giovedì 29 marzo 2012

Terra bruciata



Sarebbe banale dire che la mancanza di lavoro è una polveriera sociale pronta a saltare. Già, perchè il fuoco è reale, le vittime anche: i disastri si consumano in quantità sempre maggiori, non ci sono riforme che tengano. L'escalation di suicidi, tentati o purtroppo riusciti, era facile da prevedere: qualcuno avrebbe il coraggio di scrivere che è perfino banale dirlo (ci sono giornalisti così, lo sappiamo). I tempi della politica e del welfare sono sempre distanti da quelli della realtà: se ci sarà lavoro non è adesso, non è domani. Ma domani i conti da saldare sono reali, le banche che, con il loro solito tatto da cravattari, ti vengono a pignorare ogni cosa esistono, non vengono mica quando puoi o quando vuoi. Stiamo semplicemente assistendo a cose che ognuno di noi, in cuor suo, sapeva che sarebbero accadute: sì, anche quelli che sui giornali dicono che erano brave persone, mai un problema, mai un dubbio con o su di loro. Quando si è soli, soloni, quando ci si vergogna perchè non si può comprare nemmeno un paio di scarpe, non si affiggono manifesti, sapete? Pudore e notti insonni sono la paga di chi non ha paga.
Mi domando chi risarcirà questo paese della mancanza delle persone che decidono di farla finita.
E' una sconfitta totale, per chiunque.
In special modo per coloro che parlano, parlano, parlano.

mercoledì 28 marzo 2012

Avete visto la luce?


Non sapevo che questa riforma del lavoro fosse stata voluta da noi, dagli Italiani. La rivelazione mi lascia un attimo basito. Dato che portare firme (a milioni) non serve, chiedere referendum neppure, pregare per un po' di onestà e trasparenza nella Pubblica Amministrazione è come andare di notte a fari spenti nel deserto del Gobi, mi domando se siamo tutti maledettamente ben dotati intellettualmente, al punto da influenzare con il pensiero perfino i tecnici del Governo. Chissà, ma ne dubito. Le falci, quelle che tagliano posti di lavoro e buste paga, vengono dall'alto, mai dal basso, dal "popolo" (altra parola dall'etimologia ormai incerta). Fosse che non ci siamo capiti? Una riforma del lavoro serviva, eccome, ma partendo dal creare il lavoro, non dal mettere in ginocchio quello che già c'è. Elemosine e pianti servono a pochino: non sono eterni, nessuno dei due. Tamponare non è costruire, ovviare non è stabilizzare, parlare non è fare.
Se qualcuno in più dei nostri politici lavorasse, queste cose le saprebbe.
E tacerebbe anche un Professore.

lunedì 26 marzo 2012

L'equità ai tempi nostri




Come la democrazia, anche l'equità non esiste. Qualsiasi Governo, in Italia, si è sbilanciato a favore di qualcosa o di qualcuno, mantenendo una linea unica nella storia: quella di privilegiare pochi (o pochissimi) e fare "massa" con i quattrini degli altri. La "riforma" (le virgolette sono volute) del lavoro è la sintesi, meccanicamente perfetta, di una situazione di inciviltà profonda: quella, appunto, che non rende equa questa messe di decisioni, che non dà a tutti, ma che, semmai, si assomma al continuo sottrarre. Sottrarre soldi e risorse alle famiglie (IMU, Irpef, accise sui carburanti e via così), per poi lasciare sempre in pace banche e politica, che continuano nella loro opera di sopraffazione e delinquenza. Fidarsi degli imprenditori per fare sì che non ci siano licenziamenti in massa, ancora, è come dare una pistola ad un serial killer neo-confesso. Semmai ce ne fossimo scordati (io e molti no, ma chi comanda sì), l'imprenditoria Italiana, nei suoi aspetti più diffusi, non innova, non è democratica, non si domanda che fare con le persone, ma le conteggia e basta. Anche a scapito dei molti che, invece, sanno che fare impresa vuol dire sempre partire dai lavoratori, siano essi operai generici od ingegneri nucleari. La parte sana di questo paese, da Nord a Sud, sta soccombendo, illusa da chi, cercando parole nuove, non fa nient'altro che continuare ad infierire su chi è allo stremo.
La sentenza non è ardua: è già scritta.

venerdì 23 marzo 2012

Io non ho capito (*)



Tra il Governo degli ignoranti puttanieri e e quello dei neo-liberisti mi devo essere distratto un attimo. Io pensavo ad una Paese scassato, corrotto, macilento, ma tuttavia degno di tolleranza. Mi ritrovo con uno Stato dalle medesime caratteristiche, ma che non merita nulla, perchè, tanto, quello che potremmo dargli ce l'ha già tolto. La discussione sul nuovo modello del lavoro, a prescindere dall'ovvia mancanza del soggetto (il lavoro, appunto, che NON c'è), è stata la stoccata finale di questa gara di sciabola che non ha vincitori, ma solo vinti. Mentre continuano a ripassare il sale sulle ferite, mentre si continua a fare finta che la gente per strada non esista, ma siano veri solo i Palazzi dei banchieri (sia mai che abbiano problemi, per carità), io mi sento meno cittadino e più vassallo, meno stupido e molto più intelligente di chi comanda ("governare" è un'altra cosa).
La consapevolezza è cosa amara,ma è gratis.
Le conseguenze, no.
Chissà a chi è stato venduto il dovere dell'equità: un mistero tra i tanti.

(*): sia riferito solo a me, non certo agli illuminati che scansano le domande perchè non fai parte della loro cricca. E ce n'è.


venerdì 16 marzo 2012

Luce dei miei occhi








Riprendo.
E non dovrei.

Era dopo la fine dell'estate. Quell'estate lontani, quei giorni lungo il fiume a spendere il nostro Amore al finale. Adesso, qui, fa freddo, le foglie cadono sui viali del parco. E' tutto repentino, così veloce, così assoluto. Sembra non ci sia uno stacco, che sia una lunga, lunghissima scena imparata a memoria e relegata in un angolo della mente, buona per la prima occasione. Tutto quello che sta attorno non sembra neanche essere più il nostro mondo: la gente, di fretta, le macchine, di corsa, i suoni che distinguiamo e non sentiamo. Siamo due egoisti, per un momento, che si devono ridare tutti i crediti, che devono restituirsi ogni singolo frammento, felice o infelice che sia. Non c'è ragione di tirare troppo per le lunghe. Sono cose che tu sai meglio di me, come non importa chi le fa per primo. Ecco, se adesso lo rivedi ha perso un pò dei colori dell'aria: sì, l'aria io la vedevo colorata, con te, si permeava di un'assoluta purezza.  Non è questione di chi o quanto, di come e dove: una stretta terminale non lascia scampo neanche ad un brandello di assoluzione. 
Un taglio, netto e preciso, già asciutto. 
Ho raccolto le stelle di quei giorni ed ogni tanto le getto sul soffitto, per stendermi a guardarle e ricordarmi della luce che avevano nei tuoi occhi. 

"E noi che pensiamo la felicità 
come un'ascesa, ne avremmo l'emozione 
quasi sconcertante 
di quando cosa ch'è felice, cade."

(Rainer Maria Rilke)

giovedì 15 marzo 2012

Waiting Phase Six



Io non voglio entrare nelle vite altrui, non voglio farlo perchè mi va, non voglio che sia concesso. Desidero un invito. "Vieni a vedere il mio mondo nel Momdo, questa parte infinitesima del tutto, l'inizio che ha già la fine scritta ed il bello è sapere che non si può conoscere, la mia idea di quello che ha valore, il mio essere niente altro che me stesso, senza falsità, ma con il permesso di dirti quello che mi va e devi credermi. Vieni e stai. Parla, se vuoi. Taci, se puoi".

mercoledì 14 marzo 2012

Waiting Phase Five



Io odio entrare negli ospedali. Riescono a rovinare anche i soffitti, tutto un mondo di dolore non voluto, gente che pensa di sapere ogni cosa di te, che ti ascolta pensando alla partita in TV della sera. Un formicolare che attanaglia le gambe, nell'aria troppo spessa, malata di calore, sempre. Riconosci l'umanità a sprazzi, si maschera negli anfratti, dietro alle scale antincendio piene di sporcizia, scarichi delle coscienze, riempimento delle ore eterne. Dovunque e chiunque tu sia, queste cose non le vedi, forse neanche le odori, non le senti, non le chiami. Entri, esci, sai di doverci tornare, non vuoi tornare, non riesci a cambiare.

martedì 13 marzo 2012

Proibito



La sagra delle occasioni perdute dura tutto l'anno. Vi partecipano, con alterne fortune e argomenti a volte risibili, tutti i partiti, tutti i politici, tutte le Regioni. In realtà ha poca importanza ciò di cui si discute: l'importante è fermare tutto, all'infinito, rimandare, contraddirsi e mandare nel dimenticatoio. Prendete la questione dei matrimoni tra omosessuali. Certo, forse non è il punto più decisivo adesso, ma da quanto si tenta, insieme alla Legge sul "fine vita", di dare una risposta definitiva a questa questione? Per quel che so io, anni. Potremmo ricordare le migliaia di motivi per cui non si è arrivati ad una decisione, ma ciò che resta è solo il nulla giurisdizionale e un enorme vuoto culturale e civile. Anche il "PD", eterno indeciso su di sè e sul Mondo (ma che partito è?), non riesce ad uscire dal pantano e si barcamena con le sue mille anime che traballano su una scialuppa sempre più distante da quello che si chiede: una rotta sicura e decisa. Un altro inciampo che andrà a svuotarsi di significato se non si fa in modo che le decisioni e le proposte non siano immediate e non calenderizzabili più o meno per il 2030. Però c'è sempre altro, c'è sempre in Vaticano, c'è sempre l'ipocrisia, c'è sempre la volontà di non scontentare nessuno: si sa mai chi dovesse portare voti.
Quella è l'unica cosa che conta.
Vergogna, questa sconosciuta.

lunedì 12 marzo 2012

Fatevi l'inchino



Povero "PdL": da un nano ad un Alfano. Come ondate cicliche di populismo pesante, le bordate politiche Italiane si infrangono con inusitata potenza verbale, infarcita di luoghi comuni, bassezze, banalità. La campagna elettorale perenne cui siamo sottoposti, volenti o nolenti, riporta a galla tutte le nefandezze lessicali che possiamo tollerare, ed anche di più. Mentre nel Mondo si consumano tragedie epocali (vedi la Siria, per dirne una) e la crisi del lavoro disintegra intere Nazioni, questi scellerati continuano a razzolare, tutti quanti, nell'orticello della loro miserevole ed angusta visione delle cose, limitata ai fatti sporchi di un paese come il nostro, incapace di guardare oltre il proprio ombelico. In questo sono bravi tutti, a destra, a sinistra, ovunque. Sono ignoranti, perlopiù, e non tentano nemmeno di mascherarlo; aggiungono anche questo vessillo alle loro bandiere di personaggi arrancanti e pretenziosi di visibilità.
Come capitani derelitti, si fanno l'inchino l'un con l'altro.
Tutto qui.

domenica 11 marzo 2012

Federazione d'inutili




La "FIGC" (Federazione Italiana Gioco Calcio) ha un record invidiabile: è zeppa di ipocrisia e incapacità decisionale. Ha vietato le feste pre-partita tra le tifoserie "gemellate", ma non interrotto la partita (magari bastavano 5 minuti) quando un nutrito gruppo di "Laureati in tolleranza ed educazione" ha insultato il giocatore Juan della Roma. perchè è di colore. Ha aperto un'inchiesta su uno degli striscioni più infami che siano mai stati esibiti ("Pessotto simulatore. Si è buttato o era rigore"), ma non si è sognata, neanche per sbaglio, di dare immediatamente quattro, cinque giornate di squalifica al campo dove si è consumata questa ennesima vergogna. Perchè il calcio non si deve toccare, nonostante sia zeppo di ladri e truccatori di partite, malgrado sia impossibile discutere (anche sui "social network") pacatamente di una partita: appena si va sul tifo, la gente, anche intelligente, perde la testa. Si lasciano entrare negli stadi gruppi di decerebrati che starebbero bene a casa loro, dove, se fanno danni, se li pagano. Tutto e in nome di un gioco, svuotato della passione e gonfiato dagli stereoidi dei soldi e delle partite sempre e comunque. Mi chiedo come si possa chiedere ai nostri figli di essere coerenti e leali, quando fanno uno sport.
Questa è la gente che ha in mano il pallino, ma non ha palle.

mercoledì 7 marzo 2012

Résumé





Insomma, uno non può assentarsi un attimo...

La "Lega Nord" becca le tangenti. In questo sono molto, molto Italiani.

A Marzo buste paga più "leggere" a causa dell'aumento dell'Irpef. In quelle di Aprile vi verrà chiesto direttamente un lascito testamentario.

Le prossime primarie del "PD" avranno un unico candidato ed un solo gazebo, ma il risultato resta incerto.

Mancini (che mi stà sull'anima, ma non è stupido) consiglia a Balotelli di sposarsi. Chissà perchè l'allenatore del City tratta così male le donne.

Berlusconi, impaurito dalle strumentalizzazioni, non va da Vespa: già pronto un plastico, completamente vuoto, per parlare del cervello del "Cavaliere".

Dalla era gay (lo si sapeva più o meno da un secolo): qualcuno mi spiega dov'è il problema?

"Facebook" bloccato. Panico tra gli internauti: cosa fare al lavoro, oggi?

La "FIGC" contrasterà in maniera dura i cori razzisti negli stadi: d'ora in avanti sarà vietato comprare giocatori di colore.


venerdì 2 marzo 2012

Ladri con il cuore



Due paesi. Uno che smette di comperare anche il cibo e che ha quasi il 10% di disoccupati. Un altro, in giacca e cravatta, che s'incazza perchè "non possono abolirci i ricavi per Legge": è quello dei banchieri (non bancari, un'altra categoria). Poverini, mai contenti, vivaddio. Dopo aver intossicato l'economia mondiale, riempiendola di spazzatura, lucrando sulle disgrazie di chi aveva avuto fiducia in loro, e dopo aver visto che nessuno li tocca (e che le regole per loro non si fanno, mai), adesso diventano anche barricaderi. Giusto: sono il "sindacato" di quella categoria. Avranno anche ragione, ma il continuo ricatto (Marchionne docet) con cui minacciano di chiudere il credito a famiglie ed imprese, dopo aver succhiato anche il sangue dei clienti, è vergognoso, insultante. In un momento drammatico, epocale, non ci si scansa di continuo, non ci fa ancora più casta a sè, non si fa finta di essere cambiati per continuare a fare i porci comodi. Questo viene chiesto a tutti, tranne che a loro.
Sono sensibili.
Ladri, ma con il cuore.

giovedì 1 marzo 2012

Cordoglio.net



Potremmo (per dire della scomparsa più recente) di Lucio Dalla, o della Houston, della Wynehouse e rimanere solo nell'ambito della musica. Eppure, ogni giorno, purtroppo, scompaiono personalità importanti della cultura, del giornalismo, della politica. Da anni la differenza sta nella diffusione dei "social network", su cui, immediatamente e senza filtri di sorta, si riversano milioni di messaggi addolorati, dei tipi più vari: classificarli è praticamente impossibile, andando essi dalla semplice notizia, fino a intere pagine di pseudo poetiche rimembranze un po' sciatte e molto, molto retoriche. Va da sè che è improponibile tentare di essere indifferenti (lo fanno, scrivendolo, i grandiosi snob della rete, particolarmente presenti in Italia), distaccati o semplicemente silenziosi. Un artista, un giornalista, uno scrittore che, in qualche modo, sono parte della nostra vita/formazione/cultura, andandosene, ci portano ad esprimere l'emozione che in quel momento pervade la mente (vabbe', anche il cuore, va). Il mezzo è quello che cambia le cose, la condivisione, l'accavallarsi di centinaia di migliaia di righe. Poi, sempre quelli bravi, con il cinismo tipico di chi sa tutto, dicono che in ventiquattr'ore è tutto dimenticato. Sarà. Io non difendo nessuno, solo la libertà di lasciarsi, a volte, andare. Magari è banale e solo poco intelligente, fastidioso, banale, irritante, ma chissà quante cose facciamo in un giorno che hanno le stesse caratteristiche, per gli altri. La domanda da farsi è quanto possiamo essere tolleranti.
D'altro canto, pensateci, basta non leggere o uscire a fare due passi.
Pare faccia anche bene alla salute.

[Yayoi Kusama, "Net", 1998]