martedì 24 aprile 2012

Festa spiantata



Da qualche anno, il 25 Aprile è terreno per discussioni che riguardano, principalmente, la chiusura/apertura dei negozi e la "rinegoziazione" di quel periodo, chiaramente troppo spostato a sinistra per non infastidire questa nostra Patria così profondamente fascista. E se per il secondo motivo non c'è da dire nulla, tanto è inutile, pernicioso e fastidioso, per il primo c'è parecchia maretta. Prendere posizione può essere semplice, ma non troppo. La Festa della Liberazione è importante, basilare per la storia recente e per la nascita di quella Repubblica che, seppur scalcagnata, è arrivata fino ad oggi. Scrivere di valori, quindi, non è sbagliato, in questo caso. Ma siccome è tutto ribaltato, evidentemente le ragioni economiche (messe sempre avanti ad ogni cosa) portano ad altre considerazioni. Eppure è molto semplice. il 25 Aprile è una Festa Nazionale, perdipiù laica, come il I° Maggio. Impedire di festeggiarla è ingiusto, anche se dobbiamo pensare che ci sono categorie (inutile elencarle) di lavoratori che non sanno cos'è una Domenica o una Festa, appunto. Per tutti gli altri mi sforzo di vedere la cosa come un modo per guadagnarsi il pane anche quando si potrebbe o vorrebbe stare altrove. Mi chiedo, comunque, quanto contino i lavoratori, al giorno d'oggi, anche su questioni come questa.
Quello che temo è che, ormai, chi fatica sia sempre più solo, più usato, più sfruttato e più debole.
Alla faccia di quelle cose lì, i valori.
Appunto.