lunedì 24 giugno 2013

Il Sig. Rossi e il Cavaliere


Ogni giorno, per migliaia di persone, ci sono sentenze, giudizi, condanne, multe. Ogni giorno la elefantiaca macchina della Giustizia Italiana tenta di completare arretrati da quinto Mondo, in mezzo a carrelli di faldoni strabordanti di scartoffie e fotocopiatrici che tirano le cuoia. Ci si rimette al giudizio di altre persone, che sono (dovrebbero essere) "super-partes", ma che, in ogni caso, rappresentano lo Stato e le sue regole. Queste masse di normali cittadini possono avere la vita cambiata, stravolta, annullata in pochi minuti, dopo anni ed anni di attesa. Però, per qualcuno che "cittadino normale" non è, c'è la possibilità di arruolare Parlamentari e di pagare gente per urlare la sua innocenza. Ci sono TV prone e servizievoli, giornali maleducati e volgari, torme di ragazze-oggetto contente di esserlo che mentono sapendo di mentire. Un'altra cosa, un altro quadro: solo a questo "qualcuno" è permesso di dare dei giudizi denigratori sulla Magistratura e sui Giudici. A questo colui faranno ridere parcelle milionari per avvocati (minuscolo) che, oltre al resto, sono anche dei Parlamentari dello Stato. E il primo grado fa gioco, anche quando è perso. Milioni di persone sentiranno un afflato devozionale che li porterà a condividere con il miliardario la loro vita da  ottocento euro al mese, portati dal vento della "Democrazia", nel senso più alto della parola. Perchè qualcuno ha detto che i Comunisti sono al potere e ci fottono ottocento miliardi di euro all'anno.
E allora se non c'è giustizia (per questi), ci sia almeno un minimo d'intelligenza.
Oso chieder troppo?