lunedì 30 gennaio 2012

Waiting Phase One


Provate voi a vivere non giorno per giorno, ma ora per ora. A scollinare di continuo l'umore, a cercare senza trovare, a chiedere senza parlare, ad ascoltare tacendo, sopportando, a vedere sempre le solite cose, le solite pareti, le solite insulse vuote stanze da riempire di un qualcosa che non possedete più, a girare strade senza soldi, a pensare di non voler più pensare, ad accellerare senza muoversi, a tollerare interminabili minuti di gente piena di sè, della propria falsa deriva intellettuale, a cercare di sorridere a soloni da trattoria, a compatire se stessi sapendo che è una scusa, a terminare ogni giorno con una pillola, a benedire la chimica, ad odiare i conti che non tornano (mai), ad amare musica che nessuno ascolterà e perdersi in un labirinto di milioni di sbocchi e nessuna uscita.

Provate a risolvere.
Poi mi chiamate.

{Photo by Lasse Hoile}

mercoledì 25 gennaio 2012

Privacy 3.0



Il I° Febbraio prossimo, verrà presentato un regolamento, in commissione Europea, volto a restringere di molto l'uso dei dati privati "seminati" in rete dagli utenti. Questione annosa e legata a molteplici aspetti della nostra vita digitale: dall'uso dei "Social Network" (centomila "tweet" al minuto?!), a quello delle foto o dei semplici "status", siano personali o meno. Il web cambierà, nei prossimi anni, se non già nei mesi a venire: un esempio ne è la vicenda "Megaupload", che colpisce un altro lato della complessa mappa del web, assai pericoloso per gli utenti. Penso che ci sarà sempre meno spazio per l'uso gratuito di quai tutti i mezzi, ad iniziare da quelli della comunicazione in senso lato e per finire a quelli di opinione personale (le piattaforme free di Blog sono destinate all'estinzione). Ogni nostro movimento, scritto o semplicemente di ricerca, lo sappiamo, è immagazzinato in questi server enormi, da cui si trae il profitto economico della libertà d'espressione di puro cazzeggio. Se ormai siamo arrivati al 75% delle aziende che "sbirciano" i nostri profili, prima di concederci un lavoro, capiamo che la rete è veramente tale e impossibile da fermare. Una più stretta sorveglianza sui nostri dati non prescinde da quelli che noi stessi scriviamo, e di cui spesso paghiamo conseguenze sul piano personale. Fin lì non sarebbe un ostacolo: sarebbe un invito ad auto-limitarsi, che pare anche brutto. Se non devo più esprimere la mia opinione (politica, personale o su un libro od un disco) perchè temo che altri la usino contro di me, casca il palco. Eppure, mi viene da riflettere, è questo che accade, e non sono i dati sensibili a stuzzicare e farci catalogare, ma noi stessi. Ne siamo coscienti, il più delle volte: il guaio è imparare a stare zitti, adesso che una voce l'abbiamo trovata.
E come quando eravamo ragazzini, non ci sono regolamenti che tengano.

martedì 24 gennaio 2012

Things to crisis #2 - Cosa è aumentato



Di questi tempi (brutti), di crisi economica e non solo, sono aumentati:

  • i web soloni ed i web coglioni;
  • la musica schifosa;
  • quelli che pensano di tornare perchè gli altri sono incapaci;
  • quelli che non se ne vanno, nemmeno morti:
  • le rapina autorizzate delle banche;
  • le finte regole per l'economia, che non servono a niente e a nessuno;
  • i Repubblicani d'assalto e il the;
  • i puttanieri e le loro amiche (prezzi ribassati);
  • i seguaci dei Maya e chi pensa che a Dicembre sarebbe bello che sparissero loro, non il Mondo;
  • le barre di uranio arricchito che non si sa a che servono;
  • gli Stati da salvare dalla bancarotta;
  • le bancarotte;
  • le rotte sbagliate e le amiche non paganti;
  • le scommesse e i calciatori scommettitori;
  • la pubblicità idiota;
  • gli idioti che guardano la pubblicità;
  • quelli che gli vendi un iPhone per 100€ e lo comprano;
  • quelli che al posto del cervello hanno un telefonino (meno male, sennò sarebbe uno spreco di spazio);
  • chi non ce la fa più.

    L'elenco potrebbe andare avanti all'infinito. A ben pensarci queste cose sarebbero aumentate lo stesso, mi sa.

lunedì 23 gennaio 2012

Things to crisis #1


"Una giusta strategia di management.
Non provare ad espanderti in modo orizzontale finchè non hai raggiunto la massima capacità di espansione verticale.
E anche: non fare incazzare nessuno finchè non sai esattamente chi cazzo stai facendo incazzare.
E quando lo sai, evita."

[Don Wislow,"Le belve", Einaudi, 2011]


giovedì 19 gennaio 2012

Riflessione Litfiba


Ascoltando il nuovo cd dei "Ltifiba" e prima di darne conto, m'è sorta una riflessione personale. Credo di dovermi sforzarmi molto di più, nello scrivere su questo Blog. Troppe volte sono banale, nella scelta degli argomenti e delle espressioni. Mi rendo conto di abusare di alcuni termini, reiterandoli fino allo sfinimento (vostro), consumando alcuni dati e non tenendo conto di altri. Seppur sempre personale, questo spazio merita di essere più curato, di avere una voce mia, senza rincorrere esempi inevitabili, ma non clonabili. Perchè questa manfrina, allora. Perchè il disco dei "Litfiba" è questo: quaranta minuti di ovvvietà, di rivoluzioni esclusivamente verbali e a dir poco "popolari" (nel senso che sono cose che potete ascoltare in ogni bar della vostra città). Mi risulta amaro pensare che scrivere cose tipo "...dire bugie è diventato lo spot di una casta che spaccia promesse/ che sa giocare con le illusioni e come un mago si riempie le tasche" potrebbe, nelle intenzioni, apparire come un manifesto politico e di intenzioni, ma nella realtà non è niente (e finire la medesima canzone con quel "Vota Antonio!" di assai migliore memoria è triste, molto triste). Tutta così, quest'opera: una canzone uguale ad un'altra e tutte che si rifanno a composizioni più vecchie del gruppo. Mi spiace davvero per questo nome del rock Italiano, che ho spesso nominato come tutelare all'inizio della carriera. E' finito, da molto, lo splendore della musica di Piero e Ghigo. Non riusciranno a cambiare, nè loro nè ciò che li circonda. Convenzionali. 


mercoledì 18 gennaio 2012

Noi, sempre noi


Voglio tornare alla "Concordia" ed al mio post di ieri per chiarire (cosa che io mi posso permettere, certi giornalisti no) come, se non fosse evidente, che io sono decisamente convinto della colpevolezza di chi stava al comando. Ciò non significa che non vi siano altri responsabili e che l'auspicio, lo stesso dal 1969 a oggi, è che vengano fuori. Il nodo è solo quello: in questo paese uno paga (e qui è più che sacrosanto), ma chi muove i fili si rintana e la sfanga. La decisione di lasciare ai domiciliari Schettino è per me fuori dal mondo, ma siccome sono un fautore della Legge, mi adeguo, senza capire. Questo naufragio è uno dei tanti paradigmi misteriosi, pieni di inettitudine, di leggerezza criminale, di spavalderia che ogni giorno, e dico ogni giorno, vediamo anche nel nostro minuscolo quotidiano. E' la testa italiota che ci porta a certi eccessi, molto spesso. Senza sputare in faccia alla mia Nazione, senza denigrare per scrivere un post, senza apparire per quello che non mi va (tanto non è certamente questo Blog che cambierà qualcosa), ma è così. Non facciamocene una ragione, però. Combattiamo noi stessi.

martedì 17 gennaio 2012

#vadaabordocazzo



Anch'io sono stato vigliacco: lo ammetto, senza problemi, su un Blog che ha il mio nome e l'ha sempre avuto. A volte per colpa solo mia, più che altro per scansare cose o persone fastidiose. In qualche caso l'ho pagata e cara: in altri l'ho sentito dentro, un dolore, per molto tempo. Ancora oggi non ho risolto alcuni problemi con me stesso, mi pare chiaro. Però non ho mai ucciso nessuno, nè ferito, nè menato (e solo una presenza superiore sa quanto m'è costato non farlo). Quello che ha combinato il comandante della "Concordia" non solo non è scusabile (che fai, ti scusi per aver ammazzato un po' di gente?), ma è l'esemplificazione che la vigliaccheria è un male, che chi la porta a certi estremi è un criminale. Mi sbilancio? Mi permetto troppo? Va bene, forse dovrei fare come certi giornalisti e buttarmi "a pesce" (passatemela) sulla cronaca vivida e un debordante particolari truculenti ed odiosi, ma non è il mio mestiere: se volete queste cose, leggete un quotidiano. Io voglio solo affermare la vergogna per ciò che è accaduto, l'imbarazzo di chi è stato vigliacco nel vedere un vigliacco molto più grande. Bolliamolo come delinquente: tanto sappiamo che l differenza, in Italia, la fa un buon avvocato.
Spero non ne trovi neanche uno, sig. "comandante".

sabato 14 gennaio 2012

La Lega a Canossa



Berlusconi tira le fila e lo fa attraverso Bossi. Mi sia dia atto di aver detto, da tempo, che il "senatùr" non sta bene: fisicamente è evidente, politicamente appare più complicata, la cosa, ma osservando con attenzione si evince che la Legge elettorale attuale è fatta in modo che le liste bloccate siano un segno di forza per l'ex Premier e quegli elenchi non li vuol vedere certo fatti da Maroni. Il divieto di comizio al fu Ministro dell'interno, nonostante le colombe di pace buttate sul web da vari esponenti del "Carroccio", resta un fatto epocale, nella (triste) storia di questo movimento, criticabile come pochi in Europa. Si sono smascherati quelli che vogliono tenere bene il sedere incollato alla poltrona, che Roma è sempre ladrona, ma paga bene. Lo scollamento della "base", populista (vedi il post di ieri) e demagogica, non è solo folclore, ma la paura di perdere il fiero cipiglio barricadero che non fa più paura a nessuno: al massimo suscita un po' di mesta compassione. E ditelo, celoduristi della prima ora (e giù "Viagra"...), che i soldini dello Stato non vi fanno schifo, che i patti li fate, eccome. Fatevi una vostra Canossa, magari in Val Brembana. Lì, almeno tra di voi, vi capite.

venerdì 13 gennaio 2012

Populismi



Trasmissione radio, smaccatamente schierata, condotta in maniera a dir poco discutibile (occhio alle querele). Uno degli ospiti chiama forcaioli e populisti coloro che volevano l'arresto  di Cosentino e, toh!, un referendum sulla Legge elettorale. Mi viene in mente la rubrica di Serra di un paio di giorni fa, dove si diceva, più o meno, che la politica è un lavoro serio e che non si deve mettere dentro al calderone dell'indignazione tutto e tutti. Ora, dopo quaranta e passa anni di schifezze d'ogni genere, imputabili a gente che è tutto meno che onorevole, i populisti siamo noi. Ci si scorda forse troppo facilmente che questa forma deleteria di "ars oratoria" è un primato degli stessi che si definiscono ora vittime, usata in maniera maniacale ed ignorante in ogni telegiornale, comunicato, intervista, isola e casa da una vita a questa parte. Mi piacerebbe che si dicesse contro chi e cosa, che non siano politici e banchieri (per carità), ci si dovrebbe arrabbiare (eufemismo). Avvertirò la signora che fa le pulizie in condominio che potrei riversare su di Lei i miei improperi. Giusto così, per dare soddisfazione a chi ne sa sempre una più degli altri.

giovedì 12 gennaio 2012

Porcellum forever



Molti sanno che i quesiti referendari non sono proprio limpidi: scritti in "politichese" sembrano fatti apposta per non far intendere le intenzioni, le volontà di chi li propone. Ciò non toglie che stiamo discutendo di una decisione della Corte Costituzionale, non esattamente dei dilettanti. Se si tratta di questione procedurale o Costituzionale, lo sapremo. Quello che da subito si può dire è che questa Legge non andava fatta nel 2005: forse bisogna sventare prima questa ignominia. Non c'era la crisi, non c'era la benzina a 1,80€ e gli Italiani se la godevano, senza pensieri: erano affaccendati in altro, al solito. Dopo sette anni di elezioni varie e di improponibili personaggi messi lì da altrettanto impresentabili politici fatti alla TV, adesso la realtà appare anche più amara. E' che, come dicevano altri, in questo Paese arriviamo sempre dopo, quando ci sono solo gli estremi rimedi. La battaglia da fare è quella di un potere veramente in mano al popolo, che, guarda caso, non va al ristorante per venti euro. Inutile dirci in faccia di svegliarci: grufolano i porcelli e ridono. Di noi.

mercoledì 11 gennaio 2012

Memento



Probabilmente si può applicare a qualche personaggio che, in questi giorni, sta sui giornali. Fate voi.

"Perchè dobbiamo soffrire così? Probabilmente, eravamo nati per vivere più secondo la mater
ia che secondo lo spirito; ma, a forza di pensare, dev'essersi creata una sproporzione tra lo stato della nostra intelligenza così dilatata e le condizioni immutabili della nostra vita.
Guardi i mediocri, per esempio: a meno che non cada loro addosso qualche catastrofe, sono sempre soddisfatti: la sventura comune non li tocca.
Come neanche gli animali, del resto".


(Fëdor Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo).

martedì 10 gennaio 2012

Un tributo all'diozia


La pubblicità dice che il canone RAI è un tributo come un altro e va pagato. Mi avrete sentito parlare e scrivere di questa storia ogni anno: so benissimo, per esempio, che oggi si dovrebbe discutere di #Abano Terme, ma è un moto irrefrenabile quello che mi smuove la letterina arrivata stamani. Inutile dire cose che vi sfiancano, ma pensateci su: una tassa sul possesso di un apparecchio TV nel 2012 non è solamente anacronistica, ma fuori da ogni logica. Sopratutto se si sa che tale balzello è a beneficio di un unico ente, la RAI, che ormai è peggio di una rete locale qualsiasi. Di questi 112€ vorrei che si spendesse qualcosa per le "nove leggende" (cito sempre la pubblicità) che andranno a rendersi ancora più ridicoli sull' "Isola dei famosi", una delle chicche immancabili della prossima stagione. Oppure un contributo per comprare dei tranquillanti per quei deficienti invasati del primo pomeriggio, persi in trasmissioni così svilenti da divenire vergognose. Perchè questo è. oppure perchè il canone non lo pagano i Partiti, con i loro lauti contributi statali, visto che, praticamente, hanno invaso ogni anfratto delle reti pubbliche? Io non vi invito a NON pagare, no. Fatelo, lo dovete fare, perchè sennò vi vengono a cercare, con una precisione chirurgica. La stessa che non viene applicata mai per chi evade milioni. Sì, siamo in un paese democraticamente idiota.

lunedì 9 gennaio 2012

I campioni della truffa




E' Lunedì e questa giornata è balon. Calcio, insomma. Mi chiedo come si faccia, ancora, a parlarne come di uno sport. Oggi Messi riceverà il suo terzo pallone d'oro (come Platini, e ho detto tutto), ma se la notizia è che alla cerimonia ci va una riserva del Gubbio, tra le ultime squadre in serie B, perchè non ha venduto partite, vuol dire che c'è pochissimo da dire (almeno di riferibile). Quello che mi irrita oltre ogni dire è che le scommesse, i soldi "facili", li vogliono coloro che vengono pagati fior di quattrini per prendere a calci un pallone, i "campioni", gli stessi per cui se vai allo stadio paghi pure. E' una vera beffa, è istigazione all'abbandono di TV e campi, è un insulto gigantesco. Da anni non credo più che gli sport più popolari (in primis il ciclismo) siano tali: il doping è ovunque, le combine pure, per me c'è del marcio anche nel tamburello (se tanto mi dà tanto). Siamo riusciti ad inquinare ogni cosa, dall'aria agli spogliatoi: il tutto dando un insegnamento tremendo ai nostri ragazzi, che sognano ancora di esultare come dei deficienti davanti a qualche migliaio di creduloni. Siamo senza scampo: non possiamo neanche più divertirci, dobbiamo pagare tasse per ogni cosa (come a Topolinia) e la Domenica inventarci altro.
Chissà se in libreria ci sono ancora gli sconti.

venerdì 6 gennaio 2012

Scontrino politico



E' proprio uno scontro, anzi uno "scontrino" politico, quello che i soliti, inutili volti della politica storta portano avanti dal giorno in cui, e non sia mai, il fisco ha osato toccare la Cortina dei fighetti. Troppa Hollywood, dicono: clamore inutile, forzatura mediatica. Vi brucia il peperone, cari? A me piacerebbe sapere perfino nomi e cognomi di questi "signori". Di quelli che, di colpo, hanno tolto la polvere dalla carta per gli scontrini e hanno dovuto re-imparare in un amen ad usare la cassa. O perchè stanno sulla neve sono immacolati martiri dell'accanimento poliziesco di questo Stato che hanno truffato per anni? Quando leggo che si colpisce chi dà lavoro e fa marciare l'economia, io mi inquieto. Perchè i dipendenti di questi bei tomi le tasse le pagano alla fonte e non hanno la Porsche o la BMW. Se il mio datore di lavoro è un delinquente, sto zitto per non perdere il pane quotidiano, ma non è una giustificazione, nemmeno questa. Quelli della Lega, poi, non perdono occasione per chiamare in causa il Sud: io non mi preoccuperei, fossi in loro. Gli evasori, i parassiti, ci sono ovunque. I tempi sono cambiati. E non perchè mi illuda che da oggi in poi la lotta all'evasione sarà totale e senza tregua (ma quando mai?), ma perchè non c'è più trippa. Se la fame la fanno i poveracci, i poveracci s'incazzano e allora, bei genietti della fregatura, le vostre macchinine non saranno abbastanza veloci per farvi scappare da chi ha motivazioni ben più profonde e pesanti per odiarvi. Ve lo meritate. E state zitti.

mercoledì 4 gennaio 2012

Eliza



Eliza: "Da quanto non stai facendo progressi?".
Io scrivo: "Non mi sento all'altezza. Sono in uno stato da buttare".
Lei: "Perchè tu dici emotional dumping ground?".
Digito una risposta ovvia, ma la cancello prima di inviarla a Eliza.
La casella di testo è vuota e io scrivo di nuovo, le chiedo:
"Come ti senti?".
Eliza: "Ti interessa?".
Io scrivo: "Sì".
Eliza: "Sei sicura?".
Io: "Sicura".
Eliza: "Per favore, vai avanti".
E la risposta: "Da quanto tempo ti sei sentita sicura?".
Io: "Voglio dire che non penso di star facendo alcun progresso".
Eliza: "Da quanto tempo non pensi di aver fatto alcun progresso?".
...
La mattina seguente ricevo una cartolina.
Da Eliza.
C'è scritto: "Volevo solo dirti che sono estremamente soddisfatta di te. E che tutto si sistemerà. Sono qui per te. Eliza".


[Johan Harstad, "Vietnam. Torsdag", Gyldendal Norsk Forlag AS 2002, trad. di Eleonora Germani]

domenica 1 gennaio 2012

E vabbè: auguri.







Vi Auguro tanta serenità, quella che io cerco sempre: 
Vi Auguro dei regali che vi piacciano e che non finiscano, dopo due giorni, in cantina; 
Vi Auguro tempo bello; 
Vi Auguro ancora tanta voglia di stupirvi; 
Vi Auguro di non annoiarvi mai; 
Vi Auguro di essere originali quando tutti sono omologati; 
Vi Auguro la gioia di cose piccole, ma importanti; 
Vi Auguro un bel pensiero prima di addormentarvi; 
Vi Auguro musica che vi riempie il cuore; 
Vi auguro parole che vi portino sempre lontano; 
Vi auguro di non sentire più un poveretto come Berlusconi; 
Vi auguro di avere qualcuno che vi tratti come Cittadini e non come numeri; 
Vi auguro di essere innamorati come non mai.