martedì 5 novembre 2013

Ritorno ad un futuro



L'ennesimo cambiamento di questo tormentato Blog può essere visto anche come forma di una personale schizofrenia. E' un punto da cui si può partire. Sempre tentato dal mio narcisismo (parola che mutuo dal post dell'amico Francesco, cui si deve, almeno in parte questo "restart"), cerco la maniera per cavalcare la Rete in una maniera che non escluda nulla, ma che a nulla conceda di sovrastare me stesso. Ripetendomi, che alle persone di una certa età è cosa che viene bene, ho sempre dichiarato che l'unico vero spazio a cui tengo è questo. Poi, si scende a patti.

Per prima cosa con la velocità. "Facebook" e "Twitter" sono animali da corsa, su piste ove si accalcano milioni di persone, letteralmente. Il gioco è semplice: io ci sono, amatemi, leggete le cose più sciocche o quelle più intelligenti che scrivo, ma siateci. Così l'ingranaggio diventa sempre più grande, un attimo fuori controllo, anche perchè, sulle canoniche ventiquattr'ore, non è ammissibile passarne la metà a corrersi dietro.

Quindi, ed è il secondo punto, bisogna rallentare: serve rallentare. Metti in conto che questo non ti fa più apparire come prima: un giorno e sei quasi dimenticato, due e sei storia, tre e neanche il nome si ricorda. Non è una legge: è quasi una naturalità. Quindi, rincorri, trafelato. Il più è fuffa, anche intelligente, ma fuffa. Non la disedegno, anzi le battute e i lazzi mi piacciono: staccano. Però troppo, troppo.

Il Blog, mezzo di massa solo per alcuni pseudo eletti, era l'architrave portante, mica secoli fa. Poi, di nuovo, IO e il circondario aperto. Allora, si penserà, perchè non essere coerenti e rimanere solo qui? Per l'interazione tra le varie forme, l'una non esclude l'altra. E' il peso che va ridistribuito, alla faccia dei contatti e dei like. Presenza un attimo rivista, allargamento delle altre concessioni che la vita ci fa.

Aggiungete il desiderio di tornare a scrivere, imponendosi una dose massiccia di distrazione dai numeri. Nessuno leggerà non è vero: non ci saranno masse, ma probabilmente più rispetto verso me stesso e questo mondo virtuale personale, la cui grande bellezza resta quella di poter essere cancellato definitivamente da pochi gesti su una tastiera.
Benritrovati.