martedì 31 dicembre 2013

Microfratture #ac (end of 2013)


Si chiude un anno molto, molto difficile. La banalità: la vita scorre fuori da qui, da questo spazio in cui mai ho scritto così poco.
Se la mente non è serena, è difficile. Rischi il lamento, una cosa che infastidisce, perchè le persone hanno tutti qualcosa per cui non essere sempre liete. Ca va sans dire.
Molta responsabilità di questi giorni brutti ricade su di me, sul mio carattere, su una sorta di immobilismo poco giustificabile: umano, magari, ma non per questo più facile da comprendere.
Nessun proposito, per il 2014.
La volontà di essere vicino ai miei cari, di aiutare ancor prima d'essere aiutato, di non dire per forza qualcosa, cercare di avvicinarmi ai cinquant'anni con la testa giovane.
Troppo o troppo poco.
Questo è un diario.
Passate e saprete.
Siate voi stessi.

sabato 7 dicembre 2013

Microfratture #ab


Dopo quel momento, avevo almeno cinque anni in più sulle spalle.
In un attimo.
Non mi ricordo il nome del paese, ma era uno di quelli belli, medioevali, andava visto.
Certo, non contromano: la "Panda" rossa arrivò intatta alla fine della stradina, senza incontrare altre auto.
Non ho detto nulla: io proprio con Lei non riuscivo a perdere la calma, anche se ci sarebbe stato il motivo.
L'Amore può prendere anche strade vietate.

domenica 1 dicembre 2013

Microfratture #aa


Ad Andreis ci andavo per altri motivi. C'è un prato su cui, una notte d'estate, ho detto parole che solo immaginavo. Un po' come Federico che era ancora vivo e alla fontana di Bosplans ci passavamo.
Adesso si sa che molte persone stanno meglio quando non ci sono più, perchè non ci possono infastidire.
Come tutto passa e tutto resta, sì anche i prati e gli anni.
Devo tornare.