sabato 27 settembre 2014

I chiodi delle poltrone



A quanto pare è proprio vero che ognuno ha la sua, di Giustizia. E' praticamente impossibile, per un personaggio politico, accettare una sentenza di buon grado, facendo dei distinguo, riservandosi di ricorrere in appello, ma intanto di dimettersi. Qualunque parte rappresenti, la colpa è sempre altrui: del sistema, dei Giudici, della corruzione, della melma, del vento o della polvere.

Potrebbe essere un De Magistris qualunque che parla o uno dei tanti condannati che stanno a Roma, nei Palazzi del "potere": quel potere che non si molla nemmeno sotto tortura (si fa per dire: il massimo che certa gente sopporta è che gli tolgano il telefono gratis, poi va fuori di testa) e che siccome viene dal popolo solo da esso può essere tolto.

Dallo stesso popolo che si affida all'apparato della Giustizia inerme, il più delle volte, e che di certo non può combattere per la propria innocenza (sempre presunta, sì) sui giornali, alla TV o pagando avvocati di grido. E' proprio inutile dire che tutto il Paese fa schifo, perchè lo stesso Stato crea diseguaglianze enormi e insopportabili.

Se De Magistris andrà a fare il "Sindaco in strada" gli auguro di capire cosa vuol dire vivere fuori dagli uffici dell'amministrazione, tra chi si sbatte per poco o niente, tra chi si aspetta risposte a domande legittime e nonostante tutto, nonostante i tanti delinquenti, ancora vuol credere che esista un minimo di decenza e moralità.

I chiodi delle poltrone di certe persone ancorano il loro culo, nonostante tutto, però.