giovedì 31 gennaio 2013

Riflessioni di un cittadino confuso - Due



Ma via, diciamocelo. Occorre fare la Rivoluzione. Ecco, lo sappiamo, lo speriamo, lo scriviamo, lo pensiamo, no schiodiamo. Magari iniziassimo dal nostro cuore, a fare un po' di ribaltamenti. Dalla nostra testa, tirandola fuori dal guscio. Mi chiedo, sempre, ma come si fa una Rivoluzione? Si spacca tutto? Si rinnegano il padre, la madre, Berlusconi, i Comunisti, i Fascisti, la squadra di calcio? Guardate che non è facile, no. L'obiettivo di una parola così è alto, mica le pozzanghere. Ideali confusi e poco senso del dovere verso se stessi e gli altri mi sa che non aiutano. Ci vuole maturità, per fare una Rivoluzione: palle e maturità. Se devo dirla, la dico: è probabile che non siamo pronti. Sicuro d'essermi attirato strali e maledizioni (una più, una meno), perchè di brava gente pronta a tutto ce n'è. E' che chi guida questa macchina fumosa e scalcagnata non è in grado di dirigere le "Forze buone" verso il bene. Siccome scrivere "speranza" appare bestemmia, scrivo "impazienza".