lunedì 12 novembre 2012

Le case morte




Questo post parla della Spagna, ma non è detto che, tra qualche mese, non si possa dire altrettanto per altri Paesi UE. Il meccanismo perverso e criminale messo in atto dalle Banche lo potete leggere in quest'articolo e capire fino a che punto ci si possa spingere quando si crede, quando si vuole, avere il potere sugli altri. Nessuno eccepisce sul fatto che un Istituto di Credito non regala il denaro, il suo mestiere è accumularlo. C'è, comunque, un limite e qui è stato oltrepassato, di molto. Si è sgretolata anche una forma minima di rispetto umano, di comprensione e di aiuto. La Spagna è martoriata da una disoccupazione allucinante, i giovani sono allo sbando, il Governo sembra, per ora, incapace di arginare quella che si definisce "un'emergenza sociale", ma che possiamo chiamare più velocemente disperazione. I gesti estremi sono una conseguenza eclatante, ma non la sola. L'emarginazione, l'impossibilità di avere un minimo di fiducia in se stessi e nelle Istituzioni, il dolore di svegliarsi ogni mattina con la nausea perchè non si sa che fare, sono cose con cui milioni di persone cercano di combattere ogni giorno. Uscire da una casa che potrebbero portarti via in qualsiasi momento (e che devi continuare a pagare) per trovare un lavoro o qualcosa da mangiare, è un delitto enorme di cui nessuno sembra voglia pagare il fio. Dignità stracciata e interessi economici si intrecciano in uno straziante futuro inesistente. Non c'è forma di Giustizia che risarcisca per questo, non c'è giustificazione ne' assoluzione.
Darsi da fare è un bel dire.
Qui non c'è più nemmeno un letto su cui morire.


venerdì 9 novembre 2012

Waiting Phase Ten - Camp Fire



Ormai non ricordi più quel prato che picchiava giù nel fiume. Sembra una di quelle canzoni odiose, che a sentirle ti senti vecchio e un po' stupido. E' un luogo, come un altro, come tanti, neanche così bello. Ma non lo ricordi. Né quelle ore così lunghe e i goffi tentativi di aver coraggio uno con l'altro. Né ricordi l'imbarazzo e la ritrosia, il dover essere onesti, ma avendo la voglia, nelle voce, nelle mani, di fregarsene. Neppure tutto ciò che è venuto, poi. Eppure niente può scomparire per sempre, fino all'ultimo giorno: allora, sì, non vi sarà nessun domani e nessun altro. Nessuna colpa, in questo. Forse è solo colpa mia, che cerco queste corde lise e che non reggono più. Ma il mio ultimo giorno non è arrivato e quindi puoi perdonarmi ancora.

[Photo by Lasse Hoile]

mercoledì 7 novembre 2012

Il pelo dell'Ohio



Nel suo discorso immediatamente dopo la vittoria, Obama ha usato spesso il "Voi", parlando a tutti gli Americani, non solo coloro che l'hanno rieletto. Dopo quattro anni molto complicati (ricordo i miei post del 2008; erano più carichi d'aspettative e fiducia di adesso), ha chiaro che per andare avanti necessita di tutto l'appoggio possibile. Non è solo il suo carisma che può trainare fuori dal pantano di un'economia che gli Stati Uniti stessi hanno devastato, nè mettere un'aura di pacificazione in Medio Oriente, dove dalla primavera si sta passando ad un autunno molto freddo. Dovrà essere un Obama diverso, più deciso (come lui stesso ammette), più concreto: circondarsi di persone valide e dimostrare di non essere succubo di Wall Street. Romney, che appariva improponibile tanto era vicino ad un Bush solo leggermente più intelligente, ha avuto il voto di larghe fasce di popolazione: i "white collar" certamente, ma anche le persone anziane, sopratutto bianche e non dispiaceva affatto ad Israele. Un interventista, un cow-boy cui, adesso, spetterà dare una mano al suo rivale, se davvero, come dice, l'America viene prima di tutto. Altri quattro anni di Obama si stagliano su Mondo collassato, impoverito, rabbioso e scontento: ci sono quasi due miliardi di persone che cercano lavoro e non c'è posto nemmeno per la metà di esse. Perchè l'elezione di un Presidente Americano è globale, nella sua importanza e finanche la Cina, il vero colosso dell'economia, dovrà fare i suoi conti. E' straniante pensare che tutto questo entri nel nostri piatto, ma è così. Con la consapevolezza che un Uomo resta tale anche se abita alla "Casa Bianca" e che noi, in Italia, dobbiamo immediatamente tornare con i piedi per terra, perchè i politici che abbiamo sono quello che sono. E neanche uno Springsteen a farci ballare.

[Il riferimento del titolo è allo Stato dell'Ohio, sempre definito "l'ago della bilancia". Obama ha avuti, in quella terra, il 50,1%, contro il 48,2% di Romney. In soldoni, centomila voti in più. Il classico pelo nell'uovo, se volete, ma non indigesto, per una volta].

giovedì 18 ottobre 2012

Il web dell'orco




Il web può essere una trappola, un luogo molto pericoloso, mortale. Questa notizia porta, in sè, implicazioni di vastissima portata. L'uso della rete da parte di giovani e giovanissimi a volte è sconsiderato: temo che i controlli sugli adolescenti e i bambini siano ancora troppo pochi, che molte persone sottovalutino, per pigrizia, ciò che può accadere navigando nelle reti telematiche. A iniziare dai profili su "Social Network", che possono essere benissimo falsi, alle foto di sè o di amici postate senza alcuna protezione (per non parlare di quelle che mettono i genitori stessi). La tragedia di questa ragazza di 15 anni non è la prima, lungi dall'essere l'ultima. Il fatto, però, che "Anonymous", rete di hacker finora nota sopratutto per gli attacchi dimostrativi ai siti del "potere", abbia (a detta loro) individuato il responsabile di atti così nauseanti, ci mette di fronte al fatto che la giustizia, sul web, è stata fatta da persone e non dalle istituzioni. E' un fatto limite: chi ha davvero le capacità di "Anonymous" per fare altrettanto? E, comunque, è un'azione che, seppur dona un senso di vendetta, non è facilmente ammissibile. Ci si può solo immaginare le reazioni della famiglia (come si dice nell'articolo) o di chi viene smascherato in una maniera così raffinata ed in pochissimo tempo. Certi crimini e certi criminali sono più odiosi di altri e questo ne è l'esemplificazione perfetta. C'è chi lavora solo per queste nefandezze e, spesso, fa bene il suo lavoro. Credo che sia il caso di iniziare ad educare veramente i più giovani all'uso corretto della Rete: il primo passo non può essere che quello. Come sempre è il più difficile, ma in un Mondo schifoso e violento come il nostro, ormai collegato in ogni maniera, non possiamo permetterci di lasciare che le cose vadano da sè. Mai.

mercoledì 17 ottobre 2012

Il web che scoreggia



Mi spiace aver letto questo post solo oggi e grazie alla segnalazione dell'amico Rudy Bandiera. A parte l'espressione "scoreggine mentali" dedicata ai Tweet, il resto mi sembra il solito rimestare. Zucconi è quella che si chiama una "firma storica" del nostro giornalismo e, come tale, lo leggo spesso. A volte complica argomenti semplici, a volte rende semplici quelli complessi e ciò depone a suo favore. Però, stavolta, ha voluto fare il fenomeno e si è impantanato. Sulla validità di "Twitter" e del "pensiero condensato in 140 caratteri" ci aveva provato anche Serra a far partire la scure del disprezzo. Eppure, milioni di persone lo usano: se, poi, in maniera costruttiva è da vedere. Come per tutti i "Social Network" le considerazioni su ciò che producono sono talmente tante che ci si scrivono libri. Nello spazio di un Blog piccolo come questo si fa sintesi, o ci si prova. A me sembra che ci sia una cosa sola da dire: la paura che permea questi soloni è chiara. La ribalta è loro, con gli editoriali di tre pagine che si possono permettere, i viaggi, il loro lavoro. La massa che scoreggia non dice nulla, perchè vogliono che nulla dica, anche se, ormai, "twittano" anche i Presidenti degli Stati Uniti e le notizie arrivano molto prima lì e su "Facebook" che sui loro quotidiani digitali. Una cosa è vera. non siamo liberi, neanche qui. Però, parafrasando il gergo alto del post, solo i "bimbiminkia" fanno finta di non saperlo. Ecco, Zucconi riporta belle frasi altrui molto spesso, ma non ha compreso che non tutti stanno qui solo per cazzeggiare e scrivere del gatto o del moroso. Magari, pensasse, che ci sono tante persone che si scambiano opinioni, si conoscono e si organizzano, a volte, anche per cacciare certi brontoloni arcaici che vedono minacciata la loro aura di spargitori di verità culturalmente elevate. 

giovedì 11 ottobre 2012

Cinque considerazioni e due pallottole



Sono decisamente refrattario ai fondamentalismi, a partire dai peggiori, quelli religiosi, giù fino a quelli idioti dello sport (per esempio). Così come non amo che qualcuno diventi un eroe o, peggio, un martire per difendere quelli che sono i propri diritti umani: se a questo punto della storia in mezzo mondo accade ancora, dovremmo proprio farci un bell'esame di coscienza sulle priorità della cosiddetta "civiltà". Una ragazza di 14 anni vuole il diritto di istruirsi, di non essere un oggetto in mano agli "uomini", di camminare a testa alta (in senso letterale, non figurato). Per questo gli sparano: sopravvive, ma è già di nuovo minacciata. Prima reazione: un odio profondo verso questi scempi dettati dal cieco fanatismo, dall'ignoranza, dalla sopraffazione verso le donne. Seconda reazione: una sempre più accesa rivolta contro i dogmi, contro le religioni che si fanno scudo di qualcosa che ritengono supremo per perpetrare anche i peggiori delitti. Terza: un profondo senso di sconforto personale, vivendo in un luogo ove vige un simulacro di libertà che, perlomeno, non ammette (in teoria) certe cose. Quarta: le donne, in ogni angolo del pianeta, continuano a subire vessazioni di ogni tipo, da quelle fisiche, a quelle morali e sul lavoro. Una vergogna planetaria ingiustificabile.
Quinta e ultima considerazione: so bene quanto vane e fiacche siano le parole di fronte ad accadimenti del genere, ma fare sempre finta che i politici ladri e delinquenti siano la cosa di cui parlare ogni giorno, non va. Questo paese non è un'isola a sè stante e Malala è figlia anche mia.

mercoledì 10 ottobre 2012

Chi prendete in giro



Ma voi chi prendete in giro? Voi, Partiti. Voi, del Governo, Voi, dell' "informazione" mainstream. Voi dei proclami e delle rivoluzioni a parole. Voi che avete il sedere imbullonato alle poltrone delle Regioni, delle Province, dei Comuni. Voi economisti pagati dalle banche per dire che presto tutto si aggiusterà. E voi, banchieri, attualissimi delinquenti e predatori. Voi tutti perchè non dite mai come stanno le cose? C'era la crisi, poi stava partendo la ripresa. Ma, un attimo, mica adesso e neanche nel 2013. L'anno prossimo la disoccupazione aumenterà: osti, io avevo capito il contrario. Che scemo sono, che illuso. Cianciate, ora, del 2015. Non ve ne frega nulla se l'orizzonte temporale di un disoccupato non è quello, ma solo domani. Non vi frega, perchè se così fosse fareste qualcosa, lavorereste per quello che non ha neanche i soldi per mettere insieme pranzo e cena (espressione vecchia, ma perfettamente usabile), per quelli sulle torri a protestare, per dare una scuola decente agli studenti che sapete solo menare. Mi sbaglio, forse? Il vostro ombelico è il centro del mondo, tutto il resto si può tralasciare. Dalle elezioni venture, dite, nascerà la nuova politica, un'Italia rinnovata. Io non vi credo più. Non credo a nessuno, ma non è colpa mia. Se c'è un difetto in me è quello di aver fatto ancora troppo poco per smascherare la vostra ipocrisia. Siccome, però, sono tutto sommato fiducioso, il domani so che non sarete Voi, perchè così non si va da nessuna parte e il castello delle vostra meschinità verrà abbattuto.
Questo è più sicuro delle previsioni idiote che propinate.

[Grazie a Maria Antonietta per la conversazione di stamattina, della quale questo sfogo è debitore].

lunedì 8 ottobre 2012

Il treno non riparte



Torno a scrivere di treni locali, perchè mi ha colpito la notizia di un'assemblea dei pendolari. Ovvero, il disagio che diventa operazione organizzata. Già succedeva a livello locale, ma portarlo, con i modi e l'organizzazione delle cose politiche, a essere un segnale Nazionale è assai preoccupante. Tra lo scarica barile delle Regioni verso Trenitalia e da questa verso il Governo, ci sono migliaia di lavoratori, studenti e semplici viaggiatori che sono stritolati. E non tanto e non solo dalla burocrazia e dai prezzi, ma dall'incuria, dalla sporcizia, dal degrado e dalla fiscalità (l'unica cosa che funzionano sono le multe: i rimborsi, invece, sono dei fatti paragonabili ai miracoli). I soldi non ci sono e quando esistono sono spesi male, evidentemente. Il materiale rotabile è spesso indecente (anche un occasionale come me lo può garantire) e poco importa proiettarsi verso il futuro dell'alta velocità (sic), quando non è neanche fattibile far arrivare la gente al lavoro. Le crisi accentuano i comportamenti illogici e deviati: ci sono scuse a profusione per non aiutare chi nè ha il diritto, non solo la necessità. Un Paese così ridotto da non garantire questa facoltà, ovvero quella di potersi muovere con mezzi pubblici, in maniera decorosa, puntuale, può cianciare di modernità, di rilancio, di crescita, ma non gli crede nessuno.
La ripartenza l'ho evitata, perchè, in questo caso, è tutto fermo o in ritardo.

giovedì 4 ottobre 2012

I maghi dell'evasione



In effetti, a ben guardare, l'evasione fiscale è figlia anche di altri fattori, oltre alla disonestà di chi la compie. C'è un sistema giudiziario lento e con pochi mezzi, tasse oltre ogni ragionevole motivo, la voglia di essere più furbi e, non ultimo, il fatto che se hai bisogno di un finanziamento, hai più probabilità di averlo andando a Lourdes che non in Banca. E per capirci al volo, non sto affatto difendendo gli evasori: verso di loro, dice il rapporto "Eures", la gente vuole pene più severe. Anche perchè ci circondano e quelli che pagano fino all'ultimo euro, ingabbiati dalla loro onestà e da un lavoro dipendente (o semplicemente perchè sono imprenditori onesti e ce n'è a migliaia), non possono non pensarla così. Il Ddl contro la corruzione appare una specie di burla: non avrebbe dovuto esserci, perchè a queste cose bisognava pensarci da tempo, da molto tempo. Essere primi in Europa, in questa classifica, e preceduti nel mondo solo da Messico e dalla Turchia, dovrebbe infondere almeno un moto di ripulsa che accelleri questa decisione, che ci farà capire, ancora di più, chi vuole che qualcosa cambi e chi, invece, sta bene così. E sì, perchè così si sta bene: ce la siamo caricata ben dentro il nostro essere, l'evasione, che sia uno scontrino o migliaia di euro (se non milioni). A volte penso che l'unica evasione da attuarsi sia quella di fuggire dalla gabbia dell'Italia stessa, del suo contorcersi su se stessa.
A patto di non andare nè in Messico, nè in Turchia: sennò, punto e a capo.

mercoledì 3 ottobre 2012

Massacro ad orologeria



Sui fatti di Genova nel 2001 credo si sia scritto come per pochi accadimenti nel dopoguerra. Eppure, undici anni dopo, oggi la Cassazione (rossa, ovviamente) ha infierito ancora sulla nostra coscienza. Sembra quasi che più ci si allontani dai quei tragici, sciagurati giorni, più quelle immagini e quelle situazioni ci vengano a cercare: una sorta di fine pena mai. Essere neutrali ed obiettivi risulta difficile, abbastanza spesso, in Italia. Purtroppo la parvenza di Democrazia che si fa facciata, nel nostro Stato, il più delle volte è fatta di cartone e crolla al primo refolo di vento, che venga da fuori o (lo abbiamo imparato) dal suo interno. Se ciò che è accaduto alla Diaz era una risposta alle violenze dei giorni precedenti (mai giustificabili fino in fondo), allora è stata così enormemente sbagliata da trascinarci, tutti, nel fango del disonore e della vergogna. Pagare per queste cose sarebbe il minimo: io, cittadino, non posso che subire l'onta di riflesso, ma chi c'era, chi comandava, chi obbediva, chi si voltava dall'altra parte, ha un fardello diverso: concreto, punibile, esigibile. Stiamo lontani dalla demagogia, ma se ancora adesso aspettiamo che qualcuno paghi, e non sarà mai troppo, le sentenze e i moti di sdegno servono a pochino. Immagino sia intuibile che la Giustizia deve essere applicata e non elusa da quegli stessi personaggi che se ne fanno paladini (con il manganello, però). Come è giusto non fare di tutta l'erbaccia un fascio, altrettanto è doveroso estirpare la mala erba una volta per tutte.

martedì 2 ottobre 2012

Sfiorisce Fiorito



Sarebbe facile e un po' banale gioire per l'arresto di "Batman", alias Franco Fiorito. E' indubbio che vi sia un certo tipo di atteggiamento forcaiolo, in giro, che non solo è comprensibile, ma anche giusto, dal punto di vista morale e sociale. In me prevale, comunque, una sorta di tristezza per tutti noi. L'Italia, che è sempre stata così, non ha mai avuto un moto di scarto vero e i Fiorito de noartri, che sono tantissimi, hanno un dna che è stato modificato dall'impunità e dalla storia. Non vedo questa grande differenza tra un grande evasore, un ladro politicamente inserito e quello che va contro mano in auto per non fare il giro lungo. E dopo parcheggia pure sulle strisce. E se milioni di Italiani sono onesti e non dormono la notte per cento euro di debito (se va bene), ce ne sono altrettanti che tanto più furbi si credono se evadono e delinquono, certi che questo è lo Stato che ti guarda storto, ma poi ti lascia in pace perchè, tutto sommato, ogni cosa passa in cavalleria. Politicamente nessuno si prende la responsabilità di creare un movimento reale e compatto che scenda in strada a dire quello che va detto e fare quello che va fatto: ribaltare tutto questo Stato, farne qualcosa di meno indecente di ciò che è attualmente, ridare un minimo (sindacale?) di fiducia e prospettiva. Nessuno si vuole sporcare le mani, se non con i soldi. Quelli, che ci hanno insegnato, non hanno odore sono l'unica saponetta che pare siamo bravi a maneggiare, ma non per pulire.

venerdì 28 settembre 2012

Greetings From Mongolia - L'ombra della luce


Alla base di un disco come "Samsara" di Alice (uscito il 18 Settembre) c'è quello che io considero l'errore fatto da moltissimi musicisti: non guardarsi attorno, non mettersi in ascolto di ciò che avviene nella musica, non cercare una nuova via, non mettersi in discussione. Sono tempi grami e rischiare non piace a nessuno, ma l'Arte non è un campo in cui l'immobilismo paga, mai. Quindici anni per un nuovo disco di inediti è un tempo che crea un'attesa sempre sproporzionata, anche per gente come Peter Gabriel o i Pink Floyd (solo esempi, sia chiaro). Tuttavia Alice, che io ho sempre amato moltissimo, è un'artista vera, ancora oggi una cantante eccellente, tra le migliori d'Europa (in Italia stacca tutte, non si discute). Ma non posso essere contento di questo ritorno. Musicalmente siamo fermi ad una decina d'anni fa, con un minimalismo che è anche una scelta condivisibile, ma che non giova, in questo caso. Non è di supporto a testi che, in alcuni casi, sono imbarazzanti. Le due canzoni di Ferro sono probabilmente le migliori e questo faccia riflettere su chi si sceglie come collaboratori. Leggendo moltissimo, in questi giorni, ho capito che l'intento di Alice era più che buono, la sua strada sempre rigorosa e fuori da certi schemi precostituiti della musica "leggera". Eppure la profondità che permea le sue scelte non si riflette in questi brani, dove aleggia una sorta di spiritualità che è spesso assai banale, almeno nelle parole usate. Dico questo con una piccola fitta di dolore, ricordando dischi dai suoni meravigliosi come "Mezzogiorno sulle Alpi" o "Il sole nella pioggia", accanto a musicisti fenomenali (andate sul sito qui e cliccate la voce musicisti: ha collaborato con la crema vera della Musica Internazionale), dove anche i testi erano a un livello superiore (musicare "La recessione" di Pasolini fu una scelta entusiasmante). Mai guardare troppo indietro, ma in "Samsara" non c'è il prossimo orizzonte. C'è un'occasione perduta e un pugno di canzoni dimenticabili. Un autentico peccato.


giovedì 27 settembre 2012

Tutto e niente


Pensando a Sallusti, mi è venuto in mente quando, un paio d'anni fa, la mia piattaforma cancellò un post dal mio Blog perchè difendeva una Blogger che era stata denunciata da diffamazione da un giornalista. La conseguenza, logica, è pensare ai giornalisti Italiani come ad una casta fatta e finita: intoccabili, se sono loro a scrivere, irascibili e piccati se gli si fa le pulci. La condanna di Sallusti per un articolo (che potete leggere, insieme ad un commento direi interessante, qui) così è, probabilmente, esagerata, ma quello che vi è scritto non è neanche una cosa da bar. Per prima cosa mi chiedo come sia possibile che un Direttore ammetta un linguaggio del genere: il giornalismo è sempre di parte, ma non dovrebbe essere un problema. Il guaio è fare buon giornalismo e questo pezzo è spazzatura: messo come editoriale, un'idiozia pazzesca. Perchè l'ordine, così compatto ora, non è stato più deciso verso forme di così bassa scrittura? La Legge che ha fatto di Sallusti un martire (l'hastag #siamotuttisallusti su "Twitter" è una cosa penosa) va cambiata, ma non da ieri. Io, qui, rischio del mio: nessuno mi difende se scrivo offese gratuite, se denigro qualcuno, se invoco la pena di morte per qualcuno. Nessuno. Lo so e cerco di comportarmi di conseguenza, ma il fatto che io sia libero di dare la mia opinione è una gran cosa. Non è che, come ho già detto migliaia di volte, questi hanno paura? Che intendano scrivere in una certa maniera perchè così si accontenta la pancia dei lettori e non il loro intelletto? Che adesso si siano compattati perchè sanno benissimo che molti di loro scrivono male? Tutti dubbi che l'editoriale di oggi di "San Sallusti" non fa che amplificare: se vuole fare il martire ci provi, ma, almeno con me, casca molto male.
Purtroppo questo Paese è pieno di "maestri", ma i molti allievi sono distratti e di rendimento pessimo.

Un'ultima nota la riservo a quella sciocchezza di "riquadro bianco" che alcuni giornali hanno messo oggi in prima pagina a difesa della loro libertà. Invece di fare queste cosette da bambini, pensate alle decine di pagine che ogni giorno riempite di "fuffa" (non parliamo delle edizioni on-line) , o dei praticanti pagati 10€ al pezzo. Se il nostro giornalismo è abbastanza ridicolo è anche per cose come queste, non certo per un piccolo spazio vuoto. Io l'ho messo rosso, lo spazio. Fa lo stesso?


venerdì 14 settembre 2012

Fabbrica caos Italia



Il progetto di "Fabbrica Italia" della FIAT, datato Aprile 2010, in realtà era solo una comunicazione d'intenti, a quanto ci viene ribadito oggi. Certamente due anni, per i tempi industriali, sono pochi per attuare riforme così radicali come quelle previste dalla fabbrica di Torino. Però mi pare di poter dire che è altrettanto vero che due anni sono un tempo sufficiente per parare, almeno in parte, i colpi di una crisi che si è fatta sempre più cupa. Oppure è meglio chiudere gli occhi? Inutile parlare di "sistema industriale", in Italia: non esiste adesso e non è mai esistito. Ognuno per sè e lo Stato per alcuni. FIAT, come ogni entità produttiva, deve guardare al profitto e in Europa, adesso, è un pianto continuo: Cina e America tirano la carretta. Quindi, la "logica" di Marchionne è semplice ed intuibile: vado dove guadagno. Tutto questo non fa che rendere più precari i nostri stabilimenti, aumenta la preoccupazione e la rabbia, con tutto quel che potrebbe seguire. Ormai la crisi è dentro ognuno di noi e si manifesta come può, non sempre in maniera tranquilla.
Ad Ottobre si conoscerà cosa si intende fare sul serio. E' logico domandarsi, comunque, quale sia il vero orizzonte temporale di tranquillità (assai relativa) per i lavoratori FIAT.
Hanno (abbiamo) imparato che le prospettive si ridimensionano di continuo e verso il basso.

giovedì 13 settembre 2012

Filosofia spaziale serie B



"Prometheus" ha una madre: la crisi di idee del cinema di fantascienza e d'intrattenimento attuale. Non sono queste le pellicole adatte per parlare di "arte cinematografica", lo sappiamo. Da qualche tempo, poi, la moda del prequel ha reso ancor più evidente lo stallo che regna nelle menti degli sceneggiatori. Visivamente ricco, praticamente perfetto sotto l'spetto degli effetti, "Prometheus" farà la soddisfazione di chi vuole perdere un paio d'ore (scarse) e capire se è davvero una sorta di spiegazione ad "Alien". Lo è, e si può dire senza svelare troppo: i segnali ci sono tutti. Dapprima un po' celati, poi evidenti, a tratti in maniera imbarazzante. Sì perchè si vorrebbe dare al tutto la profondità di una ricerca sulle grandi questioni della vita umana: chi ci ha creato? Perchè? Possiamo parlarci? Ma queste tematiche sono affrontate frettolosamente, con "la profondità di una pozzanghera" (cit.). Meglio Mallick, per queste cose. Poi, spazio all'azione, al casino, ai rimandi. Si abusa persino di temi già visti, nella saga degli alieni cattivi e bavosi: il robot cattivo che si redime, l'eroina impavida (vedi la scena dell'operazione chirurgica: avrebbe ammazzato anche un Dio vero), il contraltare cinico di un equipaggio disincantato, ma alla fine eroico. Messi tutti in fila, questi stereotipi lasciano perplessi ed insoddisfatti: a tratti si fa persino fatica a seguire la logica delle azioni. Sbancherà i botteghini, come accade spesso a Ridley Scott (di cui consiglio sempre la visione del primo film, "I duellanti", a tutt'oggi il suo migliore). Si parla, con lo stesso regista, di un prequel di "Blade Runner". Visto "Prometheus" bisogna solo augurarsi che si desista: sarebbe un enorme favore a tutti quelli che amano il cinema, se non impegnato, almeno un po' meno inutile di una pellicola come questa.

Nota: la cosa che più mi infastidisce, poi, è vedere come, in film che narrano vicende precedenti ad altre, la tecnologia appaia decisamente più avanzata di quella che vediamo nelle storie che li hanno ispirati. La "Prometheus" è decisamente più moderna del "Nostromo". Ohibò, ma è mai possibile?

mercoledì 12 settembre 2012

Contare parole inutili


Mi piacerebbe esistesse un contatore di parole. Lo userei per quantificare tutte quelle che la politica spende in maniera scellerata per qualsiasi questione, sopratutto per quelle che si possono risolvere, a volte anche piuttosto velocemente (semplicemente è impossibile, per questa gente). Prendete, come uno dei tanti esempi, la Legge Elettorale. A chiacchiere sono tutti preoccupati, desiderosi di cambiare uno stato di deficienza riguardo ad una norma che fa pietà a tantissima gente: questo devono averlo capito, anche grazie al Web, dove non passa giorno in cui non ci siano proteste su questo argomento. Eppure, essendo ferrati in giochi labirintici, i personaggi stagnano: commissioni, sotto commissioni, riunioni, magari pranzi e cene per discutere e poi uscirsene sempre con un rimando, con un "ma loro...", con una scusa. "Stanno a fà i vaghi", come si dice a Roma. Sarà il timore di esporsi o di promettere cose che non si possono mantenere, ma il tempo passa. Travolti dal solito destino che accompagna le crisi profonde come quella attuale, ci sono cose più importanti su cui discutere.
E allora vedremo cosa faranno se, andando avanti con l'attuale direttiva, si ritroveranno l'astensione al 20%.
Troppo, dite? A me sa che mi sono tenuto prudentemente basso.

martedì 11 settembre 2012

Senza paracadute




E' evidente che siamo in caduta libera. Se i consumi primari scendono del 10%, c'è un'unica ricetta per ricominciare (pare che Settembre serva a questo, chè l'estate è altro): aumentare le ore di lavoro e detassare sul serio questo comparto. La manifestazione dei lavoratori dell' "Alcoa" potrebbe replicarsi per migliaia di aziende, migliaia di lavoratori e di famiglie. Mentre Monti gira come una trottola e quelli che si definiscono politici fanno le feste e i proclami, la realtà diventa sempre più dura da affrontare per chi non ha armi dialettiche così ben pagate. In fondo lo "spread", i "bond" e tutte le altre cose portano a cose concrete, come quelle che si affrontano sul vero campo di battaglia: il quotidiano. E' sempre quella la differenza, come succede da secoli, storicamente e vigliaccamente. Non sapere a chi rivolgersi, non avere nè porte, nè tanto meno portoni, a molti sembra quasi una scusa: come a dire "datevi da fare, mica ci può pensare lo Stato, a tutto. E se in questo una parte di verità esiste, c'è anche il lato umano, che non si quantifica con il denaro rubato al lavoro e alla crescita. Quest'ultima parola, così abusata, è la chimera di un sistema inesistente e, pertanto, bugiardo. Mentire e incassare sembra essere diventato il gioco meglio riuscito a questo Governo.
A quello che lo sostituirà non resta che continuare a balloccarsi.
I sacrificabili siamo Noi.

lunedì 3 settembre 2012

Ricomincio piano


E a Settembre, quasi a forza, si ricomincia.
Anch'io, ma piano piano. Non vogliamo disturbare, vero?

"Ci sono cose che voglio solo dimenticare una volta per tutte, [...]. Le parlò della volontà di ridurre le perdite, di abbandonare cattive abitudini, vecchi imbrogli e autoinganni, malintesi sulla vita e su se stesso. Le disse di essere stato uno sperperatore di affetti, di essersi gettato a capofitto dentro grovigli irti di rovi e privi di sbocchi, per evitare qualsiasi situazione in grado di offrire possibilità normali. Tutti esperimenti e pose, rifiuto del quotidiano, di un rapporto decente con la vita. Così le aveva detto. Errori commessi per volontà di sottrarsi, illudendosi invece di correre rischi e di vivere esperienze intense".

[Alice Munro, "Raptus", da "Il percorso dell'amore", Einaudi - Foto di Lasse Hoile]

giovedì 2 agosto 2012

Il nuovo tracciato





"Non si sono persi gli eventi 
sono semplicemente ricoperti 
come le rotaie del tram 
sepolte sotto l'asfalto. 
Ora li rievocano 
non esattamente com'erano 
ma come impone 
il nuovo tracciato della viabilità". 

Titos Patrikios 


Ognuno può leggere questi versi e riandare a qualcosa, di personale o meno. 
L'importante sarebbe sapere dove conduce la strada. 
Oggi, due Agosto, la mia porta a Bologna.

lunedì 2 luglio 2012

La Regione addormentata






Alla fine ci sono riusciti. Dopo aver negato i finanziamenti al nuovo film di Bellocchio, poi ripristinati e poi tolti di nuovo, la Giunta Regionale del Friuli Venezia-Giulia ha chiuso la "Film Commission" locale. Queste organizzazioni (ce ne sono 19, cioè 18 ad oggi) promuovono le Regioni come set cinematografici, per farla breve: la ricaduta d'immagine e lavorativa è ovvia. Ora, il guazzabuglio è politico, ovviamente. Nel caos di intenzioni beghine e di moralità fasulle ed ipocrite che agitano alcuni Partiti della Regione (in primis "UdC" e "PdL"), ci si è messo anche il "PD" che, per errore, ha votato insieme a chi voleva questa scelta sciagurata e assolutamente insensata. Non bastano le scuse della Serracchiani, nè l'intento di dare battaglia: il guaio c'è ed è scandaloso. Una piccola realtà come quella della mia Regione ha, almeno, una natura e delle città che si prestano ad essere riprese, senza dubbio. Hanno girato Salvatores, Bellocchio, Tornatore (anche in questo momento) e la TV, molta. Prendere di mira un film che ha solo come sfondo la vicenda Englaro (e ne ho già scritto) per ribaltoni e sotterfugi che sortiscono esclusivamente danni è profondamente stupido, nonchè molto triste.
La paura che attanaglia certi miseri personaggi la dice lunga sulla loro presunta capacità di fare il meglio per il territorio che amministrano, bloccati come sono nelle loro convinzioni che reputano al di sopra delle altre solamente perchè paludate con il costume della saggezza cattolica, come sempre ottusa e fuori tempo.
Il Mascetti, dall'alto della sua nobiltà, li avrebbe definiti "bottegai".
Non sono nemmeno quelli.
Sono patetici e quel che è grave è che lo sono sulle spalle e sul lavoro altrui.

giovedì 28 giugno 2012

Se 600 Euro al giorno son pochi



Lasciamo all'interpretazione, non fuori dal contesto, di chi lo desidera le affermazioni della Fornero: ognuno è responsabile di ciò che dice, magari senza pensarci troppo. Piuttosto è abbastanza triste, ma classico, il caso che vede impegnato un ex "super dirigente" (ma sono super perchè fanno sparire i problemi con la bacchetta magica?) siciliano che è ricorso in Cassazione per riavere la sua pensione piena. Circa 1400€ al giorno, che adesso gli sono stati decurtati, in giudizio. Non entro nel merito della moralità della questione nell'attuale panorama socio-economico, perchè tutti hanno il diritto di difendere il proprio, anche quando questo è talmente elevato da essere superiore, in un giorno solo, a quanto prende un pensionato "non super" al mese. Piuttosto è un altro caso che parte dalla possibilità di alcune Regioni (quelle a "statuto speciale") che possono muoversi con più libertà a livello legislativo di altre. Questo, e lo dice uno che ci abita in una di queste Regioni, è spesso un bene, laddove porta allo snellimento della burocrazia, ad un'oculata politica delle retribuzioni politiche e a servizi più efficienti. in mano, però, a molte persone diventa un'arma praticamente invincibile per dare il via sprechi, consulenze milionarie e, appunto, pensioni e vitalizi che si possono definire, essendo buoni, fuori controllo. Il rischio, come si evince, è molto concreto e non è solo questione di periodo storico se è un insulto. Semplicemente e brevemente è la costituzione morale di molti Italiani ad essere fatta così, perchè la vita è bella solo se si vive con tanti soldi. Vero, ma non siamo soli e la condizione degli altri non va dimenticata mai. Almeno così dovrebbero pensarla questi signori.

mercoledì 27 giugno 2012

Letterina per le Onorevoli Vacanze



Cari Deputati e Senatori,
la reazione del Sen. Cicchitto alla sola ventilata ipotesi di non poter andare in ferie per il 12 Agosto (massimo) è giustificata. Le vacanze sono un diritto dei lavoratori, anche di quelli privilegiati in più maniere come Voi. Perciò mi sembra una questione di lana caprina, come lo è il 90% delle discussioni in questo Paese. Andate pure: pagatevele o fatevele pagare, come è ormai consuetudine, Non preoccupatevi delle questioni Europee: se avete tempo leggete questo articolo di Barbara Spinelli. So che ne comprenderete solo una parte, ma in vacanza di tempo ne avrete da perdere e fatevi aiutare, nel caso. Che non siano tre mesi, mi raccomando: quelli li hanno solo gli operai, come ha detto un vostro collega, che abita nel mondo delle fate azzurre. Tutto sommato, visto come siete soliti operare, qualche giorno senza la vostra presenza male non può fare, anzi. Magari ci solleverete dal gravoso impegno di leggere le vostre dichiarazioni, a metà tra il delirio e la fantascienza. Così quelli che le vacanze non se le possono permettere (e sono moltissimi, credetemi sulla parola), almeno non respireranno la fetida aria che fate muovere con il vostro inutile andirivieni. Se avessimo più coraggio proveremmo un modello di governo Belga, ovvero nessun esecutivo. Ci manca la mentalità e l'intelligenza e non siete certo l'esempio che occorre per farci andare in una buona direzione. Perciò, mandate una cartolina e state sereni: era uno schifo prima e lo sarà dopo la Vostra abbronzatura.
Grazie di tutto.
Cordiali saluti.

giovedì 21 giugno 2012

Battaglia n°194


Mi perdoneranno i miei tre lettori (i miei tre amici) se oggi non scrivo nè di lavoro, né di un Senatore finito in galera. Spendo il mio tempo per la Legge 194, datata 1978. Sembrano secoli, perchè si vuole sempre ribaltare ogni cosa e, a intervalli più o meno regolari, ci si accanisce contro questa norma, votata tramite referendum (e quindi praticamente inattacabile): da partiti e giudici, da medici e farmacisti arrivano tentativi di far marcire quello che è il frutto di una battaglia di civiltà che altri hanno fatto per Noi, vincendola. E' di ieri il respingimento dell'ultimo tentativo, che è fallito con gran dispiacere del "PdL" e di tutti quelli che si barricano dietro l'obiezione di coscienza per lavarsela. Il nodo è questo, più che altro. Troppe persone, nel servizio pubblico, ignorano questa Legge per una propria convinzione che nessuno deve giudicare, ma che interrompe un diritto altrui. Chi lavora nella sanità pubblica non dovrebbe poterlo fare, semplicemente, ma è ovvio che entrano in gioco altri fattori, ben più concreti come la carriera, la libera professione. Perfino i farmacisti, cui questa possibilità non viene data da nessuno, fanno un po' come gli pare. Ciarlare di "legittimità Costituzionale" ad ogni piè sospinto mi fa credere che questa non è una Repubblica fondata sulla Costituzione, ma piuttosto su altri libri, magari sacri per molti, ma non di certo tendenti ad un ragionamento laico e di civiltà.
Per le donne, per la dignità di Italiani e di persone intelligenti, bisogna fare in modo che queste cose smettano di accadere.
Salvaguardare la Legge 194 non è una questione politica, ma di civiltà e questa sì che è un'altra battaglia da fare.
Oggi, purtroppo, la possiamo fare anche noi.

mercoledì 20 giugno 2012

La cappa del Principe



Su e contro "Twitter", ultimamente, si sono espressi in molti, da Serra a Franzen, con articolate motivazioni sul perchè quei 140 caratteri siano, in qualche maniera, fuorvianti e pericolosi per il pensiero che si vuole esprimere. Più spesso, si è detto che è moda, che è infarcito di sciocchezze (come tutti i "Social Network"), pur essendo divenuto il modo principale per veicolare notizie, spesso molto importanti (e per leggere opinioni che non siano sempre quelle dei soliti). Però l'altro giorno la "Einaudi", casa editrice di livello (e a cui sono personalmente affezionato), ha scritto un "Tweet" citando il Macchiavelli e, per motivi di spazio, ha usato la "k" al posto del "ch". Difesasi dall'ovvia reprimenda giuntale dai suoi "follower", ha scritto che la citazione era letterale, ma la grafia necessaria per lo spazio. Francamente, una stupidata. Già scriviamo male, già leggiamo male, già i nostri ragazzi abbreviano tutto in una maniera a volte veramente orribile, già il mezzo si presta a varie critiche: così facendo si offre il fianco a coloro che ritengono sia impossibile digitare qualcosa di minimamente interessante con così pochi caratteri.
Al di là di tutto, queste storpiature sono deleterie in sè e penso che lo abbiamo capito tutti. Tranne, evidentemente, quelli che pubblicano gli scrittori, ovvero coloro che sanno scrivere. Piccolo, ma brutto segno.

mercoledì 13 giugno 2012

Senza pretese



Ci siamo cascati con tutti e due i piedi. La domanda sull'omosessualità ad uno come Cassano è pura tattica di giornalismo-spazzatura, pratica di cui sono maestri decine di giornalisti, molti sportivi. Poteva essere un attimo di riflessione, ma nel marasma di inutilità dialettiche delle conferenze stampa agli Europei (e non solo), si è preferito buttarla in caciara, scegliendo il più improbabile degli azzurri, nel caso. Improbabile perchè è chiaro che una domanda così, a uno così, non poteva che sortire tali esiti. Spiace vedere che certe persone se ne approfittano non tanto dell'ingenuità, quanto dell'ignoranza dell'italico pedatore, cui sono di certo più avvezze frequentazioni da discoteca che biblioteche. Un altro episodio che rimarca la pochezza di un certo tipo d'informazione e che fa fare l'ennesima figura da poveretto ad uno che povero non è di certo, ma che è lì per correre e segnare (sic). Ma sì, siamo l'Italia, quella che ha un campionato dove si vendono partite e di più non si può pretendere.

martedì 12 giugno 2012

Quel treno per...



Il pacchetto di denunce fatte dai pendolari dei treni locali Italiani deve essere pesante più o meno come una carrozza di seconda classe. L'amministratore delegato di quel colossale e disfunzionante congegno che risponde al nome di "FS", senza mezzi termini e con una buona dose di arroganza, la mette giù semplice: o più soldi o dal 2013 si va con il bus, se c'è, o per i cavoli vostri (che è più semplice). Chiunque di noi ha provato, almeno una volta, a viaggiare come fa la quasi totalità di questi lavoratori: in piedi, in mezzo al luridume, con un bel freddo d'inverno e soffocando d'estate. Poco danno per chi lo fa ogni tanto, magari per svago o per andare a trovare qualcuno: molto peggio per coloro che, scesi da questi mezzi che nemmeno il famoso "terzo mondo" ha, devono farsi otto ore di lavoro e tornare a casa nelle medesime condizioni. Sempre ammesso che il treno ci sia: solo l'anno scorso, sulle tratte del Friuli (come esempio), sono state cancellate centinaia di corse locali, con gente che non arriva nemmeno sul luogo di lavoro. Dovranno pagare di più e sono sicuro che non cambierà nulla, perchè ormai è chiaro che dopo anni e anni di disagi, importano solo i numeri e il rendimento. Fregarsene della dignità delle persone, del decoro del servizio, dell'immagine stessa della propria azienda, non è nelle "corde" di questi manager. Che, tanto, c'hanno la "Freccia Rossa" gratis.
Mors tua, vita mea.

mercoledì 6 giugno 2012

Toh!



Toh! Mancano 3 miliardi e mezzo di euro nei conti dello Stato. Ma che strano. Pagare, tacere. Su, che i sacrifici mica li fanno tutti.
Toh! L'euribor è praticamente zero, ma se chiedi i soldi alle banche te li prestano con tassi tra il 10 e il 12%.
Toh! Obama ci dà consigli, dopo che per anni i titoli spazzatura delle banche Americane hanno inquinato più del petrolio anche l'Europa.
Toh! Le emergenze, che siano terremoti o schermaglie tra Ministri, vengono gestite tutte allo stesso modo: male.
Toh! Gli operai lavorano, eccome. Lavorano da morire. Qualcuno si è svegliato.
Toh! L'Italia arretra tra le grandi economie. Funziona solo la retromarcia, su questa macchina scassata.
Toh! La Lega sbatte fuori un assessore di Udine perchè ha scritto una cosa oscena e razzista su "Facebook", ma Lui non si dimette: l'ha scritta a titolo personale. Quindi è un cretino di suo, non un "politico" cretino.
Toh! Iniziano gli Europei di football e io tifo per l'Irlanda, perchè con un allenatore che esclama "I said cazzarola!" non puoi non amarlo. Gli Italiani rubano e falsano le partite: non mi sono così simpatici.
Toh! La corruzione aumenta, come l'IVA. Però la corruzione fa circolare i soldi, che è quello che serve.

venerdì 1 giugno 2012

Waiting Phase Nine (N., per un giorno a venire)





Nuvole come idee vaganti, frammenti di discorsi, libri studiati per altri.
Nebbia di mattinate che scivolano direttamente nella fuga cieca e bagnata tra vie e campi e alberi e fiumi.
Neve chè non è mai abbastanza per coprire il rumore, per pulire, per guardare dalla finestra.
Notti squadernate e a metà, ormai orfane.
Nulla vale come ciò che si perde, nulla sa di te, nulla è scomparso, per te nulla è rimasto.
Nuda la vicinanza del prossimo giorno, a venire.

[Photo by Lasse Hoile]

mercoledì 30 maggio 2012

Estote parati



I due hastag che vanno di più sono "no2giugno" e "si2giugno". Chiaro, siamo qui, siamo noi. Il problema, visto nel complesso, potrebbe perfino non esistere. La situazione, tragica, dell'Emilia ci spinge su un'onda emozionale (non si deve più dire che parliamo "di pancia") che, essendo tale, è sproporzionata. Premetto che un'esibizione di forze militari per celebrare una Repubblica che ripudia (sic) la guerra mi sembra un controsenso e che mai l'ho guardata, nè vi ho partecipato, il ragionamento è un altro. Siccome siamo un paese impreparato per ogni cosa, ci ritroviamo comunque con una mano davanti ed una dietro. Adesso pare che risparmiare qualcosa da questa esibizione (e dalla gita del Papa a Milano) sia diventato "un oppio" (cito) per il web Italiano. Non è la soluzione per eccellenza, ma un segno: di rispetto, di risparmio (anche pochi milioni di euro servono, dite di no?) e di atto solidale immediato. Per questo appoggio l'ipotesi (peraltro impraticabile, mi sa) dell'abolizione di questa parata, anche per gli anni a venire. Poi posso capire chi, con un'irruenza a volte violenta, dice il contrario.
Alla fine sarebbe importante fare in modo che tutto questo diventi un punto di partenza per arrivare ad essere una Nazione seria e pronta.
Sempre, da gennaio a dicembre.

[Vignetta di Mauro Biani]