martedì 21 ottobre 2008

 Smoke Gets In Your Eyes



Occhi chiusi ed orecchie tappate: così bisognerebbe vivere. Come fanno certi personaggi Italiani. Dispostissimi a sfracellarti l'anima in ogni maniera, sopratutto al lavoro, ma che poi Pontificano e fanno i Saggi, magari in Radio o alla TV. Tanto si beve tutto. L'industria italiana non ci sta, per ora, ad abbassare i limiti dell'inquinamento entro il 2020: troppo presto, costi eccessivi, cifre sbagliate. Tutto quello che volete. Minacciano il trasferimento delle Aziende e s'arrabbiano con la Cindia e gli USA, liberi di fare quello che vogliono. Va bene, tutto può essere, ma anche no. Nel senso che adesso si scopre che attraverso l'innovazione tecnologica si risparmia energia, si inquina di meno, si è più competitivi. Dov'erano, questi, quando già dieci anni fa si dicevano le stesse cose? Io, con i miei occhi, ho visto stabilimenti enormi dove le macchine camminavano tenute insieme con lo scotch, letteralmente: dove i liquami ed i fumi erano e sono allo stato brado, dove l'energia elettrica si buttava. Giustamente mi si chiede, come cittadino, di risparmiare: lampadine di nuova generazione, ciabatte con interruttore, nuovi elettrodomestici (che tanto pago io) e via così. Sì, doveroso. Com'è che però quando si va a toccare i soldini dei "manager" ogni cosa diventa un problema? Sono cinquant'anni che i "padroni del vapore" non svecchiano le Aziende, non innovano: massimizzare i ricavi, abbassare i costi, di tutto (anche del lavoro). Chi paga si sa, ce lo siamo detti alla noia. Adesso, oltre ad non avere più un euro, dobbiamo anche rassegnarci a vivere e a respirare come vogliono altri. Ci sarà un limite, dico io. Almeno, dovrebbe esserci. Forse?

Maxwell Ashby Armfield, "This England portrait Of An Owner", 1943, Tate Collection, London.