venerdì 13 gennaio 2012

Populismi



Trasmissione radio, smaccatamente schierata, condotta in maniera a dir poco discutibile (occhio alle querele). Uno degli ospiti chiama forcaioli e populisti coloro che volevano l'arresto  di Cosentino e, toh!, un referendum sulla Legge elettorale. Mi viene in mente la rubrica di Serra di un paio di giorni fa, dove si diceva, più o meno, che la politica è un lavoro serio e che non si deve mettere dentro al calderone dell'indignazione tutto e tutti. Ora, dopo quaranta e passa anni di schifezze d'ogni genere, imputabili a gente che è tutto meno che onorevole, i populisti siamo noi. Ci si scorda forse troppo facilmente che questa forma deleteria di "ars oratoria" è un primato degli stessi che si definiscono ora vittime, usata in maniera maniacale ed ignorante in ogni telegiornale, comunicato, intervista, isola e casa da una vita a questa parte. Mi piacerebbe che si dicesse contro chi e cosa, che non siano politici e banchieri (per carità), ci si dovrebbe arrabbiare (eufemismo). Avvertirò la signora che fa le pulizie in condominio che potrei riversare su di Lei i miei improperi. Giusto così, per dare soddisfazione a chi ne sa sempre una più degli altri.