venerdì 6 gennaio 2012

Scontrino politico



E' proprio uno scontro, anzi uno "scontrino" politico, quello che i soliti, inutili volti della politica storta portano avanti dal giorno in cui, e non sia mai, il fisco ha osato toccare la Cortina dei fighetti. Troppa Hollywood, dicono: clamore inutile, forzatura mediatica. Vi brucia il peperone, cari? A me piacerebbe sapere perfino nomi e cognomi di questi "signori". Di quelli che, di colpo, hanno tolto la polvere dalla carta per gli scontrini e hanno dovuto re-imparare in un amen ad usare la cassa. O perchè stanno sulla neve sono immacolati martiri dell'accanimento poliziesco di questo Stato che hanno truffato per anni? Quando leggo che si colpisce chi dà lavoro e fa marciare l'economia, io mi inquieto. Perchè i dipendenti di questi bei tomi le tasse le pagano alla fonte e non hanno la Porsche o la BMW. Se il mio datore di lavoro è un delinquente, sto zitto per non perdere il pane quotidiano, ma non è una giustificazione, nemmeno questa. Quelli della Lega, poi, non perdono occasione per chiamare in causa il Sud: io non mi preoccuperei, fossi in loro. Gli evasori, i parassiti, ci sono ovunque. I tempi sono cambiati. E non perchè mi illuda che da oggi in poi la lotta all'evasione sarà totale e senza tregua (ma quando mai?), ma perchè non c'è più trippa. Se la fame la fanno i poveracci, i poveracci s'incazzano e allora, bei genietti della fregatura, le vostre macchinine non saranno abbastanza veloci per farvi scappare da chi ha motivazioni ben più profonde e pesanti per odiarvi. Ve lo meritate. E state zitti.