giovedì 20 dicembre 2007

 The Last Post of the Year
          (вы желаете целый караван)




Aggiungo una celebrazione all'altra: il Natale incombente (minaccioso?) e la cancellazione di un confine, veramente uno degli ultimi in Europa.
Per molti come me c'era una sorta di consuetudine, che si può celebrare come memoria, ora.
Una di quelle memorie “minori”: non una Guerra, non un evento politico, non un avvenimento naturale.
Cose che non vengono riportate dai libri o sentite alla radio: una semplice abitudine.
Era quella di andare in Yugoslavia.
Quel confine che, a mezzanotte, non ci sarà più veniva superato quasi ogni settimana, per comprare la carne o per rifornirsi di benzina. Si entrava in questi market che i più avrebbero definito tristi, solo perchè spartani, legati ad un'idea praticità, più che d'apparenza. Come erano buone le gelèe di frutta. Per me è sempre rimasto andare in “Yugo”: non rifiutare il nuovo status di quel Paese, ma restare legato ad un periodo lontano della mia vita.
Spesso accade che i ricordi dell'infanzia e dell'adoscelenza sembrino i più belli, ma è solo perchè ormai sono smarginati, quasi senza colori.
 Eppure quei brevi viaggi, o le vacanze sul mare cristallino della costa, stanno lì e sfidano le miserie della politica, dell'odio e dei ragionamenti “da fuori”, sempre troppo sottili.
In fondo quel confine per tanti non c'è mai stato e le divise verdi della Polizia Yugoslava non erano di certo il nemico. Stanotte si festeggia: a me resta il gusto amarognolo della fine di un tempo che non ha mai guardato in faccia le cose importanti, ma che si confrontava sempre e solo con il cuore.
Almeno per una volta sia concesso.

Ecco, adesso ci sarebbero da lasciare gli Auguri per questo carrozzone scalcinato e un po' cialtrone che si chiama Italia. Invece li lascio, sinceri ed affettuosi, alle persone che stanno sul carrozzone: agli amici Bloggers, a quelli che ho conosciuto di persona (la mia splendida sorella “Lama”, la Compagna adorata “Miru”, la geniale “”, la grande “Simplest”...e altri) e a quelli che conoscerò in futuro, alla brava gente onesta e a tutti quelli che mi dimentico, ma solo perchè sto diventando anziano.
Senza farla lunga, a tutti, davvero tutti.
Siate sopratutto sereni e in salute: il resto si risolve.
Grazie per questi dodici mesi e per la pazienza.
Le incursioni in rete sono probabili: difficile starne fuori.
Ma sempre meglio non esagerare.

Foto: fatta a Roma.