 
Non vi viene da pensare, come a me, che questi imbecilli se andate sotto di 50€ sul conto vi telefonano minacciandovi di parlarne alla Questura, ma se devono scucirvi due lire si inventano delle cose a dir poco allucinanti per non darvele?
Non venitemi a parlare di “regole” e “pazienza”. Le prime sono fatte per fottere solo la gente onesta e la seconda, per oggi, è finita.

sabato 24 dicembre 2011

Buone Feste



Non essendo propriamente un Blog personale, questo, non facciamola troppo lunga: credo che questo, per me, sarà un Natale (e tutto quello che viene dopo) pessimo, ma non importa, non a tutti ed è giusto. Passate Voi delle belle feste. Sopratutto dite sempre a chi vi sta accanto quanto bene gli volete.
Love on Ya.

venerdì 16 dicembre 2011

Lettera a Napolitano




Egregio Presidente,
la mia stima per Lei è fuori discussione: probabilmente sono uno dei pochi che la rispetta anche per il suo passato politico e che non ha mai messo in dubbio il fatto che ha cercato di svolgere il suo mandato con equità e discernimento.
Però, Sig. presidente, in questo momento così intricato ed amaro, in cui giustamente rimarca che "... chiede sacrifici agli italiani di tutti i ceti sociali, anche agli italiani dei ceti meno abbienti" , non posso fare a meno di domandarmi se si è capito che queste persone i sacrifici li hanno sempre fatti, anche e sopratutto in tempi non sospetti. Viviamo in un Paese che perdona, sempre, chiunque e per qualsiasi cosa. Siamo inquinati da "lobby" di ogni tipo (dai farmacisti ai venditori di ghiaccioli, passando per i taxi e chissà che altro), da "politici" che a essere benevoli possiamo definire discutibili, da risse volgari ed insultanti ad ogni livello, da ignoranza, corruzione e tanta, ma tanta evasione fiscale. Con tutto ciò, gli onesti ed i poveri (questo si deve scrivere, non "ceto meno abbiente") che devono fare? Quello che hanno sempre fatto: sostenere tutta la baracca. Mi si permetta, Sig. presidente, di essere stufo, facendo io parte di questa massa, di vedere quello che mi sta intorno, di non sopportare più privilegi ed arroganza, albagia e menefreghismo. Qui stiamo sulle spese, per usare un termine da economia spiccia. Vede, se la mentalità fosse diversa, se ci fosse la volontà reale di cambiare faccia all'Italia, non servirebbero proclami, richiami, ipocrisie continue. E' questo il nodo, Sig. Presidente: l'Italia non vuole cambiare. Una certa Italia vuole continuare a strafare, a straparlare, a strarubare, certa com'è che i tanti che da sempre sono onesti e che non si possono permettere neanche un euro di distrazione, saranno lì, immobili nella loro realtà di patimenti, sofferenze e dolori. Tutto questo non è più accettabile, Sig. presidente: non è più ammissibile. Volete che vi diamo anche la dignità, anche il poco di fierezza che ci è rimasto? Prima che si sappia quanto valgono, in soldoni, queste cose.
Con deferenza,
Mattioli Daniele

giovedì 15 dicembre 2011

Natale realista



Per i Maya al 2013 nemmeno ci arriveremo: sarebbe l'anno in cui, qui, si perderanno altri ottocentomila posti di lavoro. Per ora, ed è colpa della Grecia (Passera docet), siamo già in recessione. Chè non ci voleva un genio per capirlo: basta fare un giro per i negozi di qualsiasi città. Intanto Marchionne, uno degli ultimi difensori della patria, si aspetta che la "Panda" da sola faccia passare in cavalleria un accordo industriale degno di una novella di Dickens e che pari il sedere per qualche annetto alle future iniquità lavorative  e sociali (e anche qui si può fare a meno dei Professori). Insomma, facciamo da Noi, che, tanto, nessuno ci aiuterà, come al solito. Forse servirebbe davvero dell'ottimismo, ma scarseggia: siamo pieni di "cupe vampe" che, però, non riscaldano per nulla.
Il realismo addobberà gli alberi di Natale.
Saranno decorazioni molto povere.


[L'immagine è di Mauro Biani]

mercoledì 14 dicembre 2011

Dispenser





Che Dio li aiuti.
Parte una nuova "fiction" poliziesco-religiosa, in cui una suora non si fa i cazzi suoi. Proprio come i religiosi veri.


Declassamento.
Alla notizia che il "super-ospite" di sanremo, sarà Celentano, "Moody's" ha immediatamente declassato l'Italia a "A--".


Isterismi.
La Mussolini definisce il pianto della Fornero "isterico". Proprio come lo era il nonno.


Aggiustamenti.
Il Governo Monti aggiusta la manovra: adesso è autorizzato anche l'uso della mano sinistra per pararsi il culo.


Chi no, chi sì.
Arresti di appartenenti ai gruppi neo- fascisti a Roma. Ancora intoccati quelli che "lavorano" in Parlamento.


Bonus.
Firmato il nuovo accordo Sindacale in FIAT. Con la tredicesima, gli operai riceveranno una corda per impiccarsi, ma è una libera scelta.


Business della Madonna.
Operaie sfruttate a sette centesimi il pezzo per confezionare i rosari venduti a 20€. Gesù non ha scacciato ancora tutti i ladri dal tempio.


Corona di spine.
Corona socila: vuole lavorare alla "Croce Rossa": l'organizzazione ha chiesto l'aiuto dei caschi blu.

lunedì 12 dicembre 2011

Appunti del Lunedì


  • I Sindacati se ne vanno da Palazzo Chigi con il prevedibilissimo pugno di mosche in mano: sciopero sia. Landini, che forse non è andato ad Harvard, dice che "...non occorre studiare vent'anni per fare una patrimoniale". Mi sa che sentire la verità fa sempre voltare la faccia dall'altra parte.
  • Centomila donne, in piazza, ieri a Roma. Come sempre per prime, come sempre con l'intelligenza e l'ironia. E stavolta senza satrapi da filmetto hard a fare battute idiote. Spero proprio che il Mondo sia loro, domani.
  • Quando uno è Parlamentare sappiamo, ormai, che non è migliore di coloro che fanno parte della pletora di imbecilli che girano per strada. La "battuta" di Scilipoti (sic) sull'Onorevole Concia non è da idioti: è solo un mettere in piazza la propria miseria intellettuale. Compatiamolo e tagliamogli lo stipendio: a gente così farebbe bene una lobotomia, a spese proprie.
  • Mi chiedo come mai quando ci si inventa uno stupro, come a Torino, si dia la colpa sempre a degli stranieri. E' proprio vero che quando siamo smarriti, impauriti e senza un soldo, colpiamo chi sta peggio di noi (e c'è sempre chi sta peggio, sempre). Lo scopo è raggiunto, da tempo: ci dobbiamo auto-eliminare, per lasciare spazio a quelli con i soldi. Cadiamo nella trappola.
  • Mi godo il primato dell'Udinese in classifica. Nel casino totale che ci circonda, orgoglioso della mia terra, per un minuto mi permetto di pensarci. Spesso gli stereotipi sono più facili da usare e noi Italiani, regione contro regione, siamo maestri di questa discutibile arte. Però si vince anche con il lavoro e senza proclami. Provassero a rifletterci, quelli che "contano".
  • 42 anni dopo, ricordiamo Piazza Fontana. Ricordiamo uno dei tanti, troppi, imperdonabili buchi neri di una storia infame, che non sappiamo illuminare di verità. Mi vergogno.

venerdì 9 dicembre 2011

Disequità



E' ingiusto, per principio, generalizzare, sopratutto se si parla di soldi. Recentemente ho letto spesso che non lo solo la Chiesa Cattolica (come istituzione terrena, ovviamente) dovrebbe adeguarsi al periodo nefasto che stiamo vivendo, contribuendo con il pagamento delle tasse sugli immobili (almeno quelli che rendono), ma che ciò si deve applicare anche ad altri Enti, benefici o no-profit, che godono della stessa esenzione. Mi pare scontato, ma doveroso, sottolineare come ciò sarebbe equo, almeno per quello che riguarda l'idea di fondo di uguaglianza di cui ci si riempie i discorsi, perfino per strada. Non essendo economista, nè giurista ed ancor meno politico (quelli sanno sempre tutto, pare impossibile) mi affido solo al ragionamento spiccio che chiunque, oggi, non deve sottrarsi ai sacrifici (le vedete le mie lacrime?) che vengono imposti alla maggioranza di noi, se non altro per una questione morale, se vogliamo. Questo paese ha sempre viaggiato a diverse velocità e con differenti livelli di protezionismo. Se sul piano personale questo accanimento contro la Chiesa non mi infastidisce più di tanto (anzi), devo anche ammettere che fare le crociate a senso unico non va troppo bene. Pretendere un esame di coscienza alle organizzazioni di qualsiasi tipo mi pare troppo. Sono scettico, si sa, sull'esistenza di un'intelligenza diffusa.

mercoledì 7 dicembre 2011

3309,08




Il numeretto qui sopra è il prezzo, nelle future Lire, di un litro di benzina, a circa duecento metri da casa mia. Siate contenti, comunque: tutto quello che paghiamo in più andrà per potenziare il trasporto pubblico locale. Lo stesso che non vi permette di lasciare a casa l'auto semplicemente perchè o non esiste o è talmente scassato che dopo una settimana di utilizzo vi licenzierebbero per i continui ritardi. L'auto, per tantissimi, è una necessità: senza, non si va al lavoro e l'equazione è fatta. Se non lavori, come fai a comprarlo, questo carburante d'oro? Poco importa, a lor Signori, che la gente viva un'esistenza normale, dove i conti si fanno con i "piccioli" e non con i numeri, dove si paga con moneta e non con titoli-spazzatura costruiti sui debiti dei lavoratori. Due mondi che non potranno mai andare d'accordo, perchè sproporzionati, in una totale disequità. Tutto è costruito per dividere, per fare sì che la già alta tensione tra le parti della cosiddetta "società civile" divenga insostenibile.
Purtroppo non possiamo neanche dire che dar fuoco a tutto risolverebbe il problema: e chi se la può permettere tanta benzina?

martedì 6 dicembre 2011

Il sale nel caffè



A fare un elenco di quello che non c'è, in questa nuova manovra, si perde una mezza giornata. Pare sia stata fatta calcolatrice alla mano e sotto dettatura: i guizzi di coraggio rimasti nel cassetto, la paura di toccare le caste, i preti, i soldati. Si vedono i fili tirati da Arcore, da quel personaggio boccaccesco che speravamo sparisse (ma nessuno ci credeva, dài), ma che nell'ombra si trova perfettamente a suo agio: tra il dire ed il fare c'è di mezzo un ventennio di Berlusconismo e ladrocinio. L'avanzare dei giorni rende più chiari i contorni di questo mezzo passo (falso?) e della strada, ancora tutta in salita per lavoratori, pensionati o semplicemente per gli onesti. Ed i due partiti principali continuano a distinguersi per il non detto, più che per epocali cambiamenti, comunque rinviabili a legislatura da destinarsi. Così rimaniamo con le mani impegnate a tappare tutti i buchi possibili, idee a mezz'aria, una sana voglia di ribaltare in senso letterale questo Stato, ma attenzione ai manganelli (i soldi per quelli non mancano mai).
Il caffè, la mattina con due cucchiai di sale, prego.

lunedì 5 dicembre 2011

Nothing has changed



Non parto dal pianto della Fornero. Come sempre, in casi come questo, si è detto anche troppo e spesso inutilmente. Voglio partire da una delusione: io sono specializzato, in delusioni, si sappia. A darle ed a riceverle. Come cittadino avevo sperato (non creduto) che un'inversione, almeno teorica, di rotta nel governo del Paese avrebbe portato una soluzione a questo disastro: un'equazione forte, dolorosa, ma giusta. Invece giusta non è. Forse era inevitabile, ma sono scettico: nulla è impossibile, tranne morire. Quello e tassare i ricchi, a quanto pare. Invece di una bistecca, per andare avanti ci danno un brodino e pure salato. Il lavoro, l'asse centrale di ogni cosa, adesso come adesso, viene nominato solo per parlare di aziende, quando invece bisogna aiutare i lavoratori. Le pensioni per i più giovani non sono chimera: non esistono, di fatto, e chi ce l'ha dovrà pagare ancora. Avere una casa di proprietà, così da non intasare i sottoponti, è un lusso, evidentemente: ma chi ha un tetto d'oro sì e no s'accorgerà di questa "Imu". Insomma, per non annoiare, tutto cambia perchè nulla è cambiato. Ed i politici, quelli che vivono grazie a Noi e non per Noi, continuano a tessere trame, nemmeno occulte: si fa come vogliono loro, e nessuno li ha toccati nel portafoglio (diciamo una palpatina, ma nemmeno troppo fastidiosa).
La parola principe doveva essere equità: sostituita da "sconforto".
Tasche vuote per gli onesti, amici.
Gli evasori godono ancora, questo è e sarà.

venerdì 2 dicembre 2011

Fiat o non Fiat?



La "Fiat" gioca a fare la fighetta. Non se ne va, se ne va, resta impalata: nascondino finanziario e morale. Vi diamo i soldi, vi teniamo tutti a lavorare, anzi no. La "Chrysler" vende, negli USA: la "Fiat" in Italia (ed Europa) no. Se è vero (come è vero) che questa economia si regge su numeri fittizi, inventati, ogni cosa è reale, così come è reale il suo contrario. Da gennaio la "Fiom" sarà fuori dai consigli di fabbrica: all'indice coloro che non firmano i ricatti (poche storie, questo è quello di Marchionne), quelli che sono il primo Sindacato all'interno dell'azienda ed anche il primissimo ad esserne estromesso. Ma se Landini non ride, Bonanni può anche iniziare a tirare fuori il fazzoletto per asciugarsi le lacrime: altre sigle, minoritarie, conteranno più di lui e dei suoi peones. Sembra il delitto perfetto: mettiamoci pure l'ammonimento al Governo a restarne fuori. Questo esecutivo, non il precedente, chissà perchè. Il pseudo liberismo del maglioncino non incanta più, non serve, non diverte, non porta benessere, ma ansia, precarietà. Un'altra favola in cui non cascare, un'altra tegola sulle teste di migliaia di operai.
Almeno alle trattative ci mandassero la Lopez (chè tanto la "500" non si vende lo stesso): persa per persa, ci guardiamo un bel culo.



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giovedì 1 dicembre 2011

New Blood



Insomma, in poche parole, mi dite che quarant'anni di lavoro non servono: minimo 43, se va bene. Mi ci vedo a lavorare in fabbrica a 68 anni, uno spettacolo. Però non è così facile trovare tutta questa voglia di riscatto che leggo sbandierata in giro per l'Europa dai neo-ministri se questo è il prezzo. Mentre la nostra più alta specialità, la corruzione, si mangia la nostra aria, la nostra dignità di lavoratori, a favore di gente miserabile, le misure per uscire da un casino biblico sono sempre e solo quelle dell'onestà di chi lavora a contratto, se gli va bene. Di patrimoniale non discutiamo, chè l'ombra del maligno nano si allunga (è il caso di dirlo?) anche su chi si tira fuori da ogni collusione, almeno a parole. Non si ha tempo di credere in qualcuno/qualcosa che ci viene insegnato che sbagliamo. Mi chiedo da dove spunterà la prossima idea geniale: da uno scienziato prestato a qualche Banca delinquenziale o da un genio chiuso in una lampada da Chiesa? Attendiamo fiduciosi.
Siamo tutti diventati donatori di sangue.

martedì 29 novembre 2011

Merry Christmas, Mr. Monti



Tanto per portarsi avanti con il lavoro, un po' prima di Natale ci regalano la recessione prossima ventura. Ancor prima di capire se una tecnocrazia (che, essendo una branca della Democrazia, è ad uso e consumo di una minima parte della popolazione mondiale, non esiste) possa non dico risolvere, ma almeno alleggerire i problemi della gente, la gente che lavora e non ruba, mettono le mani avanti. La tredicesima evapora, i commercianti hanno già iniziati il pianto greco (sic) e le festività le passeremo negli uffici a pagare debiti e tributi, tutti dovuti, tutti giusti (o no?). La disoccupazione aumenterà, i cinquantenni che perderanno il lavoro si nasconderanno per la vergogna (tanto, che ne parla?) e tra i giovani il nero sarà sempre il colore del futuro. Non è solo pessimismo fine a se stesso, ma la constatazione che da questa fase storica non si vuole uscire, che ci sono talmente tanti che ci mangiano sopra che è un'occasione per eliminare un bel numero di fastidiosi e cari cittadini, che si permettono di gravare sulla ricchezza dei pochi. Qui si arriva: non è vero che c'è un modo per salvarsi, ma solo tante, astratte utopie per farsi meno male.

Tanti Auguri a noi, allora. Saremmo qui a raccontarcela, giorno, per giorno. Guardare più in là non ha alcun senso.


[L'immagine è di Salvatore Mulliri, http://isolavirtuale.tumblr.com)

lunedì 28 novembre 2011

Sunlight Seen Through Towering Trees



Un desiderio: il silenzio. Come tutto ciò che si desidera, non si ha: hai una bella faccia tosta a chiudere ogni canale, ogni via di fuga, perchè è fuggire sapendo di non poter andare in nessun luogo, nessun luogo è più silenzioso. Ormai, vedi, non è che mi sono scordato. Ho solo diminuito le persistenza di te e delle cose che, quando ho di fronte, mi aprono gli orizzonti che abbiamo guardato. Come se fosse tutto in una scatola, trasloco dopo trasloco, casa dopo casa, interi libri scordati sul comodino. Neanche le lunghe strade abbandonate mi sollevano da un pesante, ingombrante desiderio. Lascio passare, lascio andare, so ritrovarti e non so trovare me.

[La gente non sta bene].

martedì 22 novembre 2011

Bis ans Ende der Welt


"Divennero tutti come dei drogati: vivevano per vedere i loro sogni, e quando dormivano sognavano i loro sogni."

Ci sono sette miliardi di mondi, al Mondo. Sparirà il contenitore, prima o poi, e senza password di recupero. Guardare il cielo o leggere i fondi del caffè (il decaffeinato è per i vigliacchi), pensare al dopo, bianco o nero, infinito o del tutto nullo. Sarà tutto eguale, per chi naviga nel denaro e per chi naufraga nella fame. Un solo livello di gioco: lo superi, cadi. Non lo superi, cadi. Come potrebbe apparire patetico questo affannarsi e rincorrersi, fare finta che ci interessino le vite altrui, i dolori degli altri. Solitudini sconfinate e milioni di modi di riempirle. Basta trovare quello giusto.
Una scommessa, la vita.



[E comunque Jerry Calà su "Twitter" è un avviso che non va sottovalutato]



sabato 19 novembre 2011

Lies



In ciclo personale, o solo con poca voglia di Mondo politico, non politico, brutto e sporco, pulito e immacolato, ma inutile. Perchè tutto è un berciare, un misurarsi l'ego addosso vestendosi di tante parole. Sì, si può tacere, si può fare intuire, si può persino capire, ma ci si obbliga a ricominciare. Altrimenti, dov'è il gusto, il sapore, il farsi prendere in giro dai soloni (la vera razza di ogni collegamento web)? Potevo fare quattro censimenti anzichè tre; sapete già tutto, volete tutto, siamo ridotti a niente. Qui e ora rivendico e riprendo il diritto di fregarmene e di non chiedere visite: non cercate, tanto non trovate, non chiedete, perchè non so rispondere.

E Jannacci ha capito tutto. Prima.

venerdì 18 novembre 2011

Casinò


E adesso bufale, di quelle che non sai se sentirti più un cretino o solo uno che ha approfittato per fare una mossa, qualsiasi. Se fossi un genio, chiaro non starei qui. Avrei una casa pagata, più grande e senza vicini dell'ultimo tipo. Avrei un iPad fichissimo, un iPod strafighissimo e una macchina lunga e larga. Forse avrei anche qualche mobile Ikea, ma non ne sono troppo sicuro. Falla corta, va: e "Splinder" forse non chiude. Questione esiziale, m'immagino, per tre o quattro persone, quelle che non sono illuminati come me. Per gli altri, e a ragione, pinzellacchere, cose che uno ha da perdere del tempo. Così, con una mano davanti e una dietro, gestisco due Blog. Neanche se me lo chiede la Pausini. Ho deciso che rimango qui, sbarazzandomi dell'altro me stesso: quello si stressava con gli editor della minchia, le redazioni inesistenti. Il mio qui troverà altre maniere per  rompersi. Statene certi. L'ho detto che non sono un genio?

giovedì 17 novembre 2011

The philosophy of Marla Singer



Lo dico sinceramente, ma con il cuore, davvero. Siete belli voi che pensate sempre positivo. Che, poi, nella testa vostra mica ci si entra, non è "Indipendence Day". Sempre sempre? Positivo positivo? Favoloso. Vi credo, per default, e non se ne parla più. Io sto con una massa d'altri, una massa inferiore, gretta e fastidiosa. Sto con quelli che spesso sono ombrosi, brontolano, bevono caffè, fumicchiano e sentono dischi assurdi (assurdi perchè la musica non va in TV a dire cazzate e fare ics con le braccia): quelli che non sono alternativi, nè diversi, ma che non sono come voi. Punto. E virgola. L'orizzonte non è sempre terso e i tramonti non vanno per forza sulle cartoline, così come è impossibile che ogni cosa abbia una soluzione, ogni the sia un miracolo di benessere e ogni serata amore+scopata+coccole.
Insomma, quando mi girano si capisce, vero?


"Fu così che conobbi Marla Singer. La sua filosofia di vita era che poteva morire da un momento all'altro; la tragedia, diceva, era che non succedeva." (Narratore/assicuratore senza nome)

mercoledì 16 novembre 2011

The "M" Team


La squadra è fatta: adesso inizia la partita. La presenza di alcuni esponenti dell'area Cattolica (rappresentativa di una grande maggioranza di Italiani, a detta di alcuni giornalisti) segna il senso di una continuità che si sperava fosse passata a miglior vita: primo dazio? Si è tenuto il dicastero dell'Economia per sè e, visti i precedenti, troppo male non farà. Alla Giustizia e alla Difesa un avvocato e un ammiraglio: almeno sanno di cosa si tratta. Certo, non possiamo pensare che questi tecnici non siano sbilanciati verso le Banche: Profumo all'istruzione è un enorme miglioramento, visto chi c'era prima. Non parliamo di ingoiare, perchè serviva gente preparata. Se, poi, non funzionerà avremo il modo ed il tempo di lamentarci, come sempre. So benissimo che non si poteva pretendere grandi passi avanti senza elezioni, ma continuare a ciurlare che le cose si devono cambiare comunque e con formazioni partitiche piccole e sempre in litigio, non va, non adesso. Cambiare questo Paese deve essere un input per ognuno di noi: lo si deve fare anche politicamente e con giustizia sociale. Questo, ripeto, è un passo: se non proprio il più giusto, perlomeno molto meno peggiore dello schifo che il Governo Berlusconi ha lasciato e fatto. Rimettere al centro il lavoro e la dignità ancor prima delle lezioni, che, mi auguro, si faranno con un'altra Legge.
E non vedere più Frattini è già qualcosa.
[Il segno di continuità con Berlusconi c'è: Passera, e volevo proprio fare il doppio senso].