mercoledì 22 febbraio 2012

Un tacer che va scritto



Non mi illudevo che una trattativa fondamentale come quella sul lavoro filasse via liscia come un festino ad Arcore. Impossibile. Qui, adesso, siamo alla fase di difesa delle proprie specificità, delle ragioni giuste contro quelle ingiuste, ma sempre di parte. Le incaute (perlomeno) parole della Confindustria sulla difesa di ladri e assenteisti, insieme al delirio del "kit del Capo", con cui la Fiat fa un mini corso ai suo capi-reparto per spiegare un accordo in vece delle RSU, segnalano un forte nervosismo, un desiderio di far vedere chi comanda. Nel contempo lo sfasamento del "PD", ancora allergico all'unità di intenti e di decisioni, complica politicamente le cose. Per esperienza, so che non è facile nè consigliabile difendere chi si prende gioco dei lavoratori, di quelli veri, che si smazzano ogni giorno e non certo per stipendi da Ministri. Certo, tutto è possibile, in questo malridotto paese, ma non si hanno a disposizione nè avvocati, nè consulenti del lavoro appena si alza il telefono. Perciò, se davvero bisogna riformare il lavoro, queste sono stupidaggini, perdite di tempo: tempo prezioso, che nessuno ha, nè in Europa, nè altrove. Il lavoro dignitoso e retribuito equamente è la sola ancora di salvezza per milioni di persone. Non accostiamo troppo alla riva senza pensare: si sa come va a finire.