sabato 29 giugno 2013

Il bosone dell'educazione


A poche ore dalla scomparsa di Margherita Hack, si sprecano, come è ovvio che sia, commemorazioni e ricordi. Quello che mi ha stupito, e devo dire che poche cose ormai ci riescono, è il livore e la cattiveria di moltissimi commenti alla notizia. Basta passare per le pagine di "Repubblica" o, addirittura, di "Wikipedia" per scorrere un florilegio vergognoso di insulti, a tratti insostenibili, verso la figura di questa Scienziata. Niente di nuovo, ma non nuocerà certo ricordare come il nostro modo di essere venga riportato dalle parole che scriviamo. Adepti della partigianeria speciosa (anche io, che credete), riversiamo la nostra pochezza verso coloro che, per motivi di qualsiasi genere, non sono "come noi", non la pensano "come noi". La Hack era atea, di Sinistra e non nascondeva di certo queste sue caratteristiche umane e se vogliamo morali. Cosa che, invece, fa moltissima gente, usando il mezzo web per lanciare valanghe d'infamia al sicuro da un confronto che non può essere personale e concreto. Ancor più volgare e disarmante quando ciò avviene per una persona scomparsa. Il tratto congiuntivo è la vigliaccheria, la resa dell'educazione alla massa informe del dileggio, macabro, odioso. Un paese di mezze persone, di mediocri e di falsi, dalla cui ombra è sempre più difficile sottrarsi: il costo è passare per quelli che sputano nel piatto dove mangiano. Siamo distanti dall'uso del mezzo Internet per crescere.
A questo punto mi basterebbero un po' di buone maniere.
L'Università dell'idiozia è già piena.

giovedì 27 giugno 2013

Il gioco delle tre carte


"La versione di Letta" è servita. Date tre carte, di cui una sola vincente, imparare dai baracchini del gioco illegale come muoverle e far uscire sempre e solo quella. Il contrario della truffa, ma il benessere degli Italiani. Se non ci saranno più nuove tasse, a scanso di idee innovative, aumentiamo quelle esistenti, perchè la fonte che dà acqua è sempre la stessa. Barcamenarsi è la parola d'ordine: quella di verifica è rinviare. Il tempo è galantuomo, si suol dire, ma, evidentemente, anche un mago. Tra tre mesi, oplà, ci saranno i soldi per non aumentare l'IVA, vero? Oppure, in un moto di fantastica presa di coscienza, quattordici miliardi per caccia militari non si troveranno. E poi dicono che le favole non son vere. Tappa qui, tappa là, lo scafo fa ancora acqua: neppure tanto divertimento a bordo, oltretutto, visto che il satrapo mummificato s'è scornato e deve star buonino (a cuccia).
Altrochè estate calda: moriremo di freddo, avremo i brividi e per quando sarà Ottobre, chi non è emigrato, tornerà a far legna in quei quattro boschi rimasti dopo gli incendi (che si spengono con gli F-35, notoriamente).
Buona fortuna.

mercoledì 26 giugno 2013

Pensiero del mattino


Metto questa, tra le tante. Quelli che vanno sui giornali parlano di "gogna mediatica", dato che sono miopi. Come dice uno molto più bravo di me (Giorgio), questa è una piazza pubblica, dove nessuno è obbligato a stare, ma chi c'è può dire quello che vuole. Ci sono Leggi sulla diffamazione, ma finchè io mi dico schifato, quella gogna non è nient'altro che la paura (e ve lo dico da sempre) che si portano dietro coloro che, a vario titolo, si sentono o sono coinvolti in queste vicende. Chè, poi, è la paura di vedersi fatta a pezzi la loro posizione sociale e sopratutto lavorativo/economica. E anche di questo posso permettermi di fregarmene.

Buongiorno.

martedì 25 giugno 2013

I consumati ritorni



Se l'amore ha occhi
guardano nel tuo cuore 

ed in una vita che corre da sola. 

Il cerchio di un paesaggio perfetto 

Chiude la strada del sogno 
Che io desidero per Te, 
illusa da una luce lontana.
Ti avvicini al segno del sentire 
solitaria,
così da poterti toccare,
accogliere il calore della bellezza. 
Siamo così fragili 
che anche il vento 
ci fa sanguinare. 




Consapevolezza o pietà di se stessi nella parola scritta? Prima ancora di svelarsi essa impone il suo trionfo, senza forma e senza verità, ma tanto forte da farsi attendere, desiderare come irrinunciabile dal cuore. Da una fonte indecifrabile le parole nascono in negativo, sgorgando come percepita assenza di loro stesse, e morendo su carta; e solo la poesia può riuscire a scioglierle di nuovo per un raro istante d'amore e verità insieme. 
(Mario Luzi) 


lunedì 24 giugno 2013

Il Sig. Rossi e il Cavaliere


Ogni giorno, per migliaia di persone, ci sono sentenze, giudizi, condanne, multe. Ogni giorno la elefantiaca macchina della Giustizia Italiana tenta di completare arretrati da quinto Mondo, in mezzo a carrelli di faldoni strabordanti di scartoffie e fotocopiatrici che tirano le cuoia. Ci si rimette al giudizio di altre persone, che sono (dovrebbero essere) "super-partes", ma che, in ogni caso, rappresentano lo Stato e le sue regole. Queste masse di normali cittadini possono avere la vita cambiata, stravolta, annullata in pochi minuti, dopo anni ed anni di attesa. Però, per qualcuno che "cittadino normale" non è, c'è la possibilità di arruolare Parlamentari e di pagare gente per urlare la sua innocenza. Ci sono TV prone e servizievoli, giornali maleducati e volgari, torme di ragazze-oggetto contente di esserlo che mentono sapendo di mentire. Un'altra cosa, un altro quadro: solo a questo "qualcuno" è permesso di dare dei giudizi denigratori sulla Magistratura e sui Giudici. A questo colui faranno ridere parcelle milionari per avvocati (minuscolo) che, oltre al resto, sono anche dei Parlamentari dello Stato. E il primo grado fa gioco, anche quando è perso. Milioni di persone sentiranno un afflato devozionale che li porterà a condividere con il miliardario la loro vita da  ottocento euro al mese, portati dal vento della "Democrazia", nel senso più alto della parola. Perchè qualcuno ha detto che i Comunisti sono al potere e ci fottono ottocento miliardi di euro all'anno.
E allora se non c'è giustizia (per questi), ci sia almeno un minimo d'intelligenza.
Oso chieder troppo?

giovedì 20 giugno 2013

Riflessioni di un cittadino confuso - Quattro



Certamente, tra tutte le notizie (perlopiù brutte) che ci capita di leggere ogni giorno, sarebbe difficile sceglierne una sola per discuterne. Ad esser parziali, la condanna di Berlusconi è una di quella cose per cui vale la pena spendersi, se non fosse che a continuare a parlare di una persona che è, evidentemente, almeno discutibile non fa altro che portare ulteriori motivazioni polemiche ai suoi sostenitori, sempre troppi e ciechi. In autunno, penso, ciò che sta succedendo avrà i suoi veri effetti, quando il Governo Letta, più doroteo che mai, dovrà arrivare ai nodi politici. Per adesso tenta ancora di illuderci sull'IVA, fa decreti che, a parole, sono anche interessanti, ma che calati in un Paese che di fatti non ne fa, sono appesi ad un filo sottilissimo, fatto sempre da moneta sonante e gira un attimino smarrito. E quando, speriamo passato il caldo, un "PD" perlomeno confuso andrà a votare un nuovo Segretario, quando il "M5S" conterà i sopravvissuti ed il "PdL", volesse il cielo, si dimetterà in blocco (che bella cosa la solidarietà, a questi livelli: si chiama servitù), vedremo di che pasta sono veramente fatti questi "nuovi" politici. Ci aspettano ancora mesi assai difficili e che  vedranno i cittadini alle prese con drammi concreti e quantificabili, ma sempre troppo piccoli per chi vola così alto.
Perchè le promesse non danno da mangiare.

lunedì 17 giugno 2013

Piazza pulita


All'erta stiamo. Nei piccoli anfratti delle proposte di Legge (che si sprecano) ci sono sempre delle sorpresine niente male, come ovetti di cioccolato gustosi. Una delle ultime è questa che è senz'altro nelle corde populiste del "PdL" (un ex partito, ormai). Gli stracci che volano per la Camera, le botte in Parlamento si possono anche tollerare, dato che sono espressioni della Politica, fatta da gente perbene. Però, se quando si va nelle piazze, qualcuno dissente, magari ti dà del ladro, sapendo di avere ragione come Gesù all'ultima cena, potrebbe, un dì, beccarsi un po' di galera e rimetterci anche dei soldi. Ora è chiaro che c'è provocazione e provocazione: la violenza non è mai accettabile, ma quella verbale non è esattamente potente come un cazzotto o una manganellata. Inoltre, pur riconoscendo che l'art. 17 della Costituzione parla chiaro, risulta evidente l'intento di "quella" parte di lasciare mano libera nei comizi, affinchè non si disturbino sopraffini oratori e barzellettieri botolinati. Scottati da coloro che hanno osato infastidire il Sommo, fanno una cosa per loro logica: tentano di fermare la cosa sul nascere, dando non solo l'impressione, ma la certezza, di amare un certo tipo di regime morbido, pugno di ferro in comizio rilassato. Se tutto questo vi puzza, non avete un olfatto particolarmente fino, dato che l'odoraccio solforoso è ormai ammorbante.
Perciò, compratevi una maschera a gas.
I lacrimogeni sono scontati, per lo Stato.

giovedì 13 giugno 2013

Riflessioni di un cittadino confuso - Tre



Io sono certo che nessuno sia davvero convinto che il Governo Letta riesca a scansare momentaneamente l'aumento dell'IVA. Su questo hanno la stessa convinzione di farcela di un'acciuga di fronte ad uno squalo bianco (tanto per rimanere in ambiente acquatico). Non serviva l'uscita balbettante di Saccomanni, nè le promesse di facciata che non incantano nessuno. Le cose sono già state decise, da questo esecutivo modello Frankestein, in cui c'è di tutto e quasi nessuna sostanza. Abbiamo imparato, a nostre spese, che le cose reali stanno sempre da un'altra parte, fuori dai convegni, lontane dalle dichiarazioni certificate per l'uso ed il consumo della popolazione TV, chiuse nei meandri polverosi di leggine che non si conoscono mai. Questo fatto inevitabile (se non sarà il I° Luglio avranno già un'altra data in mano) è un colpo tremendo per chiunque, dai commercianti in giù. Essere carne da macello non dovrebbe fare piacere a nessuno, tantomeno ai milioni di disoccupati che già così non sono sul baratro (citando la CISL), ma ci cascano dentro ogni giorno. In fondo la storia è vecchia: il 99% deve soffrire (e crepare) affinchè il restante 1% continui la sua vita senza pensieri.
Non sappiamo più riscrivere la Storia.
Moriremo poverissimi e perdipiù ignoranti.