mercoledì 14 novembre 2007

 Dog eat dog



Ci perdiamo quotidianamente tra i miasmi di un Mondo che ha poco di buono. Nei Blog, in Rete, compaiono in continuazione articoli che mi mettono in guardia sulle storture del “sistema”, sul fatto che non contiamo nulla, per quanto si sbraiti, ci si indigni. E petizioni, a iosa: tutte giuste, ineccepibili, assolutamente verificabili.

Ieri mi è giunta una mail rivoltante, credetemi, da vomitare. In un filmato spaventoso si viene portati a conoscenza (almeno, io non lo sapevo) della “pratica”, attuata in Cina, di scuoiare vivi i cani, considerati animali da pelliccia. Ora, di fronte a certe cose a me passa il “politically correct”. Non ho mai considerato quella Occidentale come una Civiltà superiore, visto, appunto, lo schifo che facciamo ogni giorno, ma non mi si chieda di comprendere “tradizioni” altrui del genere. Per risparmiare mezzi di soppressione, a questo punto benevoli, ciò che accade è assolutamente ingiustificabile. La mail giunge da persona fidata, che come me è rimasta senza parole.

Chi voglia firmare me lo dica in “PVT”; non voglio che capiti ad amici troppo sensibili. E' sconsolante ravvisare l'impotenza della ragione, del buonsenso e della pietà nei confronti della maggioranza delle persone. E non voglio neanche parlare d'ignoranza, chè anche quella mi pare una scusa. E come tutte le scuse, in casi del genere, offensiva.

Gerd Winner, "Isle of Dogs II", 1973, Tate Modern, London.