giovedì 17 novembre 2011

The philosophy of Marla Singer



Lo dico sinceramente, ma con il cuore, davvero. Siete belli voi che pensate sempre positivo. Che, poi, nella testa vostra mica ci si entra, non è "Indipendence Day". Sempre sempre? Positivo positivo? Favoloso. Vi credo, per default, e non se ne parla più. Io sto con una massa d'altri, una massa inferiore, gretta e fastidiosa. Sto con quelli che spesso sono ombrosi, brontolano, bevono caffè, fumicchiano e sentono dischi assurdi (assurdi perchè la musica non va in TV a dire cazzate e fare ics con le braccia): quelli che non sono alternativi, nè diversi, ma che non sono come voi. Punto. E virgola. L'orizzonte non è sempre terso e i tramonti non vanno per forza sulle cartoline, così come è impossibile che ogni cosa abbia una soluzione, ogni the sia un miracolo di benessere e ogni serata amore+scopata+coccole.
Insomma, quando mi girano si capisce, vero?


"Fu così che conobbi Marla Singer. La sua filosofia di vita era che poteva morire da un momento all'altro; la tragedia, diceva, era che non succedeva." (Narratore/assicuratore senza nome)