martedì 29 novembre 2011

Merry Christmas, Mr. Monti



Tanto per portarsi avanti con il lavoro, un po' prima di Natale ci regalano la recessione prossima ventura. Ancor prima di capire se una tecnocrazia (che, essendo una branca della Democrazia, è ad uso e consumo di una minima parte della popolazione mondiale, non esiste) possa non dico risolvere, ma almeno alleggerire i problemi della gente, la gente che lavora e non ruba, mettono le mani avanti. La tredicesima evapora, i commercianti hanno già iniziati il pianto greco (sic) e le festività le passeremo negli uffici a pagare debiti e tributi, tutti dovuti, tutti giusti (o no?). La disoccupazione aumenterà, i cinquantenni che perderanno il lavoro si nasconderanno per la vergogna (tanto, che ne parla?) e tra i giovani il nero sarà sempre il colore del futuro. Non è solo pessimismo fine a se stesso, ma la constatazione che da questa fase storica non si vuole uscire, che ci sono talmente tanti che ci mangiano sopra che è un'occasione per eliminare un bel numero di fastidiosi e cari cittadini, che si permettono di gravare sulla ricchezza dei pochi. Qui si arriva: non è vero che c'è un modo per salvarsi, ma solo tante, astratte utopie per farsi meno male.

Tanti Auguri a noi, allora. Saremmo qui a raccontarcela, giorno, per giorno. Guardare più in là non ha alcun senso.


[L'immagine è di Salvatore Mulliri, http://isolavirtuale.tumblr.com)

lunedì 28 novembre 2011

Sunlight Seen Through Towering Trees



Un desiderio: il silenzio. Come tutto ciò che si desidera, non si ha: hai una bella faccia tosta a chiudere ogni canale, ogni via di fuga, perchè è fuggire sapendo di non poter andare in nessun luogo, nessun luogo è più silenzioso. Ormai, vedi, non è che mi sono scordato. Ho solo diminuito le persistenza di te e delle cose che, quando ho di fronte, mi aprono gli orizzonti che abbiamo guardato. Come se fosse tutto in una scatola, trasloco dopo trasloco, casa dopo casa, interi libri scordati sul comodino. Neanche le lunghe strade abbandonate mi sollevano da un pesante, ingombrante desiderio. Lascio passare, lascio andare, so ritrovarti e non so trovare me.

[La gente non sta bene].

martedì 22 novembre 2011

Bis ans Ende der Welt


"Divennero tutti come dei drogati: vivevano per vedere i loro sogni, e quando dormivano sognavano i loro sogni."

Ci sono sette miliardi di mondi, al Mondo. Sparirà il contenitore, prima o poi, e senza password di recupero. Guardare il cielo o leggere i fondi del caffè (il decaffeinato è per i vigliacchi), pensare al dopo, bianco o nero, infinito o del tutto nullo. Sarà tutto eguale, per chi naviga nel denaro e per chi naufraga nella fame. Un solo livello di gioco: lo superi, cadi. Non lo superi, cadi. Come potrebbe apparire patetico questo affannarsi e rincorrersi, fare finta che ci interessino le vite altrui, i dolori degli altri. Solitudini sconfinate e milioni di modi di riempirle. Basta trovare quello giusto.
Una scommessa, la vita.



[E comunque Jerry Calà su "Twitter" è un avviso che non va sottovalutato]



sabato 19 novembre 2011

Lies



In ciclo personale, o solo con poca voglia di Mondo politico, non politico, brutto e sporco, pulito e immacolato, ma inutile. Perchè tutto è un berciare, un misurarsi l'ego addosso vestendosi di tante parole. Sì, si può tacere, si può fare intuire, si può persino capire, ma ci si obbliga a ricominciare. Altrimenti, dov'è il gusto, il sapore, il farsi prendere in giro dai soloni (la vera razza di ogni collegamento web)? Potevo fare quattro censimenti anzichè tre; sapete già tutto, volete tutto, siamo ridotti a niente. Qui e ora rivendico e riprendo il diritto di fregarmene e di non chiedere visite: non cercate, tanto non trovate, non chiedete, perchè non so rispondere.

E Jannacci ha capito tutto. Prima.

venerdì 18 novembre 2011

Casinò


E adesso bufale, di quelle che non sai se sentirti più un cretino o solo uno che ha approfittato per fare una mossa, qualsiasi. Se fossi un genio, chiaro non starei qui. Avrei una casa pagata, più grande e senza vicini dell'ultimo tipo. Avrei un iPad fichissimo, un iPod strafighissimo e una macchina lunga e larga. Forse avrei anche qualche mobile Ikea, ma non ne sono troppo sicuro. Falla corta, va: e "Splinder" forse non chiude. Questione esiziale, m'immagino, per tre o quattro persone, quelle che non sono illuminati come me. Per gli altri, e a ragione, pinzellacchere, cose che uno ha da perdere del tempo. Così, con una mano davanti e una dietro, gestisco due Blog. Neanche se me lo chiede la Pausini. Ho deciso che rimango qui, sbarazzandomi dell'altro me stesso: quello si stressava con gli editor della minchia, le redazioni inesistenti. Il mio qui troverà altre maniere per  rompersi. Statene certi. L'ho detto che non sono un genio?

giovedì 17 novembre 2011

The philosophy of Marla Singer



Lo dico sinceramente, ma con il cuore, davvero. Siete belli voi che pensate sempre positivo. Che, poi, nella testa vostra mica ci si entra, non è "Indipendence Day". Sempre sempre? Positivo positivo? Favoloso. Vi credo, per default, e non se ne parla più. Io sto con una massa d'altri, una massa inferiore, gretta e fastidiosa. Sto con quelli che spesso sono ombrosi, brontolano, bevono caffè, fumicchiano e sentono dischi assurdi (assurdi perchè la musica non va in TV a dire cazzate e fare ics con le braccia): quelli che non sono alternativi, nè diversi, ma che non sono come voi. Punto. E virgola. L'orizzonte non è sempre terso e i tramonti non vanno per forza sulle cartoline, così come è impossibile che ogni cosa abbia una soluzione, ogni the sia un miracolo di benessere e ogni serata amore+scopata+coccole.
Insomma, quando mi girano si capisce, vero?


"Fu così che conobbi Marla Singer. La sua filosofia di vita era che poteva morire da un momento all'altro; la tragedia, diceva, era che non succedeva." (Narratore/assicuratore senza nome)

mercoledì 16 novembre 2011

The "M" Team


La squadra è fatta: adesso inizia la partita. La presenza di alcuni esponenti dell'area Cattolica (rappresentativa di una grande maggioranza di Italiani, a detta di alcuni giornalisti) segna il senso di una continuità che si sperava fosse passata a miglior vita: primo dazio? Si è tenuto il dicastero dell'Economia per sè e, visti i precedenti, troppo male non farà. Alla Giustizia e alla Difesa un avvocato e un ammiraglio: almeno sanno di cosa si tratta. Certo, non possiamo pensare che questi tecnici non siano sbilanciati verso le Banche: Profumo all'istruzione è un enorme miglioramento, visto chi c'era prima. Non parliamo di ingoiare, perchè serviva gente preparata. Se, poi, non funzionerà avremo il modo ed il tempo di lamentarci, come sempre. So benissimo che non si poteva pretendere grandi passi avanti senza elezioni, ma continuare a ciurlare che le cose si devono cambiare comunque e con formazioni partitiche piccole e sempre in litigio, non va, non adesso. Cambiare questo Paese deve essere un input per ognuno di noi: lo si deve fare anche politicamente e con giustizia sociale. Questo, ripeto, è un passo: se non proprio il più giusto, perlomeno molto meno peggiore dello schifo che il Governo Berlusconi ha lasciato e fatto. Rimettere al centro il lavoro e la dignità ancor prima delle lezioni, che, mi auguro, si faranno con un'altra Legge.
E non vedere più Frattini è già qualcosa.
[Il segno di continuità con Berlusconi c'è: Passera, e volevo proprio fare il doppio senso].