mercoledì 15 febbraio 2012

Il Santo niente



Non mi interessa quello che dice Celentano. Non mi interessa Sanremo, nè le sue canzoni. Mi interessa cercare di capire perchè una rete "pubblica" punti tutto su di un solo programma all'anno, investendo cifre enormi, e tralasci, trascuri, riduca a farse altri spazi televisivi. Il Festival ha un ritorno economico indubbiamente rilevante, ascolti alti (se non altissimi) ed è una tradizione. Come tutte le tradizioni c'è del buono e del cattivo, ma divenire quasi un'ossessione produttiva, con mesi di anticipazioni e quintali di articoli, mette in ombra la cosa più grave: il disfacimento ormai ineludibile della Rai, che non ha una buona idea da anni e che è riuscita solo a scimmiottare i programmi Mediaset (basta vedere la fascia pomeridiana, un'accozzaglia di cloni), pure facendoli male. Il che è tutto dire. Del canone ho detto. Resterebbe da discutere, se vogliamo, come mai qualcosa per cui si paga metta le cose migliori o alle tre di mattina (esclusa RAI3, finchè esiste...) o sul digitale terrestre, una delle più scadenti avventure tecnologiche degli ultimi anni. Ma che ne parliamo a fare? Evviva i Santi.
Che emettano scontrino, almeno.