giovedì 11 luglio 2013

Non è successo niente



Non è successo niente, ieri alle Camere. Non è successo niente che non fosse pensabile o preventivabile. Se mettiamo in campo i modi di fare politica attualmente, è un ballo che bisognava ballare. Quella che prima era una battaglia sulla Giustizia, ma con accanimento (terapeutico) verso Berlusconi, da qualche tempo si è rivelata una pace sotterranea in nome del "bene" del paese. In realtà, lo sapete, il "PdL" tiene per il collo il "PD", che non ha saputo vincere nè convincere. La facciata è una cosa e la verità un'altra. Divenuto arcipelago, il "PD" si trova ad avere mille isole diverse, ognuna che cerca una sua strada e nessuna che tenti di avere una linea comune. L'astensione di alcuni suoi membri alla gogna imposta ieri (ridotta e con la scusa della riunione Nazionale degli altri) non è stato un "no". Qualcun'altro ha detto sì, ma fuori non è obbligatorio capire. Così come è chiaro che altre cosette verranno fuori, ideate da chi vince sempre e comunque, anche di fronte alla Giustizia. E sappiamo chi è. Quando ci si fidanza con una dama, la si accetta e una larga parte del Parlamento (tranne "Sel" e il "M5S", va detto) ha preso di buon grado la manina mummificata e ha dato inizio alla festa.
Dite che sia grave ciò che è accaduto?
Io dico di no, perchè ho imparato la spossatezza di chi si aspetta sempre un peggio a venire.
Non prendetemi per falso profeta.
Mi limito ad osservare, aspettando che si inizi a fare (ma toccherà a noi).