martedì 20 agosto 2013

Vendetta infinita


Benemerita la "Tucker Film" che porta a noi pellicole che restano, non passano come effimeri baracconi visivi o inutili ripetizioni di dejà-vu pseudo stilizzati. Di "Confessions" si può anche dire poco, tutto è lì, davanti ai vostri occhi. Tetsuya è visivamente perfetto e al contempo inquietante, penetrante e disturbante, mai al di sotto di una forma pressochè inattaccabile. Vedi alla voce "rallenty". Nel quasi cento per cento dei casi, questa tecnica è sovrastimata, usata a sproposito, spesso inutilmente. In "Confessions" le azioni si rallentano quasi al ritmo dei pensieri degli attori, in un circolo di crudeltà ed insensatezza che li travolge e li sposta verso il baratro e non sembra esserci altra maniera di raccontarle, non qui, non in questo film. Non è facile reggere la narrazione di omicidi insensati e di vite disintegrate, in un cupo nichilismo che non lascia scampo. Mai, però, si scade in una forma di autocompiacimento o di pura formalità. Tutto si incastra, magari all'ultimo secondo, seguendo quasi pedissequamente il romanzo d'ispirazione: una canzone o un semplice sguardo, un particolare, un ritorno a scene già viste, ogni singolo frammento è delineato in maniera abbacinante.
A dire le cose così sembra di parlare di uno di quei film per pochi, i soliti soloni del 35 mm.
Invece chiunque, se ne avrà occasione, riconoscerà in "Confessions" una di quelle opere che raschiano l'anima per non lasciarla mai più.
Semplice.

mercoledì 7 agosto 2013

Before The Bullfight - One Consideration



La speranza è capire come faccia una canzone, una forma d'espressione che quelli bravi considerano minore o peggio, a diventare così importante. Dal 1985 ad oggi fanno quasi trent'anni, in cui ci si potrebbe stufare di ogni cosa, perfino della propria faccia o della vita. Spesso mi capita di lasciare certe cose sedimentare, anche a lungo. E' successo con "Brilliant Trees", che, al primo ascolto, non mi piacque per nulla, tranne, poi, divenire, un ascolto fisso ancora oggi. Con "Before the Bullfight", che si snoda per oltre nove minuti, è stato quasi un amore a prima vista, invece. La musica è nei luoghi ove l'ascoltiamo, è nelle persone con cui la condividiamo o che semplicemente, incontriamo, è nelle nostre fantasie. Io l'associo a pensieri, non solo a ricordi, a sensazioni, a stati della mia anima. Qui dentro, dentro alle note ed alle parole, ritrovo e vado avanti, nel medesimo attimo. E' difficile dire, far comprendere quanto in fondo possa arrivare un frammento di melodia od un passaggio, che risentito migliaia di volte ancora commuove. Sì, commuove. Non siam tutti uguali, non siamo tutti interessati, non siamo per forza benvolenti. Qui si va oltre al gusto, alla passione: qui vi parlo di me, di Lei, di notti coraggiose, di momenti di noia e di passione.
"Before the Bullfight" sono io che vi parlo.
Per questo non smetterò mai di ascoltarla.
Mi voglio sentire ancora per un po' più umano e innamorato della vita, anche quando è difficile.

"If I'm losing you
Then there's nothing more that I can say
The fighting is on
And battles are won
Or thrown away".