venerdì 4 aprile 2014

Opinioni vs. soloni



[Questo non è mai stato un Blog d'informazione, ma di opinione. Meglio ribadirlo, anche ai pochissimi che mi onorano della propria attenzione. E sì, perchè c'è una differenza sostanziale tra chi dice la sua e chi fa giornalismo/informazione. Io riporto notizie da giornali e siti: di certo posso (ed ho) sbagliato, alcune volte, a farlo, perchè chi aveva il dovere di verificare fonti e avvenimenti non l'ha fatto con il dovuto discernimento e professionalità. Quello è un problema che non mi riguarda, se non di sponda. Non sono un giornalista, per fortuna.]

Ancora oggi, data astrale 2014, mi pare ci siano grossi e anche voluti fraintendimenti sulle differenze che ci sono tra i vari tipi di modalità ed uso dei siti personali. Ribadisco, personali. Le testate giornalistiche che si cimentano sul web sono altra cosa, partono da presupposti diversi e, senza meno, contano sulla (presunta) professionalità di chi le gestisce. L'opinione di un giornalista non è quella di un "...ragazzino di 16 anni" (cit.). Verissimo, perchè sono due mondi diversi. Non ci vuole un Pulitzer per capirlo.

Se un Blogger vuol fare informazione, quella vera, quella che dà un punto di vista proprio, ma utile a chi vuole comprendere un avvenimento, una storia, una situazione, deve necessariamente avere delle fonti certe, delle informazioni originali: sennò è come me, un cittadino che si esprime e dà una visione delle cose. E temo che questo sia ancora fastidioso per moltissime persone, anche e soprattutto del "mestiere". Non è la paura, abbastanza infondata per milioni di Blog (non parlo di quei Blogger che si sono formati una base amplissima di notorietà perchè gestiti in maniera molto esperta e con basi di giornalismo puro), di portare via visibilità ai giornali e ai loro fruitori, ma un modello di pensiero che circoscrive le opinioni solamente a coloro che si ritengono (o vengono ritenuti) adatti ad esprimerle.

La reputazione di un giornalista non verrà di certo scalfita da un sito qualunque, se egli sa e saprà fare il suo mestiere anche sulla Rete. Che si inizia a pensare, però, che il Mondo della fruizione dell'informazione e delle interpretazioni soggettive è ancora immutabile nella staticità di un quotidiano (seppur non cartaceo), si sbaglia e di molto. L'adattamento alle nuove tecnologie non è solo un fatto tecnico, ma mentale: sempre di meno ci sarà spazio per pressapochismo o per arcaici difensivismi corporativistici.