venerdì 2 dicembre 2011

Fiat o non Fiat?



La "Fiat" gioca a fare la fighetta. Non se ne va, se ne va, resta impalata: nascondino finanziario e morale. Vi diamo i soldi, vi teniamo tutti a lavorare, anzi no. La "Chrysler" vende, negli USA: la "Fiat" in Italia (ed Europa) no. Se è vero (come è vero) che questa economia si regge su numeri fittizi, inventati, ogni cosa è reale, così come è reale il suo contrario. Da gennaio la "Fiom" sarà fuori dai consigli di fabbrica: all'indice coloro che non firmano i ricatti (poche storie, questo è quello di Marchionne), quelli che sono il primo Sindacato all'interno dell'azienda ed anche il primissimo ad esserne estromesso. Ma se Landini non ride, Bonanni può anche iniziare a tirare fuori il fazzoletto per asciugarsi le lacrime: altre sigle, minoritarie, conteranno più di lui e dei suoi peones. Sembra il delitto perfetto: mettiamoci pure l'ammonimento al Governo a restarne fuori. Questo esecutivo, non il precedente, chissà perchè. Il pseudo liberismo del maglioncino non incanta più, non serve, non diverte, non porta benessere, ma ansia, precarietà. Un'altra favola in cui non cascare, un'altra tegola sulle teste di migliaia di operai.
Almeno alle trattative ci mandassero la Lopez (chè tanto la "500" non si vende lo stesso): persa per persa, ci guardiamo un bel culo.



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