venerdì 4 aprile 2008

Anche Libero va bene







Tutti i mondi possibili possono essere piccolissimi, da poter tenere sulla punta delle dita.

In questo, virtuale, che sempre più è inquinato come quello vero, a volte si fatica a stare sopra la banalità.

Eppure, senza magie, ma con la forza delle parole, delle convinzioni, ci si può avvicinare uno all'altro, come nella vita: sfiorarsi senza mai vedersi, eppure sentirsi vicini.



Ricordo quando rispondevi ai miei commenti in "privato": mi stupivo, e tu dicevi che preferivi così, almeno fino a che non ti saresti sentito più a tuo agio con questo mezzo.

Sincerità e schiettezza, senza troppe barriere: la politica, lo schifo impiantato e fatto crescere rigoglioso, i mali di questo miserevole paese e solo pochi accenni al tuo difficile privato.



La forza: quella la vedevi subito, lì, tra le righe, nei pensieri, nelle arrabbiature.

La voglia di non mollare mai, anche solo con le frasi, i concetti: una prima linea a cui hai fatto arrivare tanti di noi, contenti di aver trovato un altro amico vero, seppur lontano, seppur mai toccato, con cui non ho diviso una cena, un bicchier di vino.

Ma i sorrisi, quelli sì: di stima, d'affetto.



Stasera, Alessandro, ti ricorderanno in tanti, ma sempre troppo pochi, in una di quelle occasioni in cui avresti portato il tuo contributo d'uomo libero e coerente, la presenza della tua volontà. Io non potrò esserci ed il rammarico è divenuto afflizione, perchè non potrò stringerti la mano e chiamarti "Compagno". Io ho paura, Alessandro: paura che "dopo" non vi sia nulla, ma tu mi stai dando l'energia per sperare, invece. Tu ci sei.

Così, spero, di abbracciarti, un giorno, e sorridere ancora.

Jim Hodges, "Where The Sky Fills In.", 2002, Museum Of Modern Art (MOMA), New York.